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Lo stesso mare

Di

Editore: Feltrinelli (I narratori)

3.6
(417)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 236 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Tedesco , Portoghese , Francese , Chi semplificata

Isbn-10: 8807015781 | Isbn-13: 9788807015786 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Elena Loewenthal

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
In tre stagioni si dipana l'intreccio di questa storia. Troviamo uncommercialista rimasto vedovo da poco, un figlio partito per il Tibet nontanto in cerca di sé quanto spinto dal desiderio di andare più lontanopossibile, una giovane fidanzata lasciata in Israele, forte e fragile al tempostesso, una donna malata di ironica solitudine, una morta la cui vita affioraa poco a poco. E soprattutto lui, lo scrittore che, a un certo punto, entranella storia e vi prende parte sia come "artefice" che come "spettatore".
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  • 5

    “ Narimi Narimi “

    Pensieri , stati d’animo , sensazioni , dialoghi , tratteggi di persone diverse tra di loro ma accomunate da uno stesso disagio , dalla stessa solitudine , da una sottile sofferenza . Pagine , ...continua

    Pensieri , stati d’animo , sensazioni , dialoghi , tratteggi di persone diverse tra di loro ma accomunate da uno stesso disagio , dalla stessa solitudine , da una sottile sofferenza . Pagine , molte delle quali costituite da frasi di poche parole , espresse con un linguaggio del tutto innovativo , in parte in prosa ed in parte in poesia , che lasciano il segno e che trasmettono profondi spunti di riflessione. Un romanzo che non è un romanzo dalla lettura non facile , anzi talvolta complessa , che si potrebbe leggere in un giorno ma che è meglio invece gustare poco a poco , centellinare a piccoli sorsi , per distillarne completamente il sapore e trarne tutta la bellezza , talvolta appena percettibile talaltra invece profonda , che esso trasmette. Come ascoltare in una notte calma il chiaro di luna di Debussy in una stanza buia con l’acciottolio lento della risacca per sottofondo.

    ha scritto il 

  • 2

    Non amo(s) Oz

    A metà tra la prosa e la poesia. E questo non sarà "nuovo" ma è bello o, meglio, lo sarebbe se poi ci fosse una storia con un qualche senso. Qui c'è solo un'accolta di solitudini diverse, di ...continua

    A metà tra la prosa e la poesia. E questo non sarà "nuovo" ma è bello o, meglio, lo sarebbe se poi ci fosse una storia con un qualche senso. Qui c'è solo un'accolta di solitudini diverse, di personaggi, a volte strani (perfino il narratore diventa parte), a volte grotteschi, che vogliono quello che non possono avere o che non c'è. E tutto resta in sospeso, come ad aspettare che il mare riporti indietro quello che non è stato, che non è più, che non sarà.

    ha scritto il 

  • 5

    Narimi

    Rileggo delle pagine di "Lo stesso mare" di Amos Oz Cambio qualcosa nel trascriverle. Un uomo solo seduto in cucina Gomiti sul tavolo appoggia il mento sui palmi lo sguardo contempla perso in ...continua

    Rileggo delle pagine di "Lo stesso mare" di Amos Oz Cambio qualcosa nel trascriverle. Un uomo solo seduto in cucina Gomiti sul tavolo appoggia il mento sui palmi lo sguardo contempla perso in pensieri una foto sulla credenza Una foto in piedi di lei Capelli nocciola raccolti sul capo Gli occhi già un pò troppo rotondi e forse per questo il suo viso esprime qualche stupore un dubbio o una domanda: e allora, in fondo? Cosa? Lui immagina allora anche se non si vede ma ricorda l'effetto di quella peluria sulla nuca scoperta Una peluria profumata, soffice trasparente Nella fotografia che c'e in camera da letto ha presente sua moglie In quella ha un'aria diversa Due piccoli orecchini l'ombra di un sorriso timido che un pò chiede un pò promette. Come una proroga: non ora. Poi, tutto quello che vorrai Erano fidanzati ancora in quella foto Ricorda Non ora gli aveva detto Poi Poi intendeva quando saremo sposati Tutto quello che vorrai Tutto quello che vorrai Poi Fuori intanto un usignolo cantava Narimi avrebbe detto sua moglie che quello era il suono del suo verso Lui non sapeva. Non aveva fatto in tempo a dirglielo. Quella notte. L'aveva sentivo Nadia, sua moglie, la notte prima di morire Rimani. Rimani.

