Lo zen e il tiro con l'arco

Di

Editore: Adelphi (Piccola Biblioteca, 25)

3.9
(1822)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 100 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: 8845901777 | Isbn-13: 9788845901775 | Data di pubblicazione:  | Edizione 37

Traduttore: Gabriella Bemporad ; Contributi: Daisetz T. Suzuki

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina morbida e spillati

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
Questo piccolo libro, da anni molto letto e molto amato in tutto il mondo, è forse il più illuminante, il più lucido e utile resoconto, scritto da un occidentale, di come un occidentale possa avvicinarsi allo Zen. Un professore tedesco di filosofia, Eugen Herrigel, vuole essere introdotto allo Zen e gli viene consigliato di imparare una delle arti in cui lo Zen da secoli si applica: il tiro con l'arco. Comincia così un emozionante tirocinio, nel corso del quale Herrigel si troverà felicemente costretto a capovolgere le sue idee – e soprattutto il suo modo di vivere. All'inizio con grande pena e sconcerto: dovrà infatti riconoscere prima di tutto che i suoi gesti sono sbagliati, poi che sono sbagliate le sue intenzioni, infine che proprio le cose su cui fa affidamento sono i più grandi ostacoli: la volontà, la chiara distinzione fra mezzo e fine, il desiderio di riuscire. Ma il tocco sapiente del Maestro aiuterà Herrigel a scrollarsi tutto di dosso, a restare vuoto per accogliere, quasi senza accorgersene, l'unico gesto giusto, che fa centro – quello di cui gli arcieri Zen dicono: «Un colpo - una vita». In un tale colpo, arco, freccia, bersaglio e Io si intrecciano in modo che non è possibile separarli: la freccia scoccata mette in gioco tutta la vita dell'arciere e il bersaglio da colpire è l'arciere stesso.
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  • 3

    Fra cielo e terra

    Un piccolo manoscritto che racchiude in sé il senso dell’Oriente. Herrigel parte dallo studio del tiro con l’arco come disciplina per arrivare a conoscere lo zen, la "Grande Dottrina” e alla fine l’i ...continua

    Un piccolo manoscritto che racchiude in sé il senso dell’Oriente. Herrigel parte dallo studio del tiro con l’arco come disciplina per arrivare a conoscere lo zen, la "Grande Dottrina” e alla fine l’io profondo. Un viaggio che non è assolutamente uno sforzo fisico, piuttosto mentale, spirituale e interiore. Il tiro con l’arco è in fondo un mezzo attraverso cui si raggiunge lo scopo: la conoscenza di se stessi. E si diventa così miratori e bersagli di sé nella stessa identica misura.
    L’arco teso racchiude il “Tutto”, il ronzio della corda che vibra tiene lontano gli spiriti maligni, la corda una linea concreta che si espande in maniera immaginaria e lega cielo e terra. E’ con un rituale perfetto e compito che si raggiunge l’equilibrio totale fra il movimento e la coscienza di sé che in esso si sgretola e si frantuma.
    Una lettura interessante, con ottimi spunti di riflessione

    ha scritto il 

  • 4

    Mi sono stupidamente tenuto a lungo alla larga da questo libro del 1948, temendo forse le derive dei circoli new age in cui a volte è citato. Scopro con piacere un testo improntato al rigore e a quell ...continua

    Mi sono stupidamente tenuto a lungo alla larga da questo libro del 1948, temendo forse le derive dei circoli new age in cui a volte è citato. Scopro con piacere un testo improntato al rigore e a quello che definirei, in mancanza di un'idea su un termine migliore, pudore nel parlare di ciò di cui, per forza di cose, parlare è così difficile - e forse inutile - perché del tutto legato all'esperienza. Ispirazione utile per chiunque si senta vicino a un approccio contemplativo all'esistenza.

    ha scritto il 

  • 4

    L'essenza dello Zen

    Un resoconto molto illuminante (ma, ahimè, anche scoraggiante, vista la difficoltà di attuazione) sul faticoso, estenuante percorso necessario a raggiungere la "vera presenza dello spirito".

    "La diver ...continua

    Un resoconto molto illuminante (ma, ahimè, anche scoraggiante, vista la difficoltà di attuazione) sul faticoso, estenuante percorso necessario a raggiungere la "vera presenza dello spirito".

