In questo noir atipico, romanzo-monologo a orologeria, Giuseppe Aloe, con scrittura raffinata e potente, dà voce a un personaggio inedito che lascia turbati
Schadenfreude, pulsione verso il male, desiderio ossessivo di nuocere, volontà di catastrofi altrui. Com’è che uno conserva per anni questi im Continue
In questo noir atipico, romanzo-monologo a orologeria, Giuseppe Aloe, con scrittura raffinata e potente, dà voce a un personaggio inedito che lascia turbati
Schadenfreude, pulsione verso il male, desiderio ossessivo di nuocere, volontà di catastrofi altrui. Com’è che uno conserva per anni questi impulsi così lontani dalla propria natura? Dove li nasconde? E poi qual è la propria natura? Come si fa a conoscerla sul serio? Bisognerebbe fare dei corsi di conoscenza della propria natura, alla fine dei quali tutto dovrebbe essere chiaro. Il sottoscritto eccetera eccetera è composto da questi elementi originari che commistandosi danno come risultato che eccetera eccetera. Invece siamo nelle mani dei nostri segreti. Che, a pensarci bene, sono segreti soprattutto per noi.
Che cosa ha da perdere un uomo che ha già perso tutto? Probabilmente niente. Questo pensa l'ingegnere dopo la tragedia che lo ha colpito. Quand'era ragazzo aveva una mira micidiale. Direzionava la fionda su un passero e quello stramazzava a terra. E la conserva ancora quella mira. Viene così assoldato da una potente organizzazione criminale. Inizia la sua carriera di sicario. È guidato da un senso di disgusto, di indifferenza e insieme da un’energia giovane e strana. Lo fa per mettere a tacere i discorsi di fuori, e i sussurri di dentro. Fino a quando non gli viene ordinato di uccidere un'inerme vecchietta, la signora Moran, personaggio da delitto forse senza castigo. Sarà lei a rivelare un’imprevista, angosciosa prospettiva sulle cose, a fargli comprendere l'altro senso delle parole. Lei; e un adolescente incontrato per caso che somiglia a Kafka da giovane: “con la faccia a triangolo, i capelli tirati dietro, le grandi orecchie a sventola, gli occhi grigi. Alto e scuro”. Inquietante come un fantasma. In questo noir atipico, romanzo-monologo a orologeria, Giuseppe Aloe, con scrittura raffinata e potente, dà voce a un personaggio inedito che lascia turbati. Per il senso contemplativo e oscuro del mondo, per lo splendore-terrore dei suoi discorsi.
Una bella scrittura... aerea
Gaetano Cappelli
Una voce lontanissima e segreta che pare, inspiegabilmente, riguardarci.
Giorgio Bàrberi Squarotti
L'introspezione si coniuga perfettamente con uno stile asciutto, essenziale. Ricorda molto alcuni esempi della moderna letteratura scandinava, Karim Fossum in testa, e Alfred Hitchcock
Andrea Di Carlo - Mangialibri
Lo splendore dei discorsi
Ingegnere affermato, una moglie, una bella bambina. Famiglia, lavoro, vacanze, tutto regolato su un binario prestabilito in cui la fermata dolore non sembra prevista. E invece un tragico scherzo del destino lo travolge, lo fa piombare nel dolore più ... (read full critics)