Lobos

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Publisher: Planeta

4.0
(5207)

Language: Español | Number of Pages: 422 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , Dutch , German , French , Portuguese , English , Danish , Chi traditional

Isbn-10: 840808724X | Isbn-13: 9788408087243 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Mass Market Paperback

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
El criminólogo Goran Gavila y el equipo de homicidios ses enfrentan a un caso perturbador: se han hallado enterrados los brazos izquierdos de niñas desaparecidas durante la última semana. El equipo no tarda en descubrir los cadáveres de las cinco niñas identificadas, pero cree que la sexta sigue con vida. Mila Vasquez, investigadora especializada en personas desaparecidas, entre en escena y, junto con Goran, van a la caza del culpable. Sin embargo, el asesino al que se enfrentan no se parece a nada de lo que han visto antes y, cada vez que creen estar acercándosse al culpable, en realidad no hacen sino seguir con el plan concebido por una mente despiadada y brillante.
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  • 3

    letto un annetto fa... forse avevo aspettative mooolto alte, visto il tanto parlarne, e quindi sono rimasta un po delusa... ho trovato la teama a tratti scontata a tratti forzata... nel complesso cari ...continue

    letto un annetto fa... forse avevo aspettative mooolto alte, visto il tanto parlarne, e quindi sono rimasta un po delusa... ho trovato la teama a tratti scontata a tratti forzata... nel complesso carino da leggere ma nulla di più, mentre mi è piaciuto di più la ragazza nella nebbia

    said on 

  • 1

    Uno dei libri peggio scritti che abbia mai letto

    Cerco di riassumere per punti la sciatteria complessiva di questo pessimo narratore.

    Problema 1: l'impostazione narrativa.

    Di base Carrisi racconta usando il narratore onnisciente in terza persona, ...continue

    Cerco di riassumere per punti la sciatteria complessiva di questo pessimo narratore.

    Problema 1: l'impostazione narrativa.

    Di base Carrisi racconta usando il narratore onnisciente in terza persona, ma poi varia il punto di vista a volte finisce col coincidere con un personaggio, a volte con l'altro e spesso non si capisce bene se certi commenti sono da attribuire al narratore o a uno dei personaggi (e non è chiaro quale). Faccio degli esempi:

    A un certo punto 5 personaggi forzano una serratura ed entrano in un posto. Carrisi scrive:
    "La prima impressione fu di un luogo disabitato".
    Impressione di chi? Il narratore è onnisciente, spesso si sofferma a spiegare la rava e la fava di certi personaggi, cose che il lettore non potrebbe sapere altrimenti, ma in questo caso invece di dirci semplicemente "il luogo era disabitato", ci parla di un'impressione, che però non attribuisce (è di tutti e 5 i personaggi? boh).

    Altro esempio:
    "L'omino prese posto in piedi accanto a Roche. Aveva con sé una cartelletta che aprì subito anche se non ebbe mai bisogno di leggerne il contenuto, perché lo conosceva a memoria. Probabilmente, tenere qui fogli davanti gli dava sicurezza."
    Quel "probabilmente" crea dei problemi. Come prima, se la scena è raccontata dal narratore onnisciente, il probabilmente non ci deve andare. Se la scena è vista dal punto di vista di Mila (come sembra, leggendo una frase dopo) allora lei non può sapere che lui conosca il contenuto a memoria. Insomma, c'è un' incoerenza di punto di vista tra la prima frase e la seconda. E questi sono solo due esempi, ma è costante in tutto il libro. Per dire, sempre legato all'esempio, nel paragrafo subito DOPO l'omino dice una cosa e Carrisi scrive "Il riferimento era a lei, Mila ne era più che sicura" (quindi il punto di vista sembra quello di Mila). Però invece nella frase subito PRIMA scrive: "Si chiamava Leonard Vross, ma tutti da sempre si rivolgevano a lui chiamandolo Chang" (narratore onnisciente, non può essere Mila perché lei lo vede per la prima volta)... Non è mai chiaro con gli occhi di chi stai seguendo la scena, e il focus cambia continuamente, da una frase all'altra.

    Problema 2: pigrizia narrativa.

    Questa è una costante della scrittura sciatta. Dire, come sopra, "un luogo disabitato", non significa molto, un bravo scrittore ti MOSTRA a parole un luogo disabitato (es. "nella stanza c'erano ragnatele sul soffitto e uno spesso strato di polvere per terra") invece di RACCONTARLO (tecnica chiamata "show, don't tell").

    Per non parlare di certe cose che vengono solo DETTE, ma mai messe in pratica. Mila ripete spesso a se stessa di non essere in grado di provare empatia a seguito del suo trauma. Peccato che per tutto il libro non faccia altro che preoccuparsi per tutti, arriva pure a capire e giustificare Sarah che la tratta male per via del divorzio, e addirittura ammette di provare pena e compassione per il suo rapitore quando lo vede alla sbarra. Quindi la questione dell'empatia è buttata lì, per dare un particolare originale al personaggio, ma non è mai effettivamente usata a livello narrativo.

    Problema 3: similitudini sballate

    Carrisi fa un uso alquanto strano delle similitudini, più che altro perché le usa per dare effetto invece che per chiarire un concetto. A parte che questo è complicato dal fatto che non capisci mai se l'analogia la propone il narratore o uno dei personaggi, per via del Problema 1, alcune sono proprio totalmente assurde.

    "La grande falena lo portava, muovendosi nella notte. Vibrando le sua ali polverose schivava l'agguato delle montagne, quiete come giganti addormentati spalla a spalla. Sopra di loro un cielo di velluto"
    Questo è l'incipit. Sembra suggestivo, ma è un concentrato di castronerie imbarazzante racchiuso in un solo paragrafo:
    1) Nella frase dopo si scopre che la "falena" è in realtà un elicottero! Come si fa paragonare le ali di una falena al rotore di un elicottero?
    2) Le montagne fanno "gli agguati" ma sono anche "quiete"!
    3) Prima la falena "lo" portava... chi? boh lo spiegherà dopo. E invece no, perché si passa immediatamente al plurale "Sopra di loro...".
    4) Chi non ha mai visto dei giganti addormentarsi spalla a spalla? Le analogie dovrebbero spiegare e semplificare, questa è solo una pretesa di lirismo da due soldi

    Problema 4: dov'è l'Editor?

    Anche i libri scritti da divinità della scrittura hanno bisogno di un editor che controlli piccole problemi, errori, imperfezioni che naturalmente possono scappare a chiunque. In questo, oltre ai problemi enormi (la casualità del punto di vista, etc.) ci sono tante piccole incongruenze che possono capitare a un autore, ma che un editor dovrebbe individuare. Ce ne sono diverse, faccio solo un esempio: ad un certo punto viene descritta una stanza con diversi personaggi, tra cui una fuma. Un paio di paragrafi dopo i personaggi annusano in giro per cercare indizi e riescono a sentire solo l'odore dei fiori freschi sulla finestra. L'autore si è dimenticato di aver messo un personaggio che fuma una sigaretta dopo l'altra nella stanza (venendo pure ripresa da un medico)!

    Problema 5: voglio fare l'americano ma non ci riesco!

    La questione dell'ambientazione generica (non viene mai detto dove sia ambientato il tutto) non è un errore in sé, però l'impressione è che sia una scelta fatta per la poca dimestichezza con gli USA. Nei gialli scritti bene, spesso l'ambientazione è importante: crea un'atmosfera particolare e contribuisce ad arricchire i personaggi. NY non è Los Angeles, o Boston o New Orleans, il Wyoming rurale, la Georgia sudista, etc... L'america è vasta e molto diversa e l'ambientazione è parte integrante di un bel giallo. In più Carrisi si lascia scappare in diverse occasioni come sia un italiano che cerca di fare l'americano:
    - Il bambino dell'orfanotrofio è appassionato di calcio ama le figurine e si diletta a commentare partite come Germania-Inghilterra dei mondiali (?!). Non suona molto come un bambino americano... Football, baseball, hockey o basket sarebbero stati più credibili
    - Gavila chiede al figlio se vuole delle "frittelle" per colazione. Ma gli americani non mangiano frittelle a colazione. "Frittella" era la traduzione di "Pancake", usata semi-ufficialmente nelle traduzioni italiane fino a una decina di anni fa. Adesso che i pancake sono noti anche qui, viene lasciato in inglese solitamente. Qui Carrisi sta semplicemente imitando dei libri americani che ha letto tradotti in italiano, senza rendersi conto che sta imitando una traduzione.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Carrisi non tradisce mai ed alla fine ci si affeziona ai suoi personaggi, alla caparbia e fragile Mila ed ai suoi fantasmi.
    Mila e la sua squadra avranno a che fare con la ricerca affannosa di Albert, ...continue

