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Lo spettro del ghiaccio

Vite perdute sul Titanic

By Richard Davenport-Hines

(43)

| Hardcover | 9788806209803

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Book Description

La fine è nota. L'impatto del Titanic con l'iceberg è però soltanto il punto geometrico in cui convergono innumerevoli traiettorie, forze, vite: non tutte altrettanto celebrate, anzi alcune decisamente poco note, quando non misteriose. Capitani di in Continue

La fine è nota. L'impatto del Titanic con l'iceberg è però soltanto il punto geometrico in cui convergono innumerevoli traiettorie, forze, vite: non tutte altrettanto celebrate, anzi alcune decisamente poco note, quando non misteriose. Capitani di industria ed ereditiere, disperati in fuga dai loro paesi e piccoli bottegai in cerca di fortuna; ladri, truffatori e anche un rapitore di bambini; artisti e scrittori insieme a contadini analfabeti che non avevano mai visto il mare; amori e tradimenti, relazioni fugaci o passioni travolgenti: sono le particelle elementari di cui è composta la Storia, atomi che quando vengono guardati da vicino hanno la sconfinata vastità della vita. E ci sono le grandi forze collettive che plasmano il mondo. Ad esempio le migrazioni che, proprio grazie ai transatlantici, iniziavano a divenire veramente globali. O le altrettanto globali speculazioni finanziarie: lo stesso Titanic in un certo senso, era il prodotto di una bolla speculativa. Il Titanic - la storia di chi l'ha progettato e di chi vi ha viaggiato - conserva lo stesso fascino di certi romanzi storici o enciclopedie: l'ambizione di contenere al proprio interno un'intera civiltà. Un mondo lontano un secolo eppure sorprendentemente simile al nostro. È anche per questo che l'affondamento del Titanic non smette di ossessionarci e di raccontarci la sua storia di ambizione e arroganza, di lusso e ingiustizia, di viltà e coraggio.

5 Reviews

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    la nave affonda

    Mi è stato proposto da un amico che fa lo storico e mi aspettavo un saggio sull'immigrazione negli USA. Mi ha sempre affascinato la complessità etnica e culturale che in tre secoli si è trasformata nell'attuale popolazione degli Stati Uniti.
    In realt ...(continue)

    Mi è stato proposto da un amico che fa lo storico e mi aspettavo un saggio sull'immigrazione negli USA. Mi ha sempre affascinato la complessità etnica e culturale che in tre secoli si è trasformata nell'attuale popolazione degli Stati Uniti.
    In realtà la lettura non ha soddisfatto le mie aspettative e dopo essermi annoiata nel leggere le storie degli armatori ho deciso di rinunciare. Un libro che parlava di emigrazione negli USA con toni molto più interessanti e attenti alle vite della gente minuta è La vista da Castle Rock, di Alice Munro: splendida lettura.

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    Marica said on Jan 12, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Probabilmente il saggio di Davenport-Hines avrebbe richiesto maggiore clemenza nel giudizio, trattandosi comunque di un testo ben scritto e documentato a puntino ma purtroppo ho trovato che si inceppasse piuttosto spesso in una sequela di dati tecnic ...(continue)

    Probabilmente il saggio di Davenport-Hines avrebbe richiesto maggiore clemenza nel giudizio, trattandosi comunque di un testo ben scritto e documentato a puntino ma purtroppo ho trovato che si inceppasse piuttosto spesso in una sequela di dati tecnici che appesantiscono la lettura e lo rendono un tantino asettico. Molto interessante la parte riguardante le differenze di classe e le relative disparità di trattamento sia sul Titanic che al di fuori di esso.

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    Princessbelle said on Dec 1, 2012 | Add your feedback

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    STORIA DI UN'EPOCA, NON SOLO DEL TITANIC

    Non solo Titanic! Esatto! questo libro è molto interessante per varie ragioni.
    Non parla solo del più famoso transatlantico del mondo affondato nell'oceano Atlantico nella freddissima notte tra il 14 e il 15 aprile 1912 mentre affrontava i pericolosi ...(continue)

