Lolita

Di

Editore: Mondadori

4.1
(9868)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 418 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Chi semplificata , Portoghese , Chi tradizionale , Tedesco , Catalano , Olandese , Finlandese , Galego , Giapponese , Sloveno , Russo , Svedese , Greco , Ungherese , Ceco

Isbn-10: 8804576405 | Isbn-13: 9788804576402 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giulia Arborio Mella

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook , CD audio

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
Lolita non è solo un meraviglioso romanzo, ma è uno dei grandi testi della passione. America, Lolita: questi due nomi sono di fatto i protagonisti del romanzo, scrutati senza tregua dall'occhio inappagabile di Humbert Humbert e di Nabokov. Realtà geografica e personaggio sono arrivati a sovrapporsi con prodigiosa precisione, al punto che si può dire: l'America è Lolita, Lolita è l'America. In occasione del suo centenario la Mondadori ripropone in tiratura limitata una scelta di opere che hanno segnato la storia della collana "Medusa", riprendendone l'originale veste grafica ed editoriale.
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  • 4

    La storia è abominevole ed è impossibile una qualsiasi forma di identificazione. Regna squallore ovunque, dall'inizio alla fine. Ma proprio per questo spicca in maniera ancora più sublime la bellezza ...continua

    La storia è abominevole ed è impossibile una qualsiasi forma di identificazione. Regna squallore ovunque, dall'inizio alla fine. Ma proprio per questo spicca in maniera ancora più sublime la bellezza della scrittura di Nabokov, che incarna esattamente quello che la letteratura dovrebbe idealmente e nelle sue piú alte forme fare: trasformare anche lo schifo piú sordido in qualcosa di prezioso, come una pietra filosofale che tramuta in oro qualunque cosa tocchi. Il grande scrittore non é grande quando racconta grandi storie, ma proprio quando riesce a trasformare in arte vera qualunque tipo di storia. La prima parte del romanzo mi è sembrata comunque piú convincente della seconda, che ho trovato un po' piú fiacca. Ad ogni modo è uno scandalo che Nabokov non abbia vinto il nobel per la letteratura.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Un capolavoro

    Scritto divinamente, è probabilmente uno dei libri più belli che abbia mai letto: la descrizione del protagonista ed in particolare la lucida esposizione della sua perversione, nonché del suo amore pe ...continua

    Scritto divinamente, è probabilmente uno dei libri più belli che abbia mai letto: la descrizione del protagonista ed in particolare la lucida esposizione della sua perversione, nonché del suo amore per la piccola lolita, è semplicemente meravigliosa. Il suo disinteresse nei confronti delle donne adulte, a favore delle "ninfette" viene spiegata ed esposta in modo tanto profondo quanto amabilmente scritto. Per concludere, il dramma di un amore non corrisposto e fondamentalmente sbagliato rendono la trama tanto tragica quanto affascinante.

    ha scritto il 

  • 5

    gran sorpresa

    Che forza romanzesca e che potere verbale come dice Pietro Citati in quarta di copertina!!!Una forza che mi conduce incantata e ammirata incredibilmente sino alla fine di una storia disgustosa,la più ...continua

    Che forza romanzesca e che potere verbale come dice Pietro Citati in quarta di copertina!!!Una forza che mi conduce incantata e ammirata incredibilmente sino alla fine di una storia disgustosa,la più disgustosa di tutte, ossia quella della manipolazione mentale di una bambina da parte di un vecchio porco.Mai avrei pensato di poter apprezzare questo libro letto solo per dovere in virtù della sua fama

    ha scritto il 

  • 5

    Superbo

    Libro magnifico che ho rimandato per troppo tempo perché due mie amiche e mia cugina, che sono delle forti e attente lettrici, lo avevano accusato all'unisono di essere un romanzo sopravvalutato; tutt ...continua

    Libro magnifico che ho rimandato per troppo tempo perché due mie amiche e mia cugina, che sono delle forti e attente lettrici, lo avevano accusato all'unisono di essere un romanzo sopravvalutato; tutte avevano storto il naso e scosso la testa e asserito che non valeva la pena leggerlo.
    Alla fine la curiosità ha avuto la meglio e mi sono decisa, grazie al cielo.
    Che inaspettata rivelazione!
    La storia è quella di un malato, un uomo dall'intelligenza formidabile ma con lo spirito corrotto, tendente alla depressione, infelice però ironico, cinico, pienamente cosciente della propria follia. Ed è questo che rende Lolita un capolavoro piuttosto che un odioso elogio della efebofilia. Humbert Humbert, come si soprannomina il personaggio principale, è morbosamente attratto dalle bambine tra gli 8 e i 13 anni. Disprezza tutto ciò che va oltre, chiama tardone le venticinquenni ma lo fa in un modo quasi comico, lasciando sempre intendere, anche attraverso il modo strampalato di scrivere, che la voce narrante è quella di un pazzo.
    Da 42enne in crisi di mezza età ho letto questo libro spesso ridendo, ma sempre con un briciolo di compassione per Humbert che non si piange mai addosso ma spiattella i suoi limiti, le sue manie, i suoi sensi di colpa senza ritegno.
    Humbert scrive dalla prigione e rivolgendosi a noi lettori del 2000 (ci chiama in causa più volte in veste di giudici) invoca il nostro perdono. Chiede di essere capito e perdonato e io, donna del futuro, di fronte a un libro scritto magistralmente, con uno stile ineccepibile, una ricercatezza linguistica così accurata, di fronte alla bellezza estrema alzo le mani e perdono tutto.
    Che il cielo ti benedica, quarantenne sventurato degli anni '50.
    Felice immortalità, a te e alla tua Lo-Li-ta!

    ha scritto il 

  • 4

    Bello, bello bello.
    Un libro che tratta un argomento molto sensibile, la pedofilia, con una certa delicatezza e non senza una massiccia dose di poesia e struggimento.
    Fa impressione essere nei pensier ...continua

    Bello, bello bello.
    Un libro che tratta un argomento molto sensibile, la pedofilia, con una certa delicatezza e non senza una massiccia dose di poesia e struggimento.
    Fa impressione essere nei pensieri di Humbert mentre osserva le ninfette, ma allo stesso tempo si rimane affascinati dalla poesia con cui il protagonista descrive le stesse e soprattutto Dolores, detta Lolita.
    Nella narrazione si vede più che chiaramente la sua ossessione, si riesce a percepire lo struggimento. Nabokov ha dato vita al suo protagonista e alla sua ninfa, per quanto Lolita, devo ammetterlo, come personaggio non mi è stato molto simpatico!
    Un libro non semplicissimo da affrontare vista la tematica, ma chd allo stesso tempo è decisamente definibile un capolavoro.
    Non so di preciso cosa mi abbia trattenuto dal dare il punteggio massimo, forse le ultime cento pagine, in cui l'attenzione mi è calata un po'.
    Comunque super consigliato se si riescono a superare i brividi dati dalla tematica.

    ha scritto il 

  • 5

    Il professore Humbert Humbert si trasferisce in una piccola cittadina del New England dove affitta una camera presso l’abitazione della signora Haze, donna sola con una figlia minorenne, ma ancora nel ...continua

    Il professore Humbert Humbert si trasferisce in una piccola cittadina del New England dove affitta una camera presso l’abitazione della signora Haze, donna sola con una figlia minorenne, ma ancora nel fiore degli anni.

    La signora Haze è molto colpita dall’uomo, tanto da innamorarsene ben presto. In realtà ad Humbert non importa niente della propria padrona di casa, egli è letteralmente affascinato dalla piccola Dolores, fresca, giovane, impulsiva e spontanea.

    Humbert sa che la sua passione per Lolita è insana e cerca di tenerla a bada a tutti i costi, ma non può tenersi tutto dentro e affida i suoi pensieri ad un diario che tiene ben nascosto. Per non rischiare di trovarsi troppo lontano dalla sua Lola, Humbert decide di sposare la signora Haze, ma lei scopre il diario segreto e minaccia uno scandalo. Fuggendo via di corsa e disperata da casa, viene fatalmente investita e uccisa.

