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Lolita

By

Publisher: George Weidenfeld & Nicolson Ltd

4.1
(8934)

Language:English | Number of Pages: 600 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Spanish , French , Chi simplified , Portuguese , Italian , Chi traditional , German , Catalan , Dutch , Finnish , Galego , Japanese , Slovenian , Russian , Swedish , Greek , Hungarian , Czech

Isbn-10: 0297813447 | Isbn-13: 9780297813446 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Audio Cassette , Audio CD , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
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  • 3

    Un modo di scrivere molto bello ma fin troppo narciso.

    È un libro scritto in modo eccellente, come pochi altri. Scritto così bene che spesso l'autore si dilunga e si sofferma fin troppo su questo aspetto. La prima parte del libro è un'unica e grande lettera d'amore verso Lolita, in ogni pagina descrive con minuzia di particolari tutti gli aspetti del ...continue

    È un libro scritto in modo eccellente, come pochi altri. Scritto così bene che spesso l'autore si dilunga e si sofferma fin troppo su questo aspetto. La prima parte del libro è un'unica e grande lettera d'amore verso Lolita, in ogni pagina descrive con minuzia di particolari tutti gli aspetti della sua ninfetta. La cosa non mi disturba (non sono certo un bacchettone), ma mi annoia. Alla lunga questa scelta narrativa mi ha stancato e ha appesantito la lettura (stavo per lasciare il libro dopo meno di cento pagine), solo nella seconda parte la trama si evolve e procede in modo spedito.

    said on 

  • 5

    Riporto e sottoscrivo ciò che scrive riguardo Lolita Pietro Citati: «Che respiro. Che forza romanzesca. Che potere verbale. Che scintillante alterigia. Che gioco sovrano».

    said on 

  • 4

    Lolita

    Il libro è scritto in prima persona da Humbert Humbert, un uomo europeo che è attratto da quelle che lui chiama "ninfette", ragazze (o dovremmo dire bambine?), tra i 9 e i 13 anni, magari un po' avanti con lo sviluppo, le cui forme di donna cominciano a comparire, quelle più maliziose. Nabokov fa ...continue

    Il libro è scritto in prima persona da Humbert Humbert, un uomo europeo che è attratto da quelle che lui chiama "ninfette", ragazze (o dovremmo dire bambine?), tra i 9 e i 13 anni, magari un po' avanti con lo sviluppo, le cui forme di donna cominciano a comparire, quelle più maliziose. Nabokov fa nascere questa perversione da un trauma infantile subito dal protagonista, la morte improvvisa della sua giovane fidanzatina: da allora in poi lui ricercherà sempre nelle sue amanti, l'aspetto di quella bambina. Non mi dilungo tanto nella trama, dirò solo che dopo il suo trasferimento in America, sposerà una donna ingenua solo perché lei ha una figlia, Dolores, che è l'ideale di ninfetta che Humbert Humbert desidera. Nel libro soprannomina la piccola Dolores, che ha 13 anni, Lolita. Il caso vuole che la madre della bambina muoia, e lui potrà così diventare il tutore di Lolita, ma in seguito ne diventerà anche l'amante.

    Il viaggio nella mente di un pedofilo è sconcertante, e raccapricciante. Ho odiato Humbert dal momento in cui posa i suoi occhi vogliosi sulla pelle della piccola Lolita, e l'ho detestato ancora di più quando descrive la loro relazione come se lei fosse pienamente d'accordo e che quindi lui stesse facendo la cosa giusta. Le sue fantasie su come approfittarsi di Lolita nel sonno, o la sua ricerca di una casa che fosse vicino ad una scuola, mi hanno fatta imbestialire. Nabokov affronta tutti i problemi che un pedofilo deve fronteggiare: la paura che la ragazza lo denunci (ecco quindi la minaccia di spedire Lolita in un orfanotrofio, o il suo viziarla con regali e denaro), oppure di essere scoperto dai vicini o dagli amici di Lolita (ecco che la tiene segregata in casa senza farla partecipare ad alcuna attività ricreativa insieme ai compagni).

    Mi dispiace dire che parlando con altre persone mi è stato detto: "Si ma a Lolita non dispiaceva tanto andare con Humbert! La riempiva di regali... era molto furba!" Io proprio non l'ho vista in questa maniera, e non so come si possa pensare una cosa del genere. Una ragazza di 13 anni, per quanto possa essere sveglia, non si può definire contenta di avere rapporti sessuali con un uomo che potrebbe essere suo padre. Non ci possiamo dimenticare le minacce alle quali era sottoposta, e il fatto che forse la ragazza cercava di trovare il lato positivo di una situazione tragica, ricavandone regali e denaro. Se Lolita fosse stata davvero così felice, non avrebbe cercato di scappare alla fine del libro!

