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Los genocidas

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Publisher: La Factoría de Ideas

3.8
(89)

Language:Español | Number of Pages: 224 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , French , German

Isbn-10: 8498007410 | Isbn-13: 9788498007411 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Mass Market Paperback , Others

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Social Science

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Book Description
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  • 3

    l'ho comprato per un euro, pensavo che i vecchi urania valessero qualcosa e quindi mi compiacevo dell'affare, ma poi ho visto che su ebay lo vendono praticamente nuovo a 5 euro, mentre questa copia è tutta rovinata. comunque poi il libro in sè, se l'avessi letto da ragazzo forse mi sarebbe piaciu ...continue

    l'ho comprato per un euro, pensavo che i vecchi urania valessero qualcosa e quindi mi compiacevo dell'affare, ma poi ho visto che su ebay lo vendono praticamente nuovo a 5 euro, mentre questa copia è tutta rovinata. comunque poi il libro in sè, se l'avessi letto da ragazzo forse mi sarebbe piaciuto. adesso mi sembra un po' rivoltante.

    said on 

  • 4

    The Walking Dead

    Il Disch dell'esordio è un pugno biblico nello stomaco. La Terra diventa un campo agricolo e l'Uomo è il suo parassita, il suo verme. Nulla può nemmeno la natura terrestre contro le Piante simil-OGM che invadono la superficie del pianeta. L'equilibrio biologico viene sconvolto, non esiste più un ...continue

    Il Disch dell'esordio è un pugno biblico nello stomaco. La Terra diventa un campo agricolo e l'Uomo è il suo parassita, il suo verme. Nulla può nemmeno la natura terrestre contro le Piante simil-OGM che invadono la superficie del pianeta. L'equilibrio biologico viene sconvolto, non esiste più un ecosistema, le città fanno la fine di Gomorra. L'esito non può che essere la fine della civiltà moderna che porta da una parte alla barbarie e dall'altra a un ritorno alla vita agricola e a vecchi valori. In questo contesto s'inserisce la vicenda di un gruppo di sopravvissuti organizzati in un rigido regime patriarcale. Anderson, il capofamiglia, il re, è un fanatico religioso con mentalità chiusa da vecchio contadino, severo, crudele, duro, estremamente autoritario. Caratteristiche che ne fanno un capo rispettatato e che diventano qualità nel momento in cui c'è da difendere il gruppo. Eppure avrà i suoi momenti di debolezza. I tre figli di Anderson, ognuno con un suo background e una sua evoluzione; la moglie atea, ma a lui fedele. E poi ci sono gli aggregati. Jeremiah Orville che, come l'omonimo biblico, assiste alla distruzione della sua città riuscendo a mettersi in salvo, diventa presto l'ago della bilancia della sopravvivenza della comunità, proprio lui che cerca vendetta. I personaggi prendono pieghe interessanti e Disch si dimostra abilissimo nel tracciare psicologie variegate, ma pur sempre intrise di una profonda umanità, coinvolgendo il lettore nella loro evoluzione. Fra immagini angoscianti, distruzione, mostruosità perpetuate dai sopravvissuti si sviluppano parallelismi biblici che vanno da Adamo ed Eva a Sodoma e Gomorra. Perchè è vero, l'apocalisse che descrive Disch pare una catastrofe biblica e lui non fa nulla per evitare il paragone, anzi, ce lo sbatte in faccia. Disