Like L'ombra di quel che eravamo?
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Book Description
In un vecchio magazzino di un rione popolare di Santiago del Cile, tre sessantenni aspettano impazienti l'arrivo di un quarto uomo. Sono Cacho Salinas, Lolo Garmendia e Lucho Arancibia, ex militanti di sinistra che hanno fatto parte della guardia personale di Allende, costretti all'esilio o alla claContinue
4 Reviews
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♫ Daniela ☆ said on Mar 26, 2011 | Add your feedback
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Siamo l'ombra di quel che eravamo... ma finché c'è luce esisteremo!
Esuli sconfitti che continuano a combattere con un sorriso spento sul volto e i fantasmi del passato negli occhi. Con l'orgoglio di chi è stato dalla parte giusta, che quasi mai è premiata dalla storia e dalla memoria degli uomini. C'è un dolce sapore di libertà assoluta nella guerra persa contro un ... (continue)
Volser said on Dec 10, 2011 | Add your feedback
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Squanit said on Dec 7, 2011 | Add your feedback
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Dalla quarta di copertina:”Tre amici si danno appuntamento in un magazzino di Santiago del Cile.Li accomuna l’antica militanza tra i sostenitori di S. Allende e uno sguardo amareggiato della vita”.(mi sembra di averla già letta …..). La Trama è interessante,tre vecchi acciaccati combattenti per la ... (continue)
Marcelloloschi said on Nov 19, 2011 | Add your feedback
Book Details
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Rating:




(634)
- Libri Italiani
- Paperback 148 Pages
- Edition: 1
- ISBN-10: 8860886201
- ISBN-13: 9788860886200
- Publisher: Guanda
- Pub date: Sep 01, 2009
- In other languages: other languages
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| ISBN | Edition | List | Sale | Seller |
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| 9788860886200 | Paperback | €14.50 | €11.60 | IBS.IT |
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Santiago è una bella città, maestosa e coronata superbamente dalla Ande. Ma chi vi arriva non può non cogliere che vi sono ancora ferite aperte: sui palazzi che circondano la Moneda che conservano i segni dei proiettili dell'11 settembre 1973, tra i fiori sempre freschi ai piedi della grande parete ... (continue)
Santiago è una bella città, maestosa e coronata superbamente dalla Ande. Ma chi vi arriva non può non cogliere che vi sono ancora ferite aperte: sui palazzi che circondano la Moneda che conservano i segni dei proiettili dell'11 settembre 1973, tra i fiori sempre freschi ai piedi della grande parete costellata di foto di caduti o di desaparacidos all'entrata del cimitero della città, nei silenzi imbarazzati di tanti cittadini quando si parla degli anni della dittatura.
Tre amici si ritrovano in una vecchia officina della città, e aspettano un non meglio precisato "specialista". Dopo fuga, esilio e oltre trent'anni di separazione, ripercorrono, tra ironia, nostalgia e dolore, gli anni della militanza politica e della speranza. Le loro giovinezze erano trascorse altrove, in Francia, in Romania, avevano subito torture, avevano perso i capelli per l'angoscia o una "valvola" del cervello per le torture... Tre militanti di sinistra che, vecchi e un po' malmessi, si ritrovano per preparare "un'azione", una strana rapina.
In una casa di Santiago intanto una lite familiare provoca un inconsapevole omicidio: un giradischi gettato dalla finestra colpisce e uccide un passante. Coco è il marito e Conceptión la moglie "assassina". Nella mente della donna scorrono le immagini del giovane rivoluzionario che l'aveva affascinata, dei cadaveri che galleggiavano sul fiume Mapocho dopo il colpo di stato, dell'esilio in Germania e della cronica indolenza del marito. Coco intanto sta raggiungendo i tre amici al vecchio garage...
La storia, intricata e divertente, prosegue, ma ciò che di questo libro resterà nel lettore è qualcosa che va ben oltre la trama. Nei ricordi dei vari personaggi, i tre amici, Coco, la moglie, il poliziotto, c'è trasfigurata dall'ironia affettuosa e commossa del ricordo, una generazione e le sue utopie, il coraggio e la fiducia nella realizzazione di un sogno. C'è anche il risveglio brusco inflitto dall'orrore imposto da Pinochet e dalla violenza della dittatura, la solitudine dell'esilio e della clandestinità... E poi c'è l'oggi: una normalità posticcia, viene detto nel romanzo, una normalità che sta scuotendosi dalla rimozione praticata a lungo dai governi democratici, quello che è stato definito da Tomas Moulian il "blanqueo de Chile" e che rende ancora più pesante il ricordo delle sofferenze.
Ritrovare in questo romanzo il miglior Sepúlveda ripaga della lunga attesa che ci ha imposto lo scrittore cileno, in più questo è forse uno dei libri meglio riusciti perché alla durezza dei contenuti (una rabbia mai del tutto sopita) sa accostare la leggerezza nel presentarli. La sua drammatica testimonianza personale, il ricordo delle torture e degli orrori, più volte narrato, qui si fa rielaborazione interiore compiuta e limpida. Un libro importante per chi ha ancora lucida memoria della tragedia cilena e per chi, troppo giovane, ne sa poco perché molto poco gli è stato raccontato dalla scuola o dai media.
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