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Lo stupro di Nanchino

L'olocausto dimenticato della seconda guerra mondiale

Di

Editore: Corbaccio

4.2
(35)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 320 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8879723421 | Isbn-13: 9788879723428 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Sergio Altieri

Genere: History

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Descrizione del libro
Nel dicembre 1937, nell'allora capitale della Cina, ci fu uno dei più brutali massacri della storia della guerra. L'esercito Giapponese penetrò nella città di Nanchino e nel giro di poche settimane non solo la distrusse e bruciò ma torturò, violentò e uccise più di 300.000 persone. La storia del massacro continua ad essere negata dal governo giapponese. "Lo stupro di Nanchino" racconta la storia da tre punti di vista: quello dei soldati giapponesi che lo perpetrarono; quello dei civili cinesi che lo subirono e quello del gruppo di americani ed europei che rifiutarono di abbandonare la città e si prodigarono a salvare quasi 300.000 persone.
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  • 5

    passato di sangue

    Nel dicembre 1937, nell'allora capitale della Cina, ci fu uno dei più brutali massacri della storia della guerra. L'esercito Giapponese penetrò nella città di Nanchino e nel giro di poche settimane non solo la distrusse e bruciò ma torturò, violentò e uccise più di 300.000 persone. La storia del ...continua

    Nel dicembre 1937, nell'allora capitale della Cina, ci fu uno dei più brutali massacri della storia della guerra. L'esercito Giapponese penetrò nella città di Nanchino e nel giro di poche settimane non solo la distrusse e bruciò ma torturò, violentò e uccise più di 300.000 persone. La storia del massacro continua ad essere negata dal governo giapponese. "Lo stupro di Nanchino" racconta la storia da tre punti di vista: quello dei soldati giapponesi che lo perpetrarono; quello dei civili cinesi che lo subirono e quello del gruppo di americani ed europei che rifiutarono di abbandonare la città e si prodigarono a salvare quasi 300.000 persone.

    ha scritto il 

  • 3

    I crimini di guerra compiuti dai giapponesi nella cinese Nanchino durante la 2 guerra mondiale: un massacro sadico, efferato di civili nell'ordine di centinaia di migliaia di persone, tuttora non quantificato. Insostenibili le testimonianze e la documentazione fotografica allegata. All'uscita il ...continua

    I crimini di guerra compiuti dai giapponesi nella cinese Nanchino durante la 2 guerra mondiale: un massacro sadico, efferato di civili nell'ordine di centinaia di migliaia di persone, tuttora non quantificato. Insostenibili le testimonianze e la documentazione fotografica allegata. All'uscita il libro suscitò un vespaio e le aspre proteste dei negazionisti giapponesi, situazione forse legata al suicidio della giovane autrice avvenuto poco dopo. Lodevole nell'intento di far conoscere un eccidio terrificante e di vivificare il dibattito storiografico sull'argomento, il testo è vibrante di dolore anche personale, indignazione, senso d'ingiustizia e furore, anche per il triste destino di alcuni europei che tanto si prodigarono per salvare i civili cinesi. Tuttavia non è un libro di storia, che questa non consiste nell'esposizione agli ignari di fatti occultati o negati. Questo libro è un grido di rabbia e di dolore, uno schiaffo, un sacco di cose anche doverose ma non è un'analisi storiografica di quanto avvenne, e di come fu possibile. Dire che la cultura "militaresca" giapponese portava a percepire i cinesi alla stregua di animali da eliminare non spiega tutto, come la propaganda nazista contro gli ebrei in questo del tutto analoga, non basta a spiegare l'acquiescenza del popolo tedesco né il fenomeno in sè. Insomma un dito in una piaga purulenta.

    ha scritto il 

  • 4

    The Rape of Nanking 1997

    1997 Iris Chang. Corbaccio editore, II° edizione marzo 2000, "Collana storica". Traduzione di Sergio Altieri.


    Nel Luglio 1937 le truppe cinesi invasero, con un colpo di stato, Pechino e qualche settimana dopo Shanghai, proseguendo l' avanzata sullo Yangtse. I cinesi, sia quelli nazionali ...continua

