Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Lolita

洛丽塔(英文版)

By

Publisher: 外语教学与研究出版社

4.1
(9065)

Language:English | Number of Pages: 335 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , French , Chi simplified , Portuguese , Italian , Chi traditional , German , Catalan , Dutch , Finnish , Galego , Japanese , Slovenian , Russian , Swedish , Greek , Hungarian , Czech

Isbn-10: 7560020232 | Isbn-13: 9787560020235 | Publish date: 

Also available as: Audio Cassette , Hardcover , Audio CD , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

Do you like Lolita ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
《洛丽塔》是作者流传最广的作品,绝大部分篇幅是死囚亨伯特的自白,叙述了一个中年男子与一个未成年少女的畸恋故事。小说最初未获准在美国发行,于1955年首次被欧洲巴黎奥林匹亚出版社出版。1958年终于出版了美国版,作品一路蹿升至《纽约时报》畅销书单的第一位。《洛丽塔》已被改编成电影。

内容简介
本书的出版为作者赢了空前的声名,也引起了巨大的争议。该书叙述了一个中年男子与一个未成年少女的畸恋故事,小说始终笼罩在洛丽塔那种对人世淡然的态度之中,我们可以跟随着亨伯特穿越美国大陆的欲望之旅去深入一个少女迷茫的生活。一段罪恶的人生,一场绮丽的春梦,一个焦躁的欲望,一个狂妄的梦想,一场揪心的苦难。洛丽塔——一片凝聚男人所有梦想的雪花……
本书通篇都是亨伯特滔滔不绝的第一人称独白。但第一人称叙述通常就象无未能佐证的一面之辞。读者一方面没有理由完全信任“我”的诚实,另一方面却又找不到更为可靠的客观依据。
《洛丽塔》所关注的也绝不仅仅是恋少女癖。亨伯特的确说过“要一劳永逸地确定小仙女危险的魔力何在”的话,但我们似乎也没有什么理由怀疑他最后的一段话不是认真的。在想永不褪色的秘密,预言家的十四行诗,艺术的避难所。这便是你与我能共享的惟一的永恒,我的洛丽塔。

作者简介
纳博科夫(Vladimir Nabokov)1899年生于圣彼得堡。1940年他移居美国,成为著名的小说家、诗人、批评家和翻译家。
其代表作《洛丽塔》、《微暗之火》进入现代经典之列,被誉为二十世纪最伟大的艺术作品之一。他曾在威斯利、斯坦福、康奈尔和哈佛教授文学。1961年起侨居瑞士,1977年在那儿去世。

Sorting by
  • 2

    Nunca lo pensé pero me ha resultado de lo más decepcionante, monótona y demasiado repetitiva. Ni pizca de interés he encontrado en los personajes y añadiría también que se me hizo eterna.

    said on 

  • 2

    Nabokov scrive:
    "Per me un’opera di narrativa esiste solo se mi procura quella che chiamerò francamente voluttà estetica, cioè il senso di essere in contatto, in qualche modo, in qualche luogo, con altri stati dell’essere dove l’arte (curiosità, tenerezza, bontà, estasi) è la norma.” ...continue

    Nabokov scrive:
    "Per me un’opera di narrativa esiste solo se mi procura quella che chiamerò francamente voluttà estetica, cioè il senso di essere in contatto, in qualche modo, in qualche luogo, con altri stati dell’essere dove l’arte (curiosità, tenerezza, bontà, estasi) è la norma.”

    Su questo sono precisamente d'accordo con lui, poichè è quello che cerco e quello che mi piace. Ma in Lolita non c'è nulla di tutto ciò a mio parere, ma solo una storia stuzzicante nella prima parte (e una prosa altissima per descrivere cose bassissime e troppe troppe frasi in francese che ovviamente non ho potuto comprendere) allungata fino a diventare urtante nella seconda, una noia insostenibile fatta di viaggi in macchina, capricci e cose disgustose, per giungere ad un epilogo confuso, veloce e talmente brusco da lasciarti con la piccolissima (mio malgrado e malgrado il tedio precedente) voglia di avere altre 2 paginette.

    said on 

  • 5

    Per nulla facile parlare di questo libro, non solo per il tema scottante, per le famose trasposizioni cinematografiche (quella storica di Kubrick soprattutto, essendo quella più recente di Adrian Lyne rimasta in ombra di fronte al precedente di un tale maestro), per la forma ormai quasi simbolica ...continue

