Lolita

Di

Editore: Mondadori - Oscar

4.1
(9949)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 377 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Chi semplificata , Portoghese , Chi tradizionale , Tedesco , Catalano , Olandese , Finlandese , Galego , Giapponese , Sloveno , Russo , Svedese , Greco , Ungherese , Ceco

Isbn-10: A000029412 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , Altri , eBook , CD audio

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
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  • 5

    Il prof. Humbert di Nabokov, protagonista di una narrazione dannatamente geniale come Dorian Gray di Oscar Wilde prima di lui e Patrick Bateman, l'american psycho di Bret Easton Ellis dopo.

    ha scritto il 

  • 5

    mi sono sempre chiesto come una donna possa comprendere un libro come Lolita. ho letto una recensione di una ragazza che parlava di "pedofilia". diamine, ancora!!! la conclusione a cui sono arrivato è ...continua

    mi sono sempre chiesto come una donna possa comprendere un libro come Lolita. ho letto una recensione di una ragazza che parlava di "pedofilia". diamine, ancora!!! la conclusione a cui sono arrivato è che non può comprendere né capire né tantomeno amare Lolita. Del resto, le donne sono abbastanza sorde al mito. Questa loro sordità inclemente è, forse, alla base della loro parziale incapacità di creare opere d'arte universali. Mi ricordo una mia amica di banco, alle superiori, che pur vivace intellettualmente e appassionata non meno, proprio non riusciva a concepire il mito e sbadigliava quando leggemmo il passo iniziale delle metamorfosi di Ovidio, in cui il dio del sole insegue disperatamente Dafne prima che questa si trasformi in alloro. ("Sapevo di essermi innamorato di Lolita per sempre; ma sapevo anche che lei non sarebbe stata sempre Lolita.") - Non riusciva a vedere oltre. Non concepiva quel gusto avventuroso per cui un uomo va nel bosco non per incontrare una ninfa, ma con la speranza di incontrarne una (come dice Chesterton in Everlasting man). E' un'avventura appunto, non un appuntamento. Le donne concepiscono la vita per appuntamenti, non come avventura ed è per questo che non capiranno mai Lolita né i secoli le aiuteranno. Certo una donna può comprendere la grandezza verbale di Lolita, può approvare l'accordo scintillante degli anni su Nabokov, ma non intuisce la mitologia furiosa che pervade Lolita, quella follia che viene dalle ninfe, come dice Calasso, o ninfette, come le chiamò con genio Nabokov, che incanta un Apollo, e invasa Socrate, e possiede gli uomini. tutti, o più o meno tutti. Kawabata era così conscio del loro potere che, per placarne la loro suggestione demoniaca, le addormentò, e permise ad anziani esclusi dal ciclo della vita erotica di giacere con loro e di contemplarne fattezze e incanto, in una densa atmosfera funerea. E' il dio che contempla la sua ossessione incantata nelle forme del sogno, nella casa delle belle addormentate.
    Humbert si mostra implacabilmente fedele alla sua ninfetta. e dimostra un assoluto disinteresse per le altre donne. Lo fa per mantenere l'oggetto del suo interesse puro e venerabile. Anche Apollo sacralizza Dafne come albero perenne. E' invalsa nei millenni l'idea, riportata da Francis Bacon in Natural History, che unisce l'unzione dell'arma alla sorte della ferita. Freud ci conferma questa usanza, parlando dei contadini inglesi che quando si feriscono con una roncola, mantengono l'attrezzo ben pulito perché la ferita non giunga a suppurazione. La ninfetta che non raggiungiamo, deve rimanere incontaminata; e la sua sorte dipende da quella del povero Humbert, dalla sua arma ormai tenuta scarica.
    Il finale, quelle sequenze catastrofiche e rovinose, così intrise di cinematografia, con lo scaricarsi di quella rivoltella-emblema, è pura vertigine.
    Capolavoro

    ha scritto il 

  • 5

    Questo romanzo rende evidente cosa sia la bellezza della letteratura. La storia in sé è squallida e perversa, eppure la narrazione è sublime. La sottile ironia, alcune brevi descrizioni sono assolutam ...continua

    Questo romanzo rende evidente cosa sia la bellezza della letteratura. La storia in sé è squallida e perversa, eppure la narrazione è sublime. La sottile ironia, alcune brevi descrizioni sono assolutamente eccezionali.

    ha scritto il 

  • 4

    La storia è abominevole ed è impossibile una qualsiasi forma di identificazione. Regna squallore ovunque, dall'inizio alla fine. Ma proprio per questo spicca in maniera ancora più sublime la bellezza ...continua

