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L'origine delle specie

o La preservazione delle razze privilegiate nella lotta per la vita

By Charles Darwin

(216)

| Paperback | 9788882893644

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Book Description

L'idea che gli esseri viventi abbiano trovato origine in forme elementari primordiali, dalle quali si sarebbero poi sviluppate per gradi le specie attuali, si ritrova, variamente abbozzata, nella storia del pensiero dai Greci in poi: ma solo con Char Continue

L'idea che gli esseri viventi abbiano trovato origine in forme elementari primordiali, dalle quali si sarebbero poi sviluppate per gradi le specie attuali, si ritrova, variamente abbozzata, nella storia del pensiero dai Greci in poi: ma solo con Charles Darwin questa intuizione raggiunge una struttura sistematica e una fisionomia definita. Sulla base d'un numero imponente di dati, osservazioni, raffronti sulla flora e la fauna di differenti latitudini, il giovane naturalista inglese giunse, verso la metà del secolo XIX, a conclusioni sconvolgenti, rivoluzionarie circa l'origine della vita. La pubblicazione, nel 1859, dei risultati delle sue ricerche, procurò a Darwin la notorietà, la gloria, e il biasimo a un tempo. Il successo editoriale fu prodigioso, la prima edizione (oltre mille esemplari) fu esaurita in un giorno.
Con quest'opera rigorosa e straordinaria, Darwin scardinava la tradizione biblica della creazione del mondo, introducendo il concetto di una lenta evoluzione delle specie animali e vegetali da antenati profondamente diversi.

70 Reviews

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    物競天擇,適者生存

    達爾文的「物種起源」是經典名著。重讀此書,覺得「物競天擇,適者生存」道盡了其精髓,前人誠不欺我。當初會在西方世界引起滔天巨浪,主要是因為它主張「物種只是特徵強烈顯著、穩定的變種」,不是被獨立創造出來的,牴觸了聖經所言,如今「演化」倒是普遍被接受的常識了。
    自然界裡沒有飛躍、共同祖先、用進廢退、優勢、變異、性狀分歧、生存鬥爭、性選擇、自然選擇、最適者生存、絕滅…等關鍵字,已描繪出「天演論」的輪廓。有興趣的人,不妨一讀。

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    月一刀 said on Aug 17, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Come si può dare meno di 5 stelle a questo grandioso affresco della letteratura scientifica.
    Darwin non è stato solo un grandissimo naturalista, ha saputo mantenere alto il "discorso" sul metodo e unendo un'ottima capacità argomentativa ad una buona ...(continue)

    Come si può dare meno di 5 stelle a questo grandioso affresco della letteratura scientifica.
    Darwin non è stato solo un grandissimo naturalista, ha saputo mantenere alto il "discorso" sul metodo e unendo un'ottima capacità argomentativa ad una buona dose di modestia ha "creato" un autentico capolavoro.

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    Moreno said on Apr 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    10

    Unas de las mentes mas brillantes de todos los tiempos, dedico su vida a experimentar y observar la naturaleza dejandonos finalmente con un libro que cambio el mundo.
    Increible.

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    Over said on Sep 13, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    這本書買了有十多年了吧, 又用了幾乎二年才"爬"完. 真是有點用爬的.
    選這本書是因為有太多信仰及非信仰上和演化論上的爭論一直puzzle著我, 因為聽了很多還是沒人很清楚的點出中間的衝突點在那裡. 我一直也認為用"進化"是不如用"演化"來的好.

    其實, 爬過前面1/4到1/3, 已經對很多疑問的答案有了點了解, 慢慢爬完也較有一個更完整的概念這伙到底要講什麼. 在某方面來說, 是, 達爾文是不負虛名, 但卻實也是有點名過其實(矛盾嗎?). 他確實是對於其理論作了廣泛而多方面的研究與論證, ...(continue)

    這本書買了有十多年了吧, 又用了幾乎二年才"爬"完. 真是有點用爬的.
    選這本書是因為有太多信仰及非信仰上和演化論上的爭論一直puzzle著我, 因為聽了很多還是沒人很清楚的點出中間的衝突點在那裡. 我一直也認為用"進化"是不如用"演化"來的好.

