Lo sconosciuto n. 89

Di

Editore: Einaudi (Stile Libero Noir)

3.8
(166)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 330 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: 8806202286 | Isbn-13: 9788806202286 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Luca Conti

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Jack Ryan ha fatto mille mestieri e combattuto una lunga guerra contro l'alcol. Finalmente, a quasi quarant'anni, sembra aver trovato la sistemazione ideale, l'ufficiale giudiziario. Ma accettando un incarico apparentemente banale, Jack si trova immerso in una storia più grande di lui. Un certo Mr Perez, che si occupa di individuare società per azioni con utili da capogiro, incarica Ryan di rintracciare Robert Leary jr, sparito senza lasciare tracce e senza mai riscuotere i ricchi dividendi che gli spettavano. A Jack bastano poche ricerche per intravedere il ginepraio nel quale si sta cacciando: Leary è un delinquente psicopatico, e c'è qualcun altro che lo cerca, per saldare vecchi conti ancora aperti. Sarebbe meglio tirarsi indietro e tornare alla vita di sempre, se non fosse per Lee, la moglie di Leary: una bionda alcolizzata che chiede aiuto a Ryan, offrendogli l'occasione per riscattare il suo passato.
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  • 5

    Elmore Leonard dovrebbero conoscerlo tutti, magari proprio grazie a questo sconosciuto!

    Il re dei dialoghi ha dato il meglio di sè!

    Questo libro scritto nel 1977, ambientato negli USA del lontano 1976, è diverso dagli altri delle stesso "genere" scritti da Elmore Leonard.
    Gli ingredienti ...continua

    Il re dei dialoghi ha dato il meglio di sè!

    Questo libro scritto nel 1977, ambientato negli USA del lontano 1976, è diverso dagli altri delle stesso "genere" scritti da Elmore Leonard.
    Gli ingredienti sono i soliti che usa questo autore, personaggi con storie particolari, alcool, Detroit e le sue auto, affari più o meno loschi, un pizzico di Florida, alcool, delinquenza, sesso e tanto alcool.
    La differenza sostanziale è che la morale/il messaggio, questa volta non è da cercarsi tra le righe ma durante la lettura prende piede pian piano fino a diventare il fulcro e perno della storia.
    L'abilità immensa di Elmore, è di caratterizzare i personaggi usando descrizioni di poche righe e facendo il resto con i relativi dialoghi.
    Da pagina 98 a pagina 101 c'è un passaggio che dovrebbe essere insegnato a scuola!
    Degno di nota anche il rapporto, sempre tenuto insieme con questa tecnica, tra i due veri protagonisti.
    I loro scambi di battute delineano e mettono in mostra una purezza ed un'affinità che fa sembrare di averli accanto.
    Ho letto molto di Leonard ma mai ero stato così colpito, pur maturando una sempre più grande stima ed un immenso affetto verso questo incredibile scrittore.
    Complimenti anche a Luca Conti per il lavoro di traduzione, è merito anche suo se tutto quello di cui sopra è stato reso possibile!
    CONSIGLIATISSIMO!!!
    Approciate Elmore con questo libro e vi innamorerete all'istante!

    ha scritto il 

  • 3

    Godibile ma non tanto cattivo come Ellroy, non abbastanza ritmo come con Wislow ed una punta di buonismo, che nasce come i fiori dal letame, a metà fra Veltroni e Harper Lee.
    Capolavoro no, ma comodam ...continua

    Godibile ma non tanto cattivo come Ellroy, non abbastanza ritmo come con Wislow ed una punta di buonismo, che nasce come i fiori dal letame, a metà fra Veltroni e Harper Lee.
    Capolavoro no, ma comodamente sopra la sufficienza, soprattutto grazie a ottimi dialoghi, sul descrittivo si ritrova spesso fuori tempo.
    Mi sembrava strano che non ne avessero tratto un film di cassetta e scopro dopo attente ricerche che è stato prodotto solo nel 2013 un lngometraggio dalla clint productions con cast da incasso sicuro, qualcuno ne ha traccia in Italia?

    ha scritto il 

  • 3

    il punteggio giusto sarebbe 3.5. personaggi solitari e disperati, atmosfera poliziesco anni '70, dialoghi assurdi, questo mi piace di LEonard. ma Ogni tanto l'attenzione calava.

    ha scritto il 

  • 4

    Recensione tratta dal mio blog, link diretto: http://federico-russo.blogspot.it/2013/08/impressioni-lo-sconosciuto-n89-di.html

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    Wikipedia vi dirà tutto quello che c'è da sapere su Elmore Leonard. È ...continua

    Recensione tratta dal mio blog, link diretto: http://federico-russo.blogspot.it/2013/08/impressioni-lo-sconosciuto-n89-di.html

