Lolita

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Publisher: RH Audio

4.1
(9536)

Language: English | Number of Pages: | Format: Audio CD | In other languages: (other languages) Spanish , French , Chi simplified , Portuguese , Italian , Chi traditional , German , Catalan , Dutch , Finnish , Galego , Japanese , Slovenian , Russian , Swedish , Greek , Hungarian , Czech

Isbn-10: 0739322060 | Isbn-13: 9780739322062 | Publish date:  | Edition Unabridged

Also available as: Paperback , Audio Cassette , Hardcover , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
When it was published in 1955, Lolita immediately became a cause célèbre because of the freedom and sophistication with which it handled the unusual erotic predilections of its protagonist. But Vladimir Nabokov's wise, ironic, elegant masterpiece owes its stature as one of the twentieth century's novels of record not to the controversy its material aroused but to its author's use of that material to tell a love story almost shocking in its beauty and tenderness. Awe and exhilaration–along with heartbreak and mordant wit–abound in this account of the aging Humbert Humbert's obsessive, devouring, and doomed passion for the nymphet Dolores Haze. Lolita is also the story of a hypercivilized European colliding with the cheerful barbarism of postwar America, but most of all, it is a meditation on love–love as outrage and hallucination, madness and transformation.With an Introduction by Martin AmisFrom the Hardcover edition.
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  • 5

    «Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le ...continue

    «Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita.»
    La voce narrante è quella del professor Humbert Humbert. E Lolita è la confessione disperatamente sincera e malinconica della sua ossessione per una dodicenne ribelle e maliziosamente spregiudicata, la ninfetta Dolores Haze.
    Per una serie di bizzarre scelte del destino, le strade dei due si incrociano durante un'estate del 1947 e comincia un lungo viaggio. Quello di entrambi a bordo di una vecchia auto, in giro per gli States, dentro e fuori squallidi motel. E quello di H.H. attraverso la sua ossessione per Lolita.
    È un enigma, questa ragazzina, così teneramente infantile e infinitamente adescante, distratta e sfacciata, dannatamente irresistibile. E dannato è lui, questo professore di mezza età, finito in un paradiso i cui cieli avevano il colore delle fiamme dell'inferno, prigioniero di un amore che non è amore o forse sì, patetica vittima della sua stessa vittima.
    Nabokov incanta con il suo linguaggio, elegante e ricercato, di una bellezza senza pari; incanta coi discorsi che mette in bocca ad H.H.; incanta fin dall'incipit, quando invita il lettore a scandire con lui quel nome, Lo-li-ta, a sentire come la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta.
    Lolita non è un romanzo erotico, né un elogio della pedofilia. E Nabokov non era uno scrittore a caccia del successo dato dallo scandalo. Da scaltro provocatore e audace sperimentatore, fa raccontare la storia ad un protagonista col quale è arduo immedesimarsi, ma non esprime alcun giudizio morale. Ha fiducia nel lettore, gli fornisce tutti gli elementi necessari e poi gli lascia libertà di scelta: starà a lui decidere se indignarsi e ripugnare l'opera o apprezzarne la vera essenza di capolavoro.
    "Lolita non si porta dietro nessuna morale. Per me un'opera di narrativa esiste solo se mi procura quella che chiamerò francamente voluttà estetica", spiega l'autore nella postfazione. E prosegue rivelando al lettore il suo personale modo d'intendere l'arte della scrittura: non laboriosa ricerca bensì liberazione di un'idea già viva e pulsante. Ed è qui che sta la differenza abissale tra gli abili artigiani della parola, di cui la letteratura è piena, e gli autentici fuoriclasse come Nabokov, di cui tutti avremmo più bisogno. Decisamente.