    Carrisi non tradisce mai ed alla fine ci si affeziona ai suoi personaggi, alla caparbia e fragile Mila ed ai suoi fantasmi.
    Mila e la sua squadra avranno a che fare con la ricerca affannosa di Albert, colui che uccide piccole vittime, amputando loro le braccia.
    Mai scontato, è il primo capitolo della saga del suggeritore. Per chi ha amato il libro deve leggere l'ipotesi del male, Mila 7 anni dopo...

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  • 4

    Davvero un ottimo thriller

    È la prima volta che acquisto un thriller di questo autore, consultando le altre recensioni positive mi sono deciso ed ho incominciato la lettura, pagina dopo pagina ho scoperto un grandissimo interpr ...continue

    È la prima volta che acquisto un thriller di questo autore, consultando le altre recensioni positive mi sono deciso ed ho incominciato la lettura, pagina dopo pagina ho scoperto un grandissimo interprete del noir italiano, inizialmente parte lento e si dilunga a mio avviso in modo ossessivo nei dettagli che poi diventeranno fondamentali nel proseguire nella storia, quindi quello che vi consiglio e di assimilare fin da subito i concetti principali, il libro scorre benissimo ottima trama e descrizione dei personaggi a tutto tondo, colpi di scena frequenti che ti tengono incollato fino all'ultima riga.

    said on 

  • 4

    un italiano che scrive come Patterson

    Uhm, un italiano che scrive come un americano? Che dire, un po' spiazzante, nel senso che m'immaginavo un'ambientaziione diversa. Se ci metti il nome di un autore americano, di quelli che vanno per la ...continue

    Uhm, un italiano che scrive come un americano? Che dire, un po' spiazzante, nel senso che m'immaginavo un'ambientaziione diversa. Se ci metti il nome di un autore americano, di quelli che vanno per la maggiore, venderebbe a occhi chiusi dappertutto.
    Buonissimo ritmo ma si parla di un ennesimo serial killer e sinceramente già mi stavano girando. Nonostante il trito e ritrito, riesce (lasciandosi andare nella lettura e non facendo troppo i sofisticati e i precisini) a far passare delle belle ore avvincenti. Dopo aver fatto capriole e fuochi artificiali per tutto il libro (a volte bene e a volte meno bene) riesce comunque a spiazzare anche alla fine e questo è sicuramente un ulteriore merito.

    said on 

  • 0

    Il male e' ovunque

    Thiller psicologico ambientato in un luogo indefinito,come se l' autore volesse cosi indicare che il male e' ovunque,che inizia in mido macabro in un bosco e prosegue,in una lotta contro il tempo per ...continue

    Thiller psicologico ambientato in un luogo indefinito,come se l' autore volesse cosi indicare che il male e' ovunque,che inizia in mido macabro in un bosco e prosegue,in una lotta contro il tempo per salvare la vita ad una bambina,alla ricerca di un serial killer.Temi cardini della narrazione sono il male che si intersica con il bene ,gli effetti più devastanti dell' amore e l' empatia contrapposta all' indifferenza.Costruzione narrativa con un ritmo incalzante cge tiglie il respiro dove "Tutto non è come sembra". Li chiamiamo mostri perché li sentiamo diversi invece ci assomigliano in tutto e per tutto.Ma noi preferiamo cosi perche' ci risulta impossibile che un nostro simile sia capace di tanto e questo per assolvere in parte la nostra natura

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  • 4

    Trepidante

    Historia de asesinos en serie con muchos giros y sorpresas y por eso le doy 4 estrellas. Fácil de leer y que te atrapa con un ritmo rápido que te lleva a querer seguir leyendo. No le doy 5 estrellas p ...continue

    Historia de asesinos en serie con muchos giros y sorpresas y por eso le doy 4 estrellas. Fácil de leer y que te atrapa con un ritmo rápido que te lleva a querer seguir leyendo. No le doy 5 estrellas porque algunas deducciones y sucesos están un poco cogido por los pelos y me gustaría un final más cerrado. Pero totalmente recomendable.

