Los detectives salvajes

By

Publisher: Anagrama

4.4
(986)

Language: Español | Number of Pages: 609 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , Portuguese , French , Dutch

Isbn-10: 8433966634 | Isbn-13: 9788433966636 | Publish date: 

Also available as: Others , Hardcover

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Travel

Do you like Los detectives salvajes ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Sorting by
  • 3

    Confuso, ripetitivo e spesso noioso. Nevertheless rappresenta uno dei pochi seri esperimenti di cubismo letterario. Nel romanzo si alternano i punti di vista di 54 personaggi diversi, attraverso framm ...continue

    Confuso, ripetitivo e spesso noioso. Nevertheless rappresenta uno dei pochi seri esperimenti di cubismo letterario. Nel romanzo si alternano i punti di vista di 54 personaggi diversi, attraverso frammenti di narrazione simili a interviste o flussi di ricordi.

    said on 

  • 5

    Un libro caleidoscopico: un po’ romanzo beat, un po’ insieme di racconti che diventano quasi un flusso di coscienza, un po’ storia di una ricerca all’inseguimento di un ideale. Bolaño riesce a trascin ...continue

    Un libro caleidoscopico: un po’ romanzo beat, un po’ insieme di racconti che diventano quasi un flusso di coscienza, un po’ storia di una ricerca all’inseguimento di un ideale. Bolaño riesce a trascinarci in un viaggio che sovverte ogni criterio cronologico, sulle tracce dei due protagonisti principali: Belano e Lima, poeti avanguardisti, spacciatori, girovaghi inquieti e malinconici, sempre in fuga da qualcosa o da se stessi. Imperdibile.

    said on 

  • 4

    Cercando Cesárea

    La letteratura latinoamericana è stata per me il biglietto d'ingresso nel mondo della lettura seriale: Màrquez, Mutis, Amado, Sepulveda, tutti autori che ho amato quando ancora i brufoli spuntavano fi ...continue

    La letteratura latinoamericana è stata per me il biglietto d'ingresso nel mondo della lettura seriale: Màrquez, Mutis, Amado, Sepulveda, tutti autori che ho amato quando ancora i brufoli spuntavano fieri nella rada peluria delle mie prime barbe, libri pieni di colore e di passione che mi hanno spalancato le porte sul mondo delle lettere. Poi, come accade quasi inevitabilmente, si accantona l'imprinting e si prendono altre strade; molto raramente sono tornato a immergermi nelle atmosfere tropicali di quei meridiani, certamente mai con romanzi di ampio tonnellaggio.
    Quindi Bolaño e i suoi dectives salvajes sono per me un ritorno di fiamma, impegnativo e felice. Molto impegnativo e abbastanza felice; sicuramente, al di là del solito "mi piace" è la prova che il Grande Romanzo contemporaneo - con le sue moderne inquietudini, from Joyce on - non ha di certo trascurato il panorama latino.
    54 punti di vista per 84 narrazioni più o meno brevi raccontano dalle più disparate angolazioni le vicissitudini di Arturo Belano (alias l'autore) e Ulises Lima (alias un altro tizio di nome Papasquiaro), poeti avanguardisti, easy-rider, voyeur, spacciatori, fuggiaschi, malinconici e sfortunati assi del cazzeggio da un continente all'altro.
    Alla ricerca della misteriosa Cesárea Tinajero, fondatrice del loro insignificante movimento poetico, che poi è la solita scusa per un viaggio interiore alla ricerca di sè, alla ricerca del mondo, alla ricerca e basta. Ma quello che affascina di più è la capacità di Bolaño di mettere assieme queste 54 voci e renderle credibili, in un ordito complesso ma plausibile dove le connessioni tornano, seguendo le tracce ectoplasmiche di questi due cavalieri erranti, ereditari della poesia più dimenticata al mondo. Cenni, ricordi sbiaditi, mozziconi di resoconti da bancone del bar, chiacchiere tra una tequila e l'altra, sfoghi e divagazioni si accavallano, rendendo tutto fumoso, incerto, come un grande puzzle in cui i pezzi poi alla fine in qualche modo combaciano.
    I detective di Bolaño sono una lunga lunga perdita di tempo, un balzare dalle carceri israeliane ai villaggi angolani, dai localacci di Ciudad de Mexico ai monolocali di Parigi e di Barcelona, un interminabile zigzagare nei deserti del Sonora a bordo di una vecchia Impala; il tempo perduto dietro all'inutile, quell'incerto vagare di chi legge romanzi, romanzi e ancora romanzi. Datemi storie, datemene ancora.

