L’opera consiste in settanta versi seguiti da un auto-commento ed è divisa in due parti. Nella prima parte, il pensatore indiano, da voce ad un ipotetico detrattore delle dottrine della non sostanzialità e vacuità delle cose e di tutti i fenomeni. La seconda parte contiene le repliche di Nāgārjuna eContinue
L’opera consiste in settanta versi seguiti da un auto-commento ed è divisa in due parti. Nella prima parte, il pensatore indiano, da voce ad un ipotetico detrattore delle dottrine della non sostanzialità e vacuità delle cose e di tutti i fenomeni. La seconda parte contiene le repliche di Nāgārjuna e la dimostrazione della validità delle sue tesi. L’alterco, tra il filosofo e il suo oppositore, verte soprattutto sui mezzi più idonei per pervenire alla corretta conoscenza. Mentre la tradizionale scuola logica indiana aveva catalogato quattro modalità per arrivare ad una esatta conoscenza (la percezione diretta, l’inferenza, l’analogia e l’autorità), Nāgārjuna, patendo dal presupposto che nessun fenomeno o oggetto detiene una propria sostanza, smontava e demitizzava tali strumenti che, davanti ad entità vuote, non avevano alcuna utilità. Altro concetto di una certa rilevanza è la critica al modo in cui le antiche scuole buddiste intendevano gli elementi ultimi cui si riduce qualsiasi fenomeno fisico o mentale. Tali scuole consideravano gli elementi ultimi come entità reali, dotate di natura propria, mentre Nāgārjuna negava che potessero averne una a se stante, poiché ciò li avrebbe resi incapaci di svolgere le proprie funzioni e logicamente insostenibili.
Con Nāgārjuna prende corso la dottrina del Grande Veicolo e, con tale dottrina, una concezione decisamente aperta del cammino verso la saggezza, che diviene un orizzonte comune, a cui ogni anima può legittimamente aspirare, a patto che si comprenda nel suo fondo l’idea di Vacuità e le conseguenze ad essa connesse. Sono pagine brevi, queste dell’asceta indiano, ma ricche di spunti teorici di riflessione, di punti di vista distanti. Un libro che per essere esperito in tutta la sua sconvolgente rivoluzionarietà, deve essere letto e vissuto: il tempo della lettera si deve fare, insieme, il tempo della vita. Una recensione, del resto, si pone ampi margini di sintesi e superficialità e non può certo condurre, in poche righe, a comprendere univocamente una delle idee filosofico-religiose che hanno cambiato la geografia del pensiero umano, almeno nella sua parte più orientale. Uno sguardo ad un tempo semplice e radicale al nostro rapporto con l’anima e con la realtà. Appunti di “viaggio” che potranno dare alcune indicazioni a chiunque nella propria vita stia percorrendo le vie dello spirito, la strada che porta alla Verità. Altresì, troveranno una imperdibile opportunità di confronto, anche coloro che percorrono un cammino di conoscenza spirituale al di fuori di una cornice religiosa, sopra ogni sovrastruttura, fuori da ogni ideologia.