    Per nulla facile parlare di questo libro, non solo per il tema scottante, per le famose trasposizioni cinematografiche (quella storica di Kubrick soprattutto, essendo quella più recente di Adrian Lyne rimasta in ombra di fronte al precedente di un tale maestro), per la forma ormai quasi simbolica che il nome “Lolita” e il termine “lolitismo” hanno assunto lungo più di mezzo secolo a sinonimo di perversione anche e soprattutto tra chi non ha mai letto il libro o visto il (i) film, e per la enorme fama di autori geniali, ma antipatici, per il loro perfezionismo ossessivo, per lo sprezzante narcisismo o la misantropia, che accomuna Nabokov e Kubrick.
    Tuttavia il romanzo è ancora oggi un libro non solo leggibile da tutti, ma ancor più “da leggere”, per la sua imperitura attualità e per una scrittura sorprendente (fin troppo ricercata, nel suo narcisismo, come dice bene Paolo Del Ventoso Est, tra le recensioni recenti qui presenti).
    E’ un libro dove si incontra l’America, attraverso gli occhi di un europeo (c’è chi vi ha visto la metafora di un’Europa sedotta dall’America come il contrario: un’America volgare sedotta dalla colta estetica europea), e dove si parla di un’ossessione molto ben più che di una perversione.
    Non a caso il diario-confessione del protagonista-narratore assume in alcuni tratti la forma del delirio. Proprio per questo (o grazie a questo) il libro rimane distante dai canoni della morbosità, della pruriginosità, della pornografia. E forse in questo risiede il suo fascino. Del tutto intatto a distanza di sessant’anni, malgrado tutti i mutamenti della mentalità, del costume e della morale comune.

    said on 

  • 5

    L'odioso bel Narciso

    Decenni di critiche e pettegolezzi su questo libro girano molto spesso attorno a tre tematiche.
    La prima riguarda l'annoso specchiarsi di quest'opera nel film di Kubrick. Io il confronto romanzo-film lo salto ben volentieri a piè pari, anche perchè sono tra i pochi a non aver ancora visto i ...continue

    Decenni di critiche e pettegolezzi su questo libro girano molto spesso attorno a tre tematiche.
    La prima riguarda l'annoso specchiarsi di quest'opera nel film di Kubrick. Io il confronto romanzo-film lo salto ben volentieri a piè pari, anche perchè sono tra i pochi a non aver ancora visto il film.
    La seconda riguarda lo stile di Nabokov, bello tortuoso, morbido e narciso, che alterna momenti di vividissima palpitante letteratura a plaghe di asfissianti circonlocuzioni. Anche i suoi fan più sfegatati potranno ammettere tra i denti che beh, effettivamente, ogni tanto gli prende la mano, a Volodja.
    La terza tematica è quella centrale e riguarda l'inevitabile spinosissima questione morale su cui regge la storia. Certo Nabokov ha gli artigli di un provocatore, ma diciamo è soprattutto un ardimentoso sperimentatore, nel senso che ha voluto far raccontare la storia da un protagonista con cui è arduo immedesimarsi. Lodevolissimo affrancamento della letteratura dal doversi per forza identificare nel protagonista (predisposizione tipica del lettore mainstream, sia detto senza offesa per nessuno).
    Pensandoci un po' su, abbiamo questo paradosso: il "buon" lettore pare disposto perfino a immedesimarsi col più sordido tra gli assassini (fatta forse eccezione per alcuni pessimi elementi usciti dai peggiori incubi di B.E. Ellis o McCarthy), ma non è in grado di condividere senza estremo disagio i pensieri pruriginosi di un Humbert Humbert. Un antieroe che Leopold Bloom gli fa un baffo.
    Una lezione che mi piace: il libro è altro da te, caro sensibile lettore. Quando ti sistemi nella untuosa pellaccia di un pederasta, te ne accorgi.
    Ma la coabitazione con i pensieri di Humbert è terreno minato anche per chi non ha problemi a tenersi staccato dal predellino dell'immedesimazione. E' terreno minato per chi porta con sè un pur minimale bagaglio di moralità, una valigetta di concetti e valori a cui non dico viene chiesto di rinunciare, ma nemmeno si è disposti a metter in discussione. Che poi, come una doccia gelata per quanto spiacevole fa bene alla circolazione, allo stesso modo pungolare il nostro sistema immunitario morale servirebbe a fortificarlo, vai a saperlo.
    Nabokov - che non manca di grandeur, e come Narciso non si cura troppo di chi lo ama - non sembra affatto preoccupato di accomodarsi nel pensiero molle e sofisticato del suo cacciatore di ninfette, di prendersi cura di ogni suo pensiero ed elaborarlo nei minimi dettagli con la chiarezza e la vaporosità di un diario letterario dai colori soffusi. Senza mai scadere nel triviale, perchè Humbert non è un predatore insensibile ("il sesso è ancella dell'arte"); è un lascivo intellettuale, con quel tipico piglio di disgusto verso il grossolano incolto americano medio, uomo o donna che sia, vittima della ricerca malata della bellezza che fu propria degli antichi, di quel fiore non ancora sbocciato anche se non di quello puro e innocente (la categoria della "ninfetta", irritante forse, ma plausibile).
    Su questa concezione matura lo "scontro" finale. La consumazione del piacere casuale contro l'idealizzazione - carnale, spirituale, totalizzante - humbertiana, in un grottesco e goffo corpo a corpo che segna uno dei momenti topici del romanzo.
    Vi raccomando di leggere con attenzione la postfazione dell'autore; vi aiuterà a scrollarvi di dosso tanti residui di pregiudizio facilone e sbagliato (tipo: "Lolita è un racconto erotico" o "Lolita è un libro antiamericano"), e soprattutto comprenderete come la concezione dello scrivere per Nabokov non sia legata tanto ad una laboriosa ricerca quanto ad un "liberarsi" - quasi fosse un parto - di una magnifica pulsante idea. Qui sta la differenza abissale ed incolmabile tra gli abili artigiani della scrittura (ce ne sono tantissimi) e un artista sospeso tra il terreno e il divino (ce ne sono pochissimi, e Nabokov è tra questi), di quelli a cui Dante avrebbe riservato un posticino nella sua Commedia. Magari all'Inferno.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    0

