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Lo squalificato

Di

Editore: Feltrinelli

3.9
(168)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 150 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807721252 | Isbn-13: 9788807721250 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Marcella Bonsanti ; Prefazione: Donald Keene

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
"Lo squalificato" (1948), uno dei romanzi più celebri della letteratura giapponese del ventesimo secolo, narra la storia di un uomo, Yozo, che, sentendosi rifiutato dalla società nella quale vive, deve affrontare una condizione esistenziale di estrema solitudine. Ciò che rende intensamente suggestive le "pagliacciate" escogitate da Yozo per sopravvivere tra i suoi simili, patetici i suoi tentativi di dedicarsi alla politica e tormentosi i suoi rapporti con le donne, è il senso di insuperabile ambiguità che domina l'intera esperienza da lui vissuta in bilico tra il piacere di infrangere il codice sociale e il sentimento di colpa per non sapersi adeguare a esso. La "squalifica" alla quale è condannato Yozo (nel cui problematico ritratto certamente si riflettono vicende di cui fu vittima lo stesso Dazai) acquista un senso diverso solo dopo la sua morte, quando l'autore sposta bruscamente e sapientemente il punto di vista narrativo fuori della coscienza del protagonista.
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  • 4

    Malinconia estiva

    L'autodistruzione e l'impossibilità della partecipazione, o della compassione. Troppi riferimenti a persone sfiorate da lontano, e l'odore disgustoso del gin che sembra emanare dalle pagine. Ma più di tutto, le pagine iniziali, di introduzione ai "taccuini" ritrovati, sulle fotografie del protag ...continua

    L'autodistruzione e l'impossibilità della partecipazione, o della compassione. Troppi riferimenti a persone sfiorate da lontano, e l'odore disgustoso del gin che sembra emanare dalle pagine. Ma più di tutto, le pagine iniziali, di introduzione ai "taccuini" ritrovati, sulle fotografie del protagonista del romanzo: tre, scattate in periodi diversi della sua vita. Incapaci, queste, di emanare la più pallida empatia, ma solo inquietudine, disgusto, menzogna. Una situazione che, incredibilmente, ho provato guardando, una volta, delle foto di una persona che pensavo cara o amica, e di cui invece notai solo la più totale assenza di espressione. Come se il mostrarsi all'obiettivo volesse solo celare tutto il resto. Nella foto e nella vita.

    ha scritto il 

  • 3

    Riadattando Nietzsche, la dura lezione che proviene da questo libro: c'è chi nasce squalificato - e chi ci nasce, ci resta. Senza tralasciare comunque la dura critica a quella che ci piace chiamare "società", che questo romanzo non dimentica di farci vedere come lontanissima dal suo significato e ...continua

    Riadattando Nietzsche, la dura lezione che proviene da questo libro: c'è chi nasce squalificato - e chi ci nasce, ci resta. Senza tralasciare comunque la dura critica a quella che ci piace chiamare "società", che questo romanzo non dimentica di farci vedere come lontanissima dal suo significato etimologico.

    ha scritto il 

  • 3

    L'influenza decadente si avverte molto in Dazai e "Lo squalificato" rappresenta una sintesi tra la letteratura ottocentesca francese e la condizione giovanile del Giappone del dopoguerra. Tuttavia il risultato è altalenante, ne viene fuori un romanzo tanto evocativo e fantasioso nella creazione d ...continua

    L'influenza decadente si avverte molto in Dazai e "Lo squalificato" rappresenta una sintesi tra la letteratura ottocentesca francese e la condizione giovanile del Giappone del dopoguerra. Tuttavia il risultato è altalenante, ne viene fuori un romanzo tanto evocativo e fantasioso nella creazione del protagonista e delle persone con cui viene a contatto, quanto ripetitivo nella descrizione dei vizi che portano al declino Yozo. Tuttavia nemmeno la dipendenza e la pazzia possono eliminare ciò che rende il protagonista tanto distante dalla "società" (termine che non avrà mai un significato definitivo nel romanzo), ovvero la sua aura angelica e inconciliabile con il mondo che lo circonda.

    ha scritto il 

  • 5

    L'ho visto "animato" nella serie Aoi Bungaku, l'ho letto e apprezzato, al livello di sottolinearlo come lo dovessi studiare.
    E' decadente, triste ma toccante, e' una storia che merita.