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  • 3

    Un sano "disprezzo"

    «Lolita» è stata certamente una lettura controversa e complicata. La scrittura di Nabokov è, di sicuro, qualcosa di meraviglioso, il suo stile è incredibilmente elegante e sublime, a volte anche tropp ...continue

    «Lolita» è stata certamente una lettura controversa e complicata. La scrittura di Nabokov è, di sicuro, qualcosa di meraviglioso, il suo stile è incredibilmente elegante e sublime, a volte anche troppo, ma quello che rende complicata la lettura di questo libro è il personaggio perverso e profondo di Humbert. Nabokov attraverso le parole di Humbert - narratore del libro - ci racconta la storia d'amore di quest'ultimo per Dolores Haze, ragazza di soli 12 anni, figlia di una donna vedova che si risposa con Humbert. L'innamoramento del protagonista per Dolores ci viene presentato in tutte le fasi più amare di questo rapporto così complicato e che non lascia certamente indifferenti.
    Pagina dopo pagina non potevo ignorare quello che era il rapporto malato che si creava tra Humbert e Lolita, e allo stesso modo non potevo accettarlo.
    Nel complesso è stata una lettura affascinante, ma il decorso degli eventi mi ha un po' delusa sopratutto l'ultima parte che mi è parsa dilungarsi troppo in descrizioni molto lunghe e un seguirsi di fatti che mi hanno lasciato al quanto perplessa.

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  • 2

    No, no!

    Mi dispiace, ma più di due stelline non riesco a dare, e forse sono anche troppe. Non sono riuscita ad andare oltre il tema trattato e godermi questo libro. Ho fatto fatica a finirlo. E' scritto in ma ...continue

    Mi dispiace, ma più di due stelline non riesco a dare, e forse sono anche troppe. Non sono riuscita ad andare oltre il tema trattato e godermi questo libro. Ho fatto fatica a finirlo. E' scritto in maniera egregia, assolutamente non disquisisco sulla bravura di Nabokov, ma il tema è insopportabile, e a tratti mi ha disgustato profondamente!

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  • 5

    Finis, amici miei; finis, demoni miei

    La perfezione di una prosa variopinta, tragica e dagli spazi enormi che crea un contrasto così forte con la malattia della passione. Un dipinto vero, ingiusto, che forse neanche vorremmo vivere; ma ch ...continue

    La perfezione di una prosa variopinta, tragica e dagli spazi enormi che crea un contrasto così forte con la malattia della passione. Un dipinto vero, ingiusto, che forse neanche vorremmo vivere; ma che, proprio nel momento in cui viviamo, ci avvolge, inebria, esalta, e ci fa chiedere: è malattia questa, malattia lo è, ma è malattia anche questa sofferenza, questo dolore?
    E il solo fatto che ci porti a chiedercelo - il solo fatto è pure forza letteraria. Capolavoro.

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  • 0

    La primera mitad de este libro es muy ágil y nos mantiene atentos, sin embargo después se vuelve un poco lento pudiendo ocasionar pérdida del interés en el mismo. Sin duda un libro que en su época deb ...continue

    La primera mitad de este libro es muy ágil y nos mantiene atentos, sin embargo después se vuelve un poco lento pudiendo ocasionar pérdida del interés en el mismo. Sin duda un libro que en su época debió causar mucha controversia.

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  • 5

    Un libro memorabile.

    Un altro libro come questo non esiste. Scorre talmente leggero che non ti accorgi neppure di essere arrivato alle ultime pagine. Trama originale e senza tempo. Scritto talmente bene che non si riesce ...continue

    Un altro libro come questo non esiste. Scorre talmente leggero che non ti accorgi neppure di essere arrivato alle ultime pagine. Trama originale e senza tempo. Scritto talmente bene che non si riesce a non "giustificare" il punto di vista, seppur assai perverso, del protagonista. Geniale!

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  • 4

    Odi et amo

    Ho letto questo libro con grande fatica e tra me e lui si è instaurato un rapporto di odio-amore. Il modo di scrivere di Nabokov è elevato, dotto, elegante, ho apprezzato ogni singola parola di quel l ...continue

    Ho letto questo libro con grande fatica e tra me e lui si è instaurato un rapporto di odio-amore. Il modo di scrivere di Nabokov è elevato, dotto, elegante, ho apprezzato ogni singola parola di quel libro, nonostante alcune frasi risuonassero un po' oscure. A volte mi sono completamente immersa nelle digressioni del protagonista e penso di essermi persa qualche pezzo della storia. Eppure per me è stato così difficile leggerlo - ho impiegato più di un mese per terminarlo - che a volte ho dovuto abbandonare la sua lettura per sfogliare libri molto più frivoli.
    Di sicuro non è un romanzo da leggere a cuor leggero e consiglio la sua lettura a chi magari ha già un'idea di chi sia Nabokov.

