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Lolita

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 20

By Vladimir Nabokov

(2073)

| Hardcover | 9788481304824

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Book Description

Fu un coro di indignate contumelie e di scandalizzate proteste quello che accolse Lolita nel 1955, e che gettò sul suo autore, fino a quel momento assai poco conosciuto, un'aura di "maledettismo" e di pornografia poi dura a sparire. Certo, la storia Continue

Fu un coro di indignate contumelie e di scandalizzate proteste quello che accolse Lolita nel 1955, e che gettò sul suo autore, fino a quel momento assai poco conosciuto, un'aura di "maledettismo" e di pornografia poi dura a sparire. Certo, la storia d'amore e di sesso fra il quarantenne Humbert Humbert e la ragazzina dodicenne il cui nome dà il titolo al libro non era di quelle che potessero lasciare imperturbata la pruderie dei lettori di allora. E tuttavia non era poi così difficile rendersi conto che Nabokov stava usando quella vicenda per molti versi estrema, per scavare nelle terrorizzanti profondità dell'animo umano, nei recessi che solo la passione - una passione senza limite, senza controllo, senza paura - può arrivare a toccare e a sconvolgere.
L'irredimibile schiavitù dell'inquieto ed estetizzante Humbert nei confronti della pigra, capricciosa, imprevedibile Lo (o Lolita, o Dolores, o Dolly, o Lola che dir si voglia), dalla quale egli si fa condurre per lucida scelta fino nella cella di un penitenziario in attesa di un processo per omicidio, non è una semplice schiavitù d'amore: è soprattutto il segno drammatico di un destino di supremo disadattamento alla condizione umana, invano trascesa in nome di un raptus emotivo che si vorrebbe "divino". L'investimento psichico del protagonista sulla "ninfetta" per larga parte inconsapevole è troppo esclusivo e sovrumano perché possa resistere al cimento del mondo: il suo luogo ideale è l'automobile lanciata sulle strade interminabili degli States, chiusa appunto, e segregata. Ma fuori da quella vettura non può esserci che l'inferno. Ed è un inferno di vivi, nel quale si può essere solo vittime o complici; o tutt'al più, tragicamente, carnefici.

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    Nabokov ha dato vita a personaggi che travalicano il mero ambito letterario per caricarsi di valenze universali: Lolita, Humbert Humbert, perfino l'odioso Clare Quilty sono molto più che figure di un romanzo, rotelle di un pur mirabile meccanismo nar ...(continue)

    Nabokov ha dato vita a personaggi che travalicano il mero ambito letterario per caricarsi di valenze universali: Lolita, Humbert Humbert, perfino l'odioso Clare Quilty sono molto più che figure di un romanzo, rotelle di un pur mirabile meccanismo narrativo; essi sono incarnazioni di archetipi universali delle relazioni umane, figure esemplari di tendenze che si trovano, per lo meno "in nuce", nell'animo di ogni essere umano. La conturbante Lolita è l'enigma, inspiegabile, inafferrabile ma tremendamente affascinante per ogni uomo, della "ninfetta", la giovanissima donna che si affaccia appena alla vita e gioca (quanto consapevolmente?) con il suo mix esplosivo di candore capricciosamente infantile e di sex appeal in larga parte ancora inconsapevole (e perciò tanto più eccitante). Un'inconsapevolezza che ben presto cede al passo a una "posa" del tutto voluta, un atteggiamento studiato ad arte per attirare l'altro sesso. Quanto al prof. Humbert, egli è l'uomo maturo, formatosi sui libri e imbevuto di raffinata cultura e di maniere da uomo sofisticato ("europeo" è il termine che Nabokov utilizza nel libro, non senza ironia) il quale improvvisamente, entrato in contatto con con l'esplosiva, gaiamente menefreghista spontaneità di questa ragazzina che appartiene a un mondo totalmente altro rispetto al suo (una tipica teen ager della società opulenta e cosumista del Dopoguerra: non legge libri, non si interessa alla cultura "alta", risponde sgarbatamente ai "grandi", verso i quali non nutre alcun timore reverenziale, segue le mode e va matta per i cantanti pop, gli eroi del grande schermo ed è ingorda di gelati e lecca-lecca) ne viene "travolto", sconvolto e ammaliato, trovando in lei una carica erotica potentissima e cadendo quindi interamente in suo potere, fino al punto di commettere un crimine per amore di lei. Sono pochi i libri che riescono a creare, a dare voce a personaggi così universali e carichi di significato (tanto che il termine "lolita" è entrato nel linguaggio comune): così, su due piedi, mi vengono in mente Faust, Iago e Don Chisciotte. Quanto agli aspetti formali del libro, stilistici, Nabokov è fenomenale: la sua scrittura riesce a essere colta e raffinata senza mai essere pesante, e il suo punto di forza è la sbalorditiva inventiva lessicale che si coniuga con un'arguzia innata e con un'ironia veramente brillante, che deriva da una grande capacità d'osservazione della realtà in tutti i suoi particolari.