    said on 

  • 5

    Il suggeritore romanzo di donato carrisi pubblicato nel 2009 per longanesi,in italia rimasto in classifica per più di 30 settimane e vincitore del premio bancarella.Complimenti all'autore questo è il ...continue

    Il suggeritore romanzo di donato carrisi pubblicato nel 2009 per longanesi,in italia rimasto in classifica per più di 30 settimane e vincitore del premio bancarella.Complimenti all'autore questo è il mio libro preferito,una trama che ti fa riflettere su molte cose,che ti fa pensare al bene a male a come l uomo può essere malvagio,a quanto si può essere fragili,come una mente può essere manipolata e a quanto un essere umano puo essere calcolatore.questo thriller mi ha colpito molto per la sua psicologia,un romanzo scritto in modo impeccabile da un maestro come carrisi;il libro scorre benissimo ottima trama e descrizione dei personaggi,colpi di scene che ti tengono incollato fino all'ultima riga.consigliatissimo

    said on 

  • 3

    thriller sì ma paranormale

    Il primo difetto di questo libro che mi è saltato subito all'occhio (e che personalmente trovo insopportabile) è che non ci sia un ambientazione! Il motivo lo capisco anche, Carrisi è un autore italia ...continue

    Il primo difetto di questo libro che mi è saltato subito all'occhio (e che personalmente trovo insopportabile) è che non ci sia un ambientazione! Il motivo lo capisco anche, Carrisi è un autore italiano e si sa che i libri italiani (soprattutto thriller) sono considerati poco interessanti dal pubblico italiano proprio a causa della loro ambientazione però la soluzione a questo problema è non indicare nessun luogo? Il libro infatti non reca nessun riferimento all'Italia e i nomi dei personaggi richiamano molteplici origini etniche (ci sono nomi inglesi, spagnoli, dell'est e del nord Europa) ma nulla di italiano. Già questo miscuglio sconclusionato l'ho trovato poco apprezzabile, ma la non-ambientazione è davvero troppo. Soprattutto trattandosi di una storia che avrebbe avuto bisogno di riferimenti di questo tipo perché le scene non si svolgono tutte in un punto ma i personaggi sono spesso in macchina che si spostano per ore da un luogo senza nome ad un altro e sinceramente ho trovato tutto questo davvero destabilizzante. Sarebbe stato utile sapere quanto distava un luogo da un altro, perché questa è una storia di omicidi, con cadaveri che vengono ritrovati in posti sempre diversi, ma non è dato sapere quanto distanti e che spostamenti sono stati fatti. Semplicemente assurdo!
    La storia da questo punto di vista l'ho quindi trovata fin dai primi capitoli molto approssimativa e confusa. Ho trovato però apprezzabile lo stile di scrittura e il ritmo narrativo, come anche l'avvicendarsi dei capitoli in cui si alternano a volte punti di vista diversi e il fatto che ogni capitolo si conclude con un piccolo interrogativo o colpo di scena che mette curiosità per il proseguimento.
    Come storia l'ho quindi trovata abbastanza valida, anche se ben lungi dall'essere perfetta, con personaggi un po' scontati, protagonista poliziotta dal passato tormentato in primis, che non rappresenta la tipologia di protagonista che io preferisco perché ogni volta che i suoi pensieri foschi attaccano con i tormenti della sua anima mi viene automaticamente da sbuffare.
    Vabbè, protagonista a parte, e confusione perpetua a causa della mancanza dei luoghi a parte, questo libro non è affatto male e incuriosisce molto. Non posso però fare a meno di evidenziare altri difettucci, come ad esempio il fatto che la storia investigativa va avanti quasi più per coincidenze fortunate che per bravura e intuizione dello staff incaricato del caso. E che queste coincidenze fortunate sono veramente veramente tante e ad un certo punto iniziano a sfociare nell'incredibile. Soprattutto il finale, davvero molto ben ideato per gli innumerevoli colpi di scena e per il ritmo serrato a cui ci si arriva ma... al tempo stesso molto difficile da credere. Sì, direi che questo libro è molto più indicato per gli amanti del paranormale che del thriller classico. Perché se amate i thriller classici il finale (come del resto anche alcune scene qui e là) vi faranno storcere il naso.

    said on 

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