    Dal diario di quel 3 marzo, alla stazione avevo comprato due libri L'altro era "Lo stesso mare" di Amos Oz. Al bar della stazione, scrivevo una nota. Leggevo a quel tavolo tondo davanti al banco. Sul tavolo lo spritz della stazione di Mestre. Tra i piu buoni che si possano bere in giro. Di fronte una colonna, di fianco un cartellone. Sul frontespizio ho scritto la data, il luogo e dove andavo. Poi apro il libro a caso, faccio sempre cosi, e prendo una frase. Un gioco, come fosse un oracolo. Faccio roteare gli occhi sulla pagina, poi li faccio cadere Le parole erano "..astuzie e segreti.." Saranno le parole che scrivo.Poi continuavano cosi: "..di donne aggraziate concimaia coperta di teli di velluto, risa soffocate ghigni di vicine ghigni di zie che ammiccano accarezzano acide adagio adagio le tendono sopra una rete serica, trame di donne che intrappolano incatenano in un intrico di bava di ragno esile e diafana, adagio adagio iniziano a segreti di congiura, impasti di menzogne montagne di cuciture, sadalizio malizioso contro il sesso maschile, combinazione di antichi stratagemmi profumi delicati, monili unguenti, occgi occhi malocchio. Nadia ricorda una bambina prigioniera nell'angusto sacrario di un culto femminile, regole di decoro regole di mestruo regole di senno virtù di candore e malizia, cipria e creme, l'indole maschile che bisogna imparare tanto a svegliare quanto a spegnere...ecc ecc" Questo libro lo inizierò al ritorno. Scrivevo

    "Nadia Danon: poco prima di morire un usignolo su di un ramo l'aveva svegliata. Erano le quattro di mattina, prima ancora che fosse luce:Narimi narimi diceva l'usignolo. ..... Le lastre parlano chiaro. Guardi lei stessa: nessuna metastasi. ....Quattro di mattina prima che sia luce: Nadia Danon comincia a ricordare. Formaggio di capra. Un bicchiere di vino. Uva. Fiato di sera lento sui colli a Creta, sapore d'acqua fresca, un pino che stormisce, un'ombra di montagne che si posa su tutta la pianura. Narimi Narimi cantava l'usignolo, laggiù. Ora mi siedo e ricamo. Prima che sia mattina avrò finito." pag.2 Narimi narimi...il giorno dopo al lavoro, mi veniva in mente il canto dell'usignolo. Narimi narimi, sempre in testa. Una piacevole ossessione. " poco prima di morire un usignolo su di un ramo l'aveva svegliata. Erano le quattro di mattina, prima ancora che fosse luce:Narimi narimi diceva l'usignolo. E ripetevo questa frase a memoria. Narimi narimi è il suono del canto dell'usignolo, dicevo a chi mi chiedeva, dicendo poi "..poco prima di morire un usignolo su un ramo l'aveva svegliata. Erano le quattro di mattina, prima ancora che fosse luce. Narimi narimi diceva l'usignolo". Nadia Damon non riusci piu a finire quel ricamo. Ricompare ancora, in qua e in la nel libro, come un loop, quel narimi narimi a lei poco prima di morire. Narimi, narimi,... andavo il giro la al lavoro, con aria svagata e rapita, dicendo "...poco prima di morire un usignolo ecc." Come una nenia ossessiva e ipnotizzante . Anche adesso che l'ho finito quel libro, questa frase mi viene in mente. Poi andrà a rintanatsi in qualche anfratto scuro nella mente. Potrà rimanere la anni e anni. Poi, un giorno sentirò qualcuno dire Narimi narimi. E io lo sposerò.