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    Wikipedia vi dirà tutto quello che c'è da sapere su Elmore Leonard. È un romanziere, ha scritto un sacco di opere e da molte di queste si sono ricavati dei film, tant'è che è famoso anche come sceneggiatore. Una vita per la fiction, in pratica. È morto 10 giorni fa, il 20 agosto.
    Ho scelto di leggere Lo sconosciuto n° 89 senza alcun motivo, mi piaceva il titolo.
    Si tratta, di base, di una crime story, un poliziesco più originale rispetto al cliché del detective che risolve i casi, in primis perché il protagonista non è un detective – anzi, è un povero cristo con precedenti e problemi personali, che al momento degli eventi ha trovato un equilibrio per vivacchiare normalmente.
    In secundis, lo spirito del romanzo è lontano dal dramma misterioso, quasi chic, delle detective stories.
    I personaggi vengono dal ghetto, tirano a campare, vivono alla giornata e non si fanno problemi se per alzare un po' di grana si rischia la galera.
    Elmore Leonard viene considerato un maestro dei dialoghi. Fermo restando che, personalmente, condivido l'opinione di King sul fatto che è difficile far suonare credibile un dialogo, anche se si registra una telefonata e la si riporta per iscritto, nonostante ciò è evidente che i personaggi di Elmore Leonard non suonano finti, anzi. C'è da imparare, sicuramente.
    Lo stile non è propriamente perfetto, i POV sono vari (e nella versione digitale che ho letto, non erano separati da un qualsiasi segno o riga bianca), sempre in terza persona, con una buona dose di infodump non fastidioso.
    Ma suppongo che il romanzo sia godibile proprio in virtù dello stile vivace, dei dialoghi verosimili e dei personaggi credibili.
    Forse per lo stile, forse per i personaggi, o forse perché la storia è stata scritta e ambientata nel 1977, ho avuto come l'impressione di leggere un Bukowski sobrio (letteralmente, non metaforicamente) e deciso.
    Ho finito il romanzo grosso modo in 24h, tra un impegno e l'altro, e considerando che sono molto comodo nel leggere (slow reading), questo è indicativo dell'abilità di Elmore. Oltretutto il genere non è il mio preferito, ma verso il 40% dell'opera la storia, a mio avviso, ingrana ancora meglio e un eventuale calo di interesse/attenzione viene compensato da un ritmo più incalzante per tutta la restante parte.
    È un romanzo (o un autore?) che, al di fuori del genere, che può non piacere, consiglierei di certo a qualsiasi scrittore, se non altro per ammirare l'abilità narrativa e prendere spunto.

    ha scritto il 

  • 4

    Il romanzo è stato pubblicato per la prima volta nel 1977 e mai più ristampato fino ad oggi, ed è stato davvero un peccato che sia dovuto trascorrere così tanto tempo per aver modo di leggere uno dei ...continua

    Il romanzo è stato pubblicato per la prima volta nel 1977 e mai più ristampato fino ad oggi, ed è stato davvero un peccato che sia dovuto trascorrere così tanto tempo per aver modo di leggere uno dei migliori libri di Leonard, che conferma, anche in questo caso, la sua favolosa capacità nell'imbastire i dialoghi, conditi dal solito umorismo e con una storia ed un protagonista, Ryan, destinati a rimanere impressi.

    ha scritto il 

  • 5

    Una velocissima fuoriserie rosso fuoco sfreccia lanciata per le strade di una metropoli fumosa in bianco e nero. Questo è l'effetto che mi ha fatto questo libro. Un flash, uno scatto rubato e perfetto ...continua

    Una velocissima fuoriserie rosso fuoco sfreccia lanciata per le strade di una metropoli fumosa in bianco e nero. Questo è l'effetto che mi ha fatto questo libro. Un flash, uno scatto rubato e perfetto. Ho adorato tutti i personaggi e la costruzione della trama, i punti di stanca, i colpi di scena. Da leggere, assolutamente!!!

    ha scritto il 

  • 4

    La classe non è acqua.

    E qui, troviamo Leonard ai suoi massimi vertici.
    Personaggi, situazioni e dialoghi sciorinati con la solita, assoluta, infinita maestria, mescolando humour, fucili a canne mozze, ricette al pomodoro, ...continua

    E qui, troviamo Leonard ai suoi massimi vertici.
    Personaggi, situazioni e dialoghi sciorinati con la solita, assoluta, infinita maestria, mescolando humour, fucili a canne mozze, ricette al pomodoro, bar di periferia e morti ammazzati in un cocktail unico e inarrivabile.
    Piccole storie, delinquenti di mezza tacca (Virgil Royal e Tunafish sono leggendari nella loro goffaggine), relativamente pochi soldi in ballo, e tutti che si sbattono comunque per arraffarli, in un intreccio che solo Leonard sa rendere e proporre in modo assolutamente particolare e speciale, attraverso il suo talento leggendario.
    Chissà se esiste il film? In mano ai Fratelli Coen, verrebbe fuori un capolavoro....

    ha scritto il 

  • 1

    Sono in difficoltà. Sono cosciente, infatti, che Elmore è un Maestro per molti lettori di Anobii con cui ho molte comunanze e fruttuosi scambi di consigli.
    Sperando che questo mio commento non susciti ...continua

    Sono in difficoltà. Sono cosciente, infatti, che Elmore è un Maestro per molti lettori di Anobii con cui ho molte comunanze e fruttuosi scambi di consigli.
    Sperando che questo mio commento non susciti scandali e nemici virtuali, devo confessare che fin dalle prime pagine ho trovato la scrittura banale, la trama irrisoria, le caratterizzazioni dei personaggi malamente abbozzate, e le deviazioni introspettive e sociologiche imbarazzanti. Leggevo i momenti delle cadute nell'alcolismo e non potevo che fare mente locale su quanto vi era, a proposito, in Infinite Jest ( ok, altro pianeta, ma qui sembrava altro universo). Scorrevo i dialoghi secchi, taglienti, propri del genere ( la parte migliore del libro), e non potevo che fare il confronto con Non è un paese per vecchi ( eppure, Mc Carthy NON è un maestro del noir).
    Insomma, ad un certo punto, avvinghiatomi alla decisione di arrivare comunque alla fine, speravo almeno in un finale appassionato, non da soap opera, non qualunquista.
    Niente, scontato oltre ogni misura.

    ha scritto il 

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