Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte

Noir 2

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

3.9
(15898)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 252 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Chi semplificata , Spagnolo , Danese , Catalano , Tedesco , Francese , Portoghese , Olandese , Galego , Polacco , Lettone , Basco , Ceco , Russo , Svedese , Sloveno

Isbn-10: A000119201 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Adolescenti

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Descrizione del libro
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  • 5

    Toccante

    Libro ben scritto cha arriva dritto al cuore. La voce narrante del protagonista, Christopher, è resa così bene da sembrare reale. Consigliatissimo!

    Per la recensione completa:
    http://unlibronelcassett ...continua

    Libro ben scritto cha arriva dritto al cuore. La voce narrante del protagonista, Christopher, è resa così bene da sembrare reale. Consigliatissimo!

    Per la recensione completa:
    http://unlibronelcassetto.blogspot.it/2016/03/recensione-lo-strano-caso-del-cane.html

    ha scritto il 

  • 4

    Commovento storia di un ragazzo (portatore della sindrome di Asperger). Il ragazzo si trova a vivere la separazione dei genitori, l'allontanamento della madre, la morte di un cane con la sua logica di ...continua

    Commovento storia di un ragazzo (portatore della sindrome di Asperger). Il ragazzo si trova a vivere la separazione dei genitori, l'allontanamento della madre, la morte di un cane con la sua logica disarmante. Riuscirà a forzare la sua natura compiendo un viaggio in treno da solo, dimostrando così a se stesso di potercela fare ad andare oltre i suoi stessi limiti.
    E' spiazzante la sua forza e nello stesso tempo la sua fragilità.

    ha scritto il 

  • 4

    Cos'è la normalità?

    Perchè in fondo nessuno è normale. Anzi, la vera normalità è la spontaneità apparentemente folle di Cristopher, che ci accompagna un viaggio divertente e scorrevole, come divertente e scorrevole è la ...continua

    Perchè in fondo nessuno è normale. Anzi, la vera normalità è la spontaneità apparentemente folle di Cristopher, che ci accompagna un viaggio divertente e scorrevole, come divertente e scorrevole è la scrittura che ce lo descrive. Strappa risate, spunti di riflessione e un po' di commozione. Belle trovate le digressioni logico-matematiche del protagonista.

    ha scritto il 

  • 5

    Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte

    Bellissimo! Ti permette di entrare nel mondo Asperger con delicata credibilità facendo parlare il protagonista in prima persona.

    ha scritto il 

  • 3

    Angosciante

    Romanzo Emozionante che mette un po di ansia per i disturbi di Christopher.
    L'unica pecca che ho trovato è nel viaggio di Christopher da Swindon a Londra perché gli eventi sono un po troppo forzati e ...continua

    Romanzo Emozionante che mette un po di ansia per i disturbi di Christopher.
    L'unica pecca che ho trovato è nel viaggio di Christopher da Swindon a Londra perché gli eventi sono un po troppo forzati e poco credibili.

    ha scritto il 

  • 3

    Insomma ...

    Per tanto tempo, soprattutto dal titolo, l'ho creduto un giallo. In realta' non lo è' affatto. Si tratta piuttosto di un romanzo di formazione, ma preferisco non svelare nulla. Io non l'ho gradito par ...continua

    Per tanto tempo, soprattutto dal titolo, l'ho creduto un giallo. In realta' non lo è' affatto. Si tratta piuttosto di un romanzo di formazione, ma preferisco non svelare nulla. Io non l'ho gradito particolarmente. E' scritto in prima persona dal protagonista un ragazzo affetto dalla sindrome di Asperger e nelle intenzioni del'autore credo che voglia replicare i ragionamenti tipici di una persona affetta da questa sindrome. Non mi sembra sia riuscito appieno nell'intento, l'ho trovato noioso e poco coinvolgente, piuttosto prevedibile sia nello svolgimento che nel finale. Devo ammettere che nel corso del libro ci si affeziona al protagonista ed ai suoi modi "particolari". Nel corso del romanzo tuttavia ci sono delle piccole chicche interessanti, ma non e' un libro che ricorderei o che consiglerei in lettura ad un'amica. Le tre stelline assegnate mi sembrano perfino un po' troppe direi piu' due e mezzo che tre.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    E' un libro molto particolare, credo si possa dividere in due parti: la prima è un giallo, c'è una vittima, bisogna trovare il colpevole. Il fatto che la vittima sia un cane rende tutto già più anomal ...continua

