Los Buddenbrook

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4.3
(3970)

Language: Español | Number of Pages: 711 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , German , Italian , French , Dutch , Swedish , Catalan , Romanian

Isbn-10: 8401100011 | Isbn-13: 9788401100017 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Hardcover , Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Il regresso...la decadenza...il principio della fine.

    I Buddenbrook è uno dei classici della letteratura tedesca più apprezzati e conosciuti. Il romanzo racconta la storia della famiglia Buddenbrook, una famiglia di commercianti di Lubecca. Seguiamo la s ...continue

    I Buddenbrook è uno dei classici della letteratura tedesca più apprezzati e conosciuti. Il romanzo racconta la storia della famiglia Buddenbrook, una famiglia di commercianti di Lubecca. Seguiamo la storia di questa famiglia da inizio '800 fin quasi alla fine del secolo, durante gli anni assistiamo al ricambio generazionale, al passaggio del testimone da padre in figlio, alla perdita della prosperità e all'inevitabile decadenza che pian piano porta la famiglia sull'orlo del fallimento.
    I Buddenbrook rappresenta il mio primo approccio con Thomas Mann, prolifico scrittore tedesco e premio Nobel nel 1929. Mai approccio fu migliore, Mann mi ha stregata!
    La storia dei Buddenbrook, agiata famiglia di commercianti appartenente all'alta borghesia di Lubecca, inizia nel 1835 quando a capo della famiglia c'è ancora il vecchio console Johann Buddenbrook insieme alla moglie Antoniette che vive insieme a tutta la famiglia nella bella casa di Mengstrasse.
    Qualche anno dopo ritroviamo i Buddenbrook nella stessa casa ma con un diverso capofamiglia, Johann junior che ha preso il posto del padre nella ditta di famiglia insieme al giovane figlio Thomas. Insieme alla moglie Elisabeth e agli altri figli Christian, Tony e Klara, il console continua a tenere alto il nome della famiglia tra alti e bassi. La terza generazione di Buddenbrook vedrà a capo della famiglia Thomas, deciso a far prosperare la ditta per poi lasciarla florida nelle mani del giovane figlio Hanno, l'erede e l'ultimo baluardo della famiglia.
    Il sottotitolo del romanzo ne rappresenta l'essenza stessa: Decadenza di una famiglia. I Buddenbrook è proprio il racconto delle peripezie economiche, morali e affettive di questa famiglia di borghesi tedeschi, peripezie che li condurranno verso un'inesorabile e lento declino percepibile sin da subito.
    Anche se inutile, credo sia doveroso decantare le lodi di Mann. Non avevo mai letto nulla di quest'autore, non sapevo bene cosa aspettarmi ma devo ammettere che mi ha profondamente colpita. Lo stile di Mann non è per nulla pesante nè noioso, anzi risulta scorrevole, elegante, estremamente incisivo e preciso nel descrivere la società dell'epoca ed è anche ironico.
    L'ironia pervade spesso il racconto, specialmente quando Mann arriva a descrivere determinati personaggi o a fare un ritratto preciso ed onesto della società tedesca di metà 800. I personaggi sono semplicemente indimenticabili, quattro generazioni di Buddenbrook ci accompagneranno nel corso della storia, ognuno di loro lascerà la sua impronta nel racconto e sarà impossibile dimenticarli, perchè Mann riesce a dipingerli in maniera tanto realistica da renderli quasi come dei vecchi amici.
    La storia poi è estremamente interessante, oltre alla storia familiare che risulta incredibilmente intrigante, Mann fa anche una dettagliata descrizione degli eventi che sconvolgono la vita della città. Il fatto che nel corso del tempo il romanzo dia voce a molti personaggi diversi, rende questa storia corale e riesce a trasmettere un'infinità di emozioni e sensazioni diverse proprio legate ai vari personaggi che si susseguono nel racconto.
    Non credo che dimenticherò facilmente questa storia, Mann ha scritto una vera e propria saga familiare che vi sorprenderà per l'onestà che caratterizza ogni parte del racconto. Come farò a dimenticare il burbero Johann Senior e la sua Antoinette, la scalata alla prosperità di suo figlio, la forza di Thomas, le stranezze di Gerda, la vita di disavventure della dolce Tony che riesce a non farsi mai sopraffare dalla tristezza? O ancora, come potrei mai dimenticare la dolcezza e la fragilità del piccolo Hanno? E' impossibile, resteranno sempre lì a occupare un pezzetto del mio cuore. Leggete I Buddenbrook, leggete Mann, e fatevi catturare da una delle più belle storie familiari che siano mai state scritte!