    Lolita in quel momento non si trova in casa, ma ad un campo estivo. Humbert decide di raccogliere la palla al balzo, di andare a recuperare la figliastra e di tenerla accanto a sé, lusingandola con un viaggio in luoghi lontani.

    E’ così che i due cominciano a girare per gli USA, a trascorrere le notti in hotel o motel ed è lì che si consuma l’inevitabile.

    Col tempo il professore diventa sempre più soffocante. Lolita tenta la fuga, approfittando di un ricovero ospedaliero, e scompare per diversi anni. Humbert è sconvolto dall’assenza di Lolita e si accompagna ad una donna problematica, finchè non riceve una lettera dell’ormai cresciuta Lolita, la quale gli chiede aiuto economico e gli rivela di essere sposata e in attesa di un figlio.

    Humbert corre dalla sua Lola, ma non riesce a convincerla a seguirlo. Depresso e in preda all’ira, commetterà un omicidio che lo costringerà a trascorrere la sua esistenza in carcere. Ed è lì che metterà per iscritto la storia sua e della giovane Lola.

    Bello, bello, bello! Una storia sconvolgente e coinvolgente, narrata con abilità e maestria, che tratta, senza paura e senza censure, una passione malsana che sconvolge le vite di tutti. Si può parlare di amore? E’ questo il quesito nascosto, al quale ognuno può dare una risposta personale.

    Da leggere assolutamente!

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro non di facile lettura, ma che trabocca di una prosa elegante, raffinata, ma incredibilmente naturale che cattura e vizia il lettore ad un'ottima letteratura.
    Nabokov scrive, romanzando, di un ...continua

    Un libro non di facile lettura, ma che trabocca di una prosa elegante, raffinata, ma incredibilmente naturale che cattura e vizia il lettore ad un'ottima letteratura.
    Nabokov scrive, romanzando, di un tema per nulla semplice, scabroso, terribile e lo fa in modo amorale: nel senso che non dà lezioni di moralità o immoralità e lascia che sia il suo lettore a trarre le proprie conclusioni in merito, dopo averlo fatto entrare nella mente di Humbert Humbert, in cui, in alcune occasioni, ci si sente anche intrappolati e aggrovigliati in quella matassa di pensieri. Non è scritto per far redimere il protagonista o cercare compassione, ma solo per sfidare il lettore e farlo riflettere su un tema che è tabù ancora oggi.
    Molto bella anche la lettera di Nabokov al termine del romanzo, che spiega lo sviluppo del libro, la sua nascita anche. Le difficoltà incontrare e i suoi pensieri a riguardo.
    Lo consiglio, ma per apprezzarlo va letto senza pregiudizi e con una mente aperta a tutto. Altrimenti sarà solo "la storia di un maniaco".

    ha scritto il 

  • 4

    impossibile da leggere senza porsi il tema dello scandalo e dell'ipocrisia
    su cui Nabokov stesso scrive nella postfazione che spiega bene la relazione con i vari editori a cui propose il testo. molti ...continua

    impossibile da leggere senza porsi il tema dello scandalo e dell'ipocrisia
    su cui Nabokov stesso scrive nella postfazione che spiega bene la relazione con i vari editori a cui propose il testo. molti non lo lessero nemmeno perché il problema era tabù, non il modo in cui se ne parlava

    ha scritto il 

  • 4

    Nel giudicare Lolita, di grande, enorme importanza è la lettura della postfazione che Nabokov aggiunse un anno dopo la prima pubblicazione del romanzo.
    La mia prima osservazione riguarda il velo di om ...continua