    Narimi, narimi Narimi narimi è il segreto che sta dentro la parola Dentro stà il suono di rimani, risuona Narimi è una gemma dai riflessi di diamante Rimani narimi fino alla luce di domani Narimi è la luce della luna prima del mattino che il suo canto invoca e sfiora; Rimani. Dammi la mano. Andiamo a casa ora, Narimi. In quel mattino dove, dalla gemma alla foglia un volo perfetto di ala ogni mattina luce sfiora Gli usignoli maschi conoscono piu di duecento strofe Alla notte diversi dal giorno i loro repertori L'usignolo un giorno prese nel becco un tuo capello E' impastato ora con fili d'erba e bastoncini nel suo nido Narimi è quel canto che ingravida l'aria che respiri Narimi è Rimani fino alla luce di domani Narimi è sete, lo sbalzo, la tana Narimi son perle di neve, l'abbaglio Un soffio improvviso. L'aspirazione anticipata Narimi è fiore, narimi è dolore che accoglie col tutto nelle sue venature Narimi ritorna, ripete la luce Rimani lei canta, tu nasci. Narimi sa saltare dal ramo, con fede buttarsi . E' una forza che prega colori, la luce sostiene. Rimani. Rimane nel timbro di voce sottile che alla sera richiama della paura il silenzio a lavare. Narimi è potenza minuta della notte, la rima finale.. Narimi non si lascia bastare, non si lascia rimanere mai. E' un biancopianto di ultime note soffiate sotto la porta la sera che chiude, un lamento disteso che cresce perchè il giorno muore. Narimi lo sa, indica e chiama. cantando rimani, inchinata distesa Chiamando piange, afferra la tua mano, dentro il destino, narimi avvicenda le vite, ti stringe giurando una promessa, narimi è solo vita. Questo è tutto quello che al mondo si sà di Narimi, il canto dell'usignolo

    ha scritto il 

  • 4

    Confesso è un libro che non ho capito. Sono testardo lo rileggerò! Pertanto non esprimo nevvuna valutazione.

    Ho riletto attentamente, Lo stesso msre, con la seconda lettura ho apprezzato il libro. ...continua

    Confesso è un libro che non ho capito. Sono testardo lo rileggerò! Pertanto non esprimo nevvuna valutazione.

    Ho riletto attentamente, Lo stesso msre, con la seconda lettura ho apprezzato il libro. Non entro nel merito non ne sono capace, ma voglio rendere merito ad un autore che non conoscevo e che ho apprezzato.

    ha scritto il 

  • 4

    Confesso che ho molto peccato, perché a leggere questo libricino a metà tra prosa e poesia, fatto di suggestioni leggere, riferimenti paesaggistici (il mare sopra tutti), languori e sentimenti, ho ...continua

    Confesso che ho molto peccato, perché a leggere questo libricino a metà tra prosa e poesia, fatto di suggestioni leggere, riferimenti paesaggistici (il mare sopra tutti), languori e sentimenti, ho pensato facilmente a Baricco. E mi dolgo dei miei peccati! La verità è che scrivere un libro che mescoli prosa e poesia, nell'assoluta anarchia di forma e struttura, è sempre impresa ardua, si finisce sempre col suscitare occhiatacce di sospetto e scetticismo. E' anche vero che un libro del genere non chiede solo di esser letto: vuole essere ascoltato.

    Continua su http://www.lastambergadeilettori.com/2012/01/lo-stesso-mare-amos-oz.html

    ha scritto il 

  • 4

    In fondo ognuno è condannato ad aspettare la propria morte nell'isolamento di una gabbia. Anche tu, che cosa credi, con i tuoi vagabondaggi e la tua ossessione di andare lontano e accumulare ...continua

    In fondo ognuno è condannato ad aspettare la propria morte nell'isolamento di una gabbia. Anche tu, che cosa credi, con i tuoi vagabondaggi e la tua ossessione di andare lontano e accumulare esperienze, in fondo non fai che trascinarti dietro la tua gabbia da un angolo all'altro dello zoo.

