Lo scialle andaluso

Di

Editore: Einaudi

3.7
(256)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 237 | Formato: Altri

Isbn-10: 8806136194 | Isbn-13: 9788806136192 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Educazione & Insegnamento , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Dei moltissimi racconti scritti nella sua vita, Elsa Morante presenta qui unascelta disposta in ordine cronologico. Nei dodici racconti di questa inquietavicenda predestinata, si potrà seguire, meglio ancora che nei romanzi, il temadrammatico e affascinante che sempre ha accompagnato la scrittrice e che prende forma soprattutto nel breve romanzo finale che dà il titolo alla raccolta:il rapporto viscerale madre e figlio.
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  • 5

    Certi racconti ti piombano addosso con quell’ allure di magico e fiabesco che solo una grande artigiana del linguaggio può evocare, da storie non più che comuni la rigorosa attenzione descrittiva ed ...continua

    Certi racconti ti piombano addosso con quell’ allure di magico e fiabesco che solo una grande artigiana del linguaggio può evocare, da storie non più che comuni la rigorosa attenzione descrittiva ed iperrealistica della Morante deriva gradatamente o allo stesso tempo e con somma eleganza a sfigurare personaggi e situazioni narrative, come è espresso dalla stessa autrice con quello che può essere definito il suo credo estetico: “l’ago è rovente, la tela è fumo” Un tocco di imprevisto, di misterioso, demoniaco in parte ma leggero, quasi sussurrato (“L’uomo con gli occhiali”) e poetico fino a farceli assaporare, quei personaggi e situazioni come se fossero stati catapultati lì sulla pagina da un altro mondo, quello dell’arte pura alla quale l’autrice mostra la sua completa dedizione, un mondo appartato oltre la faccia sicura del reale e forse più vero, come quello dei bambini, gli unici, altro credo estetico della Morante capaci di recepire la parola dei poeti, gli unici custodi di quell’innocenza astorica, barbara e giocosa. Penso a racconti come “Il gioco segreto” dove dei fratelli di nascosto si iniziano alla sublime arte del teatro, a “La nonna” dove ancora due fratelli interrogano la nonna e la invitano quasi a novellare ed a fantasticare con loro e ad altre immagini bellissime come quelle nel “Soldato siciliano” dove un soldato arriva dal buio profondo della notte ad una capanna e confessa il suo voler morire in battaglia per ricongiungersi con la figlia morta. Come dimenticare infine altre perle struggenti come “Il cugino Venanzio” ritratto poetico di un bambino malato e “Lo scialle andaluso” che dà il titolo alla raccolta e che ha delle assonanze con “Agostino” di Moravia (compagno di quasi una vita della Morante) nella tematica della gelosia e dei suoi risvolti psicologici nel rapporto madre-figlio. Da leggere, rileggere tutti ed assaporare e farsi trasportare dalla media via di una scrittura prosastica, straniante e poetica.

    ha scritto il 

  • 3

    Premessa: non ho mai letto nulla di Elsa Morante prima di questa raccolta di racconti, quindi non potrei fare paragoni tra questa e altre opere dell'autrice.
    Il racconto che dà il tittolo all'intera r ...continua

    Premessa: non ho mai letto nulla di Elsa Morante prima di questa raccolta di racconti, quindi non potrei fare paragoni tra questa e altre opere dell'autrice.
    Il racconto che dà il tittolo all'intera raccolta è il più lungo e il più interessante, racconto in cui viene sviluppato
    Il resto della raccolta è molto discontinuo, per la diversa riuscita dei racconti presenti. Ci sono racconti interessanti, dall'atmosfera magica o fiabesca, in cui è proprio l'atmosfera a essere l'elemento più importante, quasi più della trama. Altri racconti, invece, sono molto corti, troppo corti, senza particolarità che li rendano dei bei racconti.

    ha scritto il 

  • 4

    Racconti

    Lo scialle andaluso è il racconto più lungo della raccolta dal titolo omonimo. Il tema è costituito dal rapporto madre/figlio che richiama vagamente il romanzo Agostino di Alberto Moravia. Tuttavia, s ...continua

    Lo scialle andaluso è il racconto più lungo della raccolta dal titolo omonimo. Il tema è costituito dal rapporto madre/figlio che richiama vagamente il romanzo Agostino di Alberto Moravia. Tuttavia, se i sentimenti di Agostino sono palesemente erotizzati (l'identificazione della madre con la prostituta), quelli di Andrea sono privi di erotizzazione anche se altrettanto possessivi. Si potrebbe invece scorgere una certa affinità con Arturo: la mitizzazione della madre, la terribile delusione che genera il passaggio dall'infanzia all' adolescenza. Diversamente da Arturo però, l'adolescente Andrea non fugge di casa ma accetta con la madre il mondo.

    ha scritto il 

  • 3

    "Mentre camminava in uno stato fra l'ebbrezza e il sonno, le cose parevano nascere sotto i suoi occhi dal caos, e da un intimo impulso ricevere le forme"

    Un'eco di fiaba (nera) sopravvive in questi dodici, acerbi eppure notevoli, racconti della Morante. Un'eco che prende la forma di cornice per cercare di arginare gli impeti, per tentare di conferire s ...continua

