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Lo scrittore fantasma

By Philip Roth

(264)

| Hardcover | 9788806158248

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Book Description

All'età di ventitré anni, con quattro racconti pubblicati e una piccolarecensione sulla "Saturday Review", Nathan Zuckerman va a bussare alla portadel suo padre spirituale, lo scrittore Lonoff. L'uomo vive in quasi totalereclu Continue

All'età di ventitré anni, con quattro racconti pubblicati e una piccolarecensione sulla "Saturday Review", Nathan Zuckerman va a bussare alla portadel suo padre spirituale, lo scrittore Lonoff. L'uomo vive in quasi totalereclusione sulle colline del New England con la moglie Hope e una misteriosaragazza, Amy Bellette, una sopravvissuta all'Olocausto. Zuckerman vuole da luiun'approvazione, anzi qualcosa che somiglia ad una assoluzione. Vuolesedersi ai suoi piedi e bere la sapienza di un vero letterato. Di chi havotato all'arte ogni frammento della vita. Lonoff è un grande scrittore o,come egli stesso sostiene, è famoso per puro caso?

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    Sarà che sono una capra, ma io boh non ci trovo nulla di particolare in Roth. Tempo fa lessi ""La Macchia Umana"" che abbandonai dopo 150 pagine. Due palle. Poi solo l'altro giorno ho scoperto che quel libro era solo uno della serie che ha come prota ...(continue)

    Sarà che sono una capra, ma io boh non ci trovo nulla di particolare in Roth. Tempo fa lessi ""La Macchia Umana"" che abbandonai dopo 150 pagine. Due palle. Poi solo l'altro giorno ho scoperto che quel libro era solo uno della serie che ha come protagonista Nathan Zuckermann e il primo è proprio ""Lo Scrittore Fantasma"". Pensavo di capirci di più dal momento che si tratta del primo e invece, sì ci sono passaggi che non sono male (tutto sommato Roth scrive molto bene) ma per il resto niente è filtrato. E' un compito difficile per me immedesimarmi in quell'atmosfera americana in cui Roth trova radici. Sarò una capra io appunto ma anche tutta la storia sul Diario di Anne Frank che ruota intorno al personaggio femminile è lontana anni luce dalla mia capacità di comprenderne il motivo. Tuttavia questo non sarà l'ultimo libro di Roth che leggerò..sicuramente se tutti lo osannano ci sarà un motivo e poi sono masochista.

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    Chemical Harvest said on Apr 28, 2014 | Add your feedback

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    Il libro è incentrato sull'incontro tra Nathan Zuckerman, giovane aspirante scrittore, e il suo maestro E.I. Lonoff, che conduce una vita reclusa nel New England, insieme alla moglie e ad una misteriosa ragazza sopravvissuta all'Olocausto.
    Trama appa ...(continue)

    Il libro è incentrato sull'incontro tra Nathan Zuckerman, giovane aspirante scrittore, e il suo maestro E.I. Lonoff, che conduce una vita reclusa nel New England, insieme alla moglie e ad una misteriosa ragazza sopravvissuta all'Olocausto.
    Trama apparentemente semplice quindi, ma con Roth niente è semplice in realtà; durante questo incontro succedono cose strane e i dialoghi sono molto sottili, nulla è lasciato al caso. Ogni parola, ogni frase ha un peso nella scrittura di Roth, non ci si può distrarre neanche un attimo.
    Inoltre il giovane Zuckerman si trova a fantasticare sulla misteriosa ragazza e qui c'è il colpo di genio, non posso dire altro per non spoilerare ma questo risvolto mi ha veramente stupita.