    Confesso che ho molto peccato, perché a leggere questo libricino a metà tra prosa e poesia, fatto di suggestioni leggere, riferimenti paesaggistici (il mare sopra tutti), languori e sentimenti, ho pensato facilmente a Baricco. E mi dolgo dei miei peccati! La verità è che scrivere un libro che mescoli prosa e poesia, nell'assoluta anarchia di forma e struttura, è sempre impresa ardua, si finisce sempre col suscitare occhiatacce di sospetto e scetticismo. E' anche vero che un libro del genere non chiede solo di esser letto: vuole essere ascoltato. Scrivere versi a caso, in un'apparente confusione, è alla portata di tutti, ma Amos Oz va ben oltre. Nella profonda umanità dei personaggi, nelle spirali chiuse dei loro sentimenti, nelle frequenti incursioni autobiografiche dello scrivente (allo stesso modo de Una storia di amore e di tenebra) si cela il cuore pulsante e vivo di questa opera. E' un libro che vuole esser letto piano, con dolcezza, assaporato, riletto, che negli ampi spazi bianchi lascia al lettore la possibilità di riflettere, di inserirvi quasi la sua personale narrazione. Se riuscite a superare il facile ostacolo della sua forma apparentemente artificiosa, dell'assenza di struttura, vi aprirà il suo cuore. Come con il mare, non avete che da spezzarne la superficie ed immergervi in profondità.

    ha scritto il 

  • 3

    Un intreccio familiare tra un vedovo, suo figlio, la sua fidanzata e una donna morta che riaffiora nelle loro vite. Sembra che l’improbabile percorso della loro esistenza si sviluppi in questi ...continua

    Un intreccio familiare tra un vedovo, suo figlio, la sua fidanzata e una donna morta che riaffiora nelle loro vite. Sembra che l’improbabile percorso della loro esistenza si sviluppi in questi pochi mesi; muore la madre, il ragazzo scappa il più lontano possibile, la sua fidanzata resiste nella storia come un elemento di cui non se ne può fare a meno e poi ci sono alcuni improbabili personaggi che fanno da contorno a tutta la storia… Che dire, non è che non mi sia piaciuto, ma mi aspettavo un colpo di scena o un effetto speciale che purtroppo non sono arrivati. Il particolare tipo di scrittura forse aiuta a rendere un po’ più interessante tutto il libro ma per me, non decolla. Dubbio: Sarà che non l'ho capito? Chissà... Voto: 6

    ha scritto il 

  • 1

    Se questa è poesia, io ho scritto l'Odissea (e manco lo sapevo!)

    Per alcuni Amos Oz è pura poesia. Io, al secondo tentativo a distanza di un paio di anni, ci rinuncio. Col voltastomaco. Non ho intenzione di farmi torturare oltre dall'incapacità narrativa di ...continua

    Per alcuni Amos Oz è pura poesia. Io, al secondo tentativo a distanza di un paio di anni, ci rinuncio. Col voltastomaco. Non ho intenzione di farmi torturare oltre dall'incapacità narrativa di questo scrittore. Come si fa a definire poesia un capitolo (intero!) così scritto:

    "In via Amirim il signor Danon è ancora sveglio. Due di notte. Sullo schermo una brutta contabilità presentata da un ente qualsiasi. Frode o errore? Cerca. Invano. Sulla tovaglietta ricamata ticchetta l'orologio di metallo. Si veste. Esce. In Tibet: già le sei. Odore di pioggia senza pioggia, per la strada di Bat Yam. Deserto. Muto. L'isolato. Frode o errore. Domani vedremo".

    Se basta scrivere qualsiasi sciocchezza andando a capo ogni due parole, con una punteggiatura azzardata e parole senza alcuna connessione tra di loro, la mia lista della spesa del sabato pomeriggio, tra Auchan, Leroy Merlin e il Libraccio è pari all'Odissea di Omero. E c'è pure più suspense e avventura. GIURO.

    ha scritto il 

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