Lo spettro del capitale

Per una critica dell'economia della conoscenza

Di ,

Editore: Codice

3.9
(13)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 115 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8875781370 | Isbn-13: 9788875781378 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Politica

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Descrizione del libro
Durante gli ultimi vent'anni il capitalismo ha conosciuto un cambiamento epocale: da un'economia prevalentemente materiale, veicolata dalla legge della domanda e dell'offerta e dalla produzione di merci fisiche, si è passati a un'economia dell'immateriale e alla produzione di un bene intangibile e non "mercificabile": la conoscenza. In questo passaggio si sta verificando però un pericoloso attrito: il capitalismo tende infatti ad assorbire nelle proprie logiche di privatizzazione e mercificazione il processo produttivo della conoscenza, che per sua stessa natura è un bene comune e collettivo, soffocandone così lo sviluppo. Sergio Bellucci e Marcello Cini studiano questo fenomeno da molto tempo; ne "Lo spettro del capitale" la loro analisi si concretizza in una denuncia e allo stesso tempo in una proposta. La denuncia è rivolta alla politica, soprattutto alla sinistra, incapace oggi di cogliere i segni di quanto sta avvenendo, e per questo di interpretare e farsi carico dei bisogni dei lavoratori. La proposta è quella di promuovere a sistema una nuova logica produttiva, che oggi sta già emergendo autonomamente dal corpo sociale, basata sugli stessi principi su cui si fonda la diffusione della conoscenza: condivisione, cooperazione e democraticità.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    La spiegazione di una visione

    Un libro ricco di informazioni, riflessioni, spunti e con una visione del futuro che faccia riemergere dalla crisi che viviamo.

    Si tratta di consigli che gli autori danno ai nostri politici di sinistr ...continua

    Un libro ricco di informazioni, riflessioni, spunti e con una visione del futuro che faccia riemergere dalla crisi che viviamo.

    Si tratta di consigli che gli autori danno ai nostri politici di sinistra: bisogna capire cosa sta succedendo e favorire l'innovazione non per sostenere un sistema che non regge piu' ma per modificare completamente il paradigma.

    Non piu' un'economia basata sul meccanismo domanda/offerta ma che soddisfi i nuovi bisogni di un sistema complesso in cui conta anche e soprattutto la qualita'. Non piu' la moneta come unica misura ma anche fattori che riescano a soddisfare i nuovi bisogni.

    Non sono piu' le aziende che producono e distribuiscono ai consumatori ma sono le persone, in una vera e propria economia della relazione, a produrre e consumare in una logica di rete.

    Bisogna evitare l'esproprio del patrimonio di conoscenza, bene comune, da parte dei "potenti".

    Lo sguardo, poi, ai paesi del sud del mondo e ai poveri e' davvero illuminante [almeno per me].

    Qui ne ho parlato nel mio blog: http://mdplab.blogspot.com/2011/03/lo-spettro-del-capitale-e-i-quotidiani.html

    Ecco altri due post in cui cito il libro http://mdplab.blogspot.com/2011/06/questione-di-baricentro-o-del.html e http://mdplab.blogspot.com/2011/07/editori-distributori-e-lo.html

    ha scritto il 

  • 4

    Faticoso a tratti, non per la scrittura, ma per i temi trattati e per la complessità del percorso narrativo. E' comunque un testo da leggere per quanti stanno indagando e studiando la validità del sis ...continua

    Faticoso a tratti, non per la scrittura, ma per i temi trattati e per la complessità del percorso narrativo. E' comunque un testo da leggere per quanti stanno indagando e studiando la validità del sistema capitalistico dopo che ha mostrato il suo lato più fragile su scala mondiale.

    La prospettiva degli autori infatti s'interroga sulla bontà di un sistema socio-economico che ha posato la sua ragion d'essere sui beni materiali e che adesso si troverebbe a fare i conti con l'economia della conoscenza, immateriale e intangibile. E allora di chi è la materia prima? Quale dev'essere il ruolo del capitale e del capitalista? A chi appartengono le idee? Quali nuovi transazioni ci aspettano? Dobbiamo aspettarci nuove lotte di classe o possiamo semplicemente sincronizzarci tutti con questo capitalismo così impalpabile...?

    ha scritto il