Long John Silver

By ,

Verleger: Goldmann

4.2
(1858)

Language: Deutsch | Number of Seiten: 475 | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Italian , French , Swedish , Spanish

Isbn-10: 3442437784 | Isbn-13: 9783442437788 | Publish date: 

Category: Biography , Fiction & Literature , Travel

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Buchbeschreibung
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  • 5

    La recensione che segue è stata pubblicata nel numero di giugno della rivista letteraria on line Il Colophon (https://ilcolophon.it/la-vera-storia-del-pirata-long-john-silver-d99f4bd1f833#.o1cjnfx8z) ...weiter

    La recensione che segue è stata pubblicata nel numero di giugno della rivista letteraria on line Il Colophon (https://ilcolophon.it/la-vera-storia-del-pirata-long-john-silver-d99f4bd1f833#.o1cjnfx8z)

    Perché scrivere la biografia — del tutto inventata — di un personaggio letterario nato dalla fantasia di un altro scrittore? Può essere il tentativo di dare risposta a questa curiosità che ci spinge ad iniziare la lettura de La vera storia del pirata Long John Silver di Björn Larsson, oppure il fatto che quella vecchia pellaccia senza una gamba abbia colpito in modo indelebile il nostro immaginario di bambini mentre leggevamo L’isola del tesoro. In un altro suo libro, Diario di bordo di uno scrittore, Larsson racconta che da piccolo aveva letto varie volte il romanzo di Stevenson ed era rimasto affascinato da Silver. “Era una fascinazione fatta di repulsione quanto di attrazione. Ma com’è possibile provare allo stesso tempo simpatia e avversione per uno spietato mascalzone come Long John? […] Quello che mi interessava capire era piuttosto cosa rendesse Long John Silver così diverso da tutti gli altri, cosa lo facesse piacere e insieme detestare. Un altro motivo per lasciare a Silver raccontare la propria storia era più evidente, e può essere sintetizzato nelle domande: «Cos’era successo prima?» e «Cosa successe dopo?»”. Infatti nel romanzo di Stevenson conosciamo Silver come gestore di una taverna a Bristol, ex master mariner, che viene ingaggiato come cuoco sull’Hispaniola. Ma perché conosce il latino? In quali circostanze ha perso la gamba? Da dove viene il suo soprannome Barbeque? Ce lo racconta Larsson assieme a tanti altri episodi interessanti che tracciano un ritratto piuttosto realistico di quella che doveva essere la vita dei pirati storicamente esistiti. Benché le vicende biografiche di Silver nascano infatti dalla sua immaginazione, Larsson per scrivere questo romanzo si è documentato su trattati di storia seri e attendibili e su altri libri che basandosi su fatti veri hanno alimentato l’immaginario su bucanieri e uomini della filibusta. Come A General History of the Pyrates, di un certo Capitano Charles Johnson, pseudonimo usato da Daniel Defoe per raccontare le imprese di celebri personaggi realmente esistiti e di altri inventati di sana pianta. E proprio Defoe compare nel romanzo di Larsson impegnato in edificanti conversazioni con Long John Silver. È l’apoteosi della finzione narrativa: uno scrittore realmente esistito ma truffaldino (ha spacciato per storie vere tutti i suoi romanzi salvo poi essere sbugiardato in alcuni casi quando era ancora in vita, in altri molto dopo essere morto) incontra un personaggio di fantasia che però vuole essere percepito come reale! Ma anche in questo caso Larsson ha un motivo valido per giustificare il memorabile incontro: “Se la premessa era che Silver non fosse solo un personaggio del romanzo di Stevenson ma un famigerato pirata in carne e ossa, temuto anche tra i suoi simili, ero costretto a chiedermi perché nella sua esaustiva A General History of the Pyrates Defoe non citasse nemmeno di sfuggita né lui né quello che era stato a lungo il suo comandante, il capitano Flint. Insomma, per amore di verosimiglianza, ero costretto a spiegare in qualche modo il silenzio di Defoe. La soluzione era ovvia: bastava far sì che i due si incontrassero e si scambiassero informazioni. Silver promise a Defoe di fornirgli materiale per il suo libro, e l’altro in cambio avrebbe mantenuto il silenzio su Silver e Flint”. Mentre divoriamo le oltre 500 pagine del libro, sempre più affascinati da questo pirata fuori dagli schemi che mette i risparmi (frutto di arrembaggi e rapine) in banca, non beve (per avere sempre il controllo totale di ciò che accade), non va a donne e quando è imbarcato porta i guanti (affinché le sue mani restino morbide e bianche, non tradendo così la sua identità di marinaio), arriviamo a capire anche noi, come Larsson, come mai Silver sia così temuto e allo stesso tempo così rispettato: per la sua grande sete di libertà e voglia di vivere che regola tutte le scelte che compie durante la propria esistenza. E con questa intuizione ne arriva un’altra: la vera isola del tesoro non è quella che ogni pirata spera di trovare grazie a qualche provvidenziale mappa, ma la nave corsara stessa, un piccolo mondo regolato da leggi dure eppure spesso molto più giuste di quelle della terraferma, in cui ogni uomo dell’equipaggio ha la possibilità di affrancarsi e crearsi il proprio destino.