    Lolita

    La cosa più assurda che mi è capitata di questo libro è che durante la lettura, alla fine ho iniziato a parteggiare per lui. Ho iniziato a provare affetto e pena per quest'uomo come se la sua innamorata non fosse veramente una bambina, ma una donna. E' forse questo che cercava Nabokov?

    said on 

  • 4

    Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia

    l professore Humbert Humbert, voce narrante del racconto, annoiato insegnante quarantenne di letteratura francese, dopo un matrimonio fallito ( matrimonio fittizio ) e dopo essersi ripreso da un esaurimento nervoso, si trasferisce nella piccola città di Ramsdale in New England per poter così dedi ...continue

    l professore Humbert Humbert, voce narrante del racconto, annoiato insegnante quarantenne di letteratura francese, dopo un matrimonio fallito ( matrimonio fittizio ) e dopo essersi ripreso da un esaurimento nervoso, si trasferisce nella piccola città di Ramsdale in New England per poter così dedicarsi interamente alla scrittura. Affitta una stanza nella casa di Charlotte Haze, una vedova, ed ecco che qui , circostanza fortuita e del tutto inaspettata fa la conoscenza di Dolores (chiamata anche Lo, Lola o Dolly), la figlia dodicenne della padrona: ribelle e maliziosamente spregiudicata com'è, gli richiama subito alla mente Annabelle, il suo primo amore da tredicenne.Nonostante la forte differenza di età, Humbert perde completamente le testa per la ninfetta. Inizia così un sottile rapporto di ingenua complicità che porterà Dolores a salutare Humbert, prima di partire per la colonia, con un casto bacio sulle labbra. Mentre Dolores si trova al campo estivo, Charlotte, che intanto s'è innamorata di lui, si dichiara; egli accetta di sposarla al solo fine di continuare a vivere vicino alla sua Lolita.Mi è notevolmente piaciuto lo stile di Nabokov , descrive con un linguaggio molto elegante le perversioni di un uomo malato , e delle situazioni molto crude , che dovrebbero far nascere nel lettore un odio forte verso il protagonista , invece con tutto ciò che fa Humbert mi è capitato piu volte di aver simpatia per lui e pena per i suoi sentimenti malati e pure cosi puri …… addirittura a volte sembrava quasi che lolita fosse l’adulta che gestiva il gioco piegando al suo volere Humbert in tutti i suoi desideri sembrando cosi forte ma è solo una maschera per reagire e punire un po il suo padrino , resta comunque una ragazzina fragile avendo solo 13 anni che piange ogni notte consapevole ormai di cosa sta subendo ma non avendo ancora l’indipendenza per sottrarsi alla mala sorte che gli è capitata……l'unica cosa che non mi è piaciuta a pieno è la visione della storia solo sotto i punti di vista del protagonista visto che è la voce narrante.......Ho trovato questo romanzo perfetto anche fin troppo ho pensato quasi che l'autore quelle cose le abbia addirittura pensate , forse solo un pedofilo leggendolo potrebbe confermare questa tesi...

