Longbourn House

Di

Editore: Einaudi (Supercoralli)

3.5
(342)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 382 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Ungherese

Isbn-10: 8806217623 | Isbn-13: 9788806217624 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giulia Boringhieri

Disponibile anche come: eBook , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Rosa

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  • 3

    3 Stelle meno meno.
    Un'idea intrigante, ma un risultato decisamente deludente.
    La scelta di fare di Longbourn House la cornice per il proprio romanzo è stata forse azzardata da parte dell'autrice perc ...continua

    3 Stelle meno meno.
    Un'idea intrigante, ma un risultato decisamente deludente.
    La scelta di fare di Longbourn House la cornice per il proprio romanzo è stata forse azzardata da parte dell'autrice perché qualsiasi lettore abbia amato Orgoglio e pregiudizio non può non storcere il naso di fronte al trattamento riservato ai personaggi della Austen.
    Ne ho parlato molto più approfonditamente qui: http://libraiainsoffitta.blogspot.it/2017/05/il-libro-del-giorno-longbourn-house-di.html

    ha scritto il 

  • 4

    Forse ad un lettore distratto Longbourn House non dice molto ma se si specifica che il proprietario della tenuta altri non è che Mr Bennet con moglie e figlie, allora tutto è più chiaro.
    Subito ci tor ...continua

    Forse ad un lettore distratto Longbourn House non dice molto ma se si specifica che il proprietario della tenuta altri non è che Mr Bennet con moglie e figlie, allora tutto è più chiaro.
    Subito ci tornano alla mente le atmosfere ottocentesche di "Orgoglio e Pregiudizio": le scenate di Mrs Bennet, la pacatezza di Jane, la testardaggine di Elizabeth, i balli, gli incontri, i dubbi e le emozioni che la nascita di nuovi amori porta con sé.
    Questa volta però la storia che tutti conosciamo rimarrà a fare da sfondo alle vicende della servitù di casa Bennet, la stessa che giorno dopo giorno si prende cura dei suoi abitanti custodendone segreti, gioie e dolori.
    Non meno importanti, però, sono anche le loro storie e grazie a Sarah, giovane cameriera tuttofare, entreremo nel loro mondo fatto sì di duro lavoro e routine opprimente ma anche di sentimenti e speranze.
    Questo libro è sicuramente un affresco storico affascinante che ci aiuta a capire meglio l'epoca di Jane Austen, quando dietro a una signorina ben vestita c'era il lavoro di chi aveva lavato e stirato l'abito, pulito e lucidato gli stivaletti, acconciato i capelli scottandosi con il ferro caldo, ascoltato le chiacchiere infinite della signora.

    "I personaggi principali di Longbourn House in Orgoglio e Pregiudizio sono dei fantasmi: esistono unicamente al servizio della famiglia e della storia. Consegnano messaggi e guidano carrozze; eseguono commissioni quando nessun altro metterebbe piede fuori di casa; sono coloro a cui viene "delegato" l'acquisto delle rose da scarpe per il ballo a Netherfield sotto una pioggia torrenziale. Ma sono anche - perlomeno nella mia testa - persone." - Jo Baker

    ha scritto il 

  • 3

    L'idea di tenere in sottofondo Orgoglio e Pregiudizio è interessante, come pure la descrizione di vita quotidiana. Sono meno convinta da alcune interpretazioni e rielaborazioni che l'autrice compie su ...continua

    L'idea di tenere in sottofondo Orgoglio e Pregiudizio è interessante, come pure la descrizione di vita quotidiana. Sono meno convinta da alcune interpretazioni e rielaborazioni che l'autrice compie sui protagonisti della Austen. La parte in cui si va oltre Orgoglio e Pregiudizio mi ha lasciata piuttosto perplessa.

    ha scritto il 

  • 2

    Mah!

