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L'oro dell'inferno

By Eric Frattini

(59)

| Others | 9788842918370

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Book Description

8 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Il quarto Reich

    Una storia documentata fatta libro. Non c'è nulla da dire nei confronti di Frattini che sa come intrattenere un lettore. Speriamo di non tornare sui passi dei tempi lontani.

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    robibaggio83 said on Aug 31, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non so...il libro di per se è intrigante...ha un buon ritmo e tratta di fatti concreti...frattini è talmente bravo da far credere che davvero sia andata come scrive....ma ho un problema...DAVVERO VOGLIO SIA ANDATA COSI'? DAVVERO POSSO CREDERE CHE GLI ...(continue)

    Non so...il libro di per se è intrigante...ha un buon ritmo e tratta di fatti concreti...frattini è talmente bravo da far credere che davvero sia andata come scrive....ma ho un problema...DAVVERO VOGLIO SIA ANDATA COSI'? DAVVERO POSSO CREDERE CHE GLI INTERESSI E LA CUPIDIGIA ABBIANO MACCHIATO LE MANI DI COSì TANTI INSOSPETTABILI? (CON VESTI BIANCHE BIANCHE...SE MI SPIEGO) MA è solo un racconto...e come tale lo tratterò...
    Lettura scorrevole...a tratti un pochetto caotica, con punti non del tutto chiariti...forse abbozzi di sceneggiatura che si voleva portare avanti ma, forse, alla fine è stata abbandonata per seguire fili logici e narrativi diversi, il protagonista è davvero di un'opportunismo incredibile..è sciatto ed irritante...ha ogni tanto un briciolo di umanità...ma vengo a preferire gli assassini nazisti(ed è tutto un dire) a Lui...son maggiormente coerenti con se stessi.
    il coinvolgimento di illustri è sconcertante...ma ahimè credo sia vero...le motivazioni finali...boh...la cronaca sui giornali , con l'aumento del razzismo, sembra spianargli la strada come detto nel romanzo...spero non succeda mai

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    Vherasil said on May 4, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Frattini ha prodotto veramente un bel libro, strabordante riferimenti storici accuratissimi, ben scritto e con una trama avvincente.L'argomento poi è interessantissimo, e questo libro anche se alla maniera di un romanzo,identifica in maniera precisa ...(continue)

    Frattini ha prodotto veramente un bel libro, strabordante riferimenti storici accuratissimi, ben scritto e con una trama avvincente.L'argomento poi è interessantissimo, e questo libro anche se alla maniera di un romanzo,identifica in maniera precisa responsabilità storiche su parecchi avvenimenti, sullo sfondo della fine della seconda guerra mondiale, il crollo del III Reich e la fuga sotto falsa identità di migliaia di gerarchi nazisti ad opera dell'organizzazione Odessa, con la fattiva collaborazione del Vaticano.Da leggere.

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    DavideDucks said on Apr 13, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    spy story storica, ma con troppe massime

    Come esiste la tradizione del romanzo storico, questo libro potrebbe definirsi una "spy story storica". Le vicende trattate sono infatti quelle dell'operazione Odessa, che portò al sicuro all'estero molti gerarchi nazisti, intrecciate con la posizion ...(continue)

    Come esiste la tradizione del romanzo storico, questo libro potrebbe definirsi una "spy story storica". Le vicende trattate sono infatti quelle dell'operazione Odessa, che portò al sicuro all'estero molti gerarchi nazisti, intrecciate con la posizione del Vaticano che avrebbe favorito tale fuga. Oltre ai tristemente noti nomi di nazisti come Bormann, Goebbels, Eichmann troviamo così quelli di Allen Dulles, futuro direttore della CIA che in guerra fu il capo della sezione europea dell'OSS, e dei pro-segretari di Stato vaticani Domenico Tardini e Giovanni Battista Montini. Naturalmente nell'impianto storico si innestano i temi fittizi, come la fuga di Hitler ed Eva Braun verso la Danimarca prima e il Brasile poi, e soprattutto il ruolo del magnate francese Edmund Lienart, amico del Führer che fu scelto come capo di Odessa proprio perché non tedesco, e perché il proprio figlio August, allora seminarista, poteva giocare un ruolo molto importante.
    Frattini (che è spagnolo, non sbagliate!) si è sicuramente divertito a raccontare dell'Entità, il servizio segreto vaticano: a dire il vero ci ha persino scritto <a href="http://www.amazon.it/o/ASIN/8881129353?tag=notizioledima-21">un libro non-fantasy</a> al riguardo. Quella, insieme con la ricostruzione dei movimenti delle varie spie, è sicuramente la parte più riuscita del libro. Ci sono però delle cose che non mi sono proprio piaciute: passino le scene di tortura piuttosto pesanti - ve le segnalo se siete deboli di stomaco come me - però dal mio punto di vista tutte le schermaglie a base di citazioni di massime da parte di un protagonista, seguite dalle relative controcitazioni del suo interlocutore sono davvero pesanti, e mi hanno tolto il piacere della lettura. Per dire, un personaggio dice "la gioventù non accompagnata dall'umiltà può portare a un insensato orgoglio" e l'altro risponde "certo, ma l'umiltà ostentata è una forma di orgoglio ancora più pericolosa". Non so se rendo l'idea: se spy story deve essere, che sia asciutta! Positiva la traduzione di Claudia Marinelli, scorrevole quanto possibile: un minimo appunto all'editor che ha lasciato sul titoletto di un sottocapitolo Lüneburg che nel testo è diventato Luneburgo.