    Un'eco di fiaba (nera) sopravvive in questi dodici, acerbi eppure notevoli, racconti della Morante. Un'eco che prende la forma di cornice per cercare di arginare gli impeti, per tentare di conferire struttura ad un narrare anarchico ed eccitato.
    Inutile dire come questo tentativo, piuttosto blando a dire il vero, di portare ordine si trovi a fallire miseramente, dal momento che poco o nulla può contro la forza distruttiva, dirompente del sogno/incubo (infantile/adolescenziale: un sogno che brucia, diventando cenere, a causa delle febbri della crescita) che costituisce, seme deviato ma prolifico, l'anima autentica di questa raccolta.
    Nutriti ed impastati da e con una realtà di miseria, di stanze scure e polverose, di tessuti stinti e logori, ricamati soltanto da sottili ragnatele, i racconti diventano dimora/prigione di fanciulli e fanciulle pallidi, denutriti (con scapole tanto aguzze e sporgenti che è facile credere si tratti di mozziconi d'ali), con occhi grandi e sempre umidi, di piccoli angeli in catene, di fantasmi senza pace (Maria ed Assunta su tutte).
    Le speranze di un po' d'amore, di una segreta intesa, svaporano presto, arse in un fuoco freddo di egoismi e cattiverie (svegliarsi, ammesso che sia ancora possibile, non serve più a nulla).

    ha scritto il 

  • 4

    http://antoniodileta.wordpress.com/2014/09/03/lo-scialle-andaluso-elsa-morante/

    “Per qualche giorno ella non vide i suoi vicini. Udiva spesso la voce della vecchia parlare forte, o chiamare il figlio ...continua

    http://antoniodileta.wordpress.com/2014/09/03/lo-scialle-andaluso-elsa-morante/

    “Per qualche giorno ella non vide i suoi vicini. Udiva spesso la voce della vecchia parlare forte, o chiamare il figlio con tono di sorda cantilena; ma, come per un’intesa segreta, sia lei che gli altri due evitavano d’incontrarsi. Ella aveva la sensazione che madre e figlio si fossero tracciato intorno un cerchio magico che a lei non era permesso oltrepassare. E rimaneva fuori dalla linea, affascinata e spaurita. Ma, invece di godere della pace che aveva sperato dalla campagna, come una sonnambula si aggirava per le stanze, turbata da incerte passioni. Talvolta la coglievano leggeri assopimenti, da cui si riscuoteva con un balzo, indolenzita e stupefatta, come chi sia gettato violentemente in un luogo estraneo.
    In uno di tali risvegli, sul tardo pomeriggio, si stupì di trovarsi dentro la luce riflessa dal fiume, che batteva sulle pareti con larghe ondate scintillanti. Le parve di approdare, sorda e ubriaca, ad una riva remota, e soltanto dopo qualche secondo si accorse che Giuseppe le era accosto; era in ginocchio davanti a lei, con occhi sorridenti e perduti in una adorazione fanciullesca.
    Impaurita balzò in piedi.
    - Sono io, - egli balbettò. Il viso di lei impallidiva, una fiamma le guizzò sulla pelle, e un flutto bruciante di sangue le si rovesciò sul petto. Con mani malsicure ed avide gli toccò i capelli, e così per un attimo oscillarono travolti dalla luce. Allora il giovane le cinse i fianchi con le braccia, e silenzioso appoggiò la bocca sul ventre sterile.”
    (Elsa Morante, dal racconto “La nonna”, in “Lo scialle andaluso”, ed. Einaudi)

    Non avevo mai letto nulla di Elsa Morante, anche se più volte mi ero avvicinato ai suoi testi in passato, specie quando avevo avuto a che fare con un suo celebre compagno, cioè Alberto Moravia. Ieri in biblioteca, essendo in cerca di racconti, mi sono imbattuto in “Lo scialle andaluso”, una raccolta pubblicata per la prima volta nel 1963 e nella quale sono inseriti diversi racconti della scrittrice, il primo dei quali scritto nel 1935. Il più lungo è quello che dà il titolo al libro, gli altri sono molto più brevi, alcuni addirittura di due pagine. Senza stare qui a dilungarmi troppo, devo dire che le storie raccontate mi hanno preso. Scritti bene (ma non avevo grandi dubbi al riguardo), i racconti si muovono spesso in una dimensione che, senza scadere nel fantastico, evoca visioni di sogno, pur restando ancorata alla quotidianità, che si tratti di una ragazzina spaurita o di una vedova quarantenne che ritrova la passione, o ancora di un vecchio ateo alle prese con la paura della morte o un soldato che ricorda il periodo pre-bellico. Com’è scritto nel retro-copertina dell’edizione Einaudi, nei racconti della Morante c’è un “nesso tra vita, sogno e scrittura, in cui la realtà diventa mistero e menzogna in una continua oscillazione tra bisogno del meraviglioso e chiaroveggenza adulta”. Insomma, pur non entusiasmandomi, i racconti mi sono piaciuti e mi hanno incuriosito, tanto da indurmi a considerare l’ipotesi di leggermi, a breve, anche uno dei romanzi dell’autrice (a tal proposito, sono graditi eventuali suggerimenti su quale scegliere).

    ha scritto il 

  • 3

    Tu sei l'uccella di mare

    Uno scrigno pieno di tesori di taglia e valore differenti. Ho amato soprattutto Il gioco segreto, Un uomo senza carattere e il racconto che dà il nome alla raccolta. Menzione speciale per la poesia ch ...continua

    Uno scrigno pieno di tesori di taglia e valore differenti. Ho amato soprattutto Il gioco segreto, Un uomo senza carattere e il racconto che dà il nome alla raccolta. Menzione speciale per la poesia che apre il libro nella dedica: una vera perla.

    ha scritto il