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Lo straniero

Di

Editore: Bompiani per L'Espresso (I Classici stranieri)

4.2
(9484)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 91 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Portoghese , Chi tradizionale , Chi semplificata , Tedesco , Spagnolo , Catalano , Finlandese , Turco , Svedese , Giapponese , Olandese , Greco , Polacco , Ceco

Isbn-10: A000020967 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
Pubblicato nel 1942,Lo straniero, un classico della letteratura contemporanea, sembra tradurre in immagini quel concetto dell'assurdo che Albert Camus andava allora delineando e che troverà teorizzazione nel coevoMito di Sisifo
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  • 0

    Il lettore è irretito da morbosa tensione nel verificare l'ostinata pervicacia con cui il protagonista si getta nell'infelicità. Ed è angosciante riscontrare come, una volta ottenuta, essa nemmeno rie ...continua

    Il lettore è irretito da morbosa tensione nel verificare l'ostinata pervicacia con cui il protagonista si getta nell'infelicità. Ed è angosciante riscontrare come, una volta ottenuta, essa nemmeno riesce a riaccendere nessun entusiasmo, nessun sentimento nel suo animo.
    Messo così, questo romanzo pare essere una parabola per la vita, o perlomeno per certe vite, che inevitabilmente si spengono, e trovano davvero un senso solo quando l'ultimo barlume di ottimismo, speranza o giovinezza, che dir si voglia, ha lasciato il posto a una indifferente rassegnazione.

    ha scritto il 

  • 3

    Siamo tutti un po' stranieri

    "Certo io sembravo a mani vuote. Ma ero sicuro di me, sicuro di tutto, più sicuro di lui, sicuro della mia vita e della morte che mi aspettava. Si, non avevo altro. Ma almeno possedevo quella verità q ...continua

    "Certo io sembravo a mani vuote. Ma ero sicuro di me, sicuro di tutto, più sicuro di lui, sicuro della mia vita e della morte che mi aspettava. Si, non avevo altro. Ma almeno possedevo quella verità quanto lei possedeva me".
    Secco, come un colpo di frusta, questo racconto che può sembrare scritto in modo quasi elementare ma che lascia un graffio dentro, leggero ma persistente.

    ha scritto il 

  • 4

    Straniero alla terra

    Un lancinante ma lucido addio alla vita, ma anche ai pregiudizi, al conformismo alle falsità borghesi che circondano e di fatto costituiscono la vita di un essere umano.
    Questo è il racconto di Camus. ...continua

    Un lancinante ma lucido addio alla vita, ma anche ai pregiudizi, al conformismo alle falsità borghesi che circondano e di fatto costituiscono la vita di un essere umano.
    Questo è il racconto di Camus. Morire senza un vero motivo, senza un lamento, guardando dall'esterno del proprio corpo quel che accade e accettandone ogni singolo passo.
    La forza di questo racconto sta nella capacità di straniarsi (da cui il titolo Lo straniero) dagli avvenimenti che riguardano il protagonista. Intrigante.

    ha scritto il 

  • 3

    Non so se avrei mai letto questo libro se non fosse stato il fil rouge di "Atti osceni in luogo privato" di Marco Missiroli. In quel romanzo, "Lo straniero" ricorre continuamente. Adesso lo ritrovo ac ...continua

    Non so se avrei mai letto questo libro se non fosse stato il fil rouge di "Atti osceni in luogo privato" di Marco Missiroli. In quel romanzo, "Lo straniero" ricorre continuamente. Adesso lo ritrovo accennato anche in "Nostra signora della solitudine" di Marcela Serrano e capisco quanto quelle pagine abbiano potuto imprimersi con forza nella mente di altri scrittori. La vicenda, di per sè, non avrebbe nulla di eccezionale. Cioè è la storia di un omicidio, come molte altre narrate dalla letteratura. Quello che colpisce è la scrittura nuda, l'apparente estraneità del protagonista a quello che gli sta succedendo, la compenetrazione di fatti tra loro distanti e sconnessi che ad un certo punto diventano determinanti nella grande decisione.