    "La diversità caratteristica tra lo Zen e tutte le altre dottrine religiose, filosofiche o mistiche è il fatto che lo Zen non esce mai dalla nostra vita quotidiana e che, nonostante tutta la
    gamma delle sue applicazioni pratiche e tutta la sua concretezza, ha in sé qualcosa che lo pone al di fuori della contaminazione e del tumulto del teatro del mondo".
    "Dobbiamo ridiventare «come bambini» attraverso lunghi anni di esercizio nell'arte di dimenticare se stessi. Quando questo è raggiunto, l'uomo pensa eppure non pensa. Pensa come la pioggia che cade dal cielo; pensa come le onde che corrono sul mare; pensa come le stelle che illuminano il cielo notturno; come le foglie verdi che germogliano sotto la brezza primaverile.Infatti è lui stesso la pioggia, il mare, le stelle, il verde. Quando l'uomo ha raggiunto questo grado di sviluppo 'spirituale' è un maestro Zen della vita.
    Non ha bisogno, come il pittore, di tela, pennello e colori. Non ha bisogno, come l'arciere, di arco e freccia e bersaglio o di altri accessori. Ha le sue membra, il suo corpo, la testa e così via. La sua vita nello Zen si esprime attraverso tutti questi 'strumenti', che sono importanti come forme della sua manifestazione. Le sue mani e i suoi piedi sono i pennelli, e il mondo intero è la tela su cui dipingere la sua vita per settanta, ottanta, novanta anni. Tale quadro si chiama 'storia'."
    ".....l'archetipo dell'acqua, che sempre cede e mai recede, così che Lao-tzu può dire saggiamente che la giusta via è simile all'acqua, che adeguandosi a tutto, a tutto è adatta."
    "L'anima, come da sola, si ritrova quasi a librare entro se stessa, una condizione che, capace di crescere d'intensità, si solleva addirittura a quel senso d'incredibile leggerezza, sperimentato solo in rari sogni, e di felice certezza di poter destare energie rivolte in ogni direzione e di saperle accrescere o sciogliere a ogni livello. Questo stato, in cui non si pensa, non ci si propone, non si persegue, non si desidera né si attende più nulla di definito, che non tende verso nessuna particolare direzione ma che per la sua forza indivisa sa di essere capace del possibile come dell'impossibile — questo stato interamente libero da intenzioni, dall'Io, il Maestro lo chiama propriamente «spirituale». È infatti saturo di vigilanza spirituale e perciò viene anche chiamato «vera presenza dello spirito». Con questo s'intende che lo spirito è presente dappertutto perché non si apprende a nessun luogo particolare. E può restare presente perché anche quando si rivolge a questo o a quello non vi si attaccherà con la riflessione e non perderà così la sua originaria mobilità. Simile all'acqua che riempie uno stagno ma è sempre pronta a defluirne, lo spirito può ogni volta agire con la sua inesauribile forza, perché è libero, e aprirsi a tutto perché è vuoto. Tale condizione è veramente una condizione originaria e il suo emblema, un cerchio vuoto, non è muto per colui che vi sta dentro ."
    " La maestria nella pittura all'inchiostro di China si manifesta in questo: che la mano, padrona assoluta della tecnica, nell'attimo stesso in cui lo spirito comincia a dare forma, esegue e rende visibile ciò che esso intravede, senza che tra l'uno e l'altro ci sia lo spessore di un capello. La pittura si fa scrittura automatica. E anche qui la regola da dare al pittore può suonare così: osserva per dieci anni il bambù, fatti bambù tu stesso, poi dimentica tutto e — dipingi."

    ha scritto il 

  • 4

    Questo libro si può classificare come romanzo di formazione ed esperienza di vita. Attraverso la pratica del tiro con l'arco apprendiamo i fondamenti dello Zen: imperturbabilità e progressivo oblio di ...continua

    Questo libro si può classificare come romanzo di formazione ed esperienza di vita. Attraverso la pratica del tiro con l'arco apprendiamo i fondamenti dello Zen: imperturbabilità e progressivo oblio di sé e di ogni intenzione, che vanno di pari passo con la massima vigilanza e tensione spirituale (molto efficace l'immagine del bambù sotto la neve). Tali obiettivi sono condotti seguendo un preciso rituale, in cui anche l'inspirazione gioca un ruolo chiave. Illuminante, da leggere e rileggere.

    ha scritto il 

  • 4

    "Il ragno danza la sua rete senza sapere che ci siano mosche che vi si impiglieranno. La mosca, danzando spensierata in un raggio di sole, s'impiglia nella rete senza sapere che cosa l'attende. Ma att ...continua

    "Il ragno danza la sua rete senza sapere che ci siano mosche che vi si impiglieranno. La mosca, danzando spensierata in un raggio di sole, s'impiglia nella rete senza sapere che cosa l'attende. Ma attraverso l'uno e l'altra 'Si' danza, e in quella danza essi sono una cosa sola..."

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  • 2

    Diario di vita.

    Già, un diario di vita del protagonista che disserta per 100 pagine sulla sua esperienza giapponese. Lo Zen, il Maestro, l'Arco: in realtà trasmette ben poco, non ha saputo regalarmi nulla di interior ...continua

    Già, un diario di vita del protagonista che disserta per 100 pagine sulla sua esperienza giapponese. Lo Zen, il Maestro, l'Arco: in realtà trasmette ben poco, non ha saputo regalarmi nulla di interiore. Forse perchè mi aspettavo troppo.

    ha scritto il 

  • 4

    arte senz'arte

    Attesa, distacco dai sensi, pazienza, assenza dell'intenzione, allontanamento dall'Io, respirazione.
    Un piccolo trattato sul faticoso addestramento di un occidentale che vuole avvicinarsi alle nobili ...continua

    Attesa, distacco dai sensi, pazienza, assenza dell'intenzione, allontanamento dall'Io, respirazione.
    Un piccolo trattato sul faticoso addestramento di un occidentale che vuole avvicinarsi alle nobili e antiche forme d'arte orientali.

    ha scritto il 

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