    ha scritto il 

  • 5

    La tv giapponese ha di recente realizzato una serie di episodi d'animazione allo scopo di avvicinare i giovani alla lettura dei classici. Il risultato è sorprendente e rivela un'idea di didattica lontana anni luce dai patetici esiti didascalici che potrebbe avere un intento analogo nel nostro Pae ...continua

    La tv giapponese ha di recente realizzato una serie di episodi d'animazione allo scopo di avvicinare i giovani alla lettura dei classici. Il risultato è sorprendente e rivela un'idea di didattica lontana anni luce dai patetici esiti didascalici che potrebbe avere un intento analogo nel nostro Paese. Tra gli episodi figura anche il capolavoro di Dazai, di livello estetico sublime e di toccante forza visiva e pregnanza nel cogliere lo spirito dell'opera senza esserne una piatta trasposizione. Così l'ombra del padre giganteggia col volto coperto dalla maschera di leone e gli autoritratti del "mostro" dipinto alla maniera di Van Gogh prendono ossessivamente vita. E la perdizione definitiva è quasi un'estasi mistica. Non era forse un angelo (ma nell'originale è "kami", "dio") quel ragazzo, anche quando beveva?

    ha scritto il 

  • 3

    Insieme ad un libro di Kawabata questo di Dazai è l'unico altro "classico" giapponese che io abbia mai letto, rispetto al premio Nobel ho avuto l'impressione che Dazai, soprattutto in questo romanzo, sia stato molto influenzato dalla letteratura europea, pricipalmente dall'ottocento francese, nel ...continua

    Insieme ad un libro di Kawabata questo di Dazai è l'unico altro "classico" giapponese che io abbia mai letto, rispetto al premio Nobel ho avuto l'impressione che Dazai, soprattutto in questo romanzo, sia stato molto influenzato dalla letteratura europea, pricipalmente dall'ottocento francese, nel tratteggiare l'intreccio della storia. Magari sbaglio, ma il protagonista Yōzō potrebbe passare senza difficoltà per un personaggio della "commedia umana" di Balzac.

    ha scritto il 

  • 4

    Ningen shikkaku (questo il titolo originale) fu il primo romanzo scritto da un autore giapponese che lessi. Dazai è un autore molto introspettivo che si concentra moltissimo sull'interiorità dei personaggi e trae parecchio spunto dalle sue esperienze personali. Ningen shikkaku è la storia di un u ...continua

    Ningen shikkaku (questo il titolo originale) fu il primo romanzo scritto da un autore giapponese che lessi. Dazai è un autore molto introspettivo che si concentra moltissimo sull'interiorità dei personaggi e trae parecchio spunto dalle sue esperienze personali. Ningen shikkaku è la storia di un uomo, Yozo la cui più grande paura sta proprio nei suoi stessi simili, gli esseri umani. Gli uomini (intesi come persone) sono imprevedibili, misteriosi e raramente mostrano la loro reale faccia agli altri, preferiscono nasconderla dietro una maschera. Lo stesso Yozo si nasconde dietro a una facciata da buffone e i vizi di cui fa uso quali l'alcohol, le droghe e le prostitute non sono altro che meri strumenti per sottrarsi al mondo reale. Il libro elenca visibilmente molte delle caratteristiche più oscure dell'animo umano che accrescono pesantemente la paura che Yozo prova nei confronti delle persone. Come lui stesso dice, esso è uno squalificato, come essere umano, in quanto non si riconosce negli atteggiamenti degli altri e teme la classificazione che la società potrebbe avere nei suoi confronti, ma forse è proprio lui il primo che a poco a poco apprende, provando su se stesso sensazioni che mai avrebbe pensato di percepire. Senza ombra di dubbio è un romanzo pervaso dall'inizio fino alla fine da un alone di tristezza permanente e certe volte oppressivo.

    La lettura è piuttosto articolata in quanto viene usata una struttura grammaticale e un'esposizione che fa largo uso di parole ricercate. Consiglio di leggerlo con calma, proseguendo con la lettura ci si abitua al linguaggio usato e per le parole più difficili potete sempre consultare il dizionario.

    ha scritto il 

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