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Lo schiaffo

Di

Editore: Mondolibri su licenza Neri Pozza

3.6
(519)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 537 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Marco Rossari

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 2

    A pagina 460, sfiancato dalle infinite descrizioni dei vestiti che portano questi quarantenni biechi e meschini e infantili e ancora-bellissimi-senza-un-filo-di-grasso che popolano questo libro come ...continua

    A pagina 460, sfiancato dalle infinite descrizioni dei vestiti che portano questi quarantenni biechi e meschini e infantili e ancora-bellissimi-senza-un-filo-di-grasso che popolano questo libro come inutili Oompa-Loompa, mi imbatto nella magistrale descrizione 'Anche Aisha si era messa in tiro, con un due pezzi rosso di cotonina che aveva comprato d'impulso' e sento che alla cotonina potrei non farcela più. Che cazzo è la cotonina? Ma soprattutto, chi cazzo ha deciso che questo Christos Tsiolkas con la sua prosa stracciapalle fosse degno di essere pubblicato?

    Ma sarò forte, e finirò questo libro, e mi vendicherò per il tempo perso.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzone complesso, forse un po' troppo ambizioso. I personaggi descritti portano a chiedersi: siamo veramente così? L'unico personaggio positivo ci rimette. Molti i temi affrontati. La scrittura ...continua

    Romanzone complesso, forse un po' troppo ambizioso. I personaggi descritti portano a chiedersi: siamo veramente così? L'unico personaggio positivo ci rimette. Molti i temi affrontati. La scrittura è attenta al dettaglio, scorrevole e piacevole.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Ma perchè vengono osannati questi.........?

    Veramente brutto. Una girandola impressionante di personaggi. Uno più irreale e surreale dell'altro. Un'umanità fallita di uomini violenti, volgari e puttanieri. Una accozzaglia di donne adultere, ...continua

    Veramente brutto. Una girandola impressionante di personaggi. Uno più irreale e surreale dell'altro. Un'umanità fallita di uomini violenti, volgari e puttanieri. Una accozzaglia di donne adultere, ipocrite, immature. Una assurda banda di studenti uno più tossico dell'altra. Due episodi sopra tutti. Aisha, moglie di Hector, veterinaria bella e (pare) forte ed intelligente non esita ad infilarsi nel letto di un collega di lavoro canadese durante un convegno ed il giorno dopo quando raggiunge il marito a Bali lo incita a sco...... per cancellarel'adulterio. E quando il marito tra le lacrime le confessa di averla tradita con una ragazzina, che fa? Confessa anche lei? Macchè! Ma dai!!!! Ma chi è 'sta scema? E che dire del branco di ragazzotti freschi freschi di maturità e pronti ad andare all'università che non esitano per provare a spararsi nelle vene l'eroina all'interno di un bagno a casa di una zia di uno di loro..... Autore paragonato a DeLillo, Frantzen e Perotta. Condivido. E' proprio una cane di scrittore come 'sti tre che a furia di descrivere l'incomunicabilità dell'essere umano e la insofferenza di vivere non sono mai stati capaci di comunicare nulla al lettore. Risultato descivono città, paesi, mondi assurdi dove non esiste un solo essere normale. Questa è vera fantascenza, altro che Star Trek!

    ha scritto il 

  • 5

    è un intreccio di personaggi con le loro culture, i loro ideale, le loro paure e sofferenze. è un attimo, uno schiaffo ad un bambino alla grigliata con parenti e amici che immediatamente si ...continua

    è un intreccio di personaggi con le loro culture, i loro ideale, le loro paure e sofferenze. è un attimo, uno schiaffo ad un bambino alla grigliata con parenti e amici che immediatamente si schierano da una parte o dall'altra. Si va avanti nelle pagine che volano scorrevoli e cambia la percezione di ogni personaggio...chi apparentemente è felice nasconde il buio, chi è apparentemente fedele è perso nell'oblio della solitudine. Da leggere e vivere!

    ha scritto il 

  • 3

    Misticanza all'inglese - 22 giu 14

    L’avrei collocato vicino a Markaris, quando ne lessi il titolo e vedendolo uscire per i tipi della Beat, una casa editrice associata di tascabili, che, in genere, pubblica molti romanzi di genere. ...continua