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    .mau. said on Feb 28, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Frattini, Eric (2010). L’oro dell’inferno (El Oro de Mefisto). Milano: Editrice Nord. 2011.

    Penso che non avrei mai letto questo libro – anzi forse non ne sarei mai venuto a conoscenza – se non fosse stato per la recensione che ne ha fatto .mau. sul ...(continue)

    Frattini, Eric (2010). L’oro dell’inferno (El Oro de Mefisto). Milano: Editrice Nord. 2011.

    Penso che non avrei mai letto questo libro – anzi forse non ne sarei mai venuto a conoscenza – se non fosse stato per la recensione che ne ha fatto .mau. sul suo blog.

    Il minimo che posso fare è mandarvi là.

    Ho deciso di leggerlo perché il tema mi incuriosisce molto (sono abbastanza convinto delle responsabilità del Vaticano nella fuga di tanti criminali nazisti), non mi spiace leggere un romanzo piuttosto che un saggio (quando gli argomenti sono controversi, il romanzo consente maggiore libertà di formulare ipotesi ardite) e coccolo il mio anticlericalismo leggendo opere in cui i preti sono perfidi e fanatici (confesso, mi sono divertito persino leggendo Il Codice da Vinci).

    La recensione di .mau. – che dopo aver letto il libro condivido appieno – dava un giudizio molto negativo su un aspetto specifico:

    [...] tutte le schermaglie a base di citazioni di massime da parte di un protagonista, seguite dalle relative controcitazioni del suo interlocutore sono davvero pesanti, e mi hanno tolto il piacere della lettura.

    Quando ho cominciato a leggere ho pensato: “che fanatico, .mau.”; anche perché all’inizio l’azione prevale sui dialoghi e le schermaglie si notano meno. Anzi, la prima massima che ho trovata l’ho addirittura condivisa su facebook. Era questa:

    «[...] Ritengo che l’esercito, in questo caso le SS, richieda la disciplina per fare l’impensabile. La politica invece richiede l’abilità di far fare agli altri l’impensabile al posto nostro. In questo momento ci servono allo stesso modo sia la politica sia l’esercito.» [498; il riferimento è alle posizioni sul Kindle]

    Ma ben presto il gioco si fa peso e tetro, come direbbe Guccini:

    «Mio caro figliolo… perché trionfi il male, basta solo che i buoni non facciano niente e, in questo, la Germania e i tedeschi sono stati maestri. I buoni hanno lasciato la nazione in mano ai cattivi e quella concessione ha generato il male che alla fine ha distrutto tutti: buoni e cattivi. Qualcuno un giorno ha detto che una cattiva causa, e il Terzo Reich lo era, verrà difesa sempre con cattivi mezzi da uomini cattivi.»
    «Sì, papà, ma Plutarco ha detto pure che l’omissione del bene non è meno riprovevole dell’attuazione del male. Chi non punisce il male, in un certo senso ordina che esso venga fatto; e noi due, nel momento in cui aiutiamo tutta questa gente a sfuggire alla giustizia, siamo già parte di quello stesso male che loro hanno generato.» [3744]

    Magari cose nemmeno sbagliate, ma capirete che 444 pagine così possano venire a noia. Soltanto di rado Frattini cita l’autore della citazione.

    August ripensò alle parole di Martin Lutero, quando affermava che l’umiltà degli ipocriti è il più grande e il più altero degli orgogli. [4851]

    «’Si può amare senza essere felici; si può essere felici senza amare. Ma amare ed essere felici ha del prodigioso’, diceva il grande Balzac.» [6346]

    In genere, però le massime sono spacciate come farina del sacco dei personaggi, che finiscono per parlare tutti allo stesso modo. E se queste schermaglie in punta di citazione dotta sono credibili per preti e prelati della curia vaticana, lo sono meno in bocca a un sergente delle SS o a un banchiere svizzero o a una spia americana.

    [...] la violenza è l’ultima risorsa dell’incompetente. [5430]

    [...] spesso la politica diventa l’arte di tradire gli interessi reali e legittimi, creandone altri immaginari e ingiusti. [5512]

    Insomma, alla fine non si sfugge alla sensazione che Frattini abbia scritto il romanzo con un libro di storia alla sua destra (magari la sua stessa opera sui servizi segreti vaticani) e un tesauro di citazioni alla sua sinistra. E nel saccheggiare a piene mani dall’una e dall’altra parte abbia finito per soffocare la sua creatura.

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    Boris Limpopo said on Feb 23, 2012 | Add your feedback

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    Un bellissimo romanzo del probabile con personaggi ben costruiti, bellissime citazioni e i sottili dubbi che solo l'idea che certa gente sia esistita e forse esiste ancora possono insinuare.
    Unica pecca caratterizzare un po' troppo le nazionalità per ...(continue)

    Un bellissimo romanzo del probabile con personaggi ben costruiti, bellissime citazioni e i sottili dubbi che solo l'idea che certa gente sia esistita e forse esiste ancora possono insinuare.
    Unica pecca caratterizzare un po' troppo le nazionalità per le loro caratteristiche "da macchietta" (l'americano un po' cow boy un po' marine, l'italiano che gira come una banderuola, il tedesco preciso e spietato, il francese un po' puzzone e profittatore).
    da leggere, assolutamente

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    tafychan said on Jan 13, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (59)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Others 440 Pages
  • ISBN-10: 8842918377
  • ISBN-13: 9788842918370
  • Publish date: 2011-09-01
  • Also available as: eBook
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