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  • 4

    Solidità e fragilità

    Una piccola città-stato, Lubecca, governata da un gruppo di ricche famiglie di commercianti e armatori. Eleggono consoli e senatori, ricevono, combinano matrimoni tra i figli. Solidità del patrimonio, ...continue

    Una piccola città-stato, Lubecca, governata da un gruppo di ricche famiglie di commercianti e armatori. Eleggono consoli e senatori, ricevono, combinano matrimoni tra i figli. Solidità del patrimonio, parsimonia, etica (protestante) del lavoro, onore, rispettabilità. Dignità, apparenza, senso di responsabilità. Coraggio, energia, decisione. Le persone sono anelli di una catena (la famiglia) e sono responsabili della sua solidità, i desideri individuali sono repressi/ridicolizzati/sacrificati con senso del dovere. Un simbolo: il libro dell'albero genealogico su cui i capifamiglia annotano con orgoglio successi, fidanzamenti, nascite. Qualcosa però si incrina: perdite, divorzi, membri della famiglia rinnegati o espulsi; qualcosa, forse una malattia, un germe, si insinua nelle generazioni dei Buddenbrook e diventa sempre più devastante... La fatica di Thomas nel mantenere a tutti i costi l'apparenza anche fisicamente, con una maschera tutti i giorni da ricostruire, che va dall'espressione forzata del viso alla cura ossessiva per i baffi, i capelli, la biancheria, i vestiti. La casa, le stanze, mobili ninnoli stoffe stoviglie... Intanto il germe corrode da dentro, una sensibilità che diventa sempre più intensa e funesta, bellezza e morte, musica e decadimento. Fino all'ultimo erede, Hanno, tutto sensibilità e terrori, a cui mancano completamente l'energia vitale e la sicurezza, disprezzato dal padre e spaventato da tutto, temperamento artistico che trova l'unico rifugio e la sola comunicazione nella musica. Insomma: la crisi dell'individuo tra Ottocento e Novecento, come titolano i paragrafi delle antologie. Si sa che Thomas Mann è Hanno, i Buddenbrook sono la sua famiglia. La tensione tra valori borghesi e sensibilità artistica si è risolta un secolo dopo nell'individualismo più estremo. Ma la battaglia interiore tra l'essere e il dover essere, la sofferenza delle aspettative mancate e delle scelte individuali, la repressione insita nei ruoli sociali... sono tutti aspetti umani ancora attuali e sono raccontati con grande eleganza e piacevole ironia in questo romanzo.

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  • 5

    L'ho sempre creduto un libro pensate, noioso, difficile da digerire...invece che bello.
    E' una appassionante saga familiare: i Buddenbrook vivono a Lubecca e li seguiamo tra il 1835 e il 1877 nella lo ...continue

