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Lo scherzo

By Milan Kundera, Antonio Barbato (Translator), Giuseppe Dierna (Translator)

(1555)

| Others | 9788845908033

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Book Description

<<Con Lo scherzo, il "tono" di Kundera è già nato splendidamente: quel dono di unire la rabbia e il gioco, l'odio e la tenerezza, la solidità e il capriccio, la disperazione e la melodia, il nichilismo e il sogno... Quello che non finisce di avvincerci è la fluidità: il dono supremo delContinue

<<Con Lo scherzo, il "tono" di Kundera è già nato splendidamente: quel dono di unire la rabbia e il gioco, l'odio e la tenerezza, la solidità e il capriccio, la disperazione e la melodia, il nichilismo e il sogno... Quello che non finisce di avvincerci è la fluidità: il dono supremo del narratore. Questa fluidità nasce da una totale dedizione ed effusione del corpo, della mente e dell'anima: incanta e conquista il Tempo, il Tempo della narrazione e del mondo, dove si istalla come signore; e di lì, dal cuore stesso del tempo, si rivolge ad ognuno di noi, come diceva Tolstoj, per contagiarci, come se ciascuno di noi fosse il più fraterno dei complici>>.
PIETRO CITATI

6 Reviews

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  • 1 person find this helpful

    La vita non è uno scherzo

    Lo scherzo di Kundera può essere letto come l'ironia della sorte mentre invece è il teatro di un mondo passato, che nella sua voglia di libertà finiva per negare la libertà stessa; che nel suo slancio di serietà e rigidità non sa distinguere più il bene dal male, uno scherzo dalla verità. La vicenda ... (continue)

    Lo scherzo di Kundera può essere letto come l'ironia della sorte mentre invece è il teatro di un mondo passato, che nella sua voglia di libertà finiva per negare la libertà stessa; che nel suo slancio di serietà e rigidità non sa distinguere più il bene dal male, uno scherzo dalla verità. La vicenda di Ludvick è paragonabile a quella di un cerchio, ad un punto che si allontana dalla sua origine (alternando malinconia e eccitazione) per poi tornarci e convincersi che in fondo era lui in errore, che per tutta la vita ha cercato di estraniarsi da se stesso, di negare ciò che è soltanto per giustificare la propria sorte.
    Ma "lo scherzo" non è solo Ludvick. E' anche tanti altri personaggi, il più bello di quali è Konstka, un credente nel bel mezzo della Moldavia comunista.
    Un libro molto bello, intenso, dalla scrittura moderna, ove Kundera mostra al mondo la sua incredibile bravura nella narrazione con frasi e descrizioni che lasciano senza parole. Assolutamente da leggere.

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    Hellies15 said on Dec 14, 2011 about the Paperback edition | Add your feedback

  • A dispetto del titolo e di un inizio divertente, questo romanzo è in realtà la storia molto sofferta di un uomo, Ludvik, e della sua vendetta nei confronti di Pavel Zemanek, l’uomo che nella Praga degli anni Cinquanta lo ridusse a un emarginato, tagliato fuori dalla vita politica, sociale e affettiv ... (continue)

    A dispetto del titolo e di un inizio divertente, questo romanzo è in realtà la storia molto sofferta di un uomo, Ludvik, e della sua vendetta nei confronti di Pavel Zemanek, l’uomo che nella Praga degli anni Cinquanta lo ridusse a un emarginato, tagliato fuori dalla vita politica, sociale e affettiva del suo paese, per uno scherzo di cui Ludvik non capisce la potenziale gravità.
    Nel momento in cui Ludvik concretizza la rivalsa, capisce che la vendetta rinviata “si trasforma in qualcosa di ingannevole, in una religione personale, in un mito ogni giorno più distaccato da coloro che vi prendevano parte e che, nel mito della vendetta, rimangono uguali, mentre in realtà (il nastro è sempre in movimento) già da tempo sono persone diverse”.
    Mi ha fatto molto riflettere questo passaggio, visto anche il detto popolare, secondo cui la vendetta è un piatto che va consumato freddo.
    E ancora due spunti di riflessione.
    Il primo: la gente crede nella memoria eterna e nella riparabilità di azioni, errori, ingiustizie. Questa è una duplice fede errata: in realtà avviene proprio il contrario perché ogni cosa sarà dimenticata e a nulla sarà posto rimedio. Il ruolo della riparazione (della vendetta come del perdono) sarà assunto dall’oblio.
    Il secondo: è una frase da film, di quelle che tutte le donne, almeno una volta nella vita, hanno desiderato venisse loro rivolta. È una frase di Ludvik all’amante: “quando l’ho conosciuta, ho capito che era lei che stavo aspettando da molti anni. Che la stavo aspettando senza nemmeno averla conosciuta. E che ora deve essere mia. Che ciò è inevitabile come il destino.” Non è una menzogna. Ma nel contesto del romanzo è una verità così limpida da diventare ambigua.