    "Ma non capivo bene come le buone qualità di un uomo normale possano diventare dei capi d'accusa schiaccianti contro un colpevole".

    ha scritto il 

  • 3

    Esta corta novela nos muestra la vida de una persona anodina que por un cúmulo de circunstancias, situaciones y algunas partes de su personalidad, tuerce su destino de la peor forma posible.
    Es curios ...continua

    Esta corta novela nos muestra la vida de una persona anodina que por un cúmulo de circunstancias, situaciones y algunas partes de su personalidad, tuerce su destino de la peor forma posible.
    Es curioso que aunque me repugna el crimen, Camus es capaz de describirlo de forma inocua, consiguiendo de paso que sientas lástima por el protagonista, al que rápidamente identificas como una persona con un carácter algo "peculiar", pero no un asesino frío y despiadado.
    Hablando del libro, la primera parte se me hizo eterna y muy pesada. Pero la segunda parte es magistral. Las descripciones del proceso judicial, así como la de la vida en la cárcel son maravillosas. La única pega que tengo es el final: complejo, denso y abierto. El autor perfila como será el desenlace, pero deja al lector la conclusión final.
    En suma, estamos ante un buen libro, lleno de temas y reflexiones interesantes, pero que debido a su corta duración, el autor no ha desarrollado suficientemente bien, haciendo su lectura farragosa y pesada.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    The author has clearly used this novel to express his philosophy, eg. the meaningless life is probably just a series of haphazard events ?! It's quite cynical that the protagonist (Monsieur Meursault ...continua

    The author has clearly used this novel to express his philosophy, eg. the meaningless life is probably just a series of haphazard events ?! It's quite cynical that the protagonist (Monsieur Meursault) was given the death sentence mainly because he didn't show his sadness or emotion when his mother died. I like how the protagonist argued and became impatient with the chaplain. My thoughts are closer to nihilism than the author's absurdism but both of these two schools of thoughts deem that the universe has no intrinsic meaning.

    I feel like I can be the protagonist :-) The protagonist has still refused to tell himself to believe in God even near his execution or the end of his life. I hope that I'll be as brave as the protagonist towards the end of my life. I felt sad when my father died and probably occasionally years later when I really thought about it. But I felt that the funeral process was kind of not very meaningful.

    It's not as subtle as most of Haruki Murakami's novels in which the author doesn't really seem to aim at advocating anything in particular, even though the readers might enjoy reading. Nevertheless, a book with purpose is probably not necessarily a Nobel Prize criterion :-) E. Hemingway's major novel of "A Farewell to Arms" also didn't have any clear message (to me). Doris Lessing's "The Golden Notebook" may be great but she probably didn't seem to want to advocate any strong message to you or at least to me.

    Probably like "A Farewell to Arms", it's also not easy for me to understand why this work has been so highly regarded. The main substance is the thoughts of the protagonist which is apparently part of the author's philosophy. Apart from this, I have to say that I have come across nothing really spectacular.

    ha scritto il 

  • 4

    Probabilmente non l'ho capito, ma non trovo in queste righe il capolavoro. Trovo un bel soggetto, una scrittura che rende l'idea dell'indifferenza, frasi secche e poco evocative - mentre al contrario ...continua

    Probabilmente non l'ho capito, ma non trovo in queste righe il capolavoro. Trovo un bel soggetto, una scrittura che rende l'idea dell'indifferenza, frasi secche e poco evocative - mentre al contrario è tutto il testo ad essere evocativo.
    Ho inteso poco anche l'introduzione appassionata e in alcuni punti macchinosa di Saviano

    Forse il pregio del libro sta nello scorrere facilmente e monotonicamente, senza essere punto noioso - come molte vite scorrono.
    Forse, leggendolo con il tempo dedicabile ad una opera in poesia, emergono le levigature con cui Camus ha lisciato la prosa, togliendo le asperità e concedendoci quel 'segno di una resa invincibile', che Pazienza ha delineato decenni dopo in modi assai differenti, ma che nel titolo mi rimanda a questo 'straniero'.
    Che poi è tutto tranne uno straniero: con la disattenzione al mondo, la sua superiorità apatica alle cose che appassionano l'umanità, sembra di converso che ne intenda i meccanismi, e che sia più addentro ai nodi delle cose che non i giudici distratti del tribunali, o gli estemporanei amici (?) di un pomeriggio al mare.
    Un archetipo di saggezza incosciente, abbacinata dalla chiarezza dei cieli algerini d'estate.

    Forse, ad essere consapevoli, il capolavoro c'e'.

    ha scritto il 

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