    gesagt am 

  • 5

    John Silver l'anarchico

    E' indubbiamente un farabutto crudele e spietato, questo John Silver, eppure non si può fare a meno di prenderlo in simpatia per la sua inesauribile carica vitale e per lo spirito autenticamente liber ...weiter

    E' indubbiamente un farabutto crudele e spietato, questo John Silver, eppure non si può fare a meno di prenderlo in simpatia per la sua inesauribile carica vitale e per lo spirito autenticamente libertario che lo anima. E di prendere in simpatia l'intera categoria dei pirati, in verità, con questi capitani eletti e deposti a furor di popolo che mandan obedeciendo rispettando il volere dell'equipaggio:

    "[...] ho notato che voi pirati avete molte buone qualità [...]. Non vi piegate di fronte alle autorità, bevete la coppa della libertà fino all'ultima goccia, vi rivoltate contro tutte le ingiustizie verso i più deboli - per voi la giustizia viene prima della pietà - mettete ai voti tutte le vostre decisioni e lasciate che ciascuno dica la sua. A bordo non fate distinzioni tra la gente, né di razza né di religione. Sì, potrebbero trarne un bel po' di lezioni i nostri governanti, se ne avessero il coraggio, perché è proprio il potere quel che più che tutto fa ribollire i vostri sentimenti [...]."

    Ma John silver non è un pirata qualunque. E' un uomo che ha il coraggio di essere se stesso fino in fondo, che vuole essere vivo e vivere una vita degna di essere vissuta - e forse una cosa del genere è possibile solo all'ombra della forca.

    "Ero sempre dalla parte dell'equipaggio, quale che fosse, e sostenevo la loro causa. Non perché fossi uno di loro, ma per essere me stesso."

    "[...] avrei fatto approvare una legge che rendesse tollerabile la vita dei marinai [...] su ogni nave, con severe punizioni per i capitani che non l'avessero rispettata. [...] Avrei abolito la tratta degli schiavi, la servitù a contratto, l'arruolamento forzato, il gatto a nove code, avrei impiccato tutti gli arruolatori e graziato tutti i pirati. Avrei abolito il monopolio del commercio marittimo, compreso il Navigation Act, e sciolto le compagnie commerciali."

    Proprio bravo questo Bjorn Larsson, che restando fedele al personaggio creato da Stevenson, lo amplia e lo caratterizza ulteriormente, regalandoci un romanzo che è puro piacere della lettura.

    Un brindisi allora per questo scrittore svedese amante del mare e della libertà; con un buon rumfustian, naturalmente (il cocktail preferito dai peggiori pirati: ne ho trovate diverse ricette in rete, ma non mancate di aggiungere un pizzico di povere da sparo!).

    gesagt am 

  • 4

    Bel libro, con qualche lungaggine forse ma lo consiglio.

    John Silver è ormai anziano, un uomo malinconico che si ritrova a fare i conti con se stesso, con la sua vita, ripercorrendola attraverso i ric ...weiter

    Bel libro, con qualche lungaggine forse ma lo consiglio.

    John Silver è ormai anziano, un uomo malinconico che si ritrova a fare i conti con se stesso, con la sua vita, ripercorrendola attraverso i ricordi, dagli inizi fino all'incontro col capitano Flint e la sua ciurma, il tesoro e Jim Hawkings.