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    Vivara said on Dec 27, 2013 | Add your feedback

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    après roth le déluge

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    Con Lo scrittore fantasma, pubblicato negli Stati Uniti nel 1979 e tradotto per la prima volta in Italia l’anno seguente, Philip Roth ha inaugurato la serie dei romanzi che hanno per protagonista Nathan Zuckerman, epopea c ...(continue)

    après roth le déluge

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    Con Lo scrittore fantasma, pubblicato negli Stati Uniti nel 1979 e tradotto per la prima volta in Italia l’anno seguente, Philip Roth ha inaugurato la serie dei romanzi che hanno per protagonista Nathan Zuckerman, epopea conclusasi nel 2007 (il 2008, in Italia) con Il fantasma esce di scena. Per ventotto lunghi anni, quindi, i lettori di tutto il mondo hanno potuto seguire le vicende, anzi l’epopea, del più celebre e celebrato alter-ego di uno degli autori più premiati di sempre (ma senza Nobel), nonché di uno dei personaggi più larger than life della storia della letteratura americana.

    Nel lontano 1979, Nathan Zuckerman è ancora un giovanotto di belle speranze, ben lontano dalla fama post-Carnovsky, autore giusto di qualche racconto e protagonista di un articolo sulla “Saturday Review”. Ed è con queste poche credenziali che si presenta alla porta di Lonoff, da lui considerato non solo un maestro ma un vero e proprio padre spirituale. Nathan Zuckerman viene accolto con rispetto e perfino con affetto dal burbero Lonoff e dalla mite moglie Hope, e con un pizzico di indifferenza-diffidenza da Amy, la misteriosa ragazza scampata all’Olocausto che gli anziani coniugi ospitano in casa (alla quale Roth dedicherà una lunga, parentetica parte del romanzo, che potrebbe sembrare un deragliamento ma che contiene, forse, il vero nucleo tematico del libro e che rappresenta inoltre un elemento originalissimo nell’impalcatura narrativa che in Roth, di norma, è invece piuttosto tradizionale). Dietro l’apparente tranquillità di una vita riservata, morigerata, quasi reclusa, tra i boschi, però, si nascondo i germi della tragedia che in qualche modo sarà scoperchiata proprio da Nathan Zuckerman.

    Nello Scrittore fantasma, che certo non è un romanzo giovanile e arriva anzi ben dieci anni dopo il colossale successo del Lamento di Portnoy, e che non è nemmeno uno dei suoi svariati grandi romanzi americani (alla Pastorale americana, per intenderci) Philip Roth fa Philip Roth, o meglio, dimostra che Philip Roth è Philip Roth è Philip Roth. In questo romanzo breve, sicuramente meno celebre e apparentemente meno ambizioso di tanti altri, infatti, mette sul piatto i temi che torneranno costantemente nelle opere successive, e non solo quelle che ruotano attorno a Nathan Zuckerman, ma soprattutto dipana le modalità narrative con le quali tutti gli autori che dopo di lui si sono cimentati col tema del doppio autore-personaggio, hanno dovuto, fosse anche solo inconsapevolmente, fare i conti. Roth è infatti, se non l’iniziatore, il maestro indiscusso di un certo modo di fare e fondere metanarrativa ed egografia. Senza spocchia, senza arroganza, senza inoltrarsi in labirintismi intellettuali, senza mai rinunciare all’essenza stessa del romanzo (l’intrigo nel quale succedono cose, i personaggi a tutto tondo, la scrittura precisissima, la voce sempre venata di serietà e ironia, raggiungendo un equilibrio perfetto che appartiene solo a lui) Roth riflette e fa riflettere sulla scrittura e soprattutto sull’imprescindibile tema del rapporto tra l’autore e il personaggio, che sia il suo alter-ego, come nel caso di Nathan Zuckerman, o meno, come nel caso di Amy Bellette-Anna Frank. Sempre lasciandoci credere, erroneamente, che sia “facile la vita, lassù nell’egosfera”.

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    ex-lettrice said on Nov 11, 2013 | Add your feedback

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    I personaggi del libro vivono concentrati sulle proprie nevrosi, secondo la cifra stilistica di Roth. Amy Bellette che crede di essere Anna Frank, e domani chissà chi altro, rifiuta la propria vita esattamente come fa lo "scrittore fantasma" Lonoff. ...(continue)

    I personaggi del libro vivono concentrati sulle proprie nevrosi, secondo la cifra stilistica di Roth. Amy Bellette che crede di essere Anna Frank, e domani chissà chi altro, rifiuta la propria vita esattamente come fa lo "scrittore fantasma" Lonoff.