    L'ho sempre creduto un libro pensate, noioso, difficile da digerire...invece che bello.
    E' una appassionante saga familiare: i Buddenbrook vivono a Lubecca e li seguiamo tra il 1835 e il 1877 nella loro vita sociale, lavorativa e soprattutto privata, aspetto che Mann approfondisce molto bene, presentandoci dei bei ritratti di uomini e donne con i loro caratteri, forze e anche debolezze.
    Ci si lega subito a questa famiglia e non si vede l'ora di sapere cosa succederà.
    C'è tanto in questo libro...i valori della famiglia, del lavoro e della rispettabilità sociale, della religione... il contrasto tra la vita privata e quella pubblica...la differenza tra un lavoro solido e concreto come quello del commerciante, e l'inclinazione alle arti così effimere e incerte ma anche appaganti... Non si può menzionare tutto quello che questo libro contiene.
    Ricordo qui solo due parti, tra quelle che mi hanno colpito. Una è la descrizione delle vacanze estive di Hanno, una bella descrizione di come un bambino vive i mesi lontano dalla scuola e dagli obblighi. L'altra è la malattia della moglie del console, Elisabeth Kröger: mi ha colpito la critica (almeno a me è sembrata tale) di Mann rispetto ai medici che sostengono che il loro dovere sia lasciare in vita il più possibile il malato, lasciarlo il più tempo possibile alla famiglia...anche se in stato di grande sofferenza. Un tema ancora attuale.
    Chi è spaventato da questo libro deve solo iniziare le prime pagine...! E poi non lo lascia fino alla fine, e a malincuore.

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  • 5

    “Ed ecco, improvvisamente fu come se le tenebre si lacerassero davanti ai suoi occhi, come se la parete vellutata della notte si squarciasse rivelando un’immensa, sterminata, eterna vastità di luce. “ ...continue

    “Ed ecco, improvvisamente fu come se le tenebre si lacerassero davanti ai suoi occhi, come se la parete vellutata della notte si squarciasse rivelando un’immensa, sterminata, eterna vastità di luce. “Io vivrò.” Disse Thomas Buddenbrook quasi a voce alta. Che cos’era la morte? La risposta non gli fu data con poche e presuntuose parole: egli la sentì, possedendola nel profondo di sé. La morte era una felicità così grande che solo nei momenti di grazia come quello la si poteva misurare. Era il ritorno da uno sviamento indicibilmente penoso, la correzione di un gravissimo errore. Fine, disfacimento? Che cosa si dissolve? Null’altro che questo corpo … questa personalità e individualità, questo goffo, caparbio, grossolano, detestabile impedimento a essere qualcosa di diverso e di migliore." (Thomas Mann)

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  • 5

    Romanzo magnifico. Nonostante sembri un mattone, è molto scorrevole ed è una lettura piacevolissima.
    Mann ci mostra il declino di una ricca famiglia borghese motivata più dalle inquietudini dei membri ...continue

    Romanzo magnifico. Nonostante sembri un mattone, è molto scorrevole ed è una lettura piacevolissima.
    Mann ci mostra il declino di una ricca famiglia borghese motivata più dalle inquietudini dei membri che dagli sconvolgimenti storici. Le vicende sono narrate quasi come se la famiglia vivesse in una dimensione separata, la storia è solo una cornice ed è appena accennata, l'autore si concentra nel trattare, con magistrale perizia, la psicologia dei personaggi.

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  • 4

    Il romanzo , corposo, ancorato ai moduli narrativi tipici della prosa ottocentesca , caratterizzato da un registro stilistico elevato, è anche una godibilissima opera da leggere con vivo trasporto. Sc ...continue

    Il romanzo , corposo, ancorato ai moduli narrativi tipici della prosa ottocentesca , caratterizzato da un registro stilistico elevato, è anche una godibilissima opera da leggere con vivo trasporto. Scritto a soli 25 anni diede grande fama all’autore e gli permise di rappresentare, attraverso la decadenza di una dinastia di Lubecca, il conflitto vissuto in prima persona quando ruppe con gli schemi borghesi della sua ricca famiglia di commercianti abbandonando gli studi per dedicarsi esclusivamente all’attività letteraria.
    La narrazione segue le alterne vicende della famiglia Buddenbrook incentrandosi prevalentemente sul destino della piccola Antoine e dei suoi due fratelli Thomas e Christian. Abile l’autore a farci affezionare ai tre, seppur così diversi, a farci vivere il loro modo di leggere la transizione da un’epoca all’altra o l’incapacità di farlo. Suscita immediata tenerezza Tony/ Antoine, costretta alla politica matrimoniale di rango e totalmente asservita ad essa, lei rigidamente impostata sul blasone che non può scolorire, sull’incedere a testa alta per preservare il buon nome della sua famiglia. È ammirevole l’abnegazione di Thomas che si scontra col mutare dei tempi e con i solidi modelli del nonno e del padre ormai poco opportuni. È comprensibile il disorientamento del fragile Christian e la sua naturale dissipatezza.
    I vecchi muoiono, i giovani soccombono. Triste romanzo, lucido, sapientemente descrittivo, anticipatore di temi cari al grande autore tedesco: il crollo del mito borghese, lo scontro fra ideale e reale, i grandi interessi culturali (in questo caso la fa da padrona la musica nella parte finale), l’amore omosessuale, la decadenza, i dilemmi dello spirito. Opera da leggere , ha il pregio di tenere vivo l’interesse del lettore fino all’ultima pagina stampando nella memoria di lettura scenari, ambientazioni, tipi umani difficilmente dimenticabili. Invoglia anche ad una visita alla città di Lubecca, nota per la conservazione del suo centro storico medievale, e alla casa natale dell’autore, aperta al pubblico e ispiratrice delle splendide descrizioni dell’opera.