    said on 

  • 3

    Not sure what to say of this book... I like the way Nobokov writes, but I enjoyed Invitation to a Beheading more than Lolita...The attempt to describe the raving mind processes of a maniac is interesting and commendable and the story is realistic in its horrendous development, but it feels a bit ...continue

    Not sure what to say of this book... I like the way Nobokov writes, but I enjoyed Invitation to a Beheading more than Lolita...The attempt to describe the raving mind processes of a maniac is interesting and commendable and the story is realistic in its horrendous development, but it feels a bit incomplete... I think I can grasp what the author wanted to achieve, but I am not fully satisfied with the way it was developed... I never really felt any sympathy for Lolita, nor obviously for HH and probably this is what threw me offWorth reading, but not the masterpiece some seem to imply

    said on 

  • 4

    Sarò io eccessivamente legato alle regole della scrittura cinematografica ma per me un'opera di narrativa che raggiunge la velocità massima nel primo quarto per poi proseguire a ritmi medio tranquilli nei restanti tre, ha qualcosa che non funziona. E' questo il difetto principale che ho trovato i ...continue

    Sarò io eccessivamente legato alle regole della scrittura cinematografica ma per me un'opera di narrativa che raggiunge la velocità massima nel primo quarto per poi proseguire a ritmi medio tranquilli nei restanti tre, ha qualcosa che non funziona. E' questo il difetto principale che ho trovato in "Lolita" e poco importa che sia un difetto voluto dall'Autore. Anche il finale distorto e vagamente onirico mi è sembrato poco in quadro quando, dopo una fase mediana piuttosto confusa mi sarei aspettato una risoluzione più nitida.

    Per il resto però c'è poco da dire, un gran libro: Humbert Humbert è sicuramente uno dei personaggi più importanti della storia della letteratura ed il racconto della sua ossessione è straordinario, riuscendo a rendere accattivante un protagonista animato da pulsioni fondamentalmente ripugnanti. In realtà tutti i personaggi (tre, alla fin fine) sono ben costruiti: Lolita è estremamente realistica e non mi pare che qualcun altro prima di Nabokov abbia saputo raccontare così bene le pulsioni e le contraddizioni di un'adolescente, rendendola così il personaggio più moderno del romanzo mentre Mrs Haze è una vedova piena di vita estremamente convincente.

    Alla fine il lavoro di ristrutturazione compiuto per la sceneggiatura della trasposizione cinematografica fatta da Kubrick sarebbe stato meglio che Nabokov lo compiesse prima di mandarlo alle stampe: la storia sfrondata di parecchie pagine ripetitive e riequilibrata nella lunghezza degli atti (più lungo il primo, più sostenuto il secondo) risulta molto più compatta ma resta lo stesso un romanzo da leggere almeno una volta nella vita.

    said on 

  • 5

    Uno stile incantevole, quello di Nabokov. Non sono stata per niente urtata o turbata dal tema, come invece sento spesso dire. L'ho letta come la storia di una passione non corrisposta e ho amato dall'inizio fino alla fine la scelta delle parole, dei francesismi, le descrizioni prosaiche e i pens ...continue

    Uno stile incantevole, quello di Nabokov. Non sono stata per niente urtata o turbata dal tema, come invece sento spesso dire. L'ho letta come la storia di una passione non corrisposta e ho amato dall'inizio fino alla fine la scelta delle parole, dei francesismi, le descrizioni prosaiche e i pensieri così vivi del protagonista che o si ama o si odia. E io -che ci posso fare- l'ho adorato.
    "Io ti amavo. Ero un mostro pentapodo, ma ti amavo. Ero ignobile e brutale e turpido e tutto quello che vuoi, mais je t'aimais, je t'aimas! E c'erano momenti in cui sapevo come ti sentivi, e saperlo era l'inferno, piccola mia. Bambina Lolita, coraggiosa Dolly Schiller."

    said on 

Sorting by