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Lolita

By Vladimir Nabokov

(58)

| Hardcover

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1092 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Il sesso è soltanto l’ancella dell’arte. (p. 323)

    "Dico sempre che la natura è sbalordita da ciò che le tocca vedere.” (p. 277)

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    NULLA_DIES_SINE_LINEA said on Aug 18, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    lo specifico prima di leggere il libro di lolita io ho visto il film con jeremy irons (sperando di averlo scritto bene) e confesso che non mi ha fatto una grande impressione... ora tocca al libro.
    non saprei proprio come giudicarlo da una parte provo ...(continue)

    lo specifico prima di leggere il libro di lolita io ho visto il film con jeremy irons (sperando di averlo scritto bene) e confesso che non mi ha fatto una grande impressione... ora tocca al libro.
    non saprei proprio come giudicarlo da una parte provo disgusto per come descrive inmaniera eccezionale i desideri del pedofilo, sembra quasi che li voglia giustificare e da una parte trovo fantastico lo stile semplice e scorrevole piu' leggo e piu' voglio leggere.
    si dilunga un po' troppo sul viaggio e sugli insuccessi con la vittima questo ovviamente fa perdere una stella

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    araba fenice said on Aug 12, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Dire che è un'opera grandiosa è superfluo. A me basta osservare come il tessuto magico del linguaggio vada ad inserirsi perfettamente in quel groviglio che è la trama, una trama intrigante e mai costante. È scandalosa l'opera,sì, perché lascia senza ...(continue)

    Dire che è un'opera grandiosa è superfluo. A me basta osservare come il tessuto magico del linguaggio vada ad inserirsi perfettamente in quel groviglio che è la trama, una trama intrigante e mai costante. È scandalosa l'opera,sì, perché lascia senza parole il lettore. Un lettore che si aspetta un certo tipo di storia,oppure un lettore che si aspetta un significato tra le linee che vada ben oltre la trama. Ma la storia è vita,ancor prima di quella carica passionale e "incestuosa" che lega i due protagonisti. È verità,perché rasenta realisticamente la banalità del vivere. È esperienza. È purificazione. È malinconia,perché è solo un grande e bellissimo ricordo. Ricordo di un amore adolescenziale morto ancor prima di sbocciare. È solitudine. È stupidità. È un errore. È arte, è un atto di pura bellezza. Di certo è sbalorditiva la lucidità del protagonista nel narrare i fatti. Ampie le descrizioni, che preludono solo a picchi di grande liricitá. Immagini di pura poesia sparse qua e là tra un'Europa che risente ancora della rivoluzione freudiana e un'America di cittadine piene di solitudine e rumori inconsistenti. Ma Lolita è un inno ad una ninfetta, ad una voce che ancora si perde tra quelle dei compagni felici e giocosi in un'estate che di certo rimarrà nell'eternità .

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    Gull said on Aug 5, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Bisogna leggerlo senza pensare questo libro...bisogna leggerlo quasi di corsa per non farsi prendere dal disgusto, perchè alla fine è solo un libro che racconta una squallida storia: cosa c'è di più abietto del rubare l'infanzia ad una bambina?
    Eppur ...(continue)

    Bisogna leggerlo senza pensare questo libro...bisogna leggerlo quasi di corsa per non farsi prendere dal disgusto, perchè alla fine è solo un libro che racconta una squallida storia: cosa c'è di più abietto del rubare l'infanzia ad una bambina?
    Eppure...
    Eppure questo romanzo è un capolavoro: il libro raggiunge suo malgrado vette altissime. C'è qualcosa in questo libro che gli permette di volare al di sopra di tutto e questo qualcosa è la scrittura di Nabokov, è il suo io narrante.
    Questo libro è un capolavoro perchè Nabokov è un genio della scrittura.
    Non credo di aver mai incontrato uno scrittore che abbia una capacità di scrittura così intensa, profonda, ironica e vertiginosa come quella di questo autore.

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    Rosella said on Aug 4, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Un capolavoro di stile e introspezione

    Humbert Humbert, due volte vedovo, matura l'insana passione per le bambine da quando, in gioventù, non riuscì a congiungersi con la sua Annabel. Europeo con un certo charme, insegnante di letteratura, ha numerose storie ma nessuna di queste placa la ...(continue)