    Purtroppo il romanzo non mi ha particolarmente colpito, emozionato neanche a dire. Non saprei nemmeno bene spiegare il perché: la scrittura dell'autrice? Forse. I personaggi? In effetti non ho provato ...continua

    Purtroppo il romanzo non mi ha particolarmente colpito, emozionato neanche a dire. Non saprei nemmeno bene spiegare il perché: la scrittura dell'autrice? Forse. I personaggi? In effetti non ho provato simpatia per nessuno di loro, ricchi o poveri che fossero... La storia? Mah!
    Semplicemente la lettura non mi ha proprio coinvolto.

    ha scritto il 

  • 2

    Melò presuntuoso e senza classe

    La prima metà, con la descrizione della vita quotidiana ai piani bassi di Longbourn, è anche piacevole e scorre veloce, anche se chi parla di buono stile mi pare azzardato - o di povere letture. Comun ...continua

    La prima metà, con la descrizione della vita quotidiana ai piani bassi di Longbourn, è anche piacevole e scorre veloce, anche se chi parla di buono stile mi pare azzardato - o di povere letture. Comunque, come libro lieve da leggere in vacanza (e post Guerra e Pace), è stata una metà godibile. Dalla seconda parte in poi, tuttavia, gli incontri, le descrizioni ed i colpi di scena diventano degni di un romanzetto rosa esposto in edicola. L'operazione di rovesciare Orgoglio e pregiudizio, che poteva risultare interessante, si è rivelata soltanto furba e piuttosto presuntuosa. Ad esempio, nel momento in cui l'autrice ha scelto (anche coraggiosamente, ma riuscendoci solo in parte e con tanti, troppi clichés) di dare spessore ad un personaggio bistrattato come Mrs Bennett, perché in cambio deve rendere una macchietta a una dimensione Wickham, che qui sembra un cattivo di Topolino? La sua rappresentazione è, a conti fatti, ridicola. Non parliamo poi di Mr. Bennett, con il quale sale su un pulpito e giudica, giudica, giudica (oltre a distorcerlo completamente - e poi dov'è l'amatissima ironia del personaggio?) cosa che, verso un personaggio che non è nemmeno suo, mostra solo una grande presunzione. Non mi addentro nemmeno nella caratterizzazione di Darcy, perché il desiderio di mostrarlo di nuovo a rovescio con gli occhi di Sarah è solo l'ennesima furbata di basso stile.
    La mancanza di classe e di ironia è particolarmente grave se pensiamo che ci si accosta ad una maestra di entrambe le qualità come la Austen. Forse avrei potuto perdonare di più se il libro si fosse interrotto un po' in sospeso su quel "Lavorare!", senza l'incredibile harmony finale.

    ha scritto il 

  • 4

    Pienamente soddisfatta da questo romanzo perchè mi ha regalato ore di vero piacere, scrittura accurata, scorrevole, e anche avventuroso. I due protagonismi mi sono piaciuti molto, ma tutti i personagg ...continua

    Pienamente soddisfatta da questo romanzo perchè mi ha regalato ore di vero piacere, scrittura accurata, scorrevole, e anche avventuroso. I due protagonismi mi sono piaciuti molto, ma tutti i personaggi della servitù sono ben caratterizzati ed entrano subito nelle simpatie del lettore.
    Brava la scrittrice a coniugare i fatti di Orgoglio e pregiudizio che si svolgono in sottofondo con le storie personali di Sarah e James, e finalmente Mrs Hill ha un volto, delle emozioni dei sentimenti.
    Mi è piaciuto molto anche il dettaglio dei lavori domestici e di come erano svolti all'epoca, non doveva essere una passeggiata di salute, solo il bucato era da schiantare!

    ha scritto il 

  • 3

    Bello!

    Rivivere Orgoglio e pregiudizio da un altro punto di vista, ma soprattutto, scritto bene non è stato per niente male. Jo Baker ci riporta indietro nel tempo costruendo una storia diversa ma concatenat ...continua

