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Lord of the Flies

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4.0
(13671)

Language:English | Number of Pages: 208 | Format: Others | In other languages: (other languages) Chi traditional , Spanish , German , Chi simplified , French , Italian , Polish , Russian , Catalan , Swedish , Portuguese , Japanese , Greek , Galego , Czech , Farsi , Korean , Dutch , Estonian

Isbn-10: 0399529012 | Isbn-13: 9780399529016 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Audio Cassette , Hardcover , Library Binding , School & Library Binding , Audio CD , Unbound , eBook

Category: Fiction & Literature , Social Science , Teens

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Book Description
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  • 0

    La violenza è innata nell'uomo

    Un romanzo con un alto significato, al di là della trama, che pure merita.
    I ragazzi sopravvissuti all'incidente aereo, fanno presto a mettere su una società modellata su quella degli adulti, mostrand ...continue

    Un romanzo con un alto significato, al di là della trama, che pure merita.
    I ragazzi sopravvissuti all'incidente aereo, fanno presto a mettere su una società modellata su quella degli adulti, mostrando che alcuni comportamenti riprovevoli sono insiti nell'animo umano e fanno parte della sua natura.
    Si legge con una facilità incredibile e ogni capitolo finito lascia il desiderio di iniziare il successivo, per sapere come procedano i fatti.
    Una pietra miliare della letteratura del secolo scorso.

    said on 

  • 2

    Domenica sera ho iniziato questo libro e ieri sera l'ho chiuso (PER FORTUNA) e spero di dimenticarmene presto.
    Il genere distopico non è fra i miei preferiti, non per chissà quali ragioni, ma possiamo ...continue

    Domenica sera ho iniziato questo libro e ieri sera l'ho chiuso (PER FORTUNA) e spero di dimenticarmene presto.
    Il genere distopico non è fra i miei preferiti, non per chissà quali ragioni, ma possiamo accendere il telegiornale per trovarsi dentro alla realtà dei nostri giorni che non differisce troppo dal genere distopico.
    Questo genere tendo ad evitarlo perché di negatività e schifezza ce n'è anche troppa, ma me l'avevano regalato quindi non potevo lasciarlo li.
    Lo so, forse la prendo nel verso sbagliato ma non me ne frega nulla!
    Così come 1984 anche questo "romanzetto", ("etto" perché sono solo 200 pagine), è brutale e violento psicologicamente.
    Dei ragazzini, causa incidente aereo, sono costretti in un isola deserta.
    Da subito si formeranno gerarchie: il più figo, lo sfigato, il pazzo, i deficienti, i cacciatori e la bestia.
    Dovranno cavarsela e presto inizieranno i primi "massacri" ai maiali, dopo di che non contenti, si passerà alla caccia al ragazzo.
    Ebbene si, i gruppi si divideranno, la pazzia e la stupidaggine che solo l'uomo (grande o piccolo) può covare, degenererà nel caos e nella distruzione.
    Certo, perché? Potevamo forse aspettarci che fossero diversi i comportamenti? Ovvio che no, non sarebbe diventato un Classico.
    Potevamo forse aspettarci che ci fosse qualcosa di costruttivo? Ma stiamo scherzando?
    Mi ha fatto arrabbiare, mi ha stancato, mi ha innervosito e a volte mi ha fatto saltare pagine.
    Non so perché tutto questo fastidio, forse perché non c’è nulla di diverso da ciò che sentiamo tutti i giorni tranne che non siamo in un’isola deserta.
    Mi ha dato sensazioni brutte, negative, tristi.
    Non mi ha lasciato nozioni, ne conoscenza in più di quella che già avevo acquisito dopo 29 anni di vita. Bensì la solita stessa solfa, trita e ritrita della stupidità umana (non di tutti ovviamente, non voglio fare di tutta l’erba un fascio!!).
    Questi ragazzini che si comportano come bestie feroci.
    Caccia al più debole, riti e cantilene inquietanti.
    L’uomo che si trova braccato finalmente come se fosse un maiale. BAD KARMA!!!
    Mi ha disturbato e forse è questo il motivo per cui un classico viene ritenuto tale.
    (Lo penso davvero? adesso lo metto in dubbio!)
    Questa tipologia di libri arrivano violenti dentro al cervello e te lo tengono sconquassato per svariati giorni.
    Sviluppando il lato pragmatico, posso solo dire che la narrazione è spesso lenta e con lunghe descrizioni dell’isola. Un po’ per girare intorno alla storia di questi ragazzini.
    I personaggi sono quelli standardizzati che ho elencato sopra: il protagonista eroe, lo sfigato che si rivela l’unico che ha buon senso ma che fa sempre una brutta fine, il cattivo, gli sgherri del cattivo e via dicendo.
    Nessuna empatia ovviamente, non c'è tempo per crearla perché la storia è già conclusa.
    Fai solo a tempo a provare odio e rabbia e sinceramente non vedevo l’ora di finirlo.
    Lo consiglierei?
    Dicono che essendo un classico, va letto, anche se non piace.
    Io non sono proprio d’accordo.
    UN LIBRO a prescindere dal classico, va letto se sai che ha qualcosa da comunicare.
    E questo non lo consiglierei.
    Rebecca