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    IlRosso said on Jun 25, 2014 | Add your feedback

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    很猥褻、很敗德、很變態、很殘酷、很掉書袋⋯⋯很耽美迷幻而無法停止一頁一頁讀完的犯罪戀情回憶錄。

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    Lizzy Wang said on Jun 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "A proposito di un libro intitolato Lolita"

    “Ora, si dà il caso che io sia il tipo di autore che, quando comincia a lavorare a un libro, non ha altro intento se non quello di liberarsi del libro medesimo, e che, se qualcuno gli chiede di spiegarne l ...(continue)

    "A proposito di un libro intitolato Lolita"

    “Ora, si dà il caso che io sia il tipo di autore che, quando comincia a lavorare a un libro, non ha altro intento se non quello di liberarsi del libro medesimo, e che, se qualcuno gli chiede di spiegarne l’origine e l’evoluzione, deve ricorrere a termini vetusti come l’Interreazione di Ispirazione e Combinazione – il che, lo riconosco, ricorda un prestigiatore che spieghi un trucco con un altro trucco”.

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    Stefania mocci said on Jun 18, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta.

    Lolita, e chi non la conosce?
    Ormai il suo nome è entrato nella testa di chiunque, e come voluto da Humbert, Lolita è diventata immortale.

    L'autoanalisi di Humbert Hubert (vero nome: Arturh, come precisa Nabokov nella post fazione) per tutto il libr ...(continue)

    Lolita, e chi non la conosce?
    Ormai il suo nome è entrato nella testa di chiunque, e come voluto da Humbert, Lolita è diventata immortale.

    L'autoanalisi di Humbert Hubert (vero nome: Arturh, come precisa Nabokov nella post fazione) per tutto il libro non lo giustifica affatto per aver approfittato e pianificato la presa di una ragazzina pubescente, ma si confida con noi, ci spiega il perchè, ci illustra i suoi stati d'animo, ci fa capire che c'è molto di più dietro certe storie che nessuno vorrebbe sentire.
    Ed il lettore non deve dimenticare che Lolita ha fatto altrettanto con lui, ha approfittato di Humbert in altri modi, fino a che, stanca ed annoiata, lo ha abbandonato per scappare con uomo che le poteva offrire molto di più del suo attempato "patrigno"
    Lolita è una ragazza sveglia ed intelligente, seppur una ragazzina.
    Entrambi hanno preso quanto più potevano l'uno dall'altra.

    "Oh, non piangere, mi dispiace di averti ingannato ma così è la vita" (Lolita rivolta ad Hubert nel loro ultimo incontro)

    La scrittura di Nabokov non tedia mai, e la lettura scorre che è un piacere, mai volgare e ripetitivo.
    Mi è piaciuta molto anche l'appendice finale dello scrittore stesso, in cui spiega le sue ragioni e come i lettori hanno reagito al libro, leggerò sicuramente altre opere di quest'uomo non convenzionale

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    Novacaineoverthetrip said on Jun 18, 2014 | Add your feedback

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