    其實, 爬過前面1/4到1/3, 已經對很多疑問的答案有了點了解, 慢慢爬完也較有一個更完整的概念這伙到底要講什麼. 在某方面來說, 是, 達爾文是不負虛名, 但卻實也是有點名過其實(矛盾嗎?). 他確實是對於其理論作了廣泛而多方面的研究與論證, 事實上對於一般批評的演化斷層及地區分佈的問題也已有所著墨, 還有其它許多細節的地方也都有討論, 對於所謂因胚胎時相似就說相關好像也沒啊. 當然這版應該是後來又增修的吧.

    不過, 就另一方面來說, 可以經由選擇來改變品種的外貌組織這在當時是已知的事啊(育種), 由此而延伸到自然界的生物物種的變化, 以當時的科學發展來說, 個人倒覺得這是遲早會得到的推論. (對於他與華萊士之間的在朝與在野的問題就不提了, 畢竟我不是專家).

    另外, 在由這演化論演變成的後來的社會進化觀點及白種人優越觀點等, 嗯, ... 也許不能把責任怪到他頭上, 但在此書中他確實是有這種競爭生存, 演化成較高等, ... 的觀點. 但他並未能提出其所謂之"競爭"的意識性.

    此外, 本書至今未有critics? 怎麼會啊, 這本書老實說真的寫的很不好哎, 至少以現代科普或專業論文的關點來看. 既無明確數據表達, 又長篇大論, 敘述性文字太多(贅言), 言不簡意不該賅. >

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    dodobird said on Apr 9, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Darwin... chi era costui?

    Oramai è diventato una sorta di leggenda: Colui che sconfisse le Bugie Religiose, creatore di una Nuova Era Scientifica, il Galileo della Biologia. Chi dice "Darwin", dice "Evoluzione"; egli è il Profeta che seppe rompere col pensiero corrente del te ...(continue)

    Oramai è diventato una sorta di leggenda: Colui che sconfisse le Bugie Religiose, creatore di una Nuova Era Scientifica, il Galileo della Biologia. Chi dice "Darwin", dice "Evoluzione"; egli è il Profeta che seppe rompere col pensiero corrente del tempo, l'unico che comprese quale fosse la Realtà delle Cose, il Paladino della Giustizia che seppe sfidare il Potere Clericale. Troppe maiuscole? Anche secondo me.
    Purtroppo, il buon vecchio Charles è stato mitizzato. Vorrei, quindi, smantellare un paio di credenze comuni legate alla "massizzazione" della sua figura.