    Non solo Titanic! Esatto! questo libro è molto interessante per varie ragioni.
    Non parla solo del più famoso transatlantico del mondo affondato nell'oceano Atlantico nella freddissima notte tra il 14 e il 15 aprile 1912 mentre affrontava i pericolosi ghiacci scesi troppo verso sud (il 912 fu anno terribile per gli iceberg, troppi), mentre raggiungeva New York, forse a una velocità troppo elevata visto il pericolo e gli avvisi icerberg giunti da altre navi.
    Questo testo parla anche della società di un'epoca, della divisione di classi a bordo dei transatlantici e sul Titanic stesso ovviamente, delle regole marittime vigenti all'epoca.
    Tutto questo per capire un'insieme di informazioni molto più complesse della sola storia del Titanic.
    Vittime e superstiti. Ricchi, meno ricchi ed emigranti.
    Le condizioni igieniche della terza classe migliori rispetto a quelli di altri transatlantici precedenti dove non sempre c'era pulizia e servizi giudicati inutili vista la non bella vita che si sapeva conducevano gli emigranti provenienti dall'est Europa e paesi arabi.
    La ricchezza esagerata della prima classe, con molti volti noti dell'epoca che volevano esserci nel viaggio inaugurale ben costruito grazie alla pubblicità massiccia.
    Il Titanic era stato costruito pensando maggiormente al benessere dei passeggeri, invece di puntare sulla velocità. Cosa su cui invece puntava la compagnia inglese avversaria la Cunard.
    La White Star Line anglo-americana invece aveva fatto costruire in quell'inizio secolo tre navi quasi gemelle: Olympic, Titanic e Gigantic (l'ultima ribattezzata poi la nave ospedale Britannic e affondata nel 1916 dai tedeschi).
    L'Olympic fi varato nel 1911, Il Titanic l'anno seguente, tutti costruiti a Belfast nel cantiere Harland & Wolff, il più grande cantiere navale dell'Irlanda del Nord, con acciaio proveniente dalla Scozia.
    Sembrava davvero la "nave inaffondabile". All'epoca la spregiudicatezza, il troppo orgoglio umano condannarono sin dalla nascita questa nave a essere piegata dalla Natura che stava già provvedendo, mentre ancora si lavorava nei cantieri di Belfast, a spingere a sud quel maledetto iceberg. I motivi che portarono la nave ad affondare sono numerosi: fattori umani e naturali, oltre alle coincidenze furono la causa.
    La polemica sulle scialuppe? All'epoca il codice marittimo non prevedeva che le scialuppe fossero superiori al minimo consentito fino a quel momento, anche se i transatlantici diventavano sempre più grandi. Il Titanic contava in tutto 20 scialuppe, troppo poche per salvare tutte le persone a bordo e lo si sapeva bene. Anche se il progettista ne aveva chieste addirittura 48, non fu ascoltato.
    Secondo l'idea dell'epoca la nave stessa doveva essere tanto sicura da essere una scialuppa, perché ingombrare i ponti delle passeggiate con altre scialuppe? questa era la filosofia.
    Il Titanic era stato progettato per poter galleggiare con al massimo 4 compartimenti stagni allagate, ma se ne riempirono 5. Le paratie cedettero e in meno di 3 ore la nave affondò.
    Si salvarono solo 704/706 persone, su poco più di 2000. I numeri spesso variano leggermente.
    Il titanic non era al completo per il suo viaggio inaugurale, se lo fosse stato ne sarebbero morte di più di persone.
    Il testo parla delle storie che portavano tutta quella gente, ricca o no, a viaggiare. Chi cercavo fortuna in America, chi ci andava per affari, chi ha trovare parenti. Ci sono numerose storie.
    Ecco le conclusioni a cui sono arrivata, il Titanic affondò perché:
    -L'amministratore delegato della White Star Line, Bruce Ismay, mise al primo posto il lusso, le agiatezze, a discapito della sicurezza. Spinse forse il comandate Smith ad andare più veloce, nonostante il pericolo ghiacci. Mentre le regole imponevano a salvare prima donne e bambini, lui saltò su una scialuppa da vigliacco.
    -L'eccessiva velocità, quasi massima, nell'attraversare il tratto dove vi erano molti iceberg, nonostante le regole del tempo non obbligavano ad andare più piano anche se circondati dai ghiacci.
    -Le lastre di acciaio della carena della nave, tenuti insieme dai rivetti cedettero alla pressione provocata contro di essi dall'iceberg. Si dice che il materiale usate non fosse scadente ma di qualità, altri dicono il contrario. Indipendentemente da questo che sia stato uno squarcio netto di meno di 100 metri che allagò i primi 5 compartimenti stagni, o che fossero una serie di piccole aperture generate dal cedere dei rivetti che tenevano insieme le lastre, il Titanic affondò in entrambi i casi senza che si potesse fare nulla. I primi a morire furono i fuochisti che lavorarono fino all'ultimo, morendo là sotto. Non tutti tendono a ricordarlo.
    -Il numero di scialuppe di cui ho già parlato.
    -Quali siano le responsabilità del capitano Smith, è certo che affondò con la nave. Non si sa quasi nulla dei suoi ultimi momenti di vita. Quello che è certo è che il viaggio inaugurale del Titanic era il suo ultimo viaggio, stava andando in pensione, aveva passato i 60 ed era considerato uno dei capitani migliori che osservava le regole del tempo.
    C'è da chiedersi quindi perché non fece più attenzione agli avvisi iceberg, andando semplicemente più piano?
    -Mancanza di binocoli sulla coffa dove le due vedette avvistarono l'iceberg troppo tardi. Già si erano scordati a bordo di pensare ai binocoli!!!! A quanto pare un membro dell'equipaggio, uno di quelli sostituiti prima della partenza dal porto inglese di Southampton, si era portato via le chiavi dell'armadietto con i binocoli. Una delle tragiche coincidenze.
    -I marconisti, erano in due e trasmettevano e ricevevano messaggi in continuazione. Gli avvisi iceberg non vennero inoltrati tutti, altra tragica coincidenza e sapete perché? I passeggeri di prima classe erano troppo interessati a spedire e ricevere i loro messaggi. Siccome si trattava di gente importante non si poteva dire di no e i marconisti erano esausti, in più ci furono problemi tecnici e quell'ultima domenica furono impegnati a recuperare tempo perso a inviare i messaggi futili dei passeggeri di prima classe senza preoccuparsi troppo degli avvisi iceberg.
    Uno si salvò, l'altro morì.
    -Gli ufficiali. Che dire, ognuno con la sua storia. Chi fu vigliacco, chi eroico. Chi morì, chi si salvò ma non si riprese mai del tutto da quella notte. C'è molto da dire...
    -Il clima di quella notte. La notte era senza luna, calma piatta sull'oceano, nessuna onda quindi a infrangersi sugli sugli scogli di ghiaccio che erano stati condotti lì dalle coste di Terranova, nulla segnalava la loro presenza.
    C'era un'aria rarefatta che creava illusioni. Vi era una nave infatti non lontana dal Titanic, ma questa non si avvicinò per salvare la gente mentre il Titanic affondava lanciando in modo no del tutto ordinato come da procedura segnali di soccorso. Quella nave si era fermata per il pericolo ghiacci e aveva avvertito il Titanic, ma il marconista del Titanic non volle essere disturbato dal segnale dell'altro marconista sull'altra nave e lo zittì. Quest'ultimo poi terminò il suo turno.
    Quella nave era vicina mentre il Titanic affondava? Si e no. Il clima fu il responsabile. L'altra nave non sapeva che quella che stava affondando il Titanic, ne che quello fosse il Titanic.
    L'aria calda e quella fredda crearono un fenomeno per il quale il Titanic credette di vedere una nave molto più vicina di ciò che era e l'altra nave non pensava che quella piccola nave, così sembrava, fosse il più grande transatlantico del mondo che colava a picco.
    - E molto altro

