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Londonstani

By

Publisher: HarperCollins Publishers

3.5
(87)

Language:English | Number of Pages: 352 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 000723175X | Isbn-13: 9780007231751 | Publish date: 

Also available as: Softcover and Stapled , Paperback , eBook , Others

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Book Description
"Londonstani", Gautam Malkani's electrifying debut, reveals a Britain that has never before been explored in the novel: a country of young Asians and white boys (desis and goras) trying to work out a place for themselves in the shadow of the divergent cultures of their parent's generation. Set close to the Heathrow feed roads of Hounslow, Malkani shows us the lives of a gang of four young men: Hardjit the ring leader, a Sikh, violent, determined his caste stay pure; Ravi, determinedly tactless, a sheep following the herd; Amit, whose brother Arun is struggling to win the approval of his mother for the Hindu girl he has chosen to marry; and Jas who tells us of his journey with these three, desperate to win their approval, desperate too for Samira, a Muslim girl, which in this story can only have bad consequences. Together they cruise the streets in Amit's enhanced Beemer, making a little money changing the electronic fingerprints on stolen mobile phones, a scam that leads them into more dangerous waters.
Funny, crude, disturbing, written in the vibrant language of its protagonists - a mix of slang, Bollywood, texting, Hindu and bastardised gangsta rap - "Londonstani" is about many things: tribalism, aggressive masculinity, integration, cross-cultural chirpsing techniques, the urban scene seeping into the mainstream, bling bling economics, 'complicated family-related shit'. It is one of the most surprising British novels of recent years.
Sorting by
  • 2

    Senza scherzi, credo che uno dei Sacri Testi che non ho letto ancora dice che un supplemento di lodi sarebbe andato ai devoti che si presentavano su berline tedesche di lusso.

    said on 

  • 3

    this was sometimes a hard read. especially at first the language influenced my opinion of the book, which is on the whole rather interesting. i think, though, that it could have been shorter, especially in the middle part, and sometimes the main character's monologues get to me, they're too long. ...continue

    this was sometimes a hard read. especially at first the language influenced my opinion of the book, which is on the whole rather interesting. i think, though, that it could have been shorter, especially in the middle part, and sometimes the main character's monologues get to me, they're too long.
    i suppose one of the problem is also that - obviously, due to the "rudeboy" topic, there's waaay to much testosterone in this book for me, topic-wise and also in the way people and things are described, so sometimes that put me off reading too and that's why it took me more than my average week to read it.

    said on 

  • 3

    Periferia ovest di Londra, quartiere di Hounslow, nei pressi dell'aeroporto di Heathrow; una zona a maggioranza etnica indiana, divisa nei microcosmi indù, sikh e musulmani. L'autore è un giovane giornalista che ha trasformato il materiale della sua tesi in un romanzo, forse calcando un po' tropp ...continue

    Periferia ovest di Londra, quartiere di Hounslow, nei pressi dell'aeroporto di Heathrow; una zona a maggioranza etnica indiana, divisa nei microcosmi indù, sikh e musulmani. L'autore è un giovane giornalista che ha trasformato il materiale della sua tesi in un romanzo, forse calcando un po' troppo la mano sulla riproduzione scritta del gergo dei giovani desi, cioè provenienti dalla diaspora indiana in generale, secondo quella che è diventata una parola accettata anche dall'Oxford Dictionary. Infatti, soprattutto leggendo la prima delle tre parti in cui il libro è diviso, si stenta a fare l'abitudine a questo patois eccessivo e a tratti quasi fastidioso. Bravo comunque il traduttore, Massimo Bocchiola, a rendere questo linguaggio in italiano. La seconda e la terza parte del romanzo sono sicuramente più scorrevoli ed interessanti.
    Il quadro della gioventù dei sobborghi londinesi che Malkani racconta – molto simile per certi versi a quello che Zadie Smith ha così efficacemente riprodotto in Denti bianchi parlando di altre etnie – è piuttosto desolante. Sono adolescenti e giovani che – nonostante non facciano parte di classi sociali disagiate, anzi tutt'altro – per la maggior parte stentano ad integrarsi o, per meglio dire, si rifiutano pervicacemente di farlo. Si ostinano a restare chiusi nelle loro divisioni etniche sbandierando uno stupido orgoglio e prendendo dalla civiltà occidentale quello che loro conviene e basta (vestiti di moda, auto di lusso, tecnologie, e così via), sfoggiando muscoli, poco cervello, tendenza alla piccola delinquenza e maschilismo a go-go. Non si trovano in una posizione migliore nemmeno le loro madri, arroccate su posizioni ultraoltranziste fatte di usanze matrimoniali, di esteriorità religiose, formalismi ridicoli che ricordano quelli del padre pakistano del divertentissimo film East is east. Un matrimonio tra caste diverse è ancora un problema (di qualche giorno fa la notizia di due giovani indiani – lui intoccabile, lei bramina – che hanno dovuto far ricorso alla camera dei Lord per ottenere un'integrazione all'Equality Act, che vieta ogni discriminazione ma giustamente aveva tralasciato le caste), ma anche un semplice amorazzo tra due adolescenti può scatenare le ire dei fratelli e degli amici oltranzisti e “talebani”. Non tutti sono così forti o menefreghisti da resistere ai vincoli dei formalismi etnici o religiosi, c'è chi si adegua alle tradizioni e chi, purtroppo, soccombe tragicamente.
    In coda al romanzo, un glossario dei principali termini spiega parole gergali e tradizionali indiane; per chi è un po' pratico di cucina e tradizioni indiane, o per chi ha letto Vikram Chandra, molte parole sono già note.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Vorrei prendere ancora un pò di aspirina, ma non lo faccio perchè ho una scaga da paura della stronzeria che è successa as Arun. La scatoletta diceva di non prendere più di otto aspirine. Arun, Arun, dovunque tu sia. Stupido scazzuto. Non più di otto.
    Fammi un piacere, bello....questo me lo ...continue