    1997 Iris Chang. Corbaccio editore, II° edizione marzo 2000, "Collana storica". Traduzione di Sergio Altieri.

    Nel Luglio 1937 le truppe cinesi invasero, con un colpo di stato, Pechino e qualche settimana dopo Shanghai, proseguendo l' avanzata sullo Yangtse. I cinesi, sia quelli nazionalisti, sia i comunisti, lottarono strenuamente per impedire l' avanzata giapponese. Non ci riuscirono. La Società delle Nazioni e gli Stati Uniti condannarono i giapponesi ma le loro proteste non ebbero seguito. Quando i giapponesi arrivarono a Nanchino , che era allora la capitale, la "punirono", uccidendo i civili a fil di spada, come in un sanguinoso assedio medioevale. Qualche anno dopo il Tribunale Militare Internazionale calcolò che i civili massacrati a Nanchino, dal ' 37 al '38 furono circa 260.0000. Altri calcoli portarono i morti a 350.000 e le donne stuprate a 80.000. L' autrice di questo libro è giunta alla conclusione che nessuna altra città, nel corso della seconda guerra mondiale ebbe, in proporzione,un così elevato numero di vittime, nemmeno Nagasaki, Hiroshima, Dresda. Iris Chang è una giovane scrittrice americana, i cui genitori fuggirono in America. Ascoltando le storie della famiglia e della numerosa comunità cinese americana decise di ricostruire e raccontare "lo stupro di Nanchino". Quello che viene fuori da questo resoconto è un orrore . Ci furono anche manifestazioni di pietà e solidarietà umana tra i rappresentati della colonia europea, che tentarono di salvare i cinesi, imbarcandoli su navi e barconi. Viene raccontata la storia di un uomo d'affari tedesco e nazionalsocialista che salvò decine di migliaia di cinesi organizzando la fuga nella zona delle ambasciate. Venne chiamato il << Budda di Nanchino >>. Questo è un' altro eccidio della storia del Novecento che per decenni rimase dimenticato. Di fatto i giapponesi tentarono di cancellare le loro responsabilità in tutti i modi, strappando alle vittime il loro posto nella storia.Iris Chang ha riparato a questa ignominia, con il suo libro, ben scritto e ben documentato. Qualche anno dopo si uccise. Libro angosciante ma indispensabile. Tre stelle ma possono essere quattro o nessuna. Per certi libri si fa fatica a mettere stelline, palline, o altro.

    ha scritto il 

  • 4

    «Chi non ricorda il proprio passato è condannato a ripeterlo».

    Un´opera che ha squarciato sessant´anni di silenzi, bugie e omertà, rivelando uno dei più atroci crimini contro l´umanità: il massacro di 260.000 civili cinesi in una sola città, da parte dell´esercito nipponico nel 1937. Un libro al centro di controversie furiose e tuttora rifiutato dai giappone ...continua

    Un´opera che ha squarciato sessant´anni di silenzi, bugie e omertà, rivelando uno dei più atroci crimini contro l´umanità: il massacro di 260.000 civili cinesi in una sola città, da parte dell´esercito nipponico nel 1937. Un libro al centro di controversie furiose e tuttora rifiutato dai giapponesi. La scrittrice è morta suicida nel 2004.

    ha scritto il 

  • 5

    Nelle nostre scuole si insegna che la seconda guerra mondiale è iniziata nel 1940 e si da' forte spazio al dramma della Shoah, che ha visto il nostro paese coinvolto in prima persona. Tramite questo libro potrete allargare il vostro orizzonte, scoprendo che in Asia la guerra è iniziata prima e ch ...continua

    Nelle nostre scuole si insegna che la seconda guerra mondiale è iniziata nel 1940 e si da' forte spazio al dramma della Shoah, che ha visto il nostro paese coinvolto in prima persona. Tramite questo libro potrete allargare il vostro orizzonte, scoprendo che in Asia la guerra è iniziata prima e che i giapponesi si sono macchiati di colpe gravissime scontate per motivi squisitamente politici da pochi.
    E' questo il caso di Nanchino, messa a ferro e fuoco dai giapponesi ed in cui pochi stranieri temerari riuscirono nell'impresa di salvare tantissime vite umane.
    Se vi fosse spazio nel giardino dei giusti anche per coloro che hanno salvato vite non ebree, credo che i protagonisti di questo libro ne avrebbero pieno titolo.

    Se vi piacciono vicende come quelle di "Hotel Ruanda", "Schindler's list" e "La banalità del bene. Storia di Giorgio Perlasca", vi piacerà molto

    ha scritto il