Lo straniero

Di

Editore: Bompiani (I Grandi Tascabili Opere di Camus, 285)

4.2
(10249)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 161 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Portoghese , Chi tradizionale , Chi semplificata , Tedesco , Spagnolo , Catalano , Finlandese , Turco , Svedese , Giapponese , Olandese , Greco , Polacco , Ceco

Isbn-10: 8845203239 | Isbn-13: 9788845203237 | Data di pubblicazione:  | Edizione 10

Traduttore: Alberto Zevi

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Pubblicato nel 1942, "Lo straniero", un classico della letteratura contemporanea, sembra tradurre in immagini quel concetto dell'assurdo che Albert Camus andava allora delineando e che troverà teorizzazione nel coevo "Il mito di Sisifo". Protagonista è Meursault, un modesto impiegato che vive ad Algeri in uno stato di indifferenza, di estraneità a se stesso e al mondo. Un giorno, dopo un litigio, inesplicabilmente Meursault uccide un arabo. Viene arrestato e si consegna, del tutto impassibile, alle inevitabili consegenze del fatto - il processo e la condanna a morte - senza cercare giustificazioni, difese o menzogne. Come Sisifo, Meursault è un eroe "assurdo": la sua lucida coscienza del reale gli permette di giungere attraverso una logica esasperata alla verità di essere e sentire. "E' una verità ancora negativa", ebbe a scrivere Camus in una prefazione per un'edizione americana dello "Straniero", "senza la quale però nessuna conquista di sé e del mondo sarà mai possibile"
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  • 3

    L'io narrante vive, senza provare alcun sentimento, la morte della madre, un rapporto amoroso, un inutile omicidio ed un processo, nel quale non si difende. E' difficile scrivere di vite passive, quin ...continua

    L'io narrante vive, senza provare alcun sentimento, la morte della madre, un rapporto amoroso, un inutile omicidio ed un processo, nel quale non si difende. E' difficile scrivere di vite passive, quindi sicuramente questo romanzo ha un valore che io però non so apprezzare perchè non amo le storie in cui non succede nulla. A onor del vero qui qualcosa succede, ma è descritto come fosse nulla: per alcuni la grandezza starà in questo, io purtroppo non condivido.

    ha scritto il 

  • 4

    null

    Mai avuto tanta voglia di leggerlo. Anzi... verso i 12/13 anni, quando ero tutta protesa al passato di cui mi affascinavano tanto i sospiri esistenzialisti quanto i colori della rivolta appena smorzat ...continua

    Mai avuto tanta voglia di leggerlo. Anzi... verso i 12/13 anni, quando ero tutta protesa al passato di cui mi affascinavano tanto i sospiri esistenzialisti quanto i colori della rivolta appena smorzati, allora sì ero tutta presa dal prurito di partecipare, almeno in forma letteraria, a quella vita che sentivo ingiustamente lontana. Poi niente.
    Oggi lo scopro molto diverso da quel che mi aspettavo. Intanto è minimale, quasi un racconto. Un piccolo gioiello. Minimale anche nello stile. Frasi brevi, asciutte. Minimale nelle emozioni, non ce ne sono, non ne suscita. Poi è terribilmente vero. A me ha fatto rabbia questo implicito obbligo ad essere soggetti emotivi o quantomeno all'esibizione dell'emotività. Io che sono passionale ed esagerata mi sono trovata schierata dalla parte del diritto di quest'uomo ad essere indifferente agli accadimenti della vita, senza giudizio, senza cattiveria, solo con l'arma della logica ferrea: è così, qualunque elucubrazione in merito è poco importante e poco interessante. Mi ha ricordato il più poetico, meno nichilista ed egualmente ingenuo Bartleby con il suo "Preferisco di no" di Melville.
    Un racconto strano che, con la sua asciutta indifferenza, ti incolla alla pagina. Bello.

    ha scritto il 

  • 4

    Ero così curiosa di leggere questo romanzo, ma arrivata all'ultima pagina sono rimasta un po' così, titubante, non so nemmeno dire se mi sia piaciuto e soprattutto quanto. di sicuro mi ha spinto a rif ...continua

    Ero così curiosa di leggere questo romanzo, ma arrivata all'ultima pagina sono rimasta un po' così, titubante, non so nemmeno dire se mi sia piaciuto e soprattutto quanto. di sicuro mi ha spinto a riflettere e concordo sul fatto che all'universo frega nulla di noi

    ha scritto il 

  • 4

    sconcertante

    la vicenda di un uomo che non vive ma si lascia vivere.
    una persona svuotata dentro, senza slanci, passioni vere o entusiasmi per qualche cosa.
    Un personaggio così perso nel flusso della vita che non ...continua

    la vicenda di un uomo che non vive ma si lascia vivere.
    una persona svuotata dentro, senza slanci, passioni vere o entusiasmi per qualche cosa.
    Un personaggio così perso nel flusso della vita che non riesce a reagire neppure davanti alla morte.

    ha scritto il 

  • 4

    Il lutto

    Il protagonista, Meursault, è un modesto impiegato che vive ad Algeri in uno stato di indifferenza, di estraneità a se stesso e al mondo. Nella prima parte del romanzo Meursault viene a conoscenza del ...continua

