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Lo spirito e altri briganti

Di ,

Editore: Mondadori

3.8
(390)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 280 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 880450272X | Isbn-13: 9788804502722 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Un libro di racconti che raccoglie le avventure del maresciallo BenedettoSantovito in un arco di tempo che va dall'ultima guerra agli anni Settanta. Ilmaresciallo è protagonista di indagini o è semplice ascoltatore di avventure eleggende che gli raccontano gli abitanti dell'Appennino bolognese in cui havissuto e lavorato per tanti anni. Col tempo, Santovito è diventato uno delposto; non solo conosce tutti, ma ha visto il paese cambiare. Ha visto unamiseria antica, costumi e abitudini ancora ottocenteschi sbiadire transitandoverso la modernità. Ha sentito raccontare storie di banditi e storie dibriganti. Ed ecco allora le gesta del Principino e di Gigione, del Curato, delDomenichino e dello Spirito, pronti a tirar d'archibugio e di coltello.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Non è un giallo

    anche se firmato da Loriano Macchiavelli qui in coppia con Guccini. I personaggi che Macchiavelli svilupperà poi, Sarti Antonio e altri, sono soprattutto testimoni e/o narratori. E' una serie di racconti ambientati nell' Appennino tosco-emiliano con puntate cittadine a Bologna. Sapevo che l'Appen ...continua

    anche se firmato da Loriano Macchiavelli qui in coppia con Guccini. I personaggi che Macchiavelli svilupperà poi, Sarti Antonio e altri, sono soprattutto testimoni e/o narratori. E' una serie di racconti ambientati nell' Appennino tosco-emiliano con puntate cittadine a Bologna. Sapevo che l'Appennino delle mie parti fu luogo di antica miseria, ho visto molte case in pietra crollate, borghi fantasma abbandonati per fame (che incanto, anzi, che idillio per me raccogliervi castagne da bambina!). Ora alcuni sono stati ristrutturati e nuova gente ha preso il posto degli emigrati del secolo scorso. Altre cose non sapevo affatto, per esempio la storia della costruzione della Porrettana a metà del 1800, costata tanti morti. Se non c'è qualcuno a ricordarti gli eventi li dimentichi/ignori dando per scontato quel che vedi nel tuo presente. Certo! Ovvio che allora i poveri andassero a piedi per giorni, ovvio che per trasportare i materiali da costruzione (s-cavati a forza di sangue) si usassero carri tirati da animali... Ma se gli autori (Guccini soprattutto, forse?) non mi avessero riportato a quell'epoca, non mi sarei fermata a pensarci neanche un attimo. Pessima strada la Porrettana a percorrerla in macchina, pericolosa, tutta curve e, potendo, da evitare. Nel libro non si parla solo di questo, ci sono altre storie quasi contemporanee.

    ha scritto il 

  • 4

    Apprezzo molto Guccini come cantautore. Avevo letto in passato il suoprimo libro Croniche epafaniche. non ci avevo capito molto. narrativa arzigogolata, piena di dialettismi e aneddoti paesani poco chiari. questa serie di racconti, invece, pur rimanendo confinati nel mondo "fra la Via Emilia e il ...continua

    Apprezzo molto Guccini come cantautore. Avevo letto in passato il suoprimo libro Croniche epafaniche. non ci avevo capito molto. narrativa arzigogolata, piena di dialettismi e aneddoti paesani poco chiari. questa serie di racconti, invece, pur rimanendo confinati nel mondo "fra la Via Emilia e il west" hanno un sapore diverso avventuroso e per così dire nostalgico di un microcosmo che stenta a rimanre in vita nella memoria delle persone e che solo la voce dei grandi vecchi sa riportare alla luce e darle il giusto plauso. così come fa magistralmente Guccini col sostegno di Macchiavelli. bello, rilassante e curioso

    ha scritto il 

  • 3

    storie di osteria

    Raccontini che attraversano un secolo e ricordano fatti e fattacci di un paese sull'appennino tosco emiliano; e se un paesano scende a Bologna può capitargli di incontrare il questurino Sarti Antonio alle prime armi. I due narratori sono vecchie conoscenze.

    ha scritto il 

  • 0

    Una carrellata di fole, credenze, scomparsi, banditi, di bocca in bocca sino alle orecchie dell'ex commissario Santovito. Cn la partecipazione straordinario di Sarti Antonio.

    ha scritto il 

  • 3

    Capita che un autore tratteggi un personaggio in un racconto e poi lo sviluppi in un romanzo. Ma usare le stesse parole, gli stessi periodi e magari le stesse pagine, non mi piace.

    ha scritto il 

  • 2

    Mi ha molto delusa, forse perché prima di questo avevo letto "Macaronì", che sviluppa la storia di Spirito nell'ultimo racconto di questa raccolta. No,no, non mi ha convinta per nulla.

    ha scritto il 

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