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  • 5

    Relazioni scabrose con parole soavi

    Se voi foste parte di quel tribunale che deve giudicare Humbert Humbert (d'ora in poi HH), il protagonista del romanzo di Nobokov, che fareste? L’imputato è sicuramente colpevole, certo, ma di cosa? O ...continue

    Se voi foste parte di quel tribunale che deve giudicare Humbert Humbert (d'ora in poi HH), il protagonista del romanzo di Nobokov, che fareste? L’imputato è sicuramente colpevole, certo, ma di cosa? Omicidio, pedofilia, incesto; sono diversi i capi d’accusa che pendono sulla sua testa. E mentre il tribunale giudica HH, Nobokov con il suo romanzo giudica la società del suo tempo.

    Lolita è ambientato negli anni Cinquanta, siamo nel pieno dell’American Dream e il professore HH è un arguto disadattato straniero con tendenze pedofile. La prematura scomparsa del suo amore giovanile proietta il suo appetito sessuale sempre a quel tempo, al tempo –più o meno– della preadolescenza. Così, sebbene HH nel romanzo abbia relazioni con persone adulte, lui rimane affascinato soprattutto da giovanissime donne. Che sono giovani sì, ma allo stesso tempo sensuali e spregiudicate. Delle ninfette, così le chiama. E tra queste, la più amata –anzi, l’unica amata– sarà Lolita.

    Il romanzo è scritto in prima persona da HH. Quindi abbiamo una sola prospettiva e quel che sappiamo dei personaggi del romanzo ce lo dice solo HH. Non sappiamo, quindi, quel che Lolita pensa veramente di lui. Abbiamo solo i pensieri, le vedute, le manie, del professore. Che è un uomo malato, senza ombra di dubbio, ma ha un'ironia tagliente sia su se stesso sia sulla società che lo circonda.

    Si dice che Vladimir Nabokov abbia tentato più volte di distruggere il suo romanzo prima di darlo alle stampe e che solo l’intervento di sua moglie Vera l’abbia impedito. Chissà se è vero o no. Certo che un romanzo del genere negli anni Cinquanta deve essere stata una bomba, anche se Nobokov tiene per tutto l’arco del romanzo un registro molto alto e non descrive nessun atto sessuale. Del resto non ce n’è bisogno poiché la confessione di HH è scritta (quasi) come una storia d’amore.

    Da questo libro sono stati tratti due film, il primo di Kubrick con sceneggiatura dello stesso Nobokov. Vale la pena vederlo? Sì; per confermare che per l'ennesima volta i libri vincono sul cinema, non viceversa.

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  • 2

    Sopravvalutato

    Credo che molte volte sia la fama di un libro a renderlo appetibile a tal punto da incuriosire il lettore a verificare se il tanto sentir dire sia effettivamente veritiero o meno. Questo è quello che ...continue

    Credo che molte volte sia la fama di un libro a renderlo appetibile a tal punto da incuriosire il lettore a verificare se il tanto sentir dire sia effettivamente veritiero o meno. Questo è quello che è capitato a me con Lolita.
    Sfogliando le prime pagine appare inizialmente un romanzo piacevole e scorrevole e siamo quasi incuriositi dalle vicende di gioventù raccontate dall’ormai cresciuto professore Humbert Humbert, ma con il crescere della narrazione, l’euforia iniziale svanisce.
    La divisione in due parti del libro non aiuta, a mio parere, e ammetto di aver arrancato per arrivare alla fine: le descrizioni diventano eccessivamente lunghe, con un carattere ridondante e pedissequo e la noia diventa la protagonista principale. Uno stile assai raffinato e minuzioso quello usato da Nabokov, nulla da dire su questo, ma troppo puntiglioso su un tema che "scotta"; ricordiamo infatti che siamo negli anni 50' e lo scrittore fu molto criticato per il contenuto eccessivamente scabroso (tanto da costringerlo a pubblicare il libro prima a Parigi nel 1955 per poi tradurlo in russo solo dopo dieci anni).
    Continua su http://www.lastambergadeilettori.com/2015/02/lolita-vladimir-nabokov.html

    said on 

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