    Rivivere Orgoglio e pregiudizio da un altro punto di vista, ma soprattutto, scritto bene non è stato per niente male. Jo Baker ci riporta indietro nel tempo costruendo una storia diversa ma concatenata a quella che conosciamo noi. Non è la famiglia Bennet, Elizabeth, Jane e sue terribili sorelle minori, o la Signora Bennet con i suoi nervi ad essere protagonista della storia, anche se capiterà di trovarla nelle parole, nelle pagine che leggiamo. I protagonisti veri di questa storia sono le persone che nei romanzi non fanno mai la parte dei protagonisti, ma che senza di loro, i protagonisti veri, non potrebbero nemmeno vivere. Quante volte abbiamo letto nel romanzo “ufficiale” la Signora Bennet chiamare Hill? Ma chi è veramente Hill? Ecco, in questo romanzo, saranno proprio i domestici di casa Bennet e delle altre famiglie di Orgoglio e Pregiudizio ad essere i protagonisti. E’ una sorta di storia parallela che s’intreccia alle vere vicende della Famiglia Bennet, senza però cambiare di nulla della trama originale, aggiungendo il “retro del quadro” dipinto dalla Austen. La Baker scrive un romanzo molto intelligente, con ricche descrizioni degli usi e dei costumi quotidiani dell’epoca di Orgoglio e pregiudizio e fa immergere il lettore nelle retrovie della casa, dove a farla da “padroni” sono i domestici. La protagonista è Sarah. Sarah è poco più che adolescente ed è stata da poco presa a servizio dalla famiglia Bennet su consiglio di Mrs. Hill. Sarah è orfana e questa per lei è più che un’opportunità. Avrà da mangiare e i vestiti smessi delle figlie della padrona, e un tetto sulla testa. Sono le sue riflessioni quelle che leggeremo. I pesanti doveri che una domestica aveva a quei tempi e che ci introducono nelle fredde stanze della servitù o in quelle animate dalla frenetica attività giornaliera che ogni domestica doveva eseguire. I compiti ci appaiono immediatamente tanti e gravosi, soprattutto per una ragazza così giovane. Ci sono così tante cose da fare in un giorno solo, che Sarah la sera ha soltanto voglia di buttarsi su di un letto e dormire. Ma tante volte nemmeno questo è concesso; delle volte bisogna aspettare le signorine che tornino dalle feste, perché bisogna che abbiano pronto il tè per riscaldarle dal freddo invernale e che gli si prenda i soprabiti e si ritiri i vestiti sporchi. Ci spiace vedere una Sarah che soffre per i geloni sulle sue mani, mentre legge un libro che con generosità le è stato prestato da Elizabeth. Vediamo le relazioni della famiglia dal di fuori, visti con occhi che probabilmente non riescono a capire tutti gli orpelli della società dell’epoca. La Baker fa correre una luce concreta per ogni stanza di Longbourn House, illumina angoli noti e, più spesso, quelli bui, prima ignoti al lettore, senza omettere scomodi dettagli, senza sottintendere ciò che pare scontato, palesando, invece, l’immagine più autentica della realtà storica e sociale, il “non visto” della storia austeniana. Viste con gli occhi di Sarah, le sorelle Bennet non sono poi così attraenti. Persino la dolce Jane resta sempre distaccata e irraggiungibile, quasi eterea, e la compassione sua e di Elizabeth per la giovane domestica risulta passeggera, presto dimenticata, restituendola all'invisibilità caratteristica della servitù. A volte le nostre eroine peccano addirittura d'insensibilità, accampando pretese spesso estenuanti per la servitù, come andare a Meryton sotto la bufera il giorno stesso del ballo di Netherfield perché tutte e cinque le sorelle Bennet hanno dimenticato di acquistare nastri a tinta con gli abiti e le roselline per decorare le scarpette da ballo. Quello della Baker non è, comunque, un romanzo per colmare le “omissioni” della Austen, ma per dare una più realistica visione che dell’epoca, che la stessa Austen, facendone parte, era restia a dare. Tornando alla storia di Sarah, la troviamo presto protagonista di una storia d’amore che pare rasentare, almeno all’inizio, lo stesso fraintendimento che in Orgoglio e pregiudizio si ha tra Elizabeth e Darcy. Si ripete persino una sorta di triangolo che nel primo si aveva con Wickham e qui con il maggiordomo dei Bingley. Scopriremo durante tutta la storia il vero carattere dei personaggi, sebbene la somiglianza si limiti molto alla superficie. Il romanzo è comunque ben scritto, scorrevole e piacevole da leggere. Fa piacere ritrovare, anche se in pochi scarni accenni, Lizzie e la famiglia Bennet, anche se visti con gli occhi non troppo contenti di Sarah. In Longbourn House troviamo una nuova storia, connessa sì ad Orgoglio e pregiudizio, ma con un’anima propria, che va a completare il delicato romanzo austeniano. Voto: 7,5

    ha scritto il 

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