    Vorrei prendere ancora un pò di aspirina, ma non lo faccio perchè ho una scaga da paura della stronzeria che è successa as Arun. La scatoletta diceva di non prendere più di otto aspirine. Arun, Arun, dovunque tu sia. Stupido scazzuto. Non più di otto.
    Fammi un piacere, bello....questo me lo devi. Se stai in Paradiso, puoi almeno far smettere di piovere?
    Chiaramente, se hai preso quelle pillole apposta e quindi sei nell'altra situazione, non preoccuparti. Tienimi in caldo un posto vicino al fuoco, almeno quando arrivo mi asciugherò.

    said on 

  • 5

    Gran bel libro

    Ammetto che ho comprato questo libro perchè amo queste storiacce ambientate nei sobborghi di londra.
    Lessi la prima pagina in libreria e lo comprai.
    Veramente un bel libro, mi ha stupito, il finale poi...una chicca assoluta.

    said on 

  • 0

    Ho letto una pagina e (mi sa che) lo mollo

    omiodio, qualcuno mi salvi dal linguaggio ggiovane! Odio i libri con i ragazzi dal linguaggio ggiovane tanto quanto quelli in cui i ggiovani non fan altro che trombare, farsi le canne e suicidarsi! (vd Le regole dell'attrazione - di cui il film è peraltro su italia 1 stanotte, ed è con DOSON aka ...continue

    omiodio, qualcuno mi salvi dal linguaggio ggiovane! Odio i libri con i ragazzi dal linguaggio ggiovane tanto quanto quelli in cui i ggiovani non fan altro che trombare, farsi le canne e suicidarsi! (vd Le regole dell'attrazione - di cui il film è peraltro su italia 1 stanotte, ed è con DOSON aka James Van Der Beek, l'omo dalla carriera più breve e fracca della tv moderna).

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    edit: l'ho mollato. Insomma, in biblioteca mi aspetta la saga della Compagnia del tempo (viaggiatori nel tempo!!) di Kage Baker. Cioé. Cioé cakkio (cit. "Londostani")!

    said on 

  • 4

    In queste pagine si respira il contesto multietnico di Londra. Traspare chiaramente la tensione, da parte degli immigrati di seconda generazione, tra l'integrazione nella cultura occidentale e il rispetto delle tradizioni dei propri genitori. A mio parere un libro scritto bene, con un finale che ...continue

    In queste pagine si respira il contesto multietnico di Londra. Traspare chiaramente la tensione, da parte degli immigrati di seconda generazione, tra l'integrazione nella cultura occidentale e il rispetto delle tradizioni dei propri genitori. A mio parere un libro scritto bene, con un finale che lascia a bocca aperta.

    said on 

  • 3

    letto tempo fa, alcuni pensieri di questi giorni mi ha fatto venire voglia di ridargli uno sguardo.
    http://opinionista.noblogs.org/post/2008/09/30/londonstani

    said on