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Lolita

By

Publisher: George Weidenfeld & Nicolson Ltd

4.1
(9143)

Language:English | Number of Pages: 600 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Spanish , French , Chi simplified , Portuguese , Italian , Chi traditional , German , Catalan , Dutch , Finnish , Galego , Japanese , Slovenian , Russian , Swedish , Greek , Hungarian , Czech

Isbn-10: 0297813447 | Isbn-13: 9780297813446 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Audio Cassette , Audio CD , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
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  • 5

    Ma basta!

    Ogni volta che vedo recensito un libro di Nabokov, il fighetto di turno dice "Eh, altro che Lolita!". Ma la vogliamo finire? Lolita è un CAPOLAVORO!

    said on 

  • 5

    La scrittura diventa Arte in una storia che parla

    Lolita. Un libro che generò scandalo alla pubblicazione per i contenuti scabrosi che la società (con un finto moralismo più irritante del solito) vi trovava nella trama esplicita, che richiamava la pe ...continue

    Lolita. Un libro che generò scandalo alla pubblicazione per i contenuti scabrosi che la società (con un finto moralismo più irritante del solito) vi trovava nella trama esplicita, che richiamava la pedofilia. 

Per me “Lolita” è ben altro. E’ innanzitutto la prosa elegantissima di un Maestro della Parola. E’ l’arte scritta che si rivela. E’ umorismo della sensualità ed è la sensualità dell’umorismo. E’ abile maestria: nonostante lo scandalo che produsse, le pagine del libro infatti non contengono neanche una descrizione sessuale; ed è questo, credo, il pregio più alto di Nabokov, saper parlare di ogni tipo e forma di amore e di farlo con la morale adeguata, senza perversioni di alcuna sorta. 

Fin dal primo rigo mi sono immersa negli spasmi e nelle ‘impurità’ di Humbert Humbert, un personaggio che vive e si muove da solo, che ha senso di esistere e che non può non entrare nella storia della letteratura. E forse non esagero se scrivo che sarà immortale. 
E la sua Lolita. Amara, dolcissima, furba-ingenua Lolita. Ma dimmi, sei esistita davvero? E’ mai esistito un singolo particolare della tua figura letteraria? Esisterà mai più un’altra parola, come il tuo nome, che conterrà tutti i significati del mondo e i suoi contrari? Questo è davvero uno dei personaggi femminili più enigmatici della letteratura. Che prorompe nelle sue modeste descrizioni, che riesce a far sentire le sue urla mentre scappa in bicicletta, che è capace di far sentire il suo afrore mentre gioca con grazia a tennis. A momenti viene voglia di giustificare Humbert. Eppure non sta al lettore giudicare questa raccolta di “idilli amorosi”. La storia parte come un guazzabuglio di sentimenti e riesce a dipanarsi da sola. E’ vero, questo libro non parla di una storia d’amore. Parla di un rapporto (in tutti i sensi) che lega un uomo e una bambina. Ed è un rapporto che viene vissuto come un sentimento amoroso, casto e puro: il genio di Nabokov, ancora una volta, si insinua nelle nostre menti e riesce a farci cedere alle lusinghe di Humbert, a farci credere che in fondo quel che i due protagonisti assoluti stanno vivendo è qualcosa di ‘naturale’. E quando uno scrittore manipola la mente del lettore in questa maniera, pur chiamandolo sempre in causa, pur facendolo mettere sull’attenti, pur elogiando la sua intelligenza, è proprio in quel momento che la scrittura diventa Arte Pura. E quest’arte, districata con tanto ingegno, si rivela in ogni pagina, in ogni sussulto, in ogni singolo capoverso che lega il lettore alla schiavitù della lettura.

    said on 

  • 4

    Una droga dolcissima da cui è impossibile staccarsi

    Immaginate di essere schiavi di una qualsiasi dipendenza e che la vostra coscienza vi dica quanto sarebbe più opportuno smettere con essa; immaginate, al contempo, che la voglia di cadere e naufragare ...continue