    said on 

  • 2

    Mi aspettavo certamente di più da questo libro e da un premio Nobel, invece l'ho trovato un po' piatto, con una trama che fatica ad essere fluida e che decolla e ha un minimo di suspance solo nelle ul ...continue

    Mi aspettavo certamente di più da questo libro e da un premio Nobel, invece l'ho trovato un po' piatto, con una trama che fatica ad essere fluida e che decolla e ha un minimo di suspance solo nelle ultime dieci pagine (della serie non vedevo l'ora di finire il libro per prenderne in mano un altro). È interessante l'idea di mostrare come anche una società di ragazzi e bambini alla fine dimostri di comportarsi esattamente come una società di adulti, violenza e soprusi compresi, ma ho trovato sia la trama che la scrittura piuttosto carenti.

    said on 

  • 4

    L'uomo produce il male come le api producono il miele

    L’aereo su cui viaggiavano un gruppo di ragazzini, la cui età oscilla tra i sei e i tredici anni, precipita su un’isola deserta, molto probabilmente a causa di in un conflitto armato di cui non avremo ...continue

    L’aereo su cui viaggiavano un gruppo di ragazzini, la cui età oscilla tra i sei e i tredici anni, precipita su un’isola deserta, molto probabilmente a causa di in un conflitto armato di cui non avremo ulteriori informazioni.
    I primi personaggi che osserviamo sono Ralph e un bambino grassoccio di cui non sapremo mai il vero nome, ma conosceremo come Piggy, il soprannome datogli dai suoi compagni di classe.
    Ralph è eccitato all’idea di trascorrere del tempo sull’isola senza la supervisione di alcun adulto, Piggy, più pratico, pensa a come radunare gli altri e a come organizzarsi.
    I due rappresentano, almeno inizialmente, le due schiere in cui si divideranno nel corso del romanzo i ragazzini.
    Piggy si dimostra intelligente e propone decisioni sagge, ha la stoffa del leader, ma non gli verrà riconosciuta dato l’aspetto fisico.
    Ralph invece viene eletto capo, soprattutto grazie all’autorevolezza donatagli dalla conchiglia con cui ha riunito tutti i bambini.
    Jack, un’altra figura dotata di autorità, già nella sua scuola dove era capoclasse e maestro del coro, si contrappone a Ralph. I due condivideranno momenti di sintonia e altri di estrema tensione.

