Lo zoo

Di

Editore: Elliot

3.9
(41)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 191 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8861929044 | Isbn-13: 9788861929043 | Data di pubblicazione: 

Ti piace Lo zoo?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
In pochissimi conoscono il segreto dello zoo proibito che la Contessa ha allestito nella tenuta delle Pescoluse. Un’idea folle e terribile: un insieme di gabbie che custodiscono creature umane al di là dell’ordinario o perché segnate da una diversità genetica o perché su di esse è intervenuta la mano implacabile del chirurgo plastico Tommaseo, un medico fallito di cui si è innamorata la ricca Contessa, nonostante la differenza di età che la vede più matura di vent’anni. Lei ha ideato questo depravato progetto per omaggiare la sua vanità, lui la ricambia ritoccandone ossessivamente il corpo.In un Salento surreale e immobilizzato dall’afa di luglio si muovono la nobildonna e il suo amante, una banda di sodali e tre servitori, tra cui un perverso guardiano, mossi ciascuno da un intimo interesse. Passano in rassegna i malcapitati rinchiusi nelle gabbie: l’Uomo Scimmia, la Donna Anfora, l’Angelo ermafrodita, El Pequeño, ovvero l’uomo più piccolo del mondo, la Sirena, il Ciclope e la Strega. La sparizione dell’Angelo costringe le sorti di queste creature ad intrecciarsi con quelle degli spettatori, in un rimando di colpi di scena e ricordi che rendono visionarie le atmosfere noir e costringono sia le vittime che i carnefici a fare i conti con la loro essenza più profonda, disfandosi della propria maschera.Un romanzo corale che svela lo spaccato di un’umanità che si inabissa nei gradini più infimi, ma risale anche ai più nobili: il rispetto e l’abuso dell’altro, l’insignificanza e la ricerca di un senso, l’obbedienza e la ribellione, la rabbia e l’amore. E che è una feroce metafora di una società divisa tra chi detiene il potere e chi lo subisce, ma anche della mancata solidarietà, del complesso dispiegarsi delle diversità, riassunte in quella rara disgenesia gonadica chiamata ermafroditismo che, come nelle piante più belle e come in alcuni invertebrati, si completa nella sua biunivocità di maschile e femminile.
Ordina per
  • 5

    Incredibile. Marilù Oliva ci porta tra creature degne di Tod Browning (anche se alcune di queste sono state, diciamo, artificialmente ritoccate), messe in parallelo a un'"alta società" composta di ind ...continua

    Incredibile. Marilù Oliva ci porta tra creature degne di Tod Browning (anche se alcune di queste sono state, diciamo, artificialmente ritoccate), messe in parallelo a un'"alta società" composta di individui altrettanto mostruosi, anche se in questo caso moralmente.
    Un romanzo che colpisce a fondo, che confonde e fa riflettere, che stupisce... e, sì, anche che diverte.

    ha scritto il 

  • 4

    Lo zoo è la nostra quotidianità

    Questo nuovo filone di Marilù Oliva credo che palesi tutta la bravura di questa autrice. Troppo facile continuare con la Guerrera? Allora lei rilancia e molto lontano.

    Le Sultane sono state un preludi ...continua

    Questo nuovo filone di Marilù Oliva credo che palesi tutta la bravura di questa autrice. Troppo facile continuare con la Guerrera? Allora lei rilancia e molto lontano.

    Le Sultane sono state un preludio (che personalmente non mi ha entusiasmato), Lo zoo è un gran bel libro.
    Asciutto, crudo, cattivo, pulp, dolce, d'amore, ma anche tragicamente attuale e paradossalmente realistico come non mai.

    Chi sono i mostri? c'è un chirurgo delle anime? no.... dobbiamo tenerci quella che abbiamo e che ormai sta degenerando a livelli veramente infimi.