    Nel giudicare Lolita, di grande, enorme importanza è la lettura della postfazione che Nabokov aggiunse un anno dopo la prima pubblicazione del romanzo.
    La mia prima osservazione riguarda il velo di omertà che aleggia intorno al tema della pedofilia e che questo romanzo squarcia inesorabilmente. Un tema tosto che, anche successivamente alla pubblicazione dell'opera, rimarrà, in un certo senso, un tabù, contrariamente agli altri due grandi tabù americani: il matrimonio tra un negro e una bianca, o viceversa, che sia magnificamente riuscito e culmini in tanti figli e nipotini; e l'ateo impenitente che viva una vita felice e utile, e muoia nel sonno all'età di 106 anni.
    E questo è l'aspetto che turba, per lo meno me. Oggi il matrimonio tra bianchi e neri è frequente e nessuno ci fa più caso, l'ateismo stenta a decollare me nessuno si stupisce più se il suo vicino di casa non va in chiesa neanche a Natale. E mentre qualcuno ha già cominciato a parlare di fantomatici Partiti dei pedofili, io preferirei che l'infanzia fosse preservata. Ma questo non c'entra. Anzi, l'accostamento è molto più naturale con la mafia che, prima di Sciascia (e anche durante), veniva bollata come una fantasia.
    A ogni modo, entrare nella mente di un "maniaco" - come Humbert Humbert stesso, sul finale, si definisce - è interessante benché non fosse affatto tra le mie priorità. Così, mentre ormai "Lolita" è una parola entrata nell'immaginario collettivo a indicare una ragazzina piuttosto disinvolta, a me sembra che sia solo il maniaco a vederla tanto disinvolta, allo stesso modo in cui poi si sentirà beffato e braccato e nonostante, in effetti, egli fosse realmente beffato e braccato.
    Altro aspetto sollevato dall'autore è che nei romanzi pornografici, l'azione deve limitarsi alla copula dei cliché mentre qui manca del tutto: scevro da volgarità e, anzi, con uno stile di scrittura piuttosto elevato, pieno di tenerezza, rimpianti, sentimenti veri o immaginati.
    Amore, almeno fino all'incontro finale con una Lolita incinta e invecchiata (17 anni!), non ne vedo molto. Non lo vedo negli "Oh, no" della ragazza, e soprattutto non lo vedo nel passaggio in cui Humbert Humbert pensa di doversi liberare, un giorno, della sua Lo o, alternativamente, di farle sfornare una ninfetta alla quale far poi sfornare una Lolita Terza.
    La mia è una lettura europea del XXI secolo e, come l'autore stesso ricorda nella postfazione, un lettore altrimenti intelligente, dopo aver sfogliato la prima parte, descrisse Lolita come «la vecchia Europa [quella del marchese De Sade, probabilmente] che travia la giovane America», mentre un altro sfogliatore ci vide «la giovane America [quella dei concorsi di bellezza per bambine?!] che travia la vecchia Europa».

    Nel complesso - e nonostante un po' di moralissimo (ahimè) fastidio -, ho apprezzato la lettura. Credo che un romanzo sia ben riuscito solo quando il suo autore si preoccupa di affrontare il compito di inventare l’America. Procurarmi gli ingredienti locali che mi avrebbero consentito di instillare una modica dose di media «realtà» nel calderone della fantasia individuale. Nabokov, indiscutibilmente, lo fa, disegnando con molta cura il contesto nel quale si muovono i suoi personaggi.

    ha scritto il 

  • 4

    Storia di un pedofilo che si prende una bambina di 12 anni come schiava sessuale.
    La storia è narrata dal punto di vista del pedofilo, un tizio colto, privo di empatia, che si rende conto che quello c ...continua

    Storia di un pedofilo che si prende una bambina di 12 anni come schiava sessuale.
    La storia è narrata dal punto di vista del pedofilo, un tizio colto, privo di empatia, che si rende conto che quello che fa è male, ma non riesce (non che ci provi più di tanto) a vincere questa ossessione.
    Il libro mi è piaciuto perché è interessante mettersi nei panni di uno di questi mostri apparentemente innocui e perché è scritto benissimo.
    Quello che mi fa inorridire è che qualcuno l'abbia interpretata come una storia d'amore: robe da matti.
    Voto 8 1/2

    ha scritto il 

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