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Lo stesso mare

By Amos Oz

(200)

| Paperback | 9788807015786

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Book Description

In tre stagioni si dipana l'intreccio di questa storia. Troviamo uncommercialista rimasto vedovo da poco, un figlio partito per il Tibet nontanto in cerca di sé quanto spinto dal desiderio di andare più lontanopossibile, una giovane fidanzata lasciat Continue

In tre stagioni si dipana l'intreccio di questa storia. Troviamo uncommercialista rimasto vedovo da poco, un figlio partito per il Tibet nontanto in cerca di sé quanto spinto dal desiderio di andare più lontanopossibile, una giovane fidanzata lasciata in Israele, forte e fragile al tempostesso, una donna malata di ironica solitudine, una morta la cui vita affioraa poco a poco. E soprattutto lui, lo scrittore che, a un certo punto, entranella storia e vi prende parte sia come "artefice" che come "spettatore".

67 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    “ Narimi Narimi “

    Pensieri , stati d’animo , sensazioni , dialoghi , tratteggi di persone diverse tra di loro ma accomunate da uno stesso disagio , dalla stessa solitudine , da una sottile sofferenza .
    Pagine , molte delle quali costituite da frasi di poche parole , ...(continue)

    Pensieri , stati d’animo , sensazioni , dialoghi , tratteggi di persone diverse tra di loro ma accomunate da uno stesso disagio , dalla stessa solitudine , da una sottile sofferenza .
    Pagine , molte delle quali costituite da frasi di poche parole , espresse con un linguaggio del tutto innovativo , in parte in prosa ed in parte in poesia , che lasciano il segno e che trasmettono profondi spunti di riflessione.
    Un romanzo che non è un romanzo dalla lettura non facile , anzi talvolta complessa , che si potrebbe leggere in un giorno ma che è meglio invece gustare poco a poco , centellinare a piccoli sorsi , per distillarne completamente il sapore e trarne tutta la bellezza , talvolta appena percettibile talaltra invece profonda , che esso trasmette.
    Come ascoltare in una notte calma il chiaro di luna di Debussy in una stanza buia con l’acciottolio lento della risacca per sottofondo.

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    Jimmy said on Mar 16, 2014 | 1 feedback

  • 5 people find this helpful

    Non amo(s) Oz

    A metà tra la prosa e la poesia. E questo non sarà "nuovo" ma è bello o, meglio, lo sarebbe se poi ci fosse una storia con un qualche senso.
    Qui c'è solo un'accolta di solitudini diverse, di personaggi, a volte strani (perfino il narratore diventa p ...(continue)

    A metà tra la prosa e la poesia. E questo non sarà "nuovo" ma è bello o, meglio, lo sarebbe se poi ci fosse una storia con un qualche senso.
    Qui c'è solo un'accolta di solitudini diverse, di personaggi, a volte strani (perfino il narratore diventa parte), a volte grotteschi, che vogliono quello che non possono avere o che non c'è.
    E tutto resta in sospeso, come ad aspettare che il mare riporti indietro quello che non è stato, che non è più, che non sarà.

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    M said on Feb 15, 2014 | 7 feedbacks

  • 5 people find this helpful

    Narimi

    Rileggo delle pagine di "Lo stesso mare" di Amos Oz
    Cambio qualcosa nel trascriverle.
    Un uomo solo seduto in cucina
    Gomiti sul tavolo appoggia il mento sui palmi
    lo sguardo contempla perso in pensieri
    una foto sulla credenza
    Una foto in piedi di ...(continue)

    Rileggo delle pagine di "Lo stesso mare" di Amos Oz
    Cambio qualcosa nel trascriverle.
    Un uomo solo seduto in cucina
    Gomiti sul tavolo appoggia il mento sui palmi
    lo sguardo contempla perso in pensieri
    una foto sulla credenza
    Una foto in piedi di lei
    Capelli nocciola raccolti sul capo
    Gli occhi già un pò troppo rotondi
    e forse per questo il suo viso esprime qualche stupore
    un dubbio o una domanda: e allora, in fondo? Cosa?
    Lui immagina allora anche se non si vede
    ma ricorda l'effetto di quella peluria sulla nuca scoperta
    Una peluria profumata, soffice trasparente
    Nella fotografia che c'e in camera da letto
    ha presente sua moglie In quella ha un'aria diversa
    Due piccoli orecchini l'ombra di un sorriso timido
    che un pò chiede un pò promette.
    Come una proroga: non ora.
    Poi, tutto quello che vorrai
    Erano fidanzati ancora in quella foto
    Ricorda
    Non ora gli aveva detto
    Poi
    Poi intendeva quando saremo sposati
    Tutto quello che vorrai Tutto quello che vorrai
    Poi
    Fuori intanto un usignolo cantava
    Narimi avrebbe detto sua moglie che quello era il suono del suo verso
    Lui non sapeva.
    Non aveva fatto in tempo a dirglielo.
    Quella notte.
    L'aveva sentivo Nadia, sua moglie, la notte prima di morire
    Rimani.
    Rimani.