    L’avrei collocato vicino a Markaris, quando ne lessi il titolo e vedendolo uscire per i tipi della Beat, una casa editrice associata di tascabili, che, in genere, pubblica molti romanzi di genere. Poi lo prendo in mano (dopo un po’ di mesi è vero) e scopro che l’autore è australiano, seppur d’origine greca. E che il plot maggiore del poderoso volume, è proprio ambientato nella comunità greca e-migrata in Australia, ed in quel melting pot che ne risulta. Forse risulta strano per chi ne legge. Me se siete stati a Melbourne (e spero che ci potrà ci andrà) potrete capire meglio sia la mescolanza delle comunità (qui si parla di greci, indiani e arabi, ma io ricordo anche gli italiani, a passeggio lungo lo Yarra River) sia i difficili rapporti tra emigrati e locali (quando poi ci si rende conto che per locali, si intendono solo emigrati di terza generazione, che di aborigeni pochi ne rimangono). L’autore (non a caso sceneggiatore, che si sente una mano teatrale nel muovere l’articolata vicen-da) con un’inusuale tecnica, riesce a farci fare un giro, lungo e articolato, in queste comunità. Scoprendone vizi (tanti) e virtù (mica tante), problemi di rapporti, odi, ma anche rispetto (in alcuni casi) ed altre qualità di un mondo giovane (che così si sentono i nativi). Riprendendo l’idea di base di Rashomon, ma facendola evolvere e mischiandola con Schnitzler, Tsiolkas non ci presenta la stessa scena vista dagli occhi dei vari protagonisti. Ma ci racconta una storia, che si spande per diversi mesi, utilizzando 8 personaggi in soggettiva. Che narrano una parte delle vicende, ma che, ovviamente, tornano anche su avvenimenti precedenti, dandocene la loro interpretazione. I per-sonaggi principali di questa sarabanda sono appunto Hector (il greco) con la moglie Aisha (indiana), le due amiche di Aisha, Anouk (single) e Rosie (sposata con Gary, alcolista perso), e poi Harry (il cugino di Hector), Manolis (il padre di Hector) ed infine Connie (la studentessa che lavora con Aisha nello studio di veterinaria) e Richie (il più grande amico di Connie, e gay). Nella storia quindi si intrecciano relazioni e dipendenze. I greci sono dei gran puttanieri, ma Hector dice fin da subito che sesso è una cosa e amore è un’altra; è “onesto” nei suoi sbandamenti. Come invece non è onesto Harry che mantiene un’amante visto lo scarso affetto per la moglie australiana. Le tre amiche, che si sono trasferite da Perth nel nord dell’Australia, sino a Melbourne, sono molto legate, ma anche molto problematiche, ed a volte, molto in conflitto. Anouk è single, ha una storia con un attore più giovane di lei, e si tira un po’ fuori, quasi a far da analista esterno. Rosie ha avuto infanzie problematiche, ha sposato un inconcludente alcolista, e l’unica sua “gioia” è il figlio Hugo che all’inizio del romanzo ha poco più di 3 anni. Rosie riversa su di lui tutte le sue nevrosi, e cerca di educarlo secondo teorie libertarie, come solo in Australia si può pensare di portare avanti. Tant’è che lo allatta ancora. E gli fa fare quello che vuole. Hugo è quindi un capriccioso rompipalle, che alla festa di Hector e dei suoi figli, fa delle scenate assurde, prendendo a calci Harry. Il quale (certo sbagliando, ma lo avrei fatto anch’io) gli molla un sonoro ceffone. Questo è lo schiaffo del titolo, quello che dà il là a tutte le peggiori concatenazioni di vicende. Rosie decide di denunciare Harry per maltrattamenti, Harry si vuole scusare, ma niente, si va in causa. Dove Harry, forte dei suoi soldi, comunque ne esce indenne. Provocando una frattura tra Rosie e Aisha, la quale è dilaniata tra il dar ragione all’amica (non si prendono a schiaffi i bimbi) e la lealtà verso la famiglia. Dove Tsiolkas ci fa piombare, nei riti e nei ricordi della patria lontana, nell’interludio in cui diventa protagonista Manolis, il patriarca. Nel frattempo Aisha, in un seminario a Bangkok, ha una fugace storia d’amore con un cino-canadese (tutti sangue misti…). In una successiva vacanza a Bali con Hector questi le confessa di averla tradita con una diciannovenne. Dilaniati e dilanianti, alla fine l’amore e l’attrazione tra i due è più forte del resto. Torneranno uniti in patria. Dove però non sanno che la diciannovenne di cui sopra è Connie, che però capisce l’inutile storia con il greco e si mette, con sua somma felicità, con Ali l’arabo. Non prima di aver confessato le sue scappatelle all’amico del cuore. E finiamo con Richie, il suo rapporto nullo con il padre che lo ha abbandonato da piccolo, il suo amore per la madre lesbica, il suo outing (ma solo con Connie) di essere gay, il suo sbandamento quando vede Hector nudo sotto la doccia, ed il tentativo di far crollare tutto. Ma quel mondo di relazioni, di razzismi, di legami, è più forte del timido tentativo. Gli unici a patirne saranno Rosie e la sua famiglia, che non potranno alla fine che andarsene da Melbourne. Mentre tutti gli altri continueranno a vivere i loro amori e le loro ipocrisie. Benché lungo si legge molto bene. Non avvince nella storia in sé, ma illumina in alcuni di quei tratti che ho delineato prima. La madre di Hector non chiama mai per nome la nuora, ma la chiama “l’indiana”. Per uno schiaffo si monta addirittura un processo. E tanti altri piccoli tasselli miranti alla composizione di un bel quadro. Non un capolavoro, ma un’interessante vista della vita nel nuovo mondo (ed anche in molti vecchi, che i rapporti interpersonali d’amore e d’amicizia, ovunque hanno modo di esprimersi). “Solo gli imbecilli non hanno rimpianti.” (360)