    In più non dobbiamo MAI dimenticare che il libro è scritto in prima persona dal pedofilo. E' ovvio che lui cerchi di giustificarsi, di vedere il lato positivo, di notare solo i sorrisi e mai i pianti di Lolita.

    Il finale mi ha sconcertata, e Nabokov ha ritratto aspetti della vita che purtroppo oggi noi vediamo in televisione: la pedofilia, ragazze sempre più giovani che rimangono incinte, l'inadeguatezza dei tribunali, troppo spesso ciechi di fronte alle ingiustizie.

    Un bel libro in conclusione, forse un po' pesante in alcuni punti, ma che fa riflettere molto. Ovviamente è un argomento pesante che va affrontato con consapevolezza.

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  • 5

    Di Lolita è stato detto tutto e il contrario di tutto. Per me è un gran bel libro. Il viaggio in una mente malata e dannatamente affascinante di Humbert, il suo bisogno di redenzione, la ricerca di un qualcosa, che, ohimè cerca nei posti sbagliati, il mistero di Lolita - seduttrice, bambina, che ...continue

    Di Lolita è stato detto tutto e il contrario di tutto. Per me è un gran bel libro. Il viaggio in una mente malata e dannatamente affascinante di Humbert, il suo bisogno di redenzione, la ricerca di un qualcosa, che, ohimè cerca nei posti sbagliati, il mistero di Lolita - seduttrice, bambina, che altro? Da leggere e farsene un'idea.

    said on 

  • 0

    Onestamente? L'ho trovato di una noia mortale! Forse perchè il film è bellissimo e avevo molte attese? Forse perchè il nostro quotidiano rende questa storia poco più che un esercizietto? Non so darmi una risposta. So che non mi attrae come mi sarei aspettata.

    said on 

  • 4

    Mi è piaciuto molto lo stile di scrittura di Nabokov, l'argomento invece ammetto che mi ha in alcune parti disturbato infatti l'ho lasciato per parecchi mesi a metà prima di riprenderlo e finirlo. Sicuramente "da leggere" e senza dubbio sceglierò qualcos'altro dello stesso autore.

    said on 

  • 3

    Devo ammettere che la lettura di questo libro, soprattutto nella prima parte, mi ha un po' disturbato e capisco che non tutti gli editori a cui era stato presentato l'abbiano letto fino in fondo.

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  • 0

    La prima parte è piuttosto ripugnante, la parte centrale è a tratti noioso e, infine nell'ultima parte, l'autore si riscatta. Ovviamente questo è solo il mio parere.

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  • 3

    Mi ritrovo a dover scrivere queste parole e non saper bene che cosa scrivere.
    Non mentiamoci: Lolita ha potere mediatico.
    Ma non è che sia tutta questa "negatività" che l'autore rinfaccia nel '56. All'epoca forse la gente si strappava i capelli e urlava allo scandalo, ma ammetto io per primo ch ...continue

    Mi ritrovo a dover scrivere queste parole e non saper bene che cosa scrivere. Non mentiamoci: Lolita ha potere mediatico. Ma non è che sia tutta questa "negatività" che l'autore rinfaccia nel '56. All'epoca forse la gente si strappava i capelli e urlava allo scandalo, ma ammetto io per primo che nel 2014 ho letto cose peggiori. Un qualsiasi autore giapponese, ad esempio.

    Scorrevole, altre volte no, riscorrevole, altre volte noioso, lento, ripetitivo, scorrevole, buffo. Me lo sono goduto, un po' come ci si gode qualcosa di lontano dal proprio io. Come quando si entra in una cultura che non è la nostra e di cui non conosciamo nulla: ci fidiamo di cosa dicono gli esperti e festeggiamo ad inni di cui non conosciamo che il nome.

    Lolita è, resterà, un titolo che sconvolgerà al solo nominarlo.

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  • 5

    Capolavoro, dall'inizio alla fine.

    Arricchito dal raffinato registro linguistico di Nabokov, Lolita è la prova che in letteratura non conta di cosa si parla, ma come se ne parla. La mia recensione su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=cuVkiPhwhSM&list=UU18Dszf4qj1GMMLQd8h0ZQw

    said on 

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