    said on 

  • 4

    Oggi un cliente mi dice che lui è uno scrittore e a me dell'informazione onestamente non importava molto ero distratto da una collega che è bellissima. Parla poco lei non sa ancora bene la lingua ma c ...continue

    Oggi un cliente mi dice che lui è uno scrittore e a me dell'informazione onestamente non importava molto ero distratto da una collega che è bellissima. Parla poco lei non sa ancora bene la lingua ma comunica molto con gli occhi, a volte mi guarda e poi abbassa lo sguardo io allora penso di scappare via con lei di volare con lei su tappeti magici e fare l'amore su un'isola deserta fino alla morte. Il cliente mi dice che lui è uno scrittore postmoderno, io allora gli ho chiesto di spiegarmi cosa vuol dire postmoderno e quando lui ha cominciato a spiegarmi io ho ripreso a pensare all'isola deserta a me alla collega a fare l'amore con lei fino alla morte, poi qualcuno mi ha tirato addosso un bicchiere pieno di vino e io allora mi sono guardato intorno, ho visto che tutto era bianco, e sono svenuto. Mi sono risvegliato pronunciando il nome della mia collega e con un'erezione, lei la collega era lì vicino a me, insieme agli altri colleghi, c'era pure lo scrittore postmoderno, quando incrocio il suo sguardo penso che è meglio parlare con lui che parlare con i colleghi e con la collega bellissima, lo scrittore post moderno poi lui sta annuendo, lo guardo e penso di chiedergli perché mi guarda e annuisce, ma non lo faccio, gli chiedo invece cosa c'è dopo il postmoderno e lui mi risponde in francese. Io non capisco, vous pouvez répéter s'il vous plait? gli dico, e lui dice, éclair.

    said on 

  • 4

    Tutto quel che inizia in commedia finisce...

    Iñaki Echavarne, bar Giardinetto, calle Granada del Penedés, Barcellona, luglio 1994

    "Per qualche tempo la Critica accompagna l’Opera, poi la Critica svanisce e sono i Lettori ad accompagnare l’Opera. ...continue

    Iñaki Echavarne, bar Giardinetto, calle Granada del Penedés, Barcellona, luglio 1994

    "Per qualche tempo la Critica accompagna l’Opera, poi la Critica svanisce e sono i Lettori ad accompagnare l’Opera. Il viaggio può essere lungo o corto. Poi i Lettori muoiono a uno a uno e l’Opera prosegue da sola, anche se un’altra Critica e altri Lettori si aggiungono pian piano lungo il percorso. Poi la Critica muore di nuovo e di nuovo i Lettori muoiono e su questa traccia di ossa l’Opera continua il suo viaggio verso la solitudine. Avvicinarsi a lei, navigare nella sua scia, è un segno inequivocabile di morte certa, ma una nuova Critica e altri Lettori le si avvicinano instancabili e implacabili e il tempo e la velocità li divorano. Alla fine l’Opera viaggia irrimediabilmente sola nell’Immensità. E un giorno l’Opera muore, come muoiono tutte le cose, come si estingueranno il Sole e la Terra, e il Sistema Solare e la Galassia e il più remoto ricordo degli uomini. Tutto quel che inizia in commedia finisce in tragedia." (p.543)

    said on 

  • 5

    Quello di Bolano è un fascinoso gioco selvaggio, solo alla fine senti che era necessario slegarsi, dilatarsi, perdersi, rimbalzare da un continente all’altro.
    Il gioco selvaggio può ricominciare in q ...continue

