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Lo stupore del mondo

Di

3.4
(115)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 406 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804598506 | Isbn-13: 9788804598503 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , History , Sports, Outdoors & Adventure

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Descrizione del libro
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  • 4

    Cristiani e musulmani ..due mondi apparentemente così distanti ma così vicini per i quattro protagonisti di questo bellissimo romanzo a sfondo storico. Flora, Rashid, Matteo e Pietro le loro vicende che si intrecciano, poi li portano lontani e alla fine ..

    ha scritto il 

  • 0

    Un bellissimo romanzo..mi ha catturato dall'inizio fino alla fine. Ogni personaggio è stato in grado di farmi immedesimare nella sua storia e nella sua persona..in particolar modo sono rimasta colpita dalla storia d'amore tra Flora e Gabriele! è straziante vedere come lei sia totalmente innamorat ...continua

    Un bellissimo romanzo..mi ha catturato dall'inizio fino alla fine. Ogni personaggio è stato in grado di farmi immedesimare nella sua storia e nella sua persona..in particolar modo sono rimasta colpita dalla storia d'amore tra Flora e Gabriele! è straziante vedere come lei sia totalmente innamorata di lui e come egli,pur amandola incondizionatamente, preferisce starle lontano perchè imprigionato da immaginazioni,complessi ed idolatrie..disposto addirittura a vederla tra le braccia di un altro più che abbandonarsi al suo amore! Flora è così impetuosa,istintiva e passionale che sembra quasi ne sia spaventato..spaventato e nel contempo attratto..è proprio questo suo carattere che lo ha fatto innamorare di lei,ma lui è il perfetto contrario,non è libero..e troverà la libertà solo quando ormai sarà troppo tardi. Inoltre un altro personaggio che mi ha colpito,soprattutto verso la fine,è quello di Matteo..lì pronto ad accogliere Flora tra le sue braccia e ad amarla quanto lei desidera,quanto lei ha bisogno: respinto,ingannato,non creduto..fino alla fine rimane per lei,rimane come Gabriele non era rimasto. E forse il motivo che mi ha fatto piangere alla fine del libro è proprio che Matteo, probabilmente,era l'unica vera ancora di salvezza ed amore per Flora...

    ha scritto il 

  • 1

    4/10

    Libro comprato basandomi unicamente sul titolo, sperando fosse un romanzo sulla vita di Federico II, uno dei miei personaggi storici preferiti.
    Una delusione su tutti i fronti, in primis quello federiciano.
    In tutto il libro l'imperatore pronuncerà sì e no sei battute e le (rare)volte che compar ...continua

    Libro comprato basandomi unicamente sul titolo, sperando fosse un romanzo sulla vita di Federico II, uno dei miei personaggi storici preferiti. Una delusione su tutti i fronti, in primis quello federiciano. In tutto il libro l'imperatore pronuncerà sì e no sei battute e le (rare)volte che comparirà sarà per essere usato come Deus ex machina dalla scrittrice per far incontrare i suoi personaggi. Una personalità così affascinante ridotta a becero trucchetto narrativo, che tristezza. Perdipiù, per poco che appaia, quel poco riesce a essere, se non sbagliato, certamente fazioso. Sembra di trovarsi davanti non ad un grande imperatore ma a un santo: buono e magnanimo solo lui, tollerante con tutti, mentre la Chiesa cattiva cattiva lo tratta taanto male, poverino. Ma basta, non se ne può più! Tutto questo mettendosi le fette di salame sugli occhi rispetto agli orrori causati dall'imperatore durante il suo regno. Federico bocciato, dunque.

    Passiamo alla presunta "storicità" di questo romanzo. Bene, non esiste. O meglio, esiste a livello di "grande storia": gli avvenimenti fondamentali, i matrimoni dell'imperatore, le guerre, gli scontri con il papato. A livello di vita quotidiana dei personaggi, di atmosfera nelle strade del 1200 (che, per inciso, è una cosa difficilissima da rendere, che richiede molto studio, qui assente, e è una delle cose che più mi affascinano e che cerco in un romanzo storico) invece non ci siamo proprio. I personaggi e le vicende principali di questi sono talmente anacronistici da risultare ridicoli anche a chi abbia una conoscenza da liceo dell'epoca storica in questione. Non c'è un personaggio che sia cristiano, cristiano davvero, neppure a pagarlo e, quando c'è (il monaco che si occupa di Pietro) salta fuori che ha preso i voti perché omosessuale. WTF? Non solo non c'è un credente che sia uno(e se la cosa è più che normale per uno o due personaggi, diventa assurda se estesa a tutto il cast di principali e comprimari) ma neppure la mentalità si salva. L'autrice ha preso la sua mentalità di donna laica del 2000 e l'ha sbattuta nelle menti dei suoi personaggi. Questo è inaccettabile, mi spiace. Se si vuole scrivere un romanzo storico ci si documenta, si studia, si lavora per entrare nella mentalità dell'epoca in esame. Altrimenti si scriva un romanzo ambientato ai nostri giorni e fine della questione. "Storicità" bocciata.

    Dei personaggi neanche merita occuparsi, tanto sono irrimediabilmente rovinati e assurdi. Le loro storie sono all'incirca quelle di una soap-opera in costume (di cartapesta) e non sono mai riuscite ad interessarmi.

    Signora, Tani, lasci perdere la storia, è meglio.

    ha scritto il 

  • 3

    Una storia scorrevole e piacevole

    ... ma non un romanzo storico. Quindi tre stelle, nonostante la storia intrigante, primo perché la protagonista è decisamente antipatica (alzi la mano chi alla fine del libro non avrà voglia di prenderla a calci), e poi perché il nostro Federico di Svevia c'entra come la Padania con il "Va' pensi ...continua

    ... ma non un romanzo storico. Quindi tre stelle, nonostante la storia intrigante, primo perché la protagonista è decisamente antipatica (alzi la mano chi alla fine del libro non avrà voglia di prenderla a calci), e poi perché il nostro Federico di Svevia c'entra come la Padania con il "Va' pensiero". Aumenta la necessità di leggere "Lo strano caso di Federico II di Svevia. Un mito medievale nella cultura di massa" (vedi lista desideri).

    ha scritto il 

  • 3

    Cinzia Tani si cimententa in un romanzo d'amore sull sfondo della gloriosa epopea di Federico II. La storia d'amore è tirata per i capelli e con molta fantasia si connette alla realtà storica. Comunque una lettura leggera

    ha scritto il 

  • 4

    Pirandello docet: la realtà a volte è più inverosimile della fantasia. Non ci sono dubbi a riguardo, ma quando ci sono troppi eventi fortunosi che portano tutti i personaggi ad incontrarsi e scontrarsi nel momento giusto, le trame prendono un non so che di artificiale e studiato a tavolino.
    Non m ...continua

    Pirandello docet: la realtà a volte è più inverosimile della fantasia. Non ci sono dubbi a riguardo, ma quando ci sono troppi eventi fortunosi che portano tutti i personaggi ad incontrarsi e scontrarsi nel momento giusto, le trame prendono un non so che di artificiale e studiato a tavolino. Non mi è per niente piaciuto il finale.

    ha scritto il 

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