    La storia è abominevole ed è impossibile una qualsiasi forma di identificazione. Regna squallore ovunque, dall'inizio alla fine. Ma proprio per questo spicca in maniera ancora più sublime la bellezza della scrittura di Nabokov, che incarna esattamente quello che la letteratura dovrebbe idealmente e nelle sue piú alte forme fare: trasformare anche lo schifo piú sordido in qualcosa di prezioso, come una pietra filosofale che tramuta in oro qualunque cosa tocchi. Il grande scrittore non é grande quando racconta grandi storie, ma proprio quando riesce a trasformare in arte vera qualunque tipo di storia. La prima parte del romanzo mi è sembrata comunque piú convincente della seconda, che ho trovato un po' piú fiacca. Ad ogni modo è uno scandalo che Nabokov non abbia vinto il nobel per la letteratura.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Un capolavoro

    Scritto divinamente, è probabilmente uno dei libri più belli che abbia mai letto: la descrizione del protagonista ed in particolare la lucida esposizione della sua perversione, nonché del suo amore pe ...continua

    Scritto divinamente, è probabilmente uno dei libri più belli che abbia mai letto: la descrizione del protagonista ed in particolare la lucida esposizione della sua perversione, nonché del suo amore per la piccola lolita, è semplicemente meravigliosa. Il suo disinteresse nei confronti delle donne adulte, a favore delle "ninfette" viene spiegata ed esposta in modo tanto profondo quanto amabilmente scritto. Per concludere, il dramma di un amore non corrisposto e fondamentalmente sbagliato rendono la trama tanto tragica quanto affascinante.

    ha scritto il 

  • 5

    gran sorpresa

    Che forza romanzesca e che potere verbale come dice Pietro Citati in quarta di copertina!!!Una forza che mi conduce incantata e ammirata incredibilmente sino alla fine di una storia disgustosa,la più ...continua

    Che forza romanzesca e che potere verbale come dice Pietro Citati in quarta di copertina!!!Una forza che mi conduce incantata e ammirata incredibilmente sino alla fine di una storia disgustosa,la più disgustosa di tutte, ossia quella della manipolazione mentale di una bambina da parte di un vecchio porco.Mai avrei pensato di poter apprezzare questo libro letto solo per dovere in virtù della sua fama

    ha scritto il 

  • 5

    Superbo

    Libro magnifico che ho rimandato per troppo tempo perché due mie amiche e mia cugina, che sono delle forti e attente lettrici, lo avevano accusato all'unisono di essere un romanzo sopravvalutato; tutt ...continua

    Libro magnifico che ho rimandato per troppo tempo perché due mie amiche e mia cugina, che sono delle forti e attente lettrici, lo avevano accusato all'unisono di essere un romanzo sopravvalutato; tutte avevano storto il naso e scosso la testa e asserito che non valeva la pena leggerlo.
    Alla fine la curiosità ha avuto la meglio e mi sono decisa, grazie al cielo.
    Che inaspettata rivelazione!
    La storia è quella di un malato, un uomo dall'intelligenza formidabile ma con lo spirito corrotto, tendente alla depressione, infelice però ironico, cinico, pienamente cosciente della propria follia. Ed è questo che rende Lolita un capolavoro piuttosto che un odioso elogio della efebofilia. Humbert Humbert, come si soprannomina il personaggio principale, è morbosamente attratto dalle bambine tra gli 8 e i 13 anni. Disprezza tutto ciò che va oltre, chiama tardone le venticinquenni ma lo fa in un modo quasi comico, lasciando sempre intendere, anche attraverso il modo strampalato di scrivere, che la voce narrante è quella di un pazzo.
    Da 42enne in crisi di mezza età ho letto questo libro spesso ridendo, ma sempre con un briciolo di compassione per Humbert che non si piange mai addosso ma spiattella i suoi limiti, le sue manie, i suoi sensi di colpa senza ritegno.
    Humbert scrive dalla prigione e rivolgendosi a noi lettori del 2000 (ci chiama in causa più volte in veste di giudici) invoca il nostro perdono. Chiede di essere capito e perdonato e io, donna del futuro, di fronte a un libro scritto magistralmente, con uno stile ineccepibile, una ricercatezza linguistica così accurata, di fronte alla bellezza estrema alzo le mani e perdono tutto.
    Che il cielo ti benedica, quarantenne sventurato degli anni '50.
    Felice immortalità, a te e alla tua Lo-Li-ta!

    ha scritto il 

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