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    arancioeblu said on Jan 6, 2012 about the Paperback edition | Add your feedback

  • "E' possibile che le storie, al di là del loro accadere, del loro esistere, vogliano anche dire qualcosa? A dispetto del mio scetticiscmo, era rimasta in me qualche traccia di superstizione irrazionale, ad esempio proprio quella strana convinzione che le vicende che mi capitano abbiano un senso ulte ... (continue)

    "E' possibile che le storie, al di là del loro accadere, del loro esistere, vogliano anche dire qualcosa? A dispetto del mio scetticiscmo, era rimasta in me qualche traccia di superstizione irrazionale, ad esempio proprio quella strana convinzione che le vicende che mi capitano abbiano un senso ulteriore, significhino qualcosa; che la vita con le sue vicende racconti qualcosa di sè, ci sveli gradatamente qualche suo segreto, stia davanti a noi come un rebus il cui senso è necessario decifrare, e le vicende che viviamo siano la mitologia della nostra vita e in questa mitologia stia la chiave della verità e del mistero. Si tratta forse di un inganno? E' possibile, è addirittura probabile, ma non riesco a sbarazzarmi del bisogno di decifrare continuamente la mia vita".

    Ci giriamo indietro di continuo a cercare un senso agli eventi trascorsi, alla luce del presente e immancabilmente dei nostri desideri. Ci affanniamo così in una ricostruzione parziale, talvolta persino fantasiosa. Ma anche quando riusciamo a essere discretamente oggettivi, dimentichiamo che mentre ci illudiamo di aver compreso, di aver trovato un bandolo, un nesso, un segnale, nulla può essere definitivo, perché nuovi eventi sono nel frattempo accaduti a dare un senso ulteriore a quelli già trascorsi. È lo scherzo beffardo della vita, il suo rimanere inafferrabile e impalpabile nel suo significato più nascosto, fino a che il destino di ognuno, e con esso la catena di eventi che ne individuano l’esistenza, non sarà compiuto. Ma allora, in quel momento, sarà forse vano cercare ancora un senso ad una mitologia destinata all’oblio.

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    LallaBart said on Dec 11, 2011 | Add your feedback

  • All'improvviso mi venne voglia di mandare tutto al diavolo. Di andare via e smetterla di preoccuparmi di tutto. Non voglio più restare in questo mondo di cose materiali che non capisco e che mi ingannano. Esiste anche un mondo diverso. Un mondo nel quale mi sento a casa e nel quale mi ritrovo.

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    Luca Leone said on Nov 30, 2011 about the Paperback edition | Add your feedback

  • Quella strana convinzione che le vicende che mi capitano abbiano un senso ulteriore, significhino qualcosa; che la vita con le sue vicende racconti qualcosa di sé, ci sveli gradatamente qualche suo segreto, stia davanti a noi come un rebus il cui senso è necessario decifrare, e le vicende che viviam ... (continue)

    Quella strana convinzione che le vicende che mi capitano abbiano un senso ulteriore, significhino qualcosa; che la vita con le sue vicende racconti qualcosa di sé, ci sveli gradatamente qualche suo segreto, stia davanti a noi come un rebus il cui senso è necessario decifrare, e le vicende che viviamo siano la mitologia della nostra vita e in questa mitologia stia la chiave della verità, e del mistero. Si tratta forse di un inganno? È possibile, è addirittura probabile, ma non riesco a sbarazzarmi del bisogno di decifrare continuamente la mia vita.

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    Luca Leone said on Nov 28, 2011 about the Hardcover edition | Add your feedback

  • " ma se la storia ha realmente una ragione, perchè mai dovrebbe essere una ragione che si preoccupa della comprensione umana, una ragione con la serietà di un professore? e se la storia scherzasse? "

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    kovalski said on Nov 7, 2011 | Add your feedback

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