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Lo smemorato di Tapiola

Di

Editore: Iperborea

3.8
(513)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 240 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Francese , Svedese

Isbn-10: 8870910989 | Isbn-13: 9788870910988 | Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Traduttore: Antonio Maiorca , Helina Kangas

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Humor , Philosophy

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Descrizione del libro
Il sole splende raggiante, una leggera brezza turbina nell'aria, dalle parti di Lestijarvi, una madre di famiglia sforna brioche alla cannella; un automobilista ubriaco, nelle vicinanze di Kokkola, provoca un incidente mortale. Insomma in Finlandia è iniziata l'estate. In questa frizzante mattina, il vecchio consulente agrimensore Taavetti Rytkonen, in preda all'amnesia, si trova in mezzo a un parcheggio di taxi, con l'apparente e unica preoccupazione di farsi un perfetto nodo alla cravatta. E' il giovane tassista Seppo Sorjonen che si offre di aiutarlo. Rytkonen scopre una mazzetta di banconote nella sua tasca, Sorjonen è su quattro ruote pronto a godersi l'estate. Così i due uomini scorrazzano nell'Ostrobotnia.
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  • 3

    Con scrittura leggera e ritmo arguto, il finlandese Paasilinna racconta una storia che spinge spesso al sorriso e si legge in breve tempo con notevole allegria. Niente di trascendentale, per carità, e anche a parecchia distanza qualitativa da ‘Il mugnaio urlante’, ma questo libro regala comunque ...continua

    Con scrittura leggera e ritmo arguto, il finlandese Paasilinna racconta una storia che spinge spesso al sorriso e si legge in breve tempo con notevole allegria. Niente di trascendentale, per carità, e anche a parecchia distanza qualitativa da ‘Il mugnaio urlante’, ma questo libro regala comunque qualche ora di piacevole intrattenimento in compagnia di personaggi che, come accade spesso con questo autore, sono degli stravaganti o, quantomeno, vivono ai margini della società per un motivo o per l’altro. Lo smemorato del titolo italiano è Taavetti Rytkönen, un anziano affetto da demenza senile in cui si imbatte (perché gli ostruisce la strada cercando di farsi il nodo alla cravatta) il tassista Seppo Sorjonen. Quest’ultimo, stufo del mestiere, finisce ben presto per licenziarsi e mettersi a scorrazzare, a meta tra l’autista e il badante, con il suo casuale compagno – che, per fortuna, prima dell’amnesia decisiva aveva prelevato una bella sommetta - in un viaggio estivo verso nord che risveglierà vecchi ricordi militari (la memoria dell’arzillo vecchietto è presbite), vedrà la sistematica distruzione della fattoria di uno scorbutico commilitone e si concluderà in una caccia al toro condita da pantagrueliche mangiate con cucina balcanica davanti a un gruppo di affamatissime vegetariane francesi. Come si può vedere, di spunti ce ne sono parecchi – altri ancora sono dispersi qua e là segnando le svolte della vicenda – e se non tutti possono dirsi riusciti alla stessa maniera, contribuiscono comunque alla brillantezza complessiva. Nel complesso, la parte migliore è la prima, più ricca di variazioni e forte di un andamento scanzonato favorito dai vuoti di memoria di Taavetti: quando questi ultimi scivolano via dal centro dell’attenzione in favore delle ossessioni del contadino Mäkitalo – il tizio che ha fatto la guerra con Rytkönen - o dell’avventura venatoria, la tensione un po’ cala mentre si passa dalle avventure della (sbilenca) coppia a una sorta di narrazione corale. Qua e là inizia anche a farsi notare qualche ripetizione, come se lo scrittore,una volta esaurito l’abbrivio dello spunto iniziale non sapesse più bene dove andare a parare. Da cui, ad esempio, l’episodio delle transalpine suddette, insolitamente crudele in un libro che ha uno sguardo affettuoso per tutti (compreso un disadattato abbastanza pericoloso come Mäkitalo) e che tende a giustificare il sospetto che si tratti di una sorta di riempitivo. E’ invece affascinante, in questo terzo e ultimo segmento, l’ambientazione all’aria aperta nella breve estate finlandese, tra la sponda di un lago tanquillo e tiepido (per la latitudine, si suppone) e il fitto bosco in cui si nascondono i tori, protagonisti di alcuni capitoli e che, alla fine, spiace vedere abbattuti invece di esser lasciati tranquilli a godersi la libertà che si sono conquistata. A questo punto, arriva una conclusione un po’ improvvisa nella quale, però, tutti vivono felici e contenti a conferma del tono lieve, quasi favolistico, che contraddistingue tutto il romanzo.

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro tutto sommato piacevole, con personaggi tenuti un po' per le molle della fantasia. Si può leggere se non si hanno eccessive pretese. Un po' sopravvalutato direi.

    ha scritto il 

  • 0

    E' il quarto romanzo che leggo e devo dire che da quello che ho potuto notare, pur essendo gradevoli, tendono ad assomigliarsi un pò tutti.