    Entrambi vivono un'esistenza virtuale, entrambi si sentono prima ebrei e dopo tutto il resto. E' difficile dire quanto l'autore sia distante da questo desiderio di rifugiarsi nell'iper-uranio dei giusti, delle vittime della situazione, della persecuzione, della moglie compassionevole o dell'amore negato.

    Roth preferisce però rappresentare se stesso in Nathan Zuckerman, con quel tanto di cinismo che ce lo rende simpatico perchè libero. Non sapremo mai, però, se Lonoff abbia mai baciato quel seno offertogli in modo così generoso e disperato da Amy; e non capiremo se Roth avrebbe condannato quel gesto - che avrebbe infranto tutta la costruzione morale ma astratta della vita di Lonoff - o se sarebbe stato, ai suoi occhi, l'equivalente di quel che andare a vivere a Boston rappresenta per Hope.

    Roth è grandissimo e non si discute, neanche in questo lungo racconto: certo il compiacimento nella sua scrittura raggiunge talvolta la soglia del fastidio per il lettore.

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    Maurizio Attilio Ricci said on Oct 13, 2013 | Add your feedback

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    Philip Roth, "Lo scrittore fantasma"

    Alter ego letterario di Philip Roth, Nathan Zuckerman è protagonista per la prima volta in questo breve romanzo del 1979. L’occasione è il confronto tra il giovane scrittore e il suo mito Lonoff (pare ispirato a Saul Bellow, a Bernard Malamud e a Hen ...(continue)

    Alter ego letterario di Philip Roth, Nathan Zuckerman è protagonista per la prima volta in questo breve romanzo del 1979. L’occasione è il confronto tra il giovane scrittore e il suo mito Lonoff (pare ispirato a Saul Bellow, a Bernard Malamud e a Henry Roth), anziano vate che vive trincerato in campagna assieme a moglie e amante. Zuckerman viaggia con la fantasia e disserta con se stesso mentre pensa alla propria famiglia, poi immagina una rediviva Anne Frank in incognito e tocca con mano quanto possa essere triste dividere l’esistenza con un poeta arcigno.
    Alcuni personaggi tornano in Il fantasma esce di scena del 2007.

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    Ubiqua said on Jul 6, 2013 | Add your feedback

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    Dunque, che dire. Roth è sicuramente un maestro di stile, di quelli che possono permettersi di scrivere un romanzo praticamente senza alcuna trama. All'inizio è sempre un po' ostico, bisogna superare una cinquantina di pagine prima di entrare nell'at ...(continue)

    Dunque, che dire. Roth è sicuramente un maestro di stile, di quelli che possono permettersi di scrivere un romanzo praticamente senza alcuna trama. All'inizio è sempre un po' ostico, bisogna superare una cinquantina di pagine prima di entrare nell'atmosfera e cominciare a interessarsi davvero ai personaggi, ma poi è tutta in discesa.
    Davvero affascinante la storia basata sul libro di Anne Frank, riuscitissimo il personaggio di Amy. Forse mi aspettavo un pochino di più, insomma, non è il mio Roth preferito, ma tutto sommato si lascia leggere (probabilmente dire una cosa del genere di un mostro sacro come Roth è un sacrilegio, ma tant'è).
    Ora mi prendo una pausa e poi leggerò Zuckerman scatenato, voglio proprio vedere come si evolve il personaggio.

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    Thais said on May 19, 2013 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (264)
    • 5 stars
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    • 2 stars
    • 1 star
  • Hardcover 146 Pages
  • ISBN-10: 8806158244
  • ISBN-13: 9788806158248
  • Publisher: Einaudi (Supercoralli, 149)
  • Publish date: 2002-01-01
  • Also available as: Paperback , Others
  • In other languages: other languages English Books
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