    Mi è piaciuto questo libro! certo il noir tradizionale ha il suo fascino al quale non riesco a sottrarmi, ma qualche piacevole digressione la si può fare con serenità, quando tra le pagine si trovano queste storie.

    ha scritto il 

  • 4

    Difficile, difficilissimo commentare l'ultima fatica di Marilù, che ci regala una storia ai limiti del grottesco; popolata da figure fantastiche (streghe, nani, angeli) ma drammaticamente reali.
    A let ...continua

    Difficile, difficilissimo commentare l'ultima fatica di Marilù, che ci regala una storia ai limiti del grottesco; popolata da figure fantastiche (streghe, nani, angeli) ma drammaticamente reali.
    A lettura finita ci si chiede chi sia davvero il "mostro", il "diverso" e chi sia davvero in gabbia.

    ha scritto il 

  • 4

    Un'originale favola moderna con mostri e cattivi, nel senso che i mostri (ciclopi, sirene, streghe, nani, irsuti e altri) stavolta sono i buoni mentre i cattivi sono proprio cattivissimi, impietosi e ...continua

    Un'originale favola moderna con mostri e cattivi, nel senso che i mostri (ciclopi, sirene, streghe, nani, irsuti e altri) stavolta sono i buoni mentre i cattivi sono proprio cattivissimi, impietosi e feroci da far invidia ai nazisti dei lager a cui l'autrice si è ispirata. Tra gli ingredienti anche un po' di facebook e tanto, tanto sole & mare del Salento.

    ha scritto il 

  • 2

    Un autobus per dove?

    Non avevo mai scritto recensioni qui, perché scrivere del pensiero, del lavoro e delle fatiche degli altri è una cosa delicata. O forse sono solo introversa ed eccessivamente meditativa. L'Oliva scriv ...continua

    Non avevo mai scritto recensioni qui, perché scrivere del pensiero, del lavoro e delle fatiche degli altri è una cosa delicata. O forse sono solo introversa ed eccessivamente meditativa. L'Oliva scrive bene, niente da dire, ma di romanzo in romanzo ci vedo ogni volta qualcos'altro già letto e visto. Io almeno. Cinema spagnolo a gogò, per esempio: troppo! In questo caso poi i richiami filmografici mi sono sembrati particolarmente evidenti e fastidiosi. Una buona scrittura da sola non mi basta, vorrei creatività autentica e non richiami a qualcosa che ha già avuto successo. Lo scrittore mi deve portare dove io non mi aspetto, non in luoghi che qualcuno mi ha già fatto visitare. Alcune parti della storia mi sono sembrate anche sfilacciate e mal congiunte, ma insomma si sa, se qualcosa ti parte male poi storci la bocca per tutto.

    ha scritto il 

  • 4

    Torna Marilù Oliva che ancora una volta “cambia pelle” e ci regala una storia che tra le pieghe del grottesco e con una scrittura più elaborata, ci parla di diversità, della differenza tra essere e ap ...continua

    Torna Marilù Oliva che ancora una volta “cambia pelle” e ci regala una storia che tra le pieghe del grottesco e con una scrittura più elaborata, ci parla di diversità, della differenza tra essere e apparire, di gabbie che imprigionano.
    Gabbie vere, nella storia, sono quelle in cui sono rinchiusi, come in una sorta di “camera delle meraviglie” delle persone che hanno avuto la sfortuna di nascere con anomalie fisiche rare, gabbie metaforiche sono invece quelle che imprigionano i carcerieri e dalle quali è più difficile, se non impossibile, liberarsi. Perché se i rinchiusi non possono nascondere la loro diversità in quanto fisicamente evidente, gli altri invece hanno vissuto e vivono una vita di menzogne, dando di sè un’immagine costruita a tavolino. La vera abiezione è quella dei carcerieri che per soddisfare un loro desiderio perverso e succubi di una mentalità distorta e malata, impongono ai loro simili umiliazioni e privazioni, richiudendoli in uno zoo, in un lager vero e proprio.
    Un’imposizione che ovviamente ha chiari riferimenti storici: mettere alla berlina, sottomettere,rinchiudere, umiliare e uccidere gli indifesi, i più deboli, i diversi in nome di una supposta superiorità, è un fatto storicamente ciclico. Ma chi sono i veri mostri? Chi sono i deboli? E chi i cattivi? Qual è la vera deformità? Chi e perchè ha ucciso l’angelo, l’ermafrodita rinchiuso in una delle gabbie? Quanto coraggio, quanta forza, quanta determinazione e soprattutto quanta consapevolezza di sé e del proprio intimo essere ci vuole per eliminare le gabbie che ci imprigionano?

