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Lolita

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 20

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

4.1
(9258)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 320 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Chi semplificata , Portoghese , Chi tradizionale , Tedesco , Catalano , Olandese , Finlandese , Galego , Giapponese , Sloveno , Russo , Svedese , Greco , Ungherese , Ceco

Isbn-10: 8481304824 | Isbn-13: 9788481304824 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giulia Arborio Mella

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri , eBook , CD audio

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
Fu un coro di indignate contumelie e di scandalizzate proteste quello che accolse Lolita nel 1955, e che gettò sul suo autore, fino a quel momento assai poco conosciuto, un'aura di "maledettismo" e di pornografia poi dura a sparire. Certo, la storia d'amore e di sesso fra il quarantenne Humbert Humbert e la ragazzina dodicenne il cui nome dà il titolo al libro non era di quelle che potessero lasciare imperturbata la pruderie dei lettori di allora. E tuttavia non era poi così difficile rendersi conto che Nabokov stava usando quella vicenda per molti versi estrema, per scavare nelle terrorizzanti profondità dell'animo umano, nei recessi che solo la passione - una passione senza limite, senza controllo, senza paura - può arrivare a toccare e a sconvolgere.L'irredimibile schiavitù dell'inquieto ed estetizzante Humbert nei confronti della pigra, capricciosa, imprevedibile Lo (o Lolita, o Dolores, o Dolly, o Lola che dir si voglia), dalla quale egli si fa condurre per lucida scelta fino nella cella di un penitenziario in attesa di un processo per omicidio, non è una semplice schiavitù d'amore: è soprattutto il segno drammatico di un destino di supremo disadattamento alla condizione umana, invano trascesa in nome di un raptus emotivo che si vorrebbe "divino". L'investimento psichico del protagonista sulla "ninfetta" per larga parte inconsapevole è troppo esclusivo e sovrumano perché possa resistere al cimento del mondo: il suo luogo ideale è l'automobile lanciata sulle strade interminabili degli States, chiusa appunto, e segregata. Ma fuori da quella vettura non può esserci che l'inferno. Ed è un inferno di vivi, nel quale si può essere solo vittime o complici; o tutt'al più, tragicamente, carnefici.
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  • 4

    Leggere Lolita è più simile ad un impegno che ad un piacere; nella lettura è necessario accollarsi la responsabilità di evitare facili moralismi da un lato, ma dall'altro di non dimenticare che il pro ...continua

    Leggere Lolita è più simile ad un impegno che ad un piacere; nella lettura è necessario accollarsi la responsabilità di evitare facili moralismi da un lato, ma dall'altro di non dimenticare che il protagonista stesso sa di essere una vittima della sua degenerazione; è dunque una lettura più "impegnativa" rispetto ad altre poiché immedesimarsi è impossibile (anche se Nabokov porta magristralmente il lettore ad avvicinarsi allo sfortunato protagonista), ma è sbagliato porsi in antitesi. Detto ciò, è un gran bel lavoro, con uno stile ironico molto intrigante, ma solo nella prima parte: la seconda perde la magia della prima: il velo si scopre sulle ninfette, Lolita non è più l'amata irraggiungibile, avvolta in un erotismo etereo, ma una concubina viziata; inoltre gli interminabili viaggi senza una valida giustificazione e i luoghi con i quali il lettore non riesce a familiarizzare poiché i personaggi sono troppo spesso solo di passaggio sono elementi che infastidiscono durante la lettura. Infine il protagonista, da uomo straziato da se stesso, si trasforma in un ironico cronista delle sue sventure.
    Nonostante questi difetti rimane un libro da leggere assolutamente.

    ha scritto il 

  • 0

    Cara povera piccola Lolita: tutti ti fanno passare per una seducente ragazzina, una che risveglia i sensi, un’addescatrice. Tanto che nel gergo comune, ormai, il tuo nome Lolita assume questo signific ...continua

    Cara povera piccola Lolita: tutti ti fanno passare per una seducente ragazzina, una che risveglia i sensi, un’addescatrice. Tanto che nel gergo comune, ormai, il tuo nome Lolita assume questo significato. Tu hai sedotto Humbert Humbert. Lui non può fare a meno di te perché lo attiri nelle tue spire.
    Ma è sufficiente leggere un po’ meglio e ci si accorge che volevi solo fare la grande, fargli vedere, a quell’adulto, amico della mamma che stravede per lui e che solo per lui ti vuole rinchiudere in un collegio, che dopo qualche incontro sei già stanca di sottoporti a giochi sessuali quotidiani che diventano presto noiosi ed insignificanti a chi non ha ancora sviluppato erotismo ma è capace di fare ancora solo sesso che ben ti divertiresti con quelli della tua età. Questo uomo, che così bene ti ricatta, non ti perde di vista un attimo, è lui che ti avvolge nelle sue spire non lasciandoti il fiato di fare assolutamente nulla che non sia di stare con lui e per lui.
    E’ geloso che tu possa avere interesse verso ciò che non siano giochi e borsette alla moda. E’ geloso da morire di un tuo eventuale interesse verso qualcun altro che non sia lui.E’ geloso della tua vita intera che non sia quella trascorsa con lui.
    Cosa ti rimane dunque?
    Povera piccola Lolita e la tua adolescenza rubata.

    ha scritto il 

  • 5

    Che ve lo dico a fare?

