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Lo spleen di Parigi

Piccoli poemi in prosa

By Charles Baudelaire

(258)

| Paperback | 9788807820328

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Book Description

60 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Come fare a parlare di un libro come questo? Insomma io non definisco mai le mie chiacchierate “recensioni” perché non sono nella posizione di poter giudicare gente che ha le palle di scrivere e farsi pubblicare romanzi, certo, quando un romanzo non ...(continue)

    Come fare a parlare di un libro come questo? Insomma io non definisco mai le mie chiacchierate “recensioni” perché non sono nella posizione di poter giudicare gente che ha le palle di scrivere e farsi pubblicare romanzi, certo, quando un romanzo non mi piace non sto zitta, questo sì. Comunque potrei parlarvi delle splendide atmosfere ricreate da Baudelaire, del fatto che certi poemi, per quanto brevi, riescano a incantare o della miriade di personaggi che ci troviamo fantastici e non, felici e innamorati o depressi e impiccati agli armadi, vecchi o giovani, dal buffone di corte intristito ad un principe quasi machiavellico, ognuno di loro ci insegna qualcosa. Ma come fare a giudicare un tale capolavoro? Io non ci riesco. Quindi, per variare un po’, inserisco una serie di citazioni tratte da questi poemi splendidi in onore del buon vecchio Charles. Buona lettura!

    Voto: ★★★★★

    ♫♪ In power we entrust the love advocated – Dead Can Dance

    Come sono penetranti – penetranti fino al dolore! – le giornate d’autunno al tramonto! La delizia indefinita di certe sensazioni non esclude affatto l’intensità: e non c’è punta più acuminata di quella dell’infinito.

    Ma che cosa importa l’eternità della dannazione a chi ha trovato nell’attimo l’infinito del godimento?

    Bisogna essere sempre ubriachi.
    Tutto sta in questo: E’ l’unico problema.
    Per non sentire l’orribile fardello del tempo.
    Del tempo che rompe le vostre spalle
    e vi inclina verso la terra,
    bisogna che vi ubriacate senza tregua.
    Ma di che? di vino, di poesia o di virtù,
    a piacer vostro. Ma ubriacatevi.
    E se qualche volta sui gradini di un palazzo,
    sull’erba verde di un fossato,
    nella mesta solitudine della vostra camera,
    vi risvegliate con l’ubriachezza già diminuita o scomparsa,
    domandate al vento, all’onda alla stella all’uccello all’orologio,
    a tutto ciò che fugge a tutto ciò che geme
    a tutto ciò che ruota, a tutto ciò che canta
    a tutto ciò che parla, domandate che ora e’;
    Ed il vento, l’onda, la stella, l’uccello, l’orologio vi risponderanno
    “E’ l’ora di ubriacarsi !”
    Per non essere gli schiavi martirizzati del tempo, ubriacatevi;
    Ubriacatevi senza smettere!
    Di vino di poesia o di virtù, a piacer vostro.

    In lei abbonda il nero: e tutto ciò che ispira è notturno e profondo. I suoi occhi sono due antri in cui lampeggia e vaga il mistero. Il suo sguardo illumina come il lampo: è un’esplosione nelle tenebre. Potrei paragornarla a un sole nero, se si potesse concepire un astro buio che riversa luce e felicità.

    Quali bizzarrie non si trovano in una grande città, se si sa andare in giro a guardare! La vita brulica di mostri innocenti.

    http://leggermenteblog.wordpress.com

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    Skunky said on Apr 13, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    I poemetti in prosa dello scrittore francese sono una formidabile raccolta di schizzi, abbozzi, ritratti della vita moderna con le sue mode, ossessioni, sensazioni, e delle nuove e nascenti enormi città di metà Ottocento con i loro pietrosi labirinti ...(continue)

    I poemetti in prosa dello scrittore francese sono una formidabile raccolta di schizzi, abbozzi, ritratti della vita moderna con le sue mode, ossessioni, sensazioni, e delle nuove e nascenti enormi città di metà Ottocento con i loro pietrosi labirinti di strade ed edifici; con le loro donne schiave delle convenzioni, incapaci di sognare altra sorte rispetto a quella toccata loro nel mondo in cui sono state gettate, istiganti la voglia di batterle e godere di loro, e quelle, invece, che sono stregonesse la cui bocca è il miracolo di un fiore superbo sbocciato in una pietra vulcanica, benedette dai doni della Luna, ispiranti il desiderio di lentamente morire sotto il loro sguardo; con la contrapposizione tra una santa carità e una mediocre e borghese pietà verso i poveri - dagli occhi enormi, spalancati come porte, occhi supplichevoli e lacrimosi, occhi indimenticabili che manderebbero all'aria i troni se lo spirito sconquassasse la materia - e i loro buoni cani, verso tutti gli indeboliti, rovinati, intristiti e orfani; con i loro odori di tabacco e di frittura che è come l'incenso della festa, i colori accesi, i pannelli luminosi e le specchiere e i metalli e i tessuti e l'oreficeria e le ceramiche e le magnifiche batterie di pentole; con le loro folle e le solitudini; con le loro bizzarrie e il brulicare di mostri innocenti.
    Uno dei temi ricorrenti è, ovviamente, quello della noia, tratteggiata in un'infinità di tonalità e sfumature diverse: il tempo moderno, tiranno del mondo che regna su schiavi cui ordina di vivere e sudare, martirio cui si può sfuggire solo restando sempre ebbri, ubriacandosi senza tregua di vino, di poesia o di virtù, a piacere; l'eterno conflitto tra uno spleen che atterra e affonda e un'ideale che tenta d'innalzare e volare (ma può esso stesso divenire una mostruosa chimera che grava e fa camminare curvi), tra noia e sogno, entrambi produttori di energia da disperdere e consumare in scioperataggini, capricci, azioni per niente; l'orribile tedio origine di tutti i mali e dei miserabili progressi dell'umanità (il progresso, la perfettibilità, le grandiose idee del secolo); il pesante mostro da ammazzare, l'occupazione più giusta e quotidiana di ognuno.

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    nicce said on Aug 29, 2013 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Non c'è che dire, una perla poetica in prosa.

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    GuGo said on Mar 23, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Con questa parola inglese Baudelaire indica la noia, l'angoscia ossessiva che nasce dal senso della vita come limite, inganno, delusione. Il tema, ripreso da molta letteratura posteriore, è qui svolto non con la scorata rassegnazione di certi scritto ...(continue)

    Con questa parola inglese Baudelaire indica la noia, l'angoscia ossessiva che nasce dal senso della vita come limite, inganno, delusione. Il tema, ripreso da molta letteratura posteriore, è qui svolto non con la scorata rassegnazione di certi scrittori del nostro tempo, ma con un ritmo violento e traumatico; è una prosa di coscienza che nasce da un sommovimento dell'io profondo, sulla scia di sensazioni intensificate dalle ardite trasposizioni analogiche. Soprattutto le ultime immagini sono esempi dell'analogia, un procedimento tipico della poesia contemporanea. In esse non viene stabilito un paragone concettualmente preciso fra realtà fisica e spirituale, ma una totale identificazione.

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    Cesidia said on Feb 19, 2013 | 1 feedback

Book Details

  • Rating:
    (258)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
  • Paperback 240 Pages
  • ISBN-10: 8807820323
  • ISBN-13: 9788807820328
  • Publisher: Feltrinelli
  • Publish date: 1992-01-01
  • Also available as: Mass Market Paperback , Others
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