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Lo zen e l'arte di invecchiare bene

Ovvero: suggerimenti per mantenersi diversamente giovani con ironia e dignità

Di

Editore: Terra Nuova

3.0
(2)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 253 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8888819959 | Isbn-13: 9788888819952 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: A. Bissanti

Genere: Philosophy

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Descrizione del libro
Un libro insieme ironico e profondo, che aiuta a superare i tanti pregiudizi legati alla vecchiaia nel segno della dignità, dell'ottimismo e della voglia di vivere.

Il corpo rallenta e alcune volte duole, i nipotini costringono a un esercizio fisico talvolta pesante, la sessualità cambia: questi e molti altri segnali ci dicono che stiamo invecchiando e che è giusto attrezzarci per affrontare al meglio questa età della vita. Questo libro viene in aiuto fornendoci suggerimenti e spunti per far fronte ad alcuni aspetti di questa fase di passaggio.

L'autrice, grazie a uno sguardo libero e sereno, non nasconde i momenti difficili e dolorosi ma sottolinea soprattutto quello che c'è di buono nell'invecchiare, senza mai perdere il senso dell'umorismo. Attingendo allo zen e ad altre forme di spiritualità, Susan Moon ci insegna a vivere a fondo il presente, a non sfuggire da timori e angosce, a valorizzare le relazioni, la solidarietà e ciò di cui disponiamo.

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    Appassire con grazia

    Questo libro mi è stato proposto da un amico, dicendo che, per quanto l’autrice segua da molti anni il Buddhismo Zen, non esponeva principi filosofici, almeno non in astratto, ma gli era sembrato interessante per una lettrice donna poiché la scrittrice ripercorreva le fasi della sua vita.
    Ho iniz ...continua

    Questo libro mi è stato proposto da un amico, dicendo che, per quanto l’autrice segua da molti anni il Buddhismo Zen, non esponeva principi filosofici, almeno non in astratto, ma gli era sembrato interessante per una lettrice donna poiché la scrittrice ripercorreva le fasi della sua vita. Ho iniziato la lettura sperando di cogliere spunti di saggezza. Non è stato così, tuttavia ho apprezzato il racconto in se stesso. Susan Moon dice che per le donne della sua generazione (era ragazza negli anni sessanta) era comune confrontarsi con le altre su tutto: nel libro allarga la pratica a tutti quelli che la vogliono leggere e racconta con modestia gli stati d’animo della sua vita, in particolare nei momenti difficili e di passaggio, dei quali è costellata la vita di tutti. Mi è piaciuto il senso della natura e il senso della continuità dei rapporti umani, in particolare dell’amicizia. Leggerla è un po’ ascoltare un’amica americana di un’altra generazione, nata nel New England, cresciuta a Berkeley, con esperienze non immediatamente esportabili ma col piacere della condivisione. Mi pare di capire che non si apprende la saggezza da un maestro o da un libro, ma bisogna elaborare da soli il proprio punto di equilibrio, dinamico. Mi ha anche riportato in mente la celebrazione dell’impermanenza della cultura giapponese, quella che porta a inserire nell’ikebana fiori che appassiscono presto (con grazia, si suppone) o a tenere in grande conto una vecchia tazza da te con lo smalto consumato dove tante volte le labbra si sono posate; ricordare che niente è per sempre aiuta certamente a vivere meglio i propri giorni, cerco di non dimenticarmene mai.

    ha scritto il