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Lo schiavo del tempo

Di

Editore: TEA (TEADUE)

3.5
(411)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 342 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8878188069 | Isbn-13: 9788878188068 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Luisa Corbetta

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Descrizione del libro
Mentre si trova bloccato in fin di vita in una baita d'alta montagna, unostudioso dell'antica civiltà sumera viene salvato dall'inattesa quantoprovvidenziale visita di un misterioso, bellissimo giovane che dice dichiamarsi Azriel e di essere un demone con una lunga e struggente storia daraccontare. Azriel è lo spirito di un giovane ebreo babilonese che per amoreverso il suo popolo prigioniero in Mesopotamia è caduto in un inganno orditoda sacerdoti pagani e negromanti, i quali gli hanno strappato l'anima e nehanno fatto un demone in balia del mago che di volta in volta possiede le ossadelle sue spoglie mortali. Dalla Babilonia dei mille dèi alla Parigi di fineOttocento, all'Asia Minore a New York, il viaggio di Azriel volge al termine.
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  • 2

    Al Tashchet. ♥

    Non saprei. Rispetto alle altre letture della Rice devo ammettere che questa mi ha lasciata abbastanza indifferente.
    Il suo modo di scrivere è il solito di sempre..forse è anche questo che ha appesantito la cosa.
    In ogni caso mi sembrava di leggere, soprattutto verso la seconda metà e ...continua

    Non saprei. Rispetto alle altre letture della Rice devo ammettere che questa mi ha lasciata abbastanza indifferente.
    Il suo modo di scrivere è il solito di sempre..forse è anche questo che ha appesantito la cosa.
    In ogni caso mi sembrava di leggere, soprattutto verso la seconda metà e poi la fine, uno di quei soliti libri apocalittici con l'eroe che deve muoversi per salvare il mondo.
    Inizialmente mi aveva affascinato e non poco, lo ammetto, perché le descrizioni del mondo antico sono sempre di una certa valenza per me..però poi mi è sembrato un'accozzaglia di eventi.
    Continuo a preferire la saga dei Vampiri. :)

    ha scritto il 

  • 5

    “La domanda?”
    “Ho un destino io?”
    “Che domanda bizzarra. Cosa ti fa pensare che si possa avere un destino? Facciamo quel che facciamo e poi moriamo. Te l’ho spiegato. Esiste un solo Dio creatore e il suo nome non fa differenza. Il nostro destino, il destino di tutti, è amare e imparar ...continua

    “La domanda?”
    “Ho un destino io?”
    “Che domanda bizzarra. Cosa ti fa pensare che si possa avere un destino? Facciamo quel che facciamo e poi moriamo. Te l’ho spiegato. Esiste un solo Dio creatore e il suo nome non fa differenza. Il nostro destino, il destino di tutti, è amare e imparare ad apprezzare tutto quello che ci circonda. Perché il tuo dovrebbe essere diverso?”
    ho riportato questa frase perchè per me è bellissima.
    E' un libro che si legge tutto di un fiato, intrigante e molto interessante. E' la storia di uno "spirito" che è stato uomo e attraverso la sua storia ci parla di Babilonia, della grecia, di Strasburgo, della peste, insomma racconta il passare delle civiltà e del tempo, con la solita lotta tra il bene e il male, tra l'odio e l'amore che sono parte sempre e comunque dell'uomo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Bello ma troppo prolisso.

    Sappiamo che è lo stile della Rice ma francamente dopo un esordio non particolarmente esaltante, un inizio promettente, una parte centrale passabile, l'ultima parte è stata decisamente troppo lenta e prolissa.
    La scena di sesso telefonata pareva uscita da un romanzo Harmony anche se il fina ...continua

    Sappiamo che è lo stile della Rice ma francamente dopo un esordio non particolarmente esaltante, un inizio promettente, una parte centrale passabile, l'ultima parte è stata decisamente troppo lenta e prolissa.
    La scena di sesso telefonata pareva uscita da un romanzo Harmony anche se il finale in senso stretto, dal suicidio di Rachel Belkin in poi, recupera benissimo. Ma a fine lettura non si possono perdonare le scene pallosissime, su tutte il dialogo tra Gregory Belkin e Azriel: estenuante.
    Barocco, ci sono lampi di bellezza ma fin troppo prolisso.

    ha scritto il 

  • 3

    A singhiozzo...

    A tratti è stata una lettura piacevole che ricordava i suoi libri più belli, noiosa in alcune descrizioni ( tipiche della Rice ) e troppo prevedibile. Mi aspettavo qualcosa di meglio, ma forse non c'è un meglio per lei.

    ha scritto il 

  • 4

    Per apprezzarlo bisogna andare oltre le prime decine di pagine!

    L'inizio del libro lascia di sasso. Ci si chiede come la Rice abbia potuto pensare di sfornare un altro libro esattamente sulla scia dell'Intervista col vampiro. Citare se stessi è un brutto segno, significa che le idee di uno scrittore sono agli sgoccioli.
    Eppure il libro mi era stato cons ...continua

    L'inizio del libro lascia di sasso. Ci si chiede come la Rice abbia potuto pensare di sfornare un altro libro esattamente sulla scia dell'Intervista col vampiro. Citare se stessi è un brutto segno, significa che le idee di uno scrittore sono agli sgoccioli.
    Eppure il libro mi era stato consigliato caldamente da un amico di fiducia. HO preoseguito nella lettura e pian piano ho capito il perché.
    E' un libro che, lasciate da parte le prime decine di pagine e la storia delle interviste con esseri sovrannaturali, ti trascina in un mondo che fino a questo momento pochissimi scrittori hanno descritto. l'antica Babilonia, il regno di Ciro il Grande, tanta storia che prende vita in personaggi e descrizioni che risentono del tocco magico e voluttuoso della Rice. Non ci sono vampiri né creature ambigue in questo romanzo, che scorre lento e comunque appassiona fino all'ultima pagina.
    Il protagonista, all'inizio un semi-patetico prodotto da TV commercial , bellissimo, con le labbra carnose e via dicendo, diventa uno spirito a tutto tondo che mostrerà gli aspetti buoni e cattivi del suo carattere.
    Bella anche la critica velata alla civiltà moderna, il punto di vista della divinità sul mondo.
    (soprattutto la scena in cui Azriel sostiene che le città con i loro templi sono una gabbia che con incensi e profumo attira gli dei per imprigionarli nelle statue dorate)
    Una splendida sorpresa, consigliatissima a tutti gli amanti delle antiche civiltà.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    La Rice ha dedicato questo libro a Dio! Niente meno! La Rice dava già segni di squilibrio di carattere religioso. Il protagonista è un ex umano, ora demone disincarnato, che assomiglia a tutti gli altri demoni della Rice. La scrittrice ha iniziato a farsi del male con le sue stesse mani quando ha ...continua

    La Rice ha dedicato questo libro a Dio! Niente meno! La Rice dava già segni di squilibrio di carattere religioso. Il protagonista è un ex umano, ora demone disincarnato, che assomiglia a tutti gli altri demoni della Rice. La scrittrice ha iniziato a farsi del male con le sue stesse mani quando ha deciso di analizzare i suoi personaggi dal punto di vista esistenziale. Poteva evitarselo ed evitarcelo. Chi vuole leggere di un vampiro o di un demone oppressi dai sensi di colpa? Nelle ultime pagine, la Rice sviluppa una certa trama, ma solo dopo averceli sfraganati per le trecento pagine precedenti.

    ha scritto il