    E' un libro molto particolare, credo si possa dividere in due parti: la prima è un giallo, c'è una vittima, bisogna trovare il colpevole. Il fatto che la vittima sia un cane rende tutto già più anomalo. La seconda parte è più psicologica/emotiva (anche se forse l'aggettivo "emotivo" è il meno adatto, in questo libro). Il protagonista si mette alla prova. Ci sono degli ostacoli, dei limiti, ma sono lì per essere superati.
    Sono rimasta seriamente affascinata dal protagonista: in primo luogo, certi aspetti della sua patologia, ad una lettura più introspettiva, non sembrano più così tanto patologici. Alzi la mano chi non si è riconosciuto in almeno una delle particolarità di cui questo ragazzino è affetto. Per esempio: il fastidio del contatto fisico, il desiderio di restare in una stanza con meno persone possibile, non rispondere se non viene formulata almeno una domanda esplicita, nascondersi per non essere visti (chi non ha mai scelto di percorrere una strada secondaria perché quel giorno non aveva voglia di vedere nessuno?).
    In secondo luogo, attraverso la storia, che funge da filtro in un certo modo tra i lettori (sani) e il protagonista (affetto da una patologia), la patologia non sembra più una malattia vera e propria, ma piuttosto uno squilibrio fra le componenti della psiche umana. Se la mente di un soggetto è formata in parti omogenee di logica ed emotività (ma chi può dire di averle davvero proporzionate ed omogenee?), questa sindrome rivela come può diventare una persona la cui emotività si assottiglia ai livelli minimi essenziali, lasciando solo ed esclusivamente in balia della pura logica. Forse poco più che un automa, anche se questa definizione sarebbe riduttiva e in ultima analisi ingiusta. In realtà, si tratta di una persona che ha solo la percezione di sé, delle proprie esigenze, dei propri pensieri, desideri, paure, necessità e che non si cura minimamente degli altri esseri umani. L'istinto di sopravvivenza portato ai massimi livelli. La persona rimane legata soltanto alle persone che gli garantiscono cibo e una stanza dove dormire (i genitori), ma è incapace di esprimere anche a loro una sola parola di amore.
    Ma senza eccedere nella patologia che il libro racconta, quante volte ci è capitato di essere o di incontrare persone non poi così diverse, che amano solo se stesse e non sanno donarsi al prossimo. L'autismo forse, nelle sue forme più blande, è più diffuso di quanto generalmente pensiamo.
    Credo anche che l'Autore abbia delineato molto efficacemente i personaggi secondari (genitori e insegnanti). Si ha davvero la percezione che non esistano davvero, ma che rimangano sullo sfondo, quasi non avessero sentimenti propri attraverso lo sguardo del ragazzino. Invece, il lettore riesce ad andare oltre la descrizione data e si coglie la tragicità delle loro esistenze, completamente sacrificate, per amore (quello vero, disinteressato) di un figlio, o un alunno, che non riesce neppure a sopportare che gli si tenga la mano. Il momento per me più commovente è quando il protagonista racconta con semplicità disarmante che "per fortuna" sta andando tutto per il meglio, che la mamma ha trovato un lavoro (in realtà un lavoro terribile e per lei mortificante) non si sa dove e che grazie alle pastiglie ora lei non piangeva più, anche se le danno dei giramenti di testa, talvolta.

    Ho poi notato che nel corso del romanzo il protagonista si emoziona una sola volta: all' esame di matematica. Mi ha fatto riflettere come in una vita di sola logica, l'emotività emerga non nelle forme dell'amore, ma come competizione con se stessi per il raggiungimento di un obiettivo. Mi sono chiesta, mentre leggevo: siamo sicuri che sia davvero l'amore che fa girare il mondo, e non qualcosa d'altro invece? Le nostre ambizioni, per esempio.

    ha scritto il 

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