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Lo specchio di Dio

Di

Editore: Fanucci

3.8
(305)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 521 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Francese , Tedesco , Polacco

Isbn-10: 8834709950 | Isbn-13: 9788834709955 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Robin Benatti

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Paperback

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Nella necropoli di Bet Hamesh, non lontano da Gerusalemme, l'archeologo Stephen Foxx scopre lo scheletro di un uomo morto duemila anni prima... accompagnato dal manuale di utilizzo di una videocamera. Lo stupore del ritrovamento si trasforma immediatamente in un inquietante enigma: la videocamera è ancora in progettazione e l'uscita sul mercato è prevista entro tre anni. Le ipotesi si fanno sempre più fantastiche, fino all'incredibile: si tratta di un futuro viaggiatore nel tempo che avrebbe visitato la Palestina del I secolo d.C. per filmare le vicende della vita di Gesù Cristo? Inizia così la ricerca delle registrazioni sullo sfondo di ipotesi scientifiche, intrighi, cospirazioni e oscure trattative finanziarie.
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  • 3

    A tre anni di distanza dal capolavoro “Miliardi di Tappeti di Capelli”, che lo ha catapultato al centro dell’attenzione mondiale della letteratura di fantascienza, Andreas Eschbach dà alle stampe ques ...continua

    A tre anni di distanza dal capolavoro “Miliardi di Tappeti di Capelli”, che lo ha catapultato al centro dell’attenzione mondiale della letteratura di fantascienza, Andreas Eschbach dà alle stampe questo “Lo Specchio di Dio”.
    Si tratta di un libro molto diverso da quello che gli ha dato la notorietà. Non più fantascienza pura, ambientata nello spazio profondo, tra mondi e galassie distantissime da noi (non solo geograficamente), bensì un romanzo che si svolge sulla terra, in un domani che sembra già oggi. “Lo Specchio di Dio”, anzi, è soprattutto un thriller, per quanto si poggi su basi assolutamente fantascientifiche.
    Cosa succederebbe se uno scavo archeologico in palestina riportasse alla luce, sepolto duemila anni fa, il libretto di istruzioni di una videocamera che non è ancora stata neanche lanciata sul mercato? Davvero qualcuno ha viaggiato nel tempo ed è tornato indietro fino al tempo di Gesù o è solo un’elaborata truffa? A che scopo, poi? E se davvero qualcuno è tornato indietro, questo significa forse che esiste, da qualche parte, una videocamera che ha ripreso Gesù Cristo?
    Questi sono gli interrogativi in cui Eschbach ci catapulta fin dalle prime pagine del libro.
    I personaggi sono diversi, alcuni ben caratterizzati e capaci di riservare anche qualche sorpresa, qualcuno, invece, purtroppo un po’ stereotipato.
    L’intreccio, sulla carta molto interessante, in realtà, all’inizio, arranca un po’. Troppo spazio, infatti, viene probabilmente lasciato allo scrittore di fantascienza tedesco (forse una auto-citazione di Eschbach?) assunto come consulente e alle sue elucubrazioni, nonché al racconto del background di tutti i personaggi. Troppe domande senza risposta e senza reale costrutto nello sviluppo della trama, troppe informazioni in una volta sola, che rischiano di rallentare inutilmente il ritmo della narrazione.
    Passato questo primo scoglio, però, finalmente il romanzo prende velocità e le vicende iniziano a susseguirsi a ritmo frenetico fino a diventare una vera e propria caccia al tesoro in gara contro il tempo e con diversi partecipanti. Tra inseguimenti, indizi, false piste, pedinamenti e scontri a fuoco il romanzo decolla.
    Questo, più o meno, fino a tre quarti, quando nuovamente i ritmi calano, rallentano quasi fino a fermarsi, per poi riservare il colpo di coda finale. Un finale che, nel suo essere quanto di più classicamente scontato ci si potrebbe aspettare, in realtà lascia il lettore con il sorriso sulle labbra.
    “Lo Specchio di Dio” è un romanzo molto diverso e molto distante, anche per qualità, rispetto a “Miliardi di Tappeti di Capelli”. Certamente non è destinato a lasciare il segno come il libro d’esordio dello scrittore tedesco, né si tratta di qualcosa di particolarmente nuovo e originale. Già molti scrittori si sono soffermati sul tema del viaggio nel tempo accostato alla figura di Gesù Cristo, sia in romanzi che in racconti (come Philip K. Dick o Michael Moorcock, per citare i primi due che mi vengono in mente). L’idea iniziale di Eschbach, però, è buona e lo sviluppo della vicenda altrettanto. Forse sarebbe stato apprezzabile un maggiore coraggio nell’osare nel finale, ma “Lo Specchio di Dio” è pur sempre una validissima lettura, sicuramente consigliabile sia a chi ama la fantascienza, che ai seguaci del thriller.

    ha scritto il 

  • 2

    con la premessa della videocamera trovata in una tomba di 2000 anni fa pensavo che la storia si sviluppasse più sulla speculazione fantascientifica, invece si tratta in pratica di una caccia alla reli ...continua

    con la premessa della videocamera trovata in una tomba di 2000 anni fa pensavo che la storia si sviluppasse più sulla speculazione fantascientifica, invece si tratta in pratica di una caccia alla reliquia avventurosa, a metà tra indiana jones e il codice da vinci. i personaggi si rincorrono anche troppo, per arrivare poi alla soluzione finale del mistero, che però lascia ancora qualcosa di inspiegato.