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  • 5

    Un'opera immensa, sostenuta da una scrittura potente, profonda e bella, dentro un quadro storico e filosofico rigoroso e popolata da personaggi memorabili. Un romanzo che si apre e prende corpo su un ...continue

    Un'opera immensa, sostenuta da una scrittura potente, profonda e bella, dentro un quadro storico e filosofico rigoroso e popolata da personaggi memorabili. Un romanzo che si apre e prende corpo su una trama e una struttura tipicamente ottocentesche e che sul finale s'incunea nel prossimo Novecento, anticipandone il respiro artistico, l'intemperanza stilistica, la furia storica, il nuovo assetto sociale e culturale.
    Un libro imprescindibile.

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  • 0

    Finito a fatica in un mese e mezzo.
    Mi sono sentito davvero ignorante di fronte a Thomas Mann: decisamente troppo avanti per le mie capacità.
    Thomas: se puoi, perdonami. Del resto, tu hai scritto ques ...continue

    Finito a fatica in un mese e mezzo.
    Mi sono sentito davvero ignorante di fronte a Thomas Mann: decisamente troppo avanti per le mie capacità.
    Thomas: se puoi, perdonami. Del resto, tu hai scritto questo romanzo a 25 anni mentre io a quell'età sapevo appena appena cosa fare della mia vita.

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  • 5

    Voler bene al mare

    Lo splendore della scrittura è inversamente proporzionale a quello della famiglia negli anni.
    Il romanzo acquista potenza pian piano. E infatti, specialmente all'inizio, ci sono episodi, atteggiamenti ...continue

    Lo splendore della scrittura è inversamente proporzionale a quello della famiglia negli anni.
    Il romanzo acquista potenza pian piano. E infatti, specialmente all'inizio, ci sono episodi, atteggiamenti che vanno dal buffo al grottesco, come se questo giovanissimo scrittore si volesse prendere gioco del lettore e godersi la sua reazione (un sorriso isterico, un checavolostaiscrivendothomas, un "ok, blablabla abbiamo capito, vai oltre")
    (Thomas aveva 26 anni quando il romanzo è stato pubblicato. Ventisei!! -lasciamo perdere quello che combinavo io a 26 anni)
    Più si prosegue con la lettura più il racconto acquista quella bellezza, e tenerezza, e malinconia, e empatia, e umanità (e non solo in senso positivo), ed etc etc etc disarmante -forse anche un po' commovente, specialmente in quelle 3 o 4 volte dove qualcuno "voleva bene" a qualcun altro o qualcos'altro.

    "Onde lunghe...come vengono e si infrangono, l'una dopo l'altra, senza fine, senza scopo, folli e deserte! Eppure hanno un effetto calmante e consolante come le cose semplici e necessarie. Sempre più ho imparato a voler bene al mare... (...) Chi sono quelli che danno la preferenza alla monotonia del mare? Sono quelli, mi sembra, che hanno visto troppo a fondo nelle complicazioni delle cose intime per non dover desiderare in quelle esterne per lo meno una cosa: la semplicità."

    Decadenza di una famiglia
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