    Queste riflessioni sono solo un piccolo riassunto, c'è ancora molto altro da leggere, lo consiglio. Anche a chi non interessa in particolarmente la storia del Titanic, è una lettura interessante.
    Al di là di questo, il libro parla di un'epoca e della sua atmosfera che terminò con l'affondamento del Titanic spezzando almeno in parte, quell'ottimismo e sicurezza ben prima dello scoppio della guerra due anni dopo.

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    Haru said on Oct 24, 2012 | Add your feedback

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    L'orchestra non c'era, anzi, c'era ma probabilmente non suonava intanto che la nave affondava...
    Noioso in certi punti, rende comunque il contesto storico e l'ambiente, nonché qualcuna delle moltissime vite che si incrociarono e finirono contro un ic ...(continue)

    L'orchestra non c'era, anzi, c'era ma probabilmente non suonava intanto che la nave affondava...
    Noioso in certi punti, rende comunque il contesto storico e l'ambiente, nonché qualcuna delle moltissime vite che si incrociarono e finirono contro un iceberg.
    Allora, un iceberg e un comandante che affondò con la sua nave, cent'anni dopo, uno scoglio e uno Schettino che scappa nella notte, vorrà dire qualcosa?

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    elena said on Apr 24, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (43)
    • 5 stars
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    • 3 stars
    • 2 stars
  • Hardcover 370 Pages
  • ISBN-10: 8806209809
  • ISBN-13: 9788806209803
  • Publisher: Einaudi (Frontiere Einaudi)
  • Publish date: 2012-01-01
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