    Troviamo quindi un giovane John Silver, un ragazzo con una sete di vita e libertà inesauribili,
    sempre col timore di vivere un' esistenza inutile, sprecata, come quella di tutte le persone che lo circondano, e quindi sempre alla ricerca di qualcosa di più, che dia un senso alla sua vita,
    che lasci un segno del suo passaggio nel mondo ed essere ricordato anche dopo la sua morte.

    gesagt am 

  • 0

    Tra tutte le tipologie piratesche, la figura del quartiermastro John Silver, che ha avuto i suoi natali nel “L’isola del tesoro” di Stevenson, è quella più enigmatica.
    (Johnny Depp è quella più. Pi ...weiter

    Tra tutte le tipologie piratesche, la figura del quartiermastro John Silver, che ha avuto i suoi natali nel “L’isola del tesoro” di Stevenson, è quella più enigmatica.
    (Johnny Depp è quella più. Più più più. Vabbuò)

    Silver è ambiguo: abilissimo cuoco, espertissimo marinaio, buon compagno, ma anche spietato e crudele, tale che la sua aura diabolica lo accompagna prima e dopo il suo manifestarsi.
    (un prototipo del dottor Jekyll e del signor Hyde)

    Silver ha ispirato la mano di Larsson – così immagino, cantami oh Silver la vita, l’arme il mare e la morte -affinchè registrasse il suo diario, un’autobiografia scritta quando ormai il corpo non seguiva più il guizzo vitale.
    I ricordi delle sue avventure - più di un gatto con sette vite, sopravvivere al giro di chiglia, a due mesi incatenato come schiavo nella stiva della nave negreria, agli arrembaggi e agli ammutinamenti, alle tempeste e alle lunghissime bonacce -sono racchiuse in pagine di puro piacere romanzesco.
    Le sue pause - le riflessioni rivolte a Defoe/Johnson, il cronista dei pirati, a Jim il protagonista del libro di Stevenson , la letteratura che parla con la letteratura, – hanno un sapore più malinconico.

    E’ difficile appendere al chiodo, soprattutto quando si è molto vissuto.
    E’ ancora più difficile quando si è molto voluto vivere, in piena libertà e seguendo solo la propria bandiera - anche a costo della vita degli altri.

    Una vita che non sopravviva alla propria morte, in un modo o nell’altro, sulle pagine di un libro o sulla bocca della gente, non è che una cacatura di mosca. O rugiada che evapora al sole.

    E’ solo una questione di stile, lo si può dire in modo prosaico o poetico, la sostanza è la stessa.
    Non c’è grande differenza tra una cacatura di mosca e una goccia di rugiada che evapora al sole.
    (Ma secondo me non c’è neanche grande differenza tra una vita che sopravvive alla propria morte e un’altra. Almeno per chi è morto.)

    Bella lettura d’evasione e non solo.
    Se c’è una cosa da cui ci si deve tenere lontani, se si vuole restare sani di mente, è proprio la scrittura”.
    [Sagge parole]

    gesagt am 

  • 1

    Finalmente.....

    .... l'ho finito !!!
    non ho ancora capito come un romanzo cosi' ricco di avvenimenti sia cosi' noioso e pesante.
    non mi ha preso, non mi ha coinvolto ne' emozionato.
    Sto Long John Silver mi ha fatto a ...weiter

    .... l'ho finito !!!
    non ho ancora capito come un romanzo cosi' ricco di avvenimenti sia cosi' noioso e pesante.
    non mi ha preso, non mi ha coinvolto ne' emozionato.
    Sto Long John Silver mi ha fatto addormentare. Poco passionale troppo filosofico e troppo maestrino.
    Forse e' meglio che i miti restino tali come ce li siamo immaginati nell'infanzia

    gesagt am 

  • 4

    speravo di poter dare un voto più alto a questo romanzo che aveva delle premesse straordinarie. Per me è tra il buono e l'ottimo, perché a lungo andare mi ha convinto sempre meno... ovviamente si trat ...weiter

    speravo di poter dare un voto più alto a questo romanzo che aveva delle premesse straordinarie. Per me è tra il buono e l'ottimo, perché a lungo andare mi ha convinto sempre meno... ovviamente si tratta comunque di un ottimo romanzo.

    gesagt am 

  • 4

    Non può che provarsi simpatia per questo personaggio che non vuole farsi mettere in catene da nessuno e grazie ad una straordinaria forza di volontà e tanto coraggio e spavalderia emerge con successo ...weiter

    Non può che provarsi simpatia per questo personaggio che non vuole farsi mettere in catene da nessuno e grazie ad una straordinaria forza di volontà e tanto coraggio e spavalderia emerge con successo dalle situazioni più pericolose e difficili. Un'isola del tesoro rivisitata...

    gesagt am 

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