    Immaginate di essere schiavi di una qualsiasi dipendenza e che la vostra coscienza vi dica quanto sarebbe più opportuno smettere con essa; immaginate, al contempo, che la voglia di cadere e naufragare in tale dipendenza sia più forte anche della voglia di smettere.
    È esattamente questo che accade con Lolita: sebbene le vostre convinzioni, l'humus sociale in cui siete vissuti, la morale che vi hanno insegnato oltre i sagrati delle chiese vi dicano di smettere (pena l'incontro con scene che potrebbero urtarvi violentemente), non potete rinunciare alla lettura, allo stile lirico, intenso e immaginifico del libro.
    Finirete voi stessi ad essere gli amanti di Lolita, ignorerete la sua giovane età e comprenderete di non essere vittime di alcuna perversione, ma dell'ossessione amorosa più perniciosa, la stessa che regge le volte delle storie amorose di cui la letteratura si riempie da secoli.
    Un viaggio profondo nella natura umana, quando appare coi suoi difetti più evidenti. Cioè, quando incarna il suo essere più autentico.

    said on 

  • 4

    Frasi dal libro

    “Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta ...continue

    “Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta..
    Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita.”
    https://frasiarzianti.wordpress.com/2015/05/21/lolita-vladimir-nabokov/

    said on 

  • 5

    Romanzo di una ossessione per una minorenne o, meglio, per una "ninfetta", che aveva già avuto una "prima stesura" nell'Incantatore.
    Scritto magnificamente, reso famoso dal film di Kubrick, di cui Nab ...continue