    Dal diario di quel 3 marzo,
    alla stazione avevo comprato due libri
    L'altro era "Lo stesso mare" di Amos Oz.
    Al bar della stazione, scrivevo una nota.
    Leggevo a quel tavolo tondo davanti al banco.
    Sul tavolo lo spritz della stazione di Mestre.
    Tra i piu buoni che si possano bere in giro.
    Di fronte una colonna, di fianco un cartellone.
    Sul frontespizio ho scritto la data, il luogo e
    dove andavo. Poi apro il libro a caso,
    faccio sempre cosi, e prendo una frase.
    Un gioco, come fosse un oracolo.
    Faccio roteare gli occhi sulla pagina, poi li faccio cadere
    Le parole erano "..astuzie e segreti.."
    Saranno le parole che scrivo.Poi continuavano cosi:
    "..di donne aggraziate concimaia coperta di teli di velluto, risa soffocate ghigni di vicine ghigni di zie che ammiccano accarezzano acide adagio adagio le tendono sopra una rete serica, trame di donne che intrappolano incatenano in un intrico di bava di ragno esile e diafana, adagio adagio iniziano a segreti di congiura, impasti di menzogne montagne di cuciture, sadalizio malizioso contro il sesso maschile, combinazione di antichi stratagemmi profumi delicati, monili unguenti, occgi occhi malocchio. Nadia ricorda una bambina prigioniera nell'angusto sacrario di un culto femminile, regole di decoro regole di mestruo regole di senno virtù di candore e malizia, cipria e creme, l'indole maschile che bisogna imparare tanto a svegliare quanto a spegnere...ecc ecc"
    Questo libro lo inizierò al ritorno.
    Scrivevo

    "Nadia Danon: poco prima di morire un usignolo su di un ramo l'aveva svegliata. Erano le quattro di mattina, prima ancora che fosse luce:Narimi narimi diceva l'usignolo.
    ..... Le lastre parlano chiaro. Guardi lei stessa: nessuna metastasi.
    ....Quattro di mattina prima che sia luce: Nadia Danon comincia a ricordare. Formaggio di capra. Un bicchiere di vino. Uva. Fiato di sera lento sui colli a Creta, sapore d'acqua fresca, un pino che stormisce, un'ombra di montagne che si posa su tutta la pianura. Narimi Narimi cantava l'usignolo, laggiù. Ora mi siedo e ricamo. Prima che sia mattina avrò finito."

    pag.2
    Narimi narimi...il giorno dopo al lavoro, mi veniva in mente il canto dell'usignolo. Narimi narimi, sempre in testa. Una piacevole ossessione. " poco prima di morire un usignolo su di un ramo l'aveva svegliata. Erano le quattro di mattina, prima ancora che fosse luce:Narimi narimi diceva l'usignolo.
    E ripetevo questa frase a memoria. Narimi narimi è il suono del canto dell'usignolo, dicevo a chi mi chiedeva, dicendo poi "..poco prima di morire un usignolo su un ramo l'aveva svegliata. Erano le quattro di mattina, prima ancora che fosse luce. Narimi narimi diceva l'usignolo". Nadia Damon non riusci piu a finire quel ricamo. Ricompare ancora, in qua e in la nel libro, come un loop, quel narimi narimi a lei poco prima di morire.
    Narimi, narimi,... andavo il giro la al lavoro, con aria svagata e rapita, dicendo "...poco prima di morire un usignolo ecc."