    ha scritto il 

  • 1

    I would like to slap it on your face!!!!!

    Siamo in Australia, dove una famiglia organizza un barbecue con degli amici. L'atmosfera è gioiosa e rilassata, fino a che uno degli invitati dà un ceffone a un bambino, che non è suo figlio. ...continua

    Siamo in Australia, dove una famiglia organizza un barbecue con degli amici. L'atmosfera è gioiosa e rilassata, fino a che uno degli invitati dà un ceffone a un bambino, che non è suo figlio. L'atmosfera diventa tesa e ogni invitato reagisce e subisce in maniera diversa la vicenda. Almeno questo è quello che il libro vorrebbe essere. In realta' c'è solo una cosa che succede ricorrentemente e prepotentemente nel libro: TUTTI FANNO SESSO! Ma non in un modo che in qualche modo si sposa col racconto, NO, cosi' a caso. Le parole piu' utilizzate nel libro si riferiscono agli attributi intimi maschili e femminili, e non c'è bisogno di contarle, credetemi! Il tutto è molto malato e se vi starete chiedendo perchè non ho chiuso il libro quando ho visto l'andazzo, la risposta è che ero incredula, e speravo che in qualche modo tutto avesse un senso alla fine, si certo la fine, peggiore anche del resto del libro se possibile. Il concetto del libro era carino e anche il modo in cui sono suddivisi i capitoli, ogni capitolo descrive l'evento dal punto di vista di uno degli invitati, di fatto pero' la storia, se proprio ne vogliamo trovare una, si sviluppa in 50-70 pagine, le restanti 300 sono un insulto all' intelligenza del lettore.

    Avete presente quella sensazione di voler buttare il libro e colpire lo scrittore? Ecco si prova proprio questo!

    ha scritto il 

  • 1

    Faccio veramente fatica a trovare le parole per descrivere questa perdita di tempo e di denaro. Forse è sufficiente dire ciò per mettere in guardia chiunque che, come me, fosse tentato di leggere ...continua

    Faccio veramente fatica a trovare le parole per descrivere questa perdita di tempo e di denaro. Forse è sufficiente dire ciò per mettere in guardia chiunque che, come me, fosse tentato di leggere questa robaccia inclassificabile sotto tutti i punti di vista, cedendo, per l'ennesima volta come una pollastra, alle lusinghe di recensioni ed accostamenti osceni (Roth). Un vero obbrobio, statene alla larga!!!

    ha scritto il 

  • 3

    "Lo schiaffo" dovrebbe essere un romanzo breve, o un racconto. O, volendo mantenere i sub-plots, una serie di racconti. Invece è un pastone di romanzo prolisso in cui si annidano ampi tratti non ...continua

    "Lo schiaffo" dovrebbe essere un romanzo breve, o un racconto. O, volendo mantenere i sub-plots, una serie di racconti. Invece è un pastone di romanzo prolisso in cui si annidano ampi tratti non necessari: filoni inessenziali e descrizioni di personaggi non funzionali, che restano poi su binari morti. Il legame accomunante è quello dell'educazione filale, spaziando dalla mamma iperprotettiva che vizia Hugo al ragazzo-padre che beve e fuma dal bong. Il tutto con sullo sfondo un'Australia animata da immigrati (greci, indiani...) che assomiglia a una giovane Europa in uno specchio lievemente deformato.

    ha scritto il