    Prima di tutto, ricordiamo - ed è fondamentale - che di evoluzione già si parlava almeno 50 anni prima dell'uscita dell'Origine, ma possiamo trovare valide avvisaglie anche nel corso del XVIII secolo. Spariamo date: nel 1809 venne pubblicata la Philosophie zoologique di Lamarck, stesso anno in cui, come sotto ad una predisposizione astrale, nasceva Darwin; mentre l'Origine esce giusto giusto nel 1859. Non è dunque corretto asserire, come spesso si fa, che Darwin sia il padre dell'evoluzionismo: non c'è stata alcuna rivoluzione scatenata da un sol uomo, ma un lento progredire di un pensiero, certamente non preponderante, ma sicuramente più o meno diffuso all'interno del contesto scientifico in cui si inserisce Darwin.
    Quel che più si avvicina a un'innovazione è invece il concetto di Selezione Naturale, per la quale Darwin prese spunto dall'opera di Malthus. I miei dubbi circa il concetto di "svolta del pensiero" permangono sia per il fatto che la teoria era già stata formulata, anche se in ambito differente da quello biologico, sia e soprattutto perché due uomini diversi pervennero in contemporanea alle stesse conclusioni, partendo proprio dallo stesso testo di riferimento, cosa che fa pensare a una sorta di "autonascita" della teoria, per la quale non fosse necessario un essere geniale. L'altro uomo a cui faccio riferimento è il povero Alfred Russel Wallace, bistrattato da 150 anni di "darwinismo", a cui non posso non dedicare un piccolo spazio commemorativo. Perché non è diventato tanto famoso quanto il suo esimio collega? I maligni direbbero - e dicono - che Darwin era una sorta di barone dell'epoca, con tanti amici e molto influente nel suo campo, per cui finì col prevaricare sull'imberbe bricconcello che stava per fregargli la pubblicazione del secolo ("'A Charlie, e so' decenni che stai a lavora' su quer tomo; e mo' te fai rubba' l'idea? Ennò, eh!"). A parte il fatto che di Wallace si potrebbe dire tutto tranne che fosse imberbe, potrebbe essere che il maggior inserimento di Darwin nell'ambiente accademico abbia in qualche modo facilitato lui, accrescendone la notorietà; ma vorrei anche ricordare che, mentre Wallace si limitò - almeno per i primi tempi - ad un semplice articolo di poche pagine, Darwin decise di deliziare i posteri con un mattone di oltre 500 (per non parlare di tutte le altre opere, prima fra tutte la famigerata Origine dell'uomo), in cui si presuppone possa sviscerare a fondo la questione e fornire valide argomentazioni.
    Chiusa la parentesi "Wallace", faccio anche notare che Darwin non era il più darwinista di tutti: egli stesso non ha mai accettato di applicare unicamente la sua teoria ai fenomeni naturali, rifacendosi spesso a Lamarck, altro bistrattato, spesso identificato con "lo scemo che pensava che le giraffe abbiano sviluppato il collo lungo a suon di sforzi" (ma che sta avendo una rivalutazione in campo molecolare, specialmente grazie all'epigenetica). L'idea, imperante nei corsi di biologia, di Darwin e della sua Selezione Naturale come concetto unico e fondamentale per inquadrare l'evoluzione deriva da una formulazione successiva ad opera dei fedelissimi (fondamentale il lavoro di Weismann, ma basti pensare allo stesso Wallace che rifiutò il concetto di ereditarietà dei caratteri fin da subito): paradossalmente, il vero Darwin era di idee più aperte di quelle che gli vengono correntemente attribuite.
    Riassumendo, la - secondo me - errata mitizzazione di Darwin consiste nell'ascrivergli un primato rivoluzionario, scordandoci sia del contesto storico in cui viveva, sia del fatto che la sua teoria abbia subito delle raffinazioni successive non attribuibili alla versione originale.

    Per quanto non mi piaccia assolutamente, mi sento anche in dovere di spendere due paroline (proprio poche, eh!) circa il ruolo del Nostro all'interno della querelle tra evoluzionisti e creazionisti. A chi dice che "l'evoluzione è solo una teoria", rispondo rifacendomi a uno scritto dell'ottimo S. J. Gould (Evoluzione come fatto e come teoria, pubblicato da Feltrinelli in Quando i cavalli avevano le dita, per chi voglia approfondire): che le specie si evolvano è un fatto, naturalmente nei limiti che la scienza può attribuire a questa parola, comprovato da parecchie evidenze di matrice differente; quello che resta teoria è che questo processo avvenga secondo il principio della Selezione Naturale. Per par condicio, vorrei altresì ricordare agli "evoluzionisti della domenica", i quali sono soliti utilizzare l'evoluzionismo come arma contro i Credi religiosi, che, in senso lato, Scienza e Fede non fanno a cazzotti e il caso particolare non differisce dal generale: è lo stesso Darwin a dirci che il fatto che le specie si evolvano non implica affatto che non ci sia stato un qualche soffio vitale iniziale che abbia dato il via al processo (leggi pure: Dio).