    Come una nenia ossessiva e ipnotizzante . Anche adesso che l'ho finito quel libro, questa frase mi viene in mente. Poi andrà a rintanatsi in qualche anfratto scuro nella mente. Potrà rimanere la anni e anni. Poi, un giorno sentirò qualcuno dire Narimi narimi. E io lo sposerò.

    Narimi, narimi
    Narimi narimi è il segreto che sta dentro la parola
    Dentro stà il suono di rimani, risuona
    Narimi è una gemma dai riflessi di diamante
    Rimani narimi fino alla luce di domani
    Narimi è la luce della luna prima del mattino
    che il suo canto invoca e sfiora; Rimani.
    Dammi la mano. Andiamo a casa ora, Narimi.
    In quel mattino dove, dalla gemma alla foglia
    un volo perfetto di ala ogni mattina luce sfiora
    Gli usignoli maschi conoscono piu di duecento strofe
    Alla notte diversi dal giorno i loro repertori
    L'usignolo un giorno prese nel becco un tuo capello
    E' impastato ora con fili d'erba e bastoncini nel suo nido
    Narimi è quel canto che ingravida l'aria che respiri
    Narimi è Rimani fino alla luce di domani
    Narimi è sete, lo sbalzo, la tana
    Narimi son perle di neve, l'abbaglio
    Un soffio improvviso. L'aspirazione anticipata
    Narimi è fiore, narimi è dolore
    che accoglie col tutto nelle sue venature
    Narimi ritorna, ripete la luce
    Rimani lei canta, tu nasci.
    Narimi sa saltare dal ramo, con fede buttarsi . E' una forza che prega colori, la luce sostiene. Rimani. Rimane nel timbro di voce sottile che alla sera richiama della paura il silenzio a lavare. Narimi è potenza minuta della notte, la rima finale.. Narimi non si lascia bastare, non si lascia rimanere mai. E' un biancopianto di ultime note soffiate sotto la porta la sera che chiude, un lamento disteso che cresce perchè il giorno muore. Narimi lo sa, indica e chiama. cantando rimani, inchinata distesa Chiamando piange, afferra la tua mano, dentro il destino, narimi avvicenda le vite, ti stringe giurando una promessa, narimi è solo vita.
    Questo è tutto quello che al mondo si sà di Narimi, il canto dell'usignolo

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    Simurgh said on Jan 19, 2013 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Confesso è un libro che non ho capito.
    Sono testardo lo rileggerò!
    Pertanto non esprimo nevvuna valutazione.

    Ho riletto attentamente, Lo stesso msre, con la seconda lettura ho apprezzato il libro. Non entro nel merito non ne sono capace, ma voglio r ...(continue)

    Confesso è un libro che non ho capito.
    Sono testardo lo rileggerò!
    Pertanto non esprimo nevvuna valutazione.

    Ho riletto attentamente, Lo stesso msre, con la seconda lettura ho apprezzato il libro. Non entro nel merito non ne sono capace, ma voglio rendere merito ad un autore che non conoscevo e che ho apprezzato.

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    Vittorio Bondani said on Sep 28, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    faticoso, denso, lento, struggente, poetico, pensoso, fotografico.
    l'ho centellinato, mi ha fatto sognare e poeticare sempre.

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    Cassiel said on Jul 31, 2012 | 1 feedback

  • 2 people find this helpful

    Confesso che ho molto peccato, perché a leggere questo libricino a metà tra prosa e poesia, fatto di suggestioni leggere, riferimenti paesaggistici (il mare sopra tutti), languori e sentimenti, ho pensato facilmente a Baricco. E mi dolgo dei miei pec ...(continue)

    Confesso che ho molto peccato, perché a leggere questo libricino a metà tra prosa e poesia, fatto di suggestioni leggere, riferimenti paesaggistici (il mare sopra tutti), languori e sentimenti, ho pensato facilmente a Baricco. E mi dolgo dei miei peccati!
    La verità è che scrivere un libro che mescoli prosa e poesia, nell'assoluta anarchia di forma e struttura, è sempre impresa ardua, si finisce sempre col suscitare occhiatacce di sospetto e scetticismo. E' anche vero che un libro del genere non chiede solo di esser letto: vuole essere ascoltato.

    Continua su
    http://www.lastambergadeilettori.com/2012/01/lo-stesso-…

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    La Stamberga dei Lettori said on Jan 29, 2012 | 1 feedback

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