    Nella prima parte del libro non emerge un protagonista principale ma seguiamo alcuni bambini, in particolare Ralph e Piggy. La seconda parte, invece, si concentra su Ralph che subisce un mutamento.
    Il peso del suo ruolo lo fa maturare e gli impedisce di lasciarsi andare agli istinti più basilari e tenere a mente quanto è necessario fare.
    Interessante nel romanzo è infatti la reazione di ciascun bambino a una vita in cui viene meno non solo la fondamentale presenza degli adulti, ma anche ogni tipo di pudore. Se, inizialmente viene istituita una forma di governo democratica, in cui ciascun bambino può dire la sua, ben presto le cose sono destinate a cambiare.
    Jack è sicuramente il personaggio più controverso, mostra sin da subito un’indole violenta e arrogante. Dunque, se da una parte, vediamo Ralph e Piggy lamentare la mancanza di un adulto che, nella loro visione, avrebbe sicuramente saputo cosa fare e chiedere agli altri di rispettare le regole che si erano posti per avere una chance di essere salvati.
    Dall’altra, molti ragazzi si lasciano andare ai loro istinti più selvaggi. Nascondendo la loro coscienza dietro maschere di creta. Feroci e senza regole.

    da http://pausalibro.blogspot.it/2015/02/il-signore-delle-mosche-di-william.html

    said on 

  • 5

    Interessante e drammatica storia di un gruppo di ragazzini inglesi che si ritrova su un'isola deserta a seguito di un atterraggio di fortuna. Il contesto storico è molto vago, sappiamo solo che è in c ...continue

    Interessante e drammatica storia di un gruppo di ragazzini inglesi che si ritrova su un'isola deserta a seguito di un atterraggio di fortuna. Il contesto storico è molto vago, sappiamo solo che è in corso una non meglio precisata guerra, e i ragazzi si ritroveranno a dovere sopravvivere e ad autogestirsi come meglio riescono.
    Il pessimismo antropologico espresso da golding è sicuramente interessante. Sarà impossibile infatti per i ragazzi sottostare anche alle più basilari regole di cooperazione e buon senso, trovandosi molto più a loro agio in uno stato selvaggio dove vige la legge del più forte.
    Nonostante la giovane età dei protagonisti non ci viene risparmiato nessun dettaglio sulla loro condizione, riuscendo quindi a descrivere immagini tanto crude quanto realistiche.
    Dopo l'interessante inizio forse il romanzo soffre di un leggero momento di stanca nella fase centrale, ma si riprende più che bene nella fase finale riuscendo a essere sempre più coinvolgente.

    said on 

  • 4

    Non sapevo cosa aspettarmi da questo libro, come la maggior parte dei miei acquisti, e devo dire che mi è piaciuto. Descrive molto bene cosa possa diventare la società senza darsi delle regole, ricord ...continue

    Non sapevo cosa aspettarmi da questo libro, come la maggior parte dei miei acquisti, e devo dire che mi è piaciuto. Descrive molto bene cosa possa diventare la società senza darsi delle regole, ricordandoci che tutto sommato anche l'uomo non è che una bestia, ma più "educata" (nel senso di cultura). La scelta di mettere dei ragazzini come protagonisti è azzeccatissima, proprio perché ancora guidati più dall'istinto che dalla ragione. Sono stati caratterizzati benissimo, dal riflessivo all'arrogante, suscitando al lettore tutte le emozioni che possono suggerire le varie personalità (non ho mai odiato tanti personaggi in un solo libro).
    Anche il lato avventuroso è ben descritto, appassiona e non stanca... ma, in generale, tutto il libro fila via che è un piacere.
    L'unica cosa che non ho ben capito è come fosse fatta l'isola, non so se per la traduzione adattata o se proprio perché descritta in maniera a mio parere un po' confusa (non ho letto in lingua originale, quindi non saprei dire dove sta il "problema").
    Ottima lettura, consigliato.

    said on 

  • 3

    Una visione troppo pessimistica dell'umanità.

    Quello che non mi è piaciuto in qeusto libro, e che emerge chiaramente dalla lettura, è la visione pessimistica che l'autore ha dell'umanità. Vi è una frase nel libro che ben rappresenta questa sua vi ...continue

    Quello che non mi è piaciuto in qeusto libro, e che emerge chiaramente dalla lettura, è la visione pessimistica che l'autore ha dell'umanità. Vi è una frase nel libro che ben rappresenta questa sua visione: "L'uomo produce il male come le api producono il miele".
    La capacità narrativa e linguistica di Golding è indiscutibile.

    http://www.mr-loto.it/recensioni/il-signore-delle-mosche.html

    said on 

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