    ha scritto il 

  • 4

    Sedetevi comodi. Ecco, prendete in mano il romanzo di Marilù Oliva che, senza peli sulla lingua, vi farà volare con la fantasia nella trama, con un particolare occhio di riguardo.
    Ricordate però, che ...continua

    Sedetevi comodi. Ecco, prendete in mano il romanzo di Marilù Oliva che, senza peli sulla lingua, vi farà volare con la fantasia nella trama, con un particolare occhio di riguardo.
    Ricordate però, che se vi troverete a notare piccole sfumature, dipenderà solo dai personaggi che vi ammalieranno e che vi costringeranno a contenere il vostro entusiasmo.

    Ho voluto fare un piccolo gioco di parole, per presentare la trama di questa nuova avventura della scrittrice, che ha sempre la capacità di sorprendermi e di attrarmi nella lettura come le creature che abitano il romanzo.

    La mia recensione continua su Contorni di noir:
    http://contornidinoir.it/2015/07/marilu-oliva-lo-zoo/

    ha scritto il 

  • 5

    Quattro stelle secche meritate da una lettura che si ferma al suo primo livello. Questo perché la storia è raccontata bene ma non ha la lineare perfezione della precedente opera narrativa dell'autrice ...continua

    Quattro stelle secche meritate da una lettura che si ferma al suo primo livello. Questo perché la storia è raccontata bene ma non ha la lineare perfezione della precedente opera narrativa dell'autrice. Disturba, anzi, in alcuni punti disturba parecchio.
    A libro chiuso però la durezza dei personaggi ti si ripropone, più di quanto ti fosse necessario per procedere lungo la narrazione. Ti lasci alle spalle il grottesco e incominci ad esplorare l'allegoria. Per esempio ti chiedi cosa ti racconta della realtà fuori dal libro una Donna Anfora, vittima dell'egoismo e della stolida indifferenza di una genitrice assente al suo ruolo ancor prima della nascita, che nella sua vita avrebbe già scelto da sola la sua strada da percorrere per la realizzazione di se stessa nel lungo viaggio verso la normalità, che lungo questa strada trova invece chi ritiene più opportuno toglierle l'arbitrio e manipolarla con inutili addizioni per trasformarla in un oggetto. Quelle che in altre circostanze l'avrebbero trasformata in un oggetto sessuale ma qui, nell'allegoria, solo in un oggetto. La Donna Anfora, appunto.
    Ed è appunto in questo, nello spunto a meditare sullo zoo che sta fuori dal libro, che sta la quinta stella. Nello stimolo a chiedersi se, a libro chiuso, ci si sente più un Rafael o uno degli altri mostri, quelli dentro o quelli fuori dalle gabbie.

    ha scritto il 

  • 5

    Molto particolare

    Una storia che mi ha lasciato stupefatto. Una scrittura curata, una contessa pazza e gli esperimenti del suo compagno chirurgo plastico sulle creature di uno zoo abitato da freaks. Tanti spunti di rif ...continua

    Una storia che mi ha lasciato stupefatto. Una scrittura curata, una contessa pazza e gli esperimenti del suo compagno chirurgo plastico sulle creature di uno zoo abitato da freaks. Tanti spunti di riflessione e aggiungo la soddisfazione di aver ritrovato una scrittrice coraggiosa e piena di fantasia

    ha scritto il 

Ordina per