Lo strano caso del dottor Jekyll e mister Hyde e altri racconti

Tesori della narrativa universale

Di

Editore: De Agostini

3.9
(27)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 270 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000214365 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Contiene anche: Il club dei suicidi, La spiaggia di Falesa
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  • 5

    I mostri siamo noi

    Potrei lasciare perdere e scrivere solo un aggettivo (bello, stupendo, sconcertante, sublime, imprescindibile, ecc …), tanto celebre è il protagonista da essere nome “mitico” per definire la doppia na ...continua

    Potrei lasciare perdere e scrivere solo un aggettivo (bello, stupendo, sconcertante, sublime, imprescindibile, ecc …), tanto celebre è il protagonista da essere nome “mitico” per definire la doppia natura umana. Potrei inventarmi qualcosa di personale e sciorinarvela come un fatto “vero” ( per la vergogna di mostrarmi “autore”, suppongo, piuttosto che per prendervi in giro e per l’ inerzia al vizio di “scriverare”, cit. ).
    Ma la rilettura di un capolavoro non è mai fine a stessa, o non è mai una scorciatoia per partecipare a una gara o aggiungere un punto alla statistica con poca fatica viste le esigue ( pregnantissime) paginette.
    Si dà il caso che, nonostante l’argomento abusato prima e poi, Stevenson ti coinvolge, ti “atterra”. Dopo centocinquant’anni sul doppio ci dice più lui che tutti gli altri.
    Non è del tuo doppio timido e represso dalla buona educazione e dal senso civico che sta parlando come fece il buon Freud, il mai tanto deprecato mestatore di fosse imof senza venirne a capo.
    Sta parlando dell’orco di Caivano, di un Hyde che non è mai stato Jekyll perchè nel nostro mondo, a furia di sdoganare e legittimare questo e quello, anche l’orrore è stato sdoganato, seppellendo la coscienza seppur flebile di un Jeckyll.
    Altrimenti quell’essere non avrebbe avuto tanta complicità omertosa attorno ( e quella che mi più mi fa schifo è quella delle mamme, delle nonne, delle zie e di tutte le altre, svelando l’ultima illusione: la differenza femminile).

    Un essere che come dice Jekyll è “… qualcosa non solo d'infernale ma altresì d'inorganico. Era questa la cosa sconcertante: che la melma dal fondo della fossa sembrasse proferire urla e voci; che dell'amorfa polvere gesticolasse e peccasse … Un essere smanioso di infliggere della sofferenza … rabbioso e glaciale… un'anima che ribolliva odi immotivati .

    Non c’è più spazio per la condivisione, in una stessa coscienza, del bene e del male. Jekill “ aveva veduto la piena deformità di quella creatura che spartiva con lui alcuni eventi della coscienza e che con il quale era destinato a ereditare la morte, ma non è più tempo di questi moti dell’animo, di queste rivolte. Hyde ha vinto, una volta per sempre.

    ha scritto il 

  • 4

    Un dualismo inquietante ma avvincente

    Il libro si legge in un fiato, sia per la sua brevità, sia per la vicenda, che ti mantiene incollato sulle pagine per non spezzare il filo della narrazione, molto coinvolgente, seppur, a tratti, pedan ...continua

    Il libro si legge in un fiato, sia per la sua brevità, sia per la vicenda, che ti mantiene incollato sulle pagine per non spezzare il filo della narrazione, molto coinvolgente, seppur, a tratti, pedante per il semplice fatto che si tratta di un linguaggio ottocentesco, lontano, in parte, dalla snellezza del modo di scrivere a cui siamo attualmente abituati. La storia è del tutto particolare e ben strutturata: tutti i personaggi sono connessi da un fil rouge che, alla fine, si snoda e si risolve nella confessione di Henry Jeckyll e nella lettera del dottor Lanyon. Stevenson ci presenta i fatti tassello per tassello, per poi permetterci di ricomporre il puzzle, alla fine, ricco di sorprese. La cosa che "rovina" il finale è il fatto che "Dottor Jeckyll e mister Hide" è un detto utilizzato anche comunemente, quindi si sa fin da subito chi sia questo Edward Hide e che rapporto abbia con Jeckyll, ma, nonostante questo, si ha la curiosità di sapere come avvengono realmente i fatti, sempre più incalzanti. Molto bello, anche per le ambientazioni di stile un po' gotico, oscure, che contribuiscono a creare un'atmosfera cupa, adatta alle vicende. Sorprendente il dualismo, tema principale del romanzo che si riscontra in molti fattori: innanzitutto dalla doppia personalità del dottor Jeckyll, poi dalla casa (il retro usato da Hyde, il fronte da Jeckyll), nello specchio, che, posto nello studio, riflette il risultato dell'esperimento e si configura come l'emblema del dualismo. Inoltre si rispecchia anche nelle città: Edimburgo e Londra, con il quartiere squallido e quello dei benestanti. La figura di Mr Utterson, che funge da detective può essere assimilata a quella di Sherlock Holmes, sempre pronto a recepire nuovi indizi per risolvere il caso, che parte da una confidenza del suo amico. Insomma, non può mancare nel novero dei grandi classici della letteratura, dato che ci permette di conoscere una storia avvincente costellata di personaggi interessanti.

    ha scritto il 

  • 0

    Recensione de Lo strano caso del dottor Jekylle e del mister Hyde

    Lo strano caso del dottor Jekylle e del mister Hyde è stato scritto da Robert Louis Stevenson, autore scozzese, nel 1886. E questo dice tutto, perché un romanzo scritto a quell'epoca che risulta ancor ...continua

    Lo strano caso del dottor Jekylle e del mister Hyde è stato scritto da Robert Louis Stevenson, autore scozzese, nel 1886. E questo dice tutto, perché un romanzo scritto a quell'epoca che risulta ancora così attuale e così sentito deve per forza essere un gran romanzo.
    La trama è tanto semplice quanto complessa: ogni cosa è basata sugli studi della psiche umana svolti dal dottor Jekylle e dalla conclusione a cui presto giunge, ovvero che l'uomo non è veracemente uno, bensì veracemente due. L'eterna scissione del bene e del male, l'eterno contrasto tra bianco e nero. Questo, in poche parole, è il fulcro del libro.
    Jekylle arriva a sperimentare su di sé una pozione che a suo dire può far emergere completamente l'altro lato del proprio carattere, facendolo diventare così il suo alter ego, tale mister Hyde (che in inglese suona come to hide, nascondere).
    Mister Hyde è un essere con una totale e sfrenata libertà di azione, diverso da Jekylle sia per idole che per corporatura: se infatti Jekylle è alto, fine e rinomato per la solidarietà nei confronti del prossimo, Hyde è basso e tozzo, gobbo, dalle braccia corte e dalle mani pelose, totalmente incline a una propria soddisfazione composta di egoismo, violenza e asocialità. Riassumendo la pozione una seconda volta, il dottor Jekylle può tornare in sé, conservando tuttavia la memoria delle malefatte dell'altro e viceversa.
    L'avvocato Utterson, amico di Jekylle, si ritrova a indagare sullo strano caso di questo mister Hyde che gira per le strade di un inquietante e piovosa Londra commettendo ingiustizie.
    Quando arriva sulle tracce di questi, scopre che esse finiscono per portare sempre alla casa del dottore. Incredulo e spiazzato, Utterson non si arrende e lotta in tutti i modi per arrivare a una verità che lascerà lui e il lettore senza fiato.
    È davvero un racconto fantascientifico brillante e al contempo un'affascinante analisi del bene e del male che ha del thriller psicologico.

    ha scritto il