    Romanzo di una ossessione per una minorenne o, meglio, per una "ninfetta", che aveva già avuto una "prima stesura" nell'Incantatore.
    Scritto magnificamente, reso famoso dal film di Kubrick, di cui Nabokov aveva preparato una prima sceneggiatura, "tradita" (come sempre) dal buon Stanley.
    Deludente il finale, con la "finzione" del resoconto psicopatologico.
    Lo-li-ta:
    dai tre passi della punta della lingua sul palato all’ossessione multimediale
    Il libro intitolato Lolita e i suoi doppi
    Se si digita la parola lolita nel form di un motore di ricerca il risultato ammonta all’incirca ad un milione e mezzo di siti, tra i quali, oltre a quelli dedicati al romanzo e ai film che ne sono stati tratti, se ne trovano altri relativi non tanto al “periglioso sortilegio delle ninfette” ma a quello che Dmitri Nabokov definisce come l’affiorare e lo sparire di diversi sottoprodotti “in lontane pozzanghere e cloache”: Lolita ha permesso anche questa disseminazione di suoi doppi.
    Il romanzo-Lolita fu pubblicato a Parigi dall’Olympia press di Maurice Girodias, una casa editrice quasi sconosciuta con un catalogo di libri pornografici orientati al turista di lingua inglese e fu quasi subito apertamente attaccato con l’accusa di essere “volgare pornografia”. E a questo proposito intendiamo avvalerci dell’analisi che Sara Marcucci ha compiuto dell’intreccio tra pornografia, erotismo e arte nel suo accurato Lolita, analisi di un’ossessione. Secondo l’autrice nel romanzo “l’avventura sessuale si tramuta in un’avventura linguistica” attraverso la quale Nabokov mina le possibili certezze morali del lettore, usando espedienti che estetizzano l’erotismo e la colpa, e raggiunge l’obiettivo di inserire “il lettore come soggetto attivo nei giochi perversi di Humbert.” La conclusione che ne deriva è che “i lettori si ritrovano quasi fisicamente al posto occupato da Humbert nella storia: diventano viziosi voyeur che, accarezzati dalle parole invece che dalle giovani gambe, godono del testo senza correre rischi.”
    Il cinema-cinema
    Si è posto di conseguenza a Kubrick il problema di come trarre un film da Lolita quando gran parte della qualità del libro sembrerebbe dipendere proprio dallo stile della prosa di Nabokov. Ma secondo Kubrick “considerare in un libro lo stile di scrittura come qualcosa di più importante di qualsiasi altra componente significa semplicemente non capire cosa sia un grande libro.” Per il regista la qualità di un grande romanzo è il “risultato della qualità dell’ossessione dello scrittore per il suo soggetto, per un tema e un concetto e una visione della vita e una comprensione del personaggio.” E Kubrick è riuscito di conseguenza a concentrarsi e a puntare molto di più sull’ossessione in sé che sul suo oggetto (Lolita) e a sviluppare con chiarezza “quello che è il tema dei temi kubrickiano, quello da cui si produce ogni suo film: l’ossessione.”[E. Ghezzi]
    Come ha scritto Enrico Ghezzi “il «vuoto» del film è invece proprio sul piano dell’amore, sessuale e non. L’erotismo, oltre che negli occhi vagheggianti di Mason, è tutto chiuso nella sequenza dei titoli, in cui si vede la mano di Humbert toccare un piede di Lolita e cominciare a laccarne con dolcezza e pazienza le unghie.” Si ricordi però che oltre al personale disinteresse del regista per i problemi della sentimentalità amorosa, questo vuoto è dovuto anche alla censura dell’epoca, ed è lo stesso Nabokov che racconta che durante un incontro con il regista gli fu detto che, al fine di tranquillizzare il censore, “non ci sarebbe stata male l’aggiunta di una scena con pudiche allusioni a un Humbert fin dall’inizio segretamente sposato con Lolita.”
    Il risultato complessivo che si ha paragonando romanzo e film è che mentre il primo si apre e si chiude su Lolita, il secondo diventa tutto intero un flashback, che comincia e poi finisce, con la ripetizione della scena in cui Humbert “uccide – per amore – la pura meccanica esplicitazione di sé” [Ghezzi] ossia il Quilty interpretato da Peter Sellers che a sua volta si sdoppia mascherandosi ora da professore tedesco, ora da poliziotto logorroico.
    Il teatro come doppio del cinema
    Mentre nel film di Kubrick Quilty moriva dietro la tela di un quadro settecentesco (e nella sceneggiatura originale di Nabokov Humbert mancava inizialmente il bersaglio colpendo la foto del ranch Duk Duk dove Lolita avrebbe dovuto partecipare “a certi filmini sporchi”), in quella che è diventata la “macchina-lolita” (lo spettacolo di Ronconi al Piccolo), muore dietro una tela digitale su cui sono state proiettate delle immagini video.
    Ronconi è riuscito meglio di Kubrick e meglio di Lyne a soddisfare la volontà di Nabokov di mettere in scena “vivace variante di un vecchio romanzo”, usando le parole dello scrittore. Infatti Nabokov, nel parlare dell’operazione da compiersi a partire da suo romanzo parla del “travasare Lolita su schermo sonoro”. Sul grande palcoscenico del teatro Strehler, Ronconi ha messo in scena la metafora del cinema come travasarsi di una sceneggiatura sullo schermo. E quello che in Nabokov il rapporto amoroso con la lingua inglese, in Ronconi diventa rapporto d’amore con la lingua cinema, sempre tecnologicamente legata, come lo slang di lo, alla moda e alle possibilità produttive del suo tempo.
    Per raggiungere lo schermo la sceneggiatura deve scalare un muro di due metri come gli attori sul palcoscenico. Ed è significativo che le parole vengano “grossolanamente” proiettate enormi sullo schermo in uno dei momenti più comici dello spettacolo, quando c’è l’aperto sfottò della patetica dichiarazione d’amore della Haze: “Ora hai letto, ora sai. Dunque ti prego, fai le valigie e vattene, immediatamente”.
    E in questa macchina così complessa messa in opera da Ronconi l’erotismo come in Kubrick non può che essere fiabesco: là il maniero di Pavor Manor era l’antro dell’orco-Quilty, qui la piccola lolitAlice (come la definisce Ghezzi, ricordandoci l’humbertismo di Lewis Carroll) diventa principessa sul pisello di un mastodontico letto che è metonimia del sesso.
    Ecco la descrizione della stanza 342 ai Cacciatori incantati nella sceneggiatura di Nabokov:
    “C’è un letto matrimoniale, uno specchio, un letto matrimoniale nello specchio, un armadio a muro con porta a specchio, una porta del bagno come sopra, una finestra con vetri blu scuro, un letto lì riflesso, idem nello specchio dell’armadio a muro”.
    Il coito, sembra dirci ronconi è una scena primaria che è possibile rintracciare l’origine solo in un gioco di specchi e in una una mise en abîme. Così come solo in un gioco di specchi e di doppi è possibile, come si sarà ormai capito, rintracciare tutte le origini e le filiazioni di Lolita (compresa quella “mancata” che tocca in sorte alla moglie di Richard F. Schiller, alias Dolores Haze, che muore di parto dando alla luce una bimba senza vita) dalla sua prima ambita conquista di Annabel, che grazie a Ronconi torna a vivere e a morire nella sua doppia veste di Annabel Leigh, primo amore di un’estate in Costa Azzurra del giovane Humbert, e a lui sottratta da una precocissima morte di polmonite e della Annabel Lee del componimento di Poe; come spiega il narratore, “in verità non ci sarebbe forse nessuna Lolita se un’estate, in un principato sul mare, io non avessi amato una certa iniziale fanciulla”:
    “Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta.”