    Si parva licet, leggendoli mi sono venute in mente certe novelle di Pirandello. Chiedo ai più appassionati di Paasilinna se sbaglio o se qualche rapp ...continua

    E' il quarto romanzo che leggo e devo dire che da quello che ho potuto notare, pur essendo gradevoli, tendono ad assomigliarsi un pò tutti.

    Si parva licet, leggendoli mi sono venute in mente certe novelle di Pirandello. Chiedo ai più appassionati di Paasilinna se sbaglio o se qualche rapporto c'è.

    ha scritto il 

  • 3

    I posti sperduti dove finiscono i personaggi di Paasilinna si trasformano sempre in porti di mare, dove puoi incontrare la gente più strana e imprevedibile! L'amicizia è il legante che tiene unito il tutto "fonte naturale che da alcuni sgorga senza mai esaurirsi". Ora dovrei parlarvi dell'agrimen ...continua

    I posti sperduti dove finiscono i personaggi di Paasilinna si trasformano sempre in porti di mare, dove puoi incontrare la gente più strana e imprevedibile! L'amicizia è il legante che tiene unito il tutto "fonte naturale che da alcuni sgorga senza mai esaurirsi". Ora dovrei parlarvi dell'agrimensura finlaldese per poi passare ai mezzi corazzati per finire con un minuto di silenzio per tutti i caduti... ma forse non ricordo bene.
    Se qualcuno ritrovasse il vecchio macinino potrebbe magari restituirlo.

    ha scritto il 

  • 3

    Le letture scandinave non credo siano nelle mie corde, però questo libro è stato tutto sommato piacevole.
    La partenza è un po' zoppicante e lenta ma sul finire diventa molto divertente, a tratti esilarante.

    ha scritto il 

  • 3

    Si tratta del libro che leggo di quest'autore (evito di scrivere il nome, impronunciabile, per evitare figuracce!) e fatico a farmene un'idea precisa. Ecco a grandi linee la trama: un giovane taxista incontra per caso in mezzo a una strada un anziano solo, confuso a disorientato. Inizialmente att ...continua

    Si tratta del libro che leggo di quest'autore (evito di scrivere il nome, impronunciabile, per evitare figuracce!) e fatico a farmene un'idea precisa. Ecco a grandi linee la trama: un giovane taxista incontra per caso in mezzo a una strada un anziano solo, confuso a disorientato. Inizialmente attirato da una grossa somma di denaro decide di assecondare i desideri dell'uomo. Inizia così un lungo viaggio all'interno del territorio finlandese.
    Detta così la trama potrebbe sembrare allettante ed infatti mi aveva subito incuriosita. Peccato che l'umorismo dell'autore si spinga a tratti troppo oltre, creando situazioni assolutamente demenziali. Non vorrei essere troppo severa con questo autore, probabilmente non si tratta del mio genere. In più trattare un argomento delicato come la demenza senile con troppa leggerezza forse stona un po'.

    ha scritto il 

  • 3

    ridere. in modo surreale.

    c'è l'estate, breve, della Finlandia. La demenza senile accompagnata che fa da contrappasso alle saggezze mature. Un'amicizia nata per casa che prende per mano. La distruzione di una vita di lavoro per una rinascita, che è quella di prendere un pesce nella condizione più improbabile.
    Il pun ...continua

    c'è l'estate, breve, della Finlandia. La demenza senile accompagnata che fa da contrappasso alle saggezze mature. Un'amicizia nata per casa che prende per mano. La distruzione di una vita di lavoro per una rinascita, che è quella di prendere un pesce nella condizione più improbabile.
    Il punto di vista di una mandria di tori. Gli stereotipi del vegetarianesimo che fanno sorridere anche me.
    L'aria frizzante del nord colorata dalle parole magiche di Paasilinna.

    per chi
    vuole una leggera, ma non banale, compagnia in viaggi improbabili su mezzi pubblici italici.

    ha scritto il 

  • 3

    Concordo con chi sostiene che "Lo smemorato di Tapiola" non è il miglior libro da cui iniziare a conoscere Paasilinna. La storia è noiosa tranne qualche sprazzo di ironia pungente e salace qui e lì che pero non basta a far decollare una trama con molti punti oscuri. Le mie tre stelle sono dovute ...continua

    Concordo con chi sostiene che "Lo smemorato di Tapiola" non è il miglior libro da cui iniziare a conoscere Paasilinna. La storia è noiosa tranne qualche sprazzo di ironia pungente e salace qui e lì che pero non basta a far decollare una trama con molti punti oscuri. Le mie tre stelle sono dovute soprattutto alla seconda metà del testo, decisamente migliore della prima, e al fatto che ho avuto modo di scoprire un diverso aspetto della Finlandia, più a misura d'uomo e vicina a noi di quanto pensiamo, nonostante le differenze culturali che ci dividono. Per questo motivo leggerò altri libri di Paasilinna che spero siano migliori di questo.

    ha scritto il