    Il punto principale è che Nabokov - poche storie! - scrive da dio. E questo è un romanzo assolutamente straordinario. Se poi si considera quando è stato pubblicato, il giudizio acquista una valenza an ...continua

    Il punto principale è che Nabokov - poche storie! - scrive da dio. E questo è un romanzo assolutamente straordinario. Se poi si considera quando è stato pubblicato, il giudizio acquista una valenza ancora più forte. Forse giusto la parte centrale, quella del lungo viaggio del protagonista in compagnia di Lolita, poteva essere un po' accorciata (in effetti risulta un po' estenuante), ma per il resto siamo di fronte a un capolavoro letterario assoluto.

    ha scritto il 

  • 5

    Eppure

    Ero prevenuta nei confronti di questo romanzo, devo ammetterlo. Non riuscivo proprio ad immaginare che cosa mai ci potesse essere di tanto meraviglioso in un libro del genere. Tutti quanti sappiamo (a ...continua

    Ero prevenuta nei confronti di questo romanzo, devo ammetterlo. Non riuscivo proprio ad immaginare che cosa mai ci potesse essere di tanto meraviglioso in un libro del genere. Tutti quanti sappiamo (a grandi linee, chi più chi meno) di cosa tratti. Eppure non ho potuto fare a meno di divorarlo così velocemente, di restare incantata dalla prosa del talentuosissimo Nabokov, di girare l'ultima pagina con questo enorme groppo in gola e con la voglia immediata di ricominciare dalla prima.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro può disgustare, traumatizzare, può nauseare, intristire, sconvolgere, irritare, far arrabbiare. Può anche lasciare indifferenti o perché no addirittura piacere. Ma tutti noi lettori, senz ...continua

    Questo libro può disgustare, traumatizzare, può nauseare, intristire, sconvolgere, irritare, far arrabbiare. Può anche lasciare indifferenti o perché no addirittura piacere. Ma tutti noi lettori, senza alcuna riserva, possiamo assieme inchinarci di fronte alla vera protagonista di questa squallida storia. L'Arte della scrittura. Quella vera.

    ha scritto il 

  • 4

    Commento all'audiolibro

    Molto bello, Nabokov scrive come un genio. Una stelletta in meno solo perché anche le storie devono piacere e l'ossessione di Humbert Humbert per Lolita - per me - non è una storia alla stessa altezza ...continua

    Molto bello, Nabokov scrive come un genio. Una stelletta in meno solo perché anche le storie devono piacere e l'ossessione di Humbert Humbert per Lolita - per me - non è una storia alla stessa altezza della scrittura. Nabokov scrive talmente bene che anche in traduzione si rimane ammirati (complimenti anche alla traduttrice Giulia Arborio Mella), prima o poi dovrò leggerlo in originale.

    Bravissimo come lettore Marco Baliani, unica pecca la pronuncia un po' traballante del francese e dell'inglese.

    ha scritto il 

  • 5

    "Ci sono anime miti che giudicherebbero Lolita insignificante perché non insegna loro nulla. Io non sono né un lettore né uno scrittore di narrativa didattica, e, a dispetto delle affermazioni di John ...continua

    "Ci sono anime miti che giudicherebbero Lolita insignificante perché non insegna loro nulla. Io non sono né un lettore né uno scrittore di narrativa didattica, e, a dispetto delle affermazioni di John Ray, Lolita non si porta dietro nessuna morale. Per me un’opera di narrativa esiste solo se mi procura quella che chiamerò francamente voluttà estetica, cioè il senso di essere in contatto, in qualche modo, in qualche luogo, con altri stati dell’essere dove l’arte (curiosità, tenerezza, bontà, estasi) è la norma." Vladimir Nabokov

    ha scritto il 

  • 4

    "Ricordati che è solo una bambina.Ricordati che è solo..."

    Dove finisce l'amore e inizia la malattia?O,ancora meglio,dove finisce la malattia e inizia l'amore?Un libro con un incipit meraviglioso,una storia così grondante di amore,ossessione e disperazione ch ...continua

    Dove finisce l'amore e inizia la malattia?O,ancora meglio,dove finisce la malattia e inizia l'amore?Un libro con un incipit meraviglioso,una storia così grondante di amore,ossessione e disperazione che spesso,durante la lettura,ti dimentichi che in fondo non stai leggendo altro che le memorie di un pedofilo.

    Ps.una stellina in meno per lo stile troppo ampolloso e prolisso.Mi hanno infastidita anche le moltissime espressioni in francese che mettono in difficoltà chi,come me,di francese non sa nemmeno una parola.

    ha scritto il 

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