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  • 4

    Lolita

    Il libro è scritto benissimo. Il tema trattato ne ha reso difficile la pubblicazione ma parallelamente aumentato il successo. A mio parere la prima parte, in cui Lolita è solo un'ideale per certi ver ...continue

    Il libro è scritto benissimo. Il tema trattato ne ha reso difficile la pubblicazione ma parallelamente aumentato il successo. A mio parere la prima parte, in cui Lolita è solo un'ideale per certi versi irraggiungibile, risulta di molto superiore alla seconda, in cui all'ottenimento del premio tanto cercato quest'ultimo pare rivelarsi infine meno meraviglioso di quando ce lo si sarebbe aspettato. Del resto non è quello che spesso succede anche nella nostra vita di tutti i giorni?

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  • 4

    Solo uno scrittore con un'abilità fuori dal comune poteva raccontare una storia così pesante e, a dirla tutta, "mostruosa", in modo così raffinato e piacevole, senza scadere nel banale disgusto nei co ...continue

    Solo uno scrittore con un'abilità fuori dal comune poteva raccontare una storia così pesante e, a dirla tutta, "mostruosa", in modo così raffinato e piacevole, senza scadere nel banale disgusto nei confronti dell'orco che approfitta della ragazzina. Storia dalle tante sfumature che consente di apprezzare le diverse sfaccettature di persone problematiche, consentendo al contempo di riflettere sui motivi, e sulle conseguenze, di alcuni comportamenti umani.

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  • 4

    凡人的道德良知是種稅負,吾人需向塵世的美感支付。

    坦白說剛開始看的時候不是很舒服,原先以為是戀童的變態癖好令我反感,看到後來才發現,壓在心上的並不單單只是我不能理解的性傾向,更直接重擊我的心的是韓伯特・韓伯特那純粹而深沈的悲傷。

    不知道為什麼,他在我心裡並不是十惡不赦的壞人,對他的價值觀有種種不認同,卻也有某些方面的崇拜。其實是遠遠超過大多數人能負荷的愛啊,也遠遠超過大多數人能給予的,這或許是我見過最適合以地老天荒這樣俗爛又不可及的詞彙稱頌的愛情 ...continue

    坦白說剛開始看的時候不是很舒服,原先以為是戀童的變態癖好令我反感,看到後來才發現,壓在心上的並不單單只是我不能理解的性傾向,更直接重擊我的心的是韓伯特・韓伯特那純粹而深沈的悲傷。

    不知道為什麼,他在我心裡並不是十惡不赦的壞人,對他的價值觀有種種不認同,卻也有某些方面的崇拜。其實是遠遠超過大多數人能負荷的愛啊,也遠遠超過大多數人能給予的,這或許是我見過最適合以地老天荒這樣俗爛又不可及的詞彙稱頌的愛情。卑劣的韓伯特啊,可他並不是最卑鄙之人,人生而墮落無止境的慾望與嫉妒,誰又曾如此這般正視自己的罪孽,接受,甚至選擇承擔,面對。

    蘿莉塔又真的這麼值得同情嗎,我對韓伯特的憐憫可能更多一些。

    每個人都有不可告人的骯髒秘密,沒有誰比誰高尚,沒有誰比誰清白。只是沒有說而已。

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