    Il protagonista, Meursault, è un modesto impiegato che vive ad Algeri in uno stato di indifferenza, di estraneità a se stesso e al mondo. Nella prima parte del romanzo Meursault viene a conoscenza della morte della madre, ospite in un ospizio per anziani, e va a vegliarla. Già nel primo capitolo riusciamo a scoprire il carattere di completa indifferenza di lui: sembra non provare alcun tipo di emozione per la madre, rifiuta di vederne le spoglie, beve caffè e fuma vicino alla bara. Poi vivrà una relazione con Maria, e anche in questo caso più che amore sembra provare solo un desiderio fisico. Nella seconda parte arriverà, consapevole o meno, a compiere un omicidio e finirà in un processo dove non tenterà minimamente a difendersi, rimanendo estraneo a tutto quello che gli succede. Condannato alla pena di morte, rifiuterà pure il perdono di Dio attraverso uno zelante prete.
    Quello che Camus mette al centro in questo romanzo è l'uomo che cerca una giustificazione all’esistenza e non la trova; tutto gli si presenta privo di senso e, per questo, diventa straniero nei confronti di se stesso e degli altri. Tutto scritto in prima persona, di modo che l'autore riesce ad eclissarsi e ci fa immedesimare nei ragionamenti del protagonista. Egli si arrende completamente al Caos ed è lui che lo guida in tutta la storia. Personalmente ho amato la seconda parte, soprattutto gli ultimi due capitoli. Si perde la narrazione meccanica della prima parte, e in un certo senso riusciamo a scorgere i sentimenti del protagonista; convinto che tutti lo ritengono un mostro, non si difende per nulla al processo, ma anzi sembra essere perpetuamente distratto e asfissiato dal caldo. Ciò che poi si evidenzia, quando Meursault vive in cella e passano i giorni nella ripetizioni dei gesti, sempre uguali, è l'attaccamento alla vita, e proprio nel capitolo finale, la visita del cappellano, assistiamo all'apice del cinismo, dell'indifferenza e dell'ironia dell'uomo: un vero e proprio sontro col prete dove lui rifiuta tutto: il suo dio, il suo perdono, la sua vita al riparo dal mondo. Finalmente esplode la sua rabbia che è certamente la disperazione che sta per morire. Ma questa rabbia non indica uno spiraglio nell’indifferenza e nell’assurdità del mondo, ma la resa all’Assurdo. Egli diventa un eroe "assurdo": la sua lucida coscienza del reale gli consente di giungere attraverso una logica esasperata alla verità di essere e sentire.
    Lo stesso Camus scrisse, nella prefazione americana di questo romanzo: "E' una verità ancora negativa, senza la quale però nessuna conquista di sé e del mondo sarà mai possibile."

    ha scritto il 

  • 4

    abitudine e indifferenza

    "una disgrazia è una cosa che lascia senza difesa"
    Noia e indifferenza caratterizzano il protagonista di questo romanzo, che si fa trasportare dagli eventi e li accetta come se non vi fosse alternativ ...continua

    "una disgrazia è una cosa che lascia senza difesa"
    Noia e indifferenza caratterizzano il protagonista di questo romanzo, che si fa trasportare dagli eventi e li accetta come se non vi fosse alternativa, con la pazienza e la condiscendenza di chi si trovi tutti i giorni in mezzo a dei cretini che gli chiedono di continuo cose stupide e ovvie.
    Un bel protagonista, sebbene non faccia niente e tutto si muova intorno a lui: la ragazza, gli amici, il giudice, i testimoni.
    Un uomo accusato di sentimenti mostruosi e cattiveria, ma che in realtà manca proprio di interesse nei fatti suoi e di chiunque, di sentimento e fuoco in generale.
    Un uomo accusato di omicidio ma che viene condannato per il suo carattere e per il comportamento tenuto prima dell'omicidio.
    Quindi è così per tutti? Siamo tutti soppesati e condannati per quello che abbiamo fatto dalla nostra nascita senza via di scampo? Pare di sì.

    ha scritto il 

  • 5

    Da leggere subito dopo o in contemporanea con "La nausea" di Sartre per una botta di vitalità. :)
    Scherzi a parte, è entrato per direttissima tra i miei libri preferiti.
    Se siete interessati al tema d ...continua

    Da leggere subito dopo o in contemporanea con "La nausea" di Sartre per una botta di vitalità. :)
    Scherzi a parte, è entrato per direttissima tra i miei libri preferiti.
    Se siete interessati al tema dell'esistenzialismo, direi che non si può fare a meno di leggerlo, in poche pagine è raccolto il pensiero dell'autore, scritto in maniera ottimale
    Quello che più mi ha interessato è che la tematica non viene "descritta", non vi sono parti in cui si parla espressamente di esistenzialismo, non si evade dalla trama per sorbirsi un mattone di filosofia, ma la percepisci,attraverso il protagonista, attraverso le sue risposte e comportamenti.
    Questo arriva al lettore secondo me in maniera più diretta ed è questa la vera forza del libro.

    ha scritto il 

  • 5

    沒有太多心得,但是推這是一生必讀的經典,卡謬是大師中的大師
    說「喜歡」主角,大概會犯了哲學圈的大忌,總是冷觀世界的主角,卻真的很難令人討厭。

    ha scritto il 

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