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L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica

Arte e società di massa

By Walter Benjamin

(1158)

| Paperback | 9788806154431

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Book Description

La Gioconda su un foulard o l'incisione di un concerto di Ravel diretto dall'autore stesso e ogni giorno riascoltabile sono due esempi di quel fenomeno che Benjamin definisce "la perdita dell'aura" nell'epoca della riproducibilità tecnica dell'arte, Continue

La Gioconda su un foulard o l'incisione di un concerto di Ravel diretto dall'autore stesso e ogni giorno riascoltabile sono due esempi di quel fenomeno che Benjamin definisce "la perdita dell'aura" nell'epoca della riproducibilità tecnica dell'arte, ossia la perdita del "qui e ora" magico ed unico che si fonde con la creazione artistica e la contraddistingue. Nel chiuso di una automobile, ad esempio, mediante un mangianastri si può ascoltare quel concerto di Ravel al di fuori della sua unicità spazio-temporale, oggettivandolo e spersonificandolo. Nondimeno, la perdita del carisma insito nell'opera d'arte, "unica" eppure riprodotta, non è deplorata da Benjamin con quell'attegiamento aristocratico che contraddistingue alcuni esponenti della Scuola di Francoforte. Egli collega infatti la "perdita dell'aura" nella società contemporanea all'irruzione delle masse sulla scena e alla loro richiesta di cultura che è gioco forza diventi una merce. La riproduzione dell'opera d'arte in "sede impropria" non ne comporta una perdita di qualità, ma piuttosto una desacralizzazione, il che favorisce un'esperienza laica della cultura e ne sostituisce il valore rituale con un valore espositivo antiestetizzante.

70 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Opera notissima e citatissima, è pubblicata assieme ad altri brevi saggi sulla storia della fotografia, su un collezionista d'arte e su Bertolt Brecht.
    Ha più di uno spunto acuto e interessante, ma in generale è molto datata e ancorata all'epoca stor ...(continue)

    Opera notissima e citatissima, è pubblicata assieme ad altri brevi saggi sulla storia della fotografia, su un collezionista d'arte e su Bertolt Brecht.
    Ha più di uno spunto acuto e interessante, ma in generale è molto datata e ancorata all'epoca storica in cui è scritta. Proprio questo però è un ulteriore motivo di interesse: l'arte negli anni '30 del '900 era in ebollizione la fotografia e il cinema, ancor molto giovani, mostravano esplosivamente che il linguaggio artistico stava cambiando.

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    zioluc said on May 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un'officina di riflessioni

    Spinto come sempre dalla curiosità, nonché da un titolo che da solo è tutto un programma, ho voluto affrontare questo breve saggio di Benjamin, in modo da dare un senso compiuto ad alcune citazioni in cui mi ero imbattuto. Come per tutte le opere imp ...(continue)

    Spinto come sempre dalla curiosità, nonché da un titolo che da solo è tutto un programma, ho voluto affrontare questo breve saggio di Benjamin, in modo da dare un senso compiuto ad alcune citazioni in cui mi ero imbattuto. Come per tutte le opere importanti, la qualità di questo saggio sul cambiamento radicale dell'arte e della sua percezione nel ventesimo secolo, più che fornire risposte alimenta domande, riflessioni, idee. Nonostante sia stato portato a compimento negli anni trenta, riesce a far luce su molta dell'arte che è seguita, nonché sugli sviluppi della fotografia e del cinema, qui attentamente analizzati, che sono venuti in seguito, la televisione in primis. E' vero: l'arte ha perso la sua "aura" mitica, sacra, irraggiungibile, sia per volontà degli artisti stessi, sia perché è radicalmente cambiato il modo di avvicinarsi a essa. L'arte non sta più nell'oggetto: ce l'abbiamo ovunque, la possiamo riprodurre quando ci piace ed è diventata parte della nostra esperienza quotidiana. Questo significa che non ne abbiamo più bisogno? Al contrario: è diventata altro, ma rimane fondamentale per la nostra umanità. Molto consigliato, se l'arte, per voi, non ha mai smesso di porvi domande e se voi stessi volete continuare a porvene.

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    Zio Gio said on Jan 19, 2014 | Add your feedback

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    Interessanti il saggio omonimo e quello sulla storia della fotografia. Gli altri ho fatto fatica ad apprezzarli.

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    matz said on Dec 8, 2013 | Add your feedback

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    L'estetica è una disciplina che (mi) affascina molto. Tuttavia, alcuni saggi sono più scorrevoli ed inerenti all'argomento, ed altri un po' meno, così come lo stile, nonostante W.Benjamin sia un autore moderno (di conseguenza lo stile dovrebbe essere ...(continue)

    L'estetica è una disciplina che (mi) affascina molto. Tuttavia, alcuni saggi sono più scorrevoli ed inerenti all'argomento, ed altri un po' meno, così come lo stile, nonostante W.Benjamin sia un autore moderno (di conseguenza lo stile dovrebbe essere abbastanza "accessibile"). Ma soprattutto mi chiedo: sarò io ignorante o non avrò capito nulla, ma che cavolo c'entra il proletariato, il comunismo, ecc. con l'estetica? D'accordo, in quest'opera, l'estetica è correlata all'arte e alle altre manifestazioni letterarie e culturali, alla politica e alla contemporaneità, però bah!
    Do la quarta stellina perchè l'estetica mi piace molto.

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    VaMu said on Nov 20, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    E' un'enorme pippa mentale utilissima se studi filosofia estetica o storia dell'arte. Non consiglio la lettura del saggio di Cacciari all'inizio di questa edizione del libro, perchè ti viene voglia di vomitare e stracciare il libro.

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    Absinthement said on Nov 16, 2013 | Add your feedback

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    Lo sto rileggendo più volte, ma veramente non capisco quale sia il senso, a quale conclusione finale voglia arrivare questo contorto discorso. L'arte che è diventata di massa è uno strumento delle dittature? E poi tutto il discorso sul fatto che l'ar ...(continue)

    Lo sto rileggendo più volte, ma veramente non capisco quale sia il senso, a quale conclusione finale voglia arrivare questo contorto discorso. L'arte che è diventata di massa è uno strumento delle dittature? E poi tutto il discorso sul fatto che l'arte perde la sua aura eccetera eccetera che gran pippone assurdo è???
    Un testo che gira "a vuoto" con riflessioni casuali spacciate come grandi analisi. Il classico testo in cui l'autore, dall'alto della propria "conoscenza", vuole parlare a tutti i costi di proprie riflessioni campate per aria come se fossero scoperte incredibili facendole sembrare tali perché scritte in modo colto/filosofico/persuasivo. Modi di scrivere che ti fanno quasi stare dalla parte dell'autore, quando non si sta parlando altro che del nulla, di qualcosa che non è per nulla così nei fatti, ma solo nelle testa di qualcuno che prima ha scritto/detto qualcosa di veramente interessante e ora tutto quello che dice è "oro colato", come in questo caso in cui la situazione descritta da Benjamin è diametralmente opposta a quella reale!

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    P.!!! said on Sep 18, 2013 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (1158)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Paperback 184 Pages
  • ISBN-10: 8806154435
  • ISBN-13: 9788806154431
  • Publisher: Einaudi (Piccola Biblioteca Einaudi. Nuova Serie, 34)
  • Publish date: 2000-01-01
  • Also available as: Mass Market Paperback , Others
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