    Quello di Bolano è un fascinoso gioco selvaggio, solo alla fine senti che era necessario slegarsi, dilatarsi, perdersi, rimbalzare da un continente all’altro.
    Il gioco selvaggio può ricominciare in qualsiasi momento.
    Come per Stella distante c’è Carlos Wieder e per 2666 Benno von Arcimboldi, nei Detective Selvaggi baricentro del gioco è Cesàrea Tinajero.
    Nell’orbita della Grande Madre, un vorticare di meteoriti che viaggiano a grappoli o in solitaria, che si scontrano, s’incontrano e si frammentano, rimbalzando ancora.
    “Cosa si vede dalla finestra?”.
    Si vede quello che vuoi tu oppure quello che ti vuol far vedere.
    Sei parte di cieli cobalto scheggiati di stelle, ascolti sussurri nella notte africana, viaggi insieme a Lupe sulla vecchia Impala di Quim e dal finestrino scorrono rapidi paesi, cactus, cimiteri, fazendas, confini, colline, albe e tramonti che rotolano nella luce.
    “ Oggi mi rendo conto che quel che ho scritto ieri in realtà l’ho scritto oggi: tutta la storia del trentun dicembre l’ho scritta il primo gennaio, vale a dire oggi e quel che ho scritto il trenta dicembre l’ho scritto il trentuno, vale a dire ieri. Quel che scrivo oggi in realtà lo scrivo domani, che per me sarà oggi e ieri, e anche in qualche modo domani: un giorno invisibile. Ma senza esagerare.”
    I Detective annusano la pista, sono sulle tracce del mito incapsulato che si svela e si rivela alle anime transumanti di tre poeti e una puttana.

    “ Sotto il celeste tremore/ delira per l’unica stella/ il cantico dell’usignolo.”

    said on 

  • 0

    Non fa per me. Abbandonato a circa metà libro per la noia di leggere una sorta diario che mi ricorda più autentici autori davvero "maledetti" che forse l'autore imita o ripercorre abbandonandosi a ete ...continue

    Non fa per me. Abbandonato a circa metà libro per la noia di leggere una sorta diario che mi ricorda più autentici autori davvero "maledetti" che forse l'autore imita o ripercorre abbandonandosi a eterne sbronze, infinite lezioni alla scoperta del sesso in una Città del Messico che non può essere Parigi neanche se vai alla scoperta di librerie polverose gestite da vecchie checche che ti illuminano sul senso della poesia mentre cercano di sedurti sottobanco.
    Pffff...
    Baudelaire è Baudelaire e Bukowski mi aveva stufato già quando andava di moda.
    Basta pere sugli aspiranti poeti che cercano ispirazione fra una bottiglia e una canna passando per letti sfatti.

    said on 

  • 2

    Molta fatica per (quasi) nulla

    Molti mi odieranno ma io non ravviso in questo romanzo, scritto benissimo per carità, un capolavoro. Davvero troppo, troppo lungo, fiumi di storie, parole, vicende, nomi, idee che si affastellano e co ...continue

    Molti mi odieranno ma io non ravviso in questo romanzo, scritto benissimo per carità, un capolavoro. Davvero troppo, troppo lungo, fiumi di storie, parole, vicende, nomi, idee che si affastellano e confondono facendo scomparire la voglia di conoscere gli antesignani del "realvisceralismo". Va detto che alcune pagine sono sublimi; alcune, poche su una caterva dispersiva. L'ho abbandonato e di solito non lo faccio mai.

    said on 

  • 4

    Una piacevole scoperta e una lettura appagante. Un mosaico che pian piano prende la forma dell'immensa umanità di Cesarea. La ricerca di Ulisses Lima e Arturo Belano ci conduce lungo il Messico lascia ...continue

    Una piacevole scoperta e una lettura appagante. Un mosaico che pian piano prende la forma dell'immensa umanità di Cesarea. La ricerca di Ulisses Lima e Arturo Belano ci conduce lungo il Messico lasciandoci poi fuggire largo L'Europa.

    said on 

  • 5

    Vi auguro di non essere mai tranquilli

    Appassionante, divertente, commovente, doloroso, caotico, poetico, avventuroso, anche confuso a tratti, intricato. Come la vita.
    Abitato da una folla impressionante di personaggi, di voci e di storie ...continue

    Appassionante, divertente, commovente, doloroso, caotico, poetico, avventuroso, anche confuso a tratti, intricato. Come la vita.
    Abitato da una folla impressionante di personaggi, di voci e di storie che parlano di libertà, di sogni, di amore, di sconfitte, di fragilità, di delusioni, di errori, di tentativi, di ricerca incessante. Come la vita.
    Non è stata una lettura semplice per me: ci avevo già provato con “I dispiaceri del vero poliziotto” (abbandonato) e con “La pista di ghiaccio” (buono, ma niente di più). Questa volta ho chiesto a Bolaño di sconfiggere i miei pregiudizi, di stupirmi, e lui ci è riuscito perfettamente.

    “Credo che il mio romanzo possegga tante letture quante sono le voci che contiene. Lo si può leggere come un’agonia. Lo si può leggere anche come un gioco.” (Roberto Bolaño)

    said on 

Sorting by
Sorting by