    Quello che realmente avrei voluto fare, nel recensire questo libro, era mettere nero su bianco l'idea che mi sono fatta di lui, a prescindere da ogni pregiudizio, semplicemente leggendo l'Origine. Dopo aver distrutto il Mito, vorrei dunque ricostruire l'Uomo, o, meglio, lo Scienziato: credo che realmente Darwin abbia dato un contributo fondamentale non solo alle Scienze Naturali ma anche alla visione della vita da parte dell'uomo comune, anche se in modo differente da quanto in genere si pensi.
    In ambito scientifico, è a lui che si deve la formulazione ampia e ben documentata dei concetti che già altri avevano teorizzato in modo meno deciso. In questo senso, mi ha dato l'idea diametralmente opposta a quella del Genio, che potrei schematizzare con quella di Scienziato: più che un'intuizione romantica da Beagle (su questo ci marciò persino lui!), si evince un lavoro assolutamente metodico e scientificamente ineccepibile, fatto di innumerevoli osservazioni ed esperimenti anche pluriennali condotti a molti livelli e volti a comprovare il suo pensiero; anzi, nella sua onestà intellettuale, Darwin non manca di analizzare anche i punti deboli della sua teoria e le evidenze sperimentali che porterebbero a dubitare di essa. Ogni concetto è espresso con una ridondanza impressionante, sia a parole, sia tramite il confronto di diversi tipi di osservazioni che portano allo stesso risultato. Per quanto sia logicamente necessario un buon cervello per analizzarli correttamente, si ha sempre l'impressione che "i fatti parlino da sé", e che il contributo di Darwin sia stato quello di permettere che essi si manifestassero sotto lo sguardo vigile di uno sperimentatore. E, onestamente, in quanto a "serietà" nella progettazione dei suoi esperimenti, mi pare proprio che il buon Charles distanzi ampiamente molti dei suoi moderni colleghi, che, in quanto a prove a favore delle loro ipotesi, si contentano di numeri ben inferiori. Non stupisce che abbia lavorato su quest'opera per un paio di decenni e che abbia continuato ad aggiornare le edizioni fino al '72.
    Ma questa esorbitante mole di dati fu anche un modo per apparire convincente agli occhi degli scettici, specialmente in campo religioso. A questo proposito, Darwin fu molto attento a moderare i toni nei punti più caldi del suo libro, e non mancano atti di palese lecchinaggio, cosa che gli risparmiò la pubblica infamia e la censura spirituale. Anzi, fin dalla prima uscita, le copie andarono esaurite molto in fretta, e le vendite non calarono mai nel corso degli anni. In realtà, per quanto piaccia l'idea dello scienziato che rema contro il pensiero religioso, c'erano state persone molto più "scomode" e che avevano pagato con l'ignominia la loro "insolenza". Darwin fu molto più diplomatico, altro che martire!
    Altro contributo importantissimo fu la scelta di una forma accessibile ai più: per quanto ricco di esempi pratici, il testo non contiene termini o concetti particolarmente ostici o tecnici; inoltre, Darwin curò un piccolo glossario volto a risolvere i dubbi di un lettore non specialista. In questo modo, riuscì a diffondere questi concetti (anche, come abbiamo detto, quelli già formulati o accennati da altri) al di fuori del mondo accademico, cosa non da poco.

    Passando ai consigli pratici, mi hanno fatto sorridere le recensioni in cui si parlava di un "libro bellissimo". Con tutto il rispetto che spero e penso di aver dimostrato nei confronti di Darwin e della sua opera, non ho mai letto niente di tanto pesante quanto L'origine delle specie. Penso si tratti di un libro importantissimo e doveroso da leggere per gli addetti ai lavori, ma non prendiamoci in giro: è una mattonata sullo stomaco, noioso all'ennesima potenza, e assolutamente prolisso. Credo di aver impiegato un annetto per leggerlo tutto (cosa che mi ha impedito di crearmi un'idea più profonda e ben definita), e, decisamente, non è libro da leggere, ma da studiare. Consigliato solo per chi è mosso da motivazioni storico-filosofiche; per tutti gli altri, basta cercare un buon saggio sull'argomento.

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    l'asino di buridano said on Nov 30, 2012 | 1 feedback

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