    Humbert Humbert, due volte vedovo, matura l'insana passione per le bambine da quando, in gioventù, non riuscì a congiungersi con la sua Annabel. Europeo con un certo charme, insegnante di letteratura, ha numerose storie ma nessuna di queste placa la sua sete di perversione.
    Humbert Humbert, nonostante i modi fascinosi, è un mostro e un viscido. Un vero genio del male, tanto che pensa di uccidere la sua seconda moglie per stare da solo con la bambina che lo ha fatto letteralmente impazzire: Dolores Haze, Lolita. Ma Humbert non dovrà macchiarsi le mani di sangue perchè ci penserà un incidente stradale guidato dal fato a farlo. E quindi eccolo, Humbert, finalmente solo con la sua 'ninfetta', a progettare di narcotizzare Lolita per abusare di lei. Ma anche qua il fato dà una mano. La dodicenne Dolores infatti ha già avuto rapporti sessuali e quindi il suo patrigno non deve nemmeno farsi troppi scrupoli per la deflorazione.
    Questa, che è solo la prima parte del libro, presenta scene e situazioni dure da digerire. Humbert è un manipolatore mosso da una passione animalesca e dai residui di una moralità che invero non riesce a fermarlo. Dolores è una bambina maleducata, che si lava poco, ammiccante, che inizialmente si lascia sedurre senza nemmeno troppe difficoltà. Parla come un'adulta, Lolita, usa i termini 'stupro', 'violenza', 'pervertito' con atroce naturalità mentre si lascia usare per i giochi sessuali del suo padrone; viaggio e regalini vari sono la ricompensa. Ma la storia non ha margini di evoluzione. Il boia è un fanatico ossessivo, geloso, e lei è una bambina che non conosce l'amore. Costretta per più di un anno a ritmi che farebbero impazzire chiunque, Dolores decide finalmente di scappare e riuscirà in qualche modo a farsi una vita, seppur squallida.
    E' un mondo sinistro anche quello di Lolita, se ci pensiamo. Nabokov è un assoluto maestro nello scavare la psicologia del suo protagonista e nel riportare fatti osceni senza mai scadere nella pedopornografia. Lo stile elusivo, ricercato, permette di dire l'indicibile in modo educato e dà un taglio raffinato al romanzo. Purtroppo, verrebbe da dire, è la verosimiglianza un altro grande pregio di questo romanzo. Non che manchino certi punti contrari al senso comune, ma la mente di Humbert, il modo di parlare di Dolly, l'ossessività, l'inconsistenza di quella "storia d'amore" sono fatti di mondo.
    La prima cosa che vien da chiedersi è come abbia fatto Nabokov a immedesimarsi così bene. Non si troveranno certo risposte nella sua post-fazione, che non dice assolutamente nulla, ed è anche difficile dare un interpretazione. La mente maliziosa è portata a pensare che lo stesso autore abbia sperimentato certi pensieri, tuttavia spera che sia stato invece il suo talento nell'osservazione - e magari la lettura di qualche cartella psichiatrica - a permettere la stesura del romanzo. Colpisce però un fattore: negli anni '50 Nabokov individua uno stereotipo della 'ninfetta' perfettamente trasponibile ai giorni nostri. I videoclip, i genitori incapaci di educare, i modelli dei mass-media hanno reso le ragazzine - alziamo però il range di età di Humbert - procaci, provocatrici e ribelli. Lo vediamo tutti i giorni, lo notano gli psicologi, si disperano i genitori, e nel frattempo la sessualità perde ogni valore all'interno del mondo giovanile. Il modo in cui Lolita perde la verginità è un modo naturale, ormai classico, condannato solo dai bigotti. Eppure le conseguenze non sono state delle migliori: la giovane s'è bruciata subito e fatica a diventare una donna. Matura, ma solo nel corpo. Termino qui questa parentesi di pseudo-psicologia solo per notare l'attualità del tema di Lolita, senza considerare l'ovvia e terribile questione della pedofilia che tanto imbruttisce la razza umana. Non importa se Humbert ricorda le tribù in cui i rapporti con minorenni sono autorizzati, il senso di condanna dovrebbe nascere spontaneo e non lasciare scampo.
    Personalmente credo che Lolita non sia un capolavoro per il tema trattato, e anzi viene da domandarsi se sia lecito fare della letteratura con la pedofilia. Il confine tra mente geniale e mente perversa diventa assai sottile. Tuttavia è il modo in cui il tema viene esposto il vero capolavoro. Stile e verosimiglianza, finezze lessicali e introspezione. Nabokov è un assoluto campione in questo senso.
    Peccato però che il livello non riesca a mantenersi costante. La Seconda Parte del romanzo infatti non regge il confronto con la prima. Troppo dispersiva in dettagli, troppo compressa su suddetti dettagli e troppo leggera su altri, crea un senso di stordimento a cui subentra persino la noia. La scrittura ossessiva di Humbert fa perdere di vista alcuni punti importanti - es. Clare Quilty - e frena la scorrevolezza con la viscosità. Angoscia e pesantezza, resta poco altro, anche perchè il lettore ormai ha capito la mente di Humbert e non vuole continue ripetizioni, vuole che la storia vada avanti. E la storia ci va, avanti, estendendo l'arco narrativo di altri tre anni. Ma sono tre anni che non dicono niente, dove non si raggiunge il livello toccato nei due precedenti.
    Altri difetti si possono riscontrare in due punti. Primo, l'età di Lolita mal si addice col suo carattere ammiccante. Dodici anni sono una soglia psicologica, la minore età possibile per disgustare il lettore, ma a dodici anni negli anni '50 forse si era ancora bambini. Lo stesso disgusto ci sarebbe stato alzando la soglia a quattordici, ma almeno avremmo avuto una Lolita più cosciente di sè. Ma forse era interesse di Nabokov tratteggiare un personaggio che cosciente di sè non lo è per niente, e quindi facilmente manipolabile dal mostro Humbert.
    In secondo luogo risultano assolutamente moleste tutte le citazioni in francese. Alcune sarebbero tollerate e farebbero atmosfera naif, ma in Lolita assistiamo a un vero e proprio abuso. Chi non conosce la lingua si ritrova dei buchi nella lettura e non ha certo voglia di andare a prendere il dizionario. E meno male che non ci sono citazioni in russo o tedesco! Si tratta di una peculiarità di Nabokov che personalmente non mi trasmette nulla.
    Per questi motivi dò 4 stelle, cercando di far tesoro della lezione di stile nella speranza di poterla applicare a tematiche meno repellenti di questa.

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    Giuseppe WildTurkey Turchi said on Aug 3, 2014 | Add your feedback

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