    ha scritto il 

  • 3

    Un thriller avvincente

    Si tratta di nient'altro che un thriller che viene presentato ingannevolmente come un romanzo di fantascienza.
    In ogni caso la storia è avvincente e la seconda metà del libro molto bella.
    Purtroppo pe ...continua

    Si tratta di nient'altro che un thriller che viene presentato ingannevolmente come un romanzo di fantascienza.
    In ogni caso la storia è avvincente e la seconda metà del libro molto bella.
    Purtroppo però io non apprezzo molto lo stile del thriller: metà libro passato a tergiversare raccontando eventi inutili messi lì solo per creare aspettativa e tensione che poi si risolve nella seconda parte.
    La lettura è piacevole e non si riesce a smettere. Una volta finito non mi sembra mi abbia lasciato nulla.

    ha scritto il 

  • 5

    Un viaggiatore del tempo ai tempi di Cristo: Da una premessa particolarmente evocativa nasce un inconsueto fanta-thriller archeologico che ben scritto ha saputo soddisfare pienamente tutte le aspetta ...continua

    Un viaggiatore del tempo ai tempi di Cristo: Da una premessa particolarmente evocativa nasce un inconsueto fanta-thriller archeologico che ben scritto ha saputo soddisfare pienamente tutte le aspettative.

    ha scritto il 

  • 4

    se un viaggiatore del tempo avesse filmato Gesù?

    Un archeologo trova in Israele, il manuale di una telecamera vicino al corpo di un uomo morto 2000 anni fa.
    Ottima l'idea, la storia poteva essere sviluppata meglio, buono il finale perché era veramen ...continua

    Un archeologo trova in Israele, il manuale di una telecamera vicino al corpo di un uomo morto 2000 anni fa.
    Ottima l'idea, la storia poteva essere sviluppata meglio, buono il finale perché era veramente difficile trovare qualcosa di meglio. Gli italiani non sono descritti bene, ma l'autore è tedesco e questa è forse l'idea che hanno di noi in Germania.
    Le storie di Andreas Eschbach non smettono di stupirmi, cercherò di leggere tutto quello che troverò scritto da lui sperando che non ci siano personaggi italiani nei prossimi suoi libri.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi aspettavo di peggio

    (tipo il film che ne hanno tratto), invece non è malaccio (a parte qualche scivolta filo-israeliana) e ha pure qualche spunto interessante

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Non sarebbe stato un cattivo spot pubblicitario

    "Soppesò le minuscole batterie che aveva appena estratto dalla videocamera: appariva la scritta ricaricabile. Erano durate duemila anni con una sola ricarica - probabilmente, il viaggiatore non aveva ...continua

    "Soppesò le minuscole batterie che aveva appena estratto dalla videocamera: appariva la scritta ricaricabile. Erano durate duemila anni con una sola ricarica - probabilmente, il viaggiatore non aveva con se' l'alimentatore e il caricabatterie, ma non avrebbe potuto comunque utilizzarli. Non era il caso di lamentarsi. Non sarebbe stato un cattivo spot pubblicitario, pensò."

    ha scritto il 

  • 3

    Manca qualcosa...

    E' sempre rischioso scrivere (o leggere) un romanzo che si appoggia o che si scontra con un fatto realmente accaduto e quindi storicamente documentato, oppure con fatti che sono stati tramandati dalle ...continua

    E' sempre rischioso scrivere (o leggere) un romanzo che si appoggia o che si scontra con un fatto realmente accaduto e quindi storicamente documentato, oppure con fatti che sono stati tramandati dalle persone nel corso degli anni con la fede. Una frase di questo libro mi ha colpito e mi ha fatto riflettere e diceva più o meno : "Gesù è vissuto al tempo del regno di Ponzio Pilato. Ma solo di quest'ultimo troviamo notizie certe nei libri di storia. Di Gesù di Nazareth non si trova traccia se non nel testo sacro della Bibbia". Non voglio approfondire oltre questo discorso, troppo complesso e fuori dalla mia portata , però interessante per riflettere. Ho amato fin dal titolo questo libro di Eschbach e anche durante la semplice ed efficace lettura non sono mancati curiosità e voglia di arrivare presto alla conclusione del mistero. L'idea della videocamera mi è piaciuta parecchio e secondo me le parti storiche-religiose sono state affrontate con perizia e semplicità adatte a tutti i tipi di lettori. Però alla fine un pò di amaro in bocca mi è rimasto con alcune questioni concluse un pò frettolosamente e gridando " vogliamoci bene!". La Chiesa come spesso accade viene descritta come una forza potente dai modi quasi terroristici ma questa non è una novità e alla fine si finisce per credere a tutto e forse anche ad esagerare per eccesso... Un buon libro di un autore che non conoscevo e che ha avuto il merito di incuriosirmi e di appassionarmi. Poi la parte finale forse meritava un pizzico di coraggio in più,in fondo è un libro di fantascienza. O no?

    ha scritto il 

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