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Lo spazio sfinito

By Tommaso Pincio

(98)

| Paperback | 9788834707395

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Book Description

Jack Kerouac si prepara a passare nove settimane nello spazio, per conto della Coca-Cola Enterprise. Marylin Monroe fa la commessa in una libreria. ArthurMiller si è comprato la casa sulla cascata...Negli anni Cinquanta immaginati da Tommaso Pincio i Continue

Jack Kerouac si prepara a passare nove settimane nello spazio, per conto della Coca-Cola Enterprise. Marylin Monroe fa la commessa in una libreria. ArthurMiller si è comprato la casa sulla cascata...Negli anni Cinquanta immaginati da Tommaso Pincio il senso del meraviglioso si è impossessato della vita quotidiana. I personaggi che hanno segnato l'immaginario contemporaneo vivono in un mondo terribilmente bello, ed è la malinconia a renderlo tale, e al tempo stesso incredibilmente vuoto. E' un mondo che può esistere solo nella fantasia, eppure ha la consistenza della scheggia di storia, del frammento di verità, perché racconta un sogno collettivo tratteggiando le costellazioni del desiderio, delle merci e delle icone di massa, e il modo in cui queste ci attraversano come atomi nella materia, lasciando un segno, un calore, un affetto.

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    Agile romanzo breve, da weekend (...postmoderno). Interessante il modo in cui affronta il Vuoto, ti rincorre e si palesa un tutte le forme possibili: Vuoto nello spazio infinito e nei piccoli spazi simbolici, come la casa di Wright (che può chiudere ...(continue)

    Agile romanzo breve, da weekend (...postmoderno). Interessante il modo in cui affronta il Vuoto, ti rincorre e si palesa un tutte le forme possibili: Vuoto nello spazio infinito e nei piccoli spazi simbolici, come la casa di Wright (che può chiudere un cerchio, Wright-Guggenheim ospita l'icona-Marilyn), Vuoto nelle vita dei protagonisti e lo sVuotamento dei miti, ridotti a vite che gli storici non ci riporterebbero mai. Tutto ciò mi spinge ad aggiungere alle nutrite citazioni uno scrittore di casa nostra. Complice una recente rilettura di Tondelli, mi è rimasta appiccicata la sua “presenza” e alla fine della lettura il tema del Vuoto mi riporta inevitabilmente ad Altri libertini, il nulla è uno dei temi fondanti dell'opera.

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    Bar-babuc said on Feb 3, 2013 | Add your feedback

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    Il vuoto diventa l’incubo di uomini che fuggono una desolante realtà cercando pace interiore


    di Patrizia Piperis
    La critica per l’abuso sfrenato dell’economia multinazionale
    è il tema di accusa del romanzo surreale edito da Minimum fax

    Tommaso Pincio, pseudonimo di Marco Colapietro, è uno scrittore, pittore e fumettista italiano. Uno dei ...(continue)


    di Patrizia Piperis
    La critica per l’abuso sfrenato dell’economia multinazionale
    è il tema di accusa del romanzo surreale edito da Minimum fax

    Tommaso Pincio, pseudonimo di Marco Colapietro, è uno scrittore, pittore e fumettista italiano. Uno dei suoi primi romanzi − forse quello che gli diede maggiore notorietà − può essere considerato come un viaggio introspettivo verso la comprensione di alcuni aspetti dell’animo umano. La storia è ambientata nella realtà statunitense degli anni Cinquanta, dove il protagonista Jack Kerouac si accinge a passare nove settimane nell’orbita spaziale per conto della Coca-Cola Enterprise. Uomo malinconico e profondamente apatico rispetto alla normalità, Kerouac intravede in questa missione un ricongiungimento tra il suo animo trasognante ed un mondo fantastico, fuori da ogni schema. Il racconto di cui si parla, Lo spazio sfinito (Minimum fax, pp.160, € 13,50), è stato pubblicato nel 2010.

    I personaggi
    Attorno alla figura dell’improvvisato astronauta, ruotano le vicende di altri personaggi: Neal Cassady, Marilyn Monroe e Norma Jeane Mortenson – entrambe omonime dell’attrice hollywoodiana – e Arthur Miller che presenta anch’esso un’omonimia con un’altra personalità famosa, appunto, il drammaturgo Arthur Miller. Neal Cassady, migliore amico di Kerouac, esterna quasi sempre nel corso di tutto il romanzo e in maniera abbastanza plateale, tutte le perplessità verso un mondo vuoto, la sua mente è un tumulto di dubbi e paranoie; anche nell’aspetto sentimentale, Cassady tende ad autoinfliggersi quella perenne inquietudine che serve a caratterizzare la sua persona. Egli s’innamora di Marilyn Monroe, conosciuta in una libreria dove ella fa la commessa, ma quando il giorno seguente torna nel luogo del loro presunto incontro per rivederla, scopre che la ragazza non vi lavora più. Ed è forse un tentativo di scacciare quella pesantezza che gli opprime l’anima, a creare l’illusione che lei gli abbia potuto lasciare il suo recapito telefonico; tutto ciò tramite un codice cifrato riportato nel libro che era stato acquistato dall’amico Kerouac. Questa sua infondata convinzione farà incrociare la vita di Neal Cassady con quella di Norma Jeane Mortenson. Quest’ultima, moglie dell’intransigente A. Miller − capo della spedizione orbitale per conto della Coca-Cola Enterprise −, soffre di una totale insoddisfazione coniugale ed esistenziale: trascorre gran parte del suo tempo davanti al televisore, fantasticando su personaggi e modi di vita che a lei appaiono irreali, irraggiungibili. Non è per noia e neanche per infedeltà, che ella si sente quasi appagata nell’avere una relazione telefonica con quell’uomo: Neal Cassady, che − se pur avendola scambiata per un’altra persona, Marilyn Monroe, donna da lui amata −, la fa sentire comunque apprezzata e riempie quelle estenuanti e consuete giornate di solitudine. Norma Jeane non è una donna né frivola né capricciosa, cerca solo di far fronte ad alcune possibili scelte sbagliate, quali ad esempio il suo matrimonio con Miller; comprende la spietatezza dell’essere umano, ma soprattutto cerca di colmare quel vuoto, che caratterizza la sua esistenza. Arthur Miller, dal suo canto, persona egoista e spietata, dirige le operazioni di esplorazione orbitale, seppure non veda orbita che intorno a se stesso. Non ha considerazione verso Norma Jeane, non ne ha nei riguardi di Kerouac inviato come vedetta spaziale nella sua operazione, in realtà non ne ha neppure nei confronti delle Coca-Cola Enterprise, ma solo per la sua persona. Per difendere la sua posizione, non avrà scrupoli a prendere decisioni a dir poco drastiche. Anche nella sua esistenza vi è un senso di vuoto.

    Il vuoto incessante
    I personaggi di questo romanzo presentano uno sfrenato desiderio nel voler fuggire dalla realtà, hanno in comune un’insofferenza verso il vuoto che li circonda e anche quando cercano una riconciliazione con esso, come fece Kerouac che volò nel vuoto orbitale per farlo diventare un tutt’uno con il suo vuoto esistenziale, si rendono conto che questo vuoto sfinisce. È questo che li rende simili, pur essendo diversi. L’impronta surreale ed immaginifica che l’autore ha voluto dare a questo romanzo dà un tocco di leggerezza e scorrevolezza alla lettura. I personaggi che portano nomi autorevoli, quasi a voler sottolineare che il turbamento umano esiste in ognuno, a prescindere dalla propria notorietà, conferiscono un tono sublime ed elegante al racconto. Originale è anche la scelta di introdurre la figura degli storici, i quali a distanza di tempo indagano sugli avvenimenti legati a questi personaggi, come a voler dare un ritratto distaccato e obiettivo delle varie personalità che compongono il romanzo.

    Stile e linguaggio
    Lo stile è ermetico, spesso i concetti sono poco esplicati, ma comunque efficaci a dare uno spunto per la riflessione. Il linguaggio è quello comune, e riesce a dare un tono di quotidianità alla narrazione; non mancano vocaboli audaci tipici del linguaggio parlato, a conferire una connotazione di semplicità terrena anche a quei nomi illustri di cui si serve l’autore nel romanzo. Interessanti sono anche le scelte paratestuali nella grafica del libro, che presentano una suggestiva ed accattivante copertina, dove figura un dipinto realizzato dallo stesso Tommaso Pincio. Infine, si può aggiungere che questo romanzo, per la modernità dell’ambientazione, per l’attualità dei propri temi − ricerca di una pace interiore, ma anche critica contro l’abuso di un’economia multinazionale −, può avere una vasta cerchia di lettori, di ogni categoria.

    Patrizia Piperis

    (www.bottegascriptamanent.it, anno V, n. 48, agosto 2011)

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    Bottega Editoriale said on Nov 28, 2012 | Add your feedback

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    Come ammazzare il tempo con il senso di vuoto

    Partiamo dal nome dell’autore: Tommaso Pincio. Questo è lo pseudonimo che usa Marco Colapietro. L’autore di Lo spazio sfinito si ispira a Thomas Pynchon, e si vede.

    Più che un romanzo, mi è sembrato di leggere un racconto; anzi, un insieme di raccon ...(continue)

    Partiamo dal nome dell’autore: Tommaso Pincio. Questo è lo pseudonimo che usa Marco Colapietro. L’autore di Lo spazio sfinito si ispira a Thomas Pynchon, e si vede.

    Più che un romanzo, mi è sembrato di leggere un racconto; anzi, un insieme di racconti. In effetti, non c’è una storia vera e propria. È un insieme di situazioni che accadono senza un filo “reale” che le congiunga, senza che la volontà dei personaggi conti qualcosa. Come se le cose dovessero accadere e la fatalità compiere il suo eterno destino.

    I personaggi del romanzo: Kerouac, Miller, Monroe e Cassady, sono cliché di persone famose veramente esistite adattate all’esigenza del romanzo. L’azione è ridotta ai minimi termini; solo il pensiero conta. Tutto “il romanzo” è un volo pindarico di Pincio su vari temi della vita, non solo sul senso di vuoto (cit. quarta copertina).

    La prosa di Pincio è ricca, e sul piano stilistico Lo spazio sfinito è una storia scritta bene. A mio avviso, però, quello che manca non è la forma, ma la sostanza. Faccio un esempio. Se io voglio leggermi un libro (per tutto il tempo del libro) delle variazioni sul senso della realtà, vado in libreria e compro Platone. O Slavoj Zizek. O un altro filosofo. Ognuno di noi, scrittori-romanzieri, ha i suoi punti di riferimento, ma l’omaggio deve essere limitato, altrimenti diviene copia conforme – o copia e basta. In questo romanzo (ma dalla critica pare anche negli altri), Pincio emula sistematicamente i suoi preferiti: Pynchon, Don DeLillo e Philip K.Dick. Per me, Pincio li emula un po’ troppo.

    Può un romanzo vivere senza “la carne” di una storia? Sembra di sì, Minimum Fax (e Fanucci) l’ha pubblicato. Questo è un racconto da palati fini; sconsigliata la lettura al lettore di massa, può indurre in sonnolenza. Destinato a chi piace ragionare sui piccoli temi della vita, senza ridere, né piangere; così, un po’ per passare il tempo.

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    workingclasshero said on Oct 25, 2012 | Add your feedback

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    Io, postmoderno

    Definire è sempre diluire, "e comunque"...
    Di recente imbattutomi nel termine "postmoderno" (una mia cara amica prof così ha definito dei miei messaggini), ora che ne conosco meglio il significato so anche meglio perchè mi è piaciuto e non poco ques ...(continue)

    Definire è sempre diluire, "e comunque"...
    Di recente imbattutomi nel termine "postmoderno" (una mia cara amica prof così ha definito dei miei messaggini), ora che ne conosco meglio il significato so anche meglio perchè mi è piaciuto e non poco questo libro, densissimo.

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    Sparagli Joe said on Jan 19, 2012 | 2 feedbacks

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    In Italia certe caratteristiche del postmodernismo sono arrivate tardi; una di queste è l'utilizzo di personaggi storici/letterari come protagonisti di un'opera nuova. Si veda, a questo proposito, una qualsiasi opera teatrale di Tom Stoppard.
    Tomma ...(continue)

    In Italia certe caratteristiche del postmodernismo sono arrivate tardi; una di queste è l'utilizzo di personaggi storici/letterari come protagonisti di un'opera nuova. Si veda, a questo proposito, una qualsiasi opera teatrale di Tom Stoppard.
    Tommaso Pincio, il cui pseudonimo fa ovviamente eco a un altro maestro del postmodernismo, Thomas Pynchon, è stato uno dei primi a fare qualcosa del genere in Italia, e l'ha fatto con questo breve romanzo che vede Jack Kerouac, Neal Cassidy, una Marilyn Monroe sdoppiata in due personaggi distinti, Arthur Miller e altri personaggi 'cult' incrociare le loro vite nel passato di un futuro alternativo (sì,è proprio così, non confondetevi leggendolo o.o).
    Questa ambientazione irrealizzabile ma realistica al contempo permette a Pincio di esprimere dei concetti, fare delle affermazioni che in un contesto normale sarebbero passibili di critiche, come le sue opinioni sugli storici - i quali preferiscono mettere in dubbio ciò che è già comprovato, piuttosto che comprovare ciò che è in dubbio - o l'idea di un mondo in mano alla Coca-cola e alla Walt Disney - se l'ambientazione fosse totalmente ancorata alla realtà, sembrerebbero delle idee da teoria del complotto di serie b - e riesce a cucire tutti questi elementi con rara maestria.

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    Loris Magro said on Sep 25, 2011 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (98)
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  • Paperback 154 Pages
  • ISBN-10: 8834707397
  • ISBN-13: 9788834707395
  • Publisher: Fanucci
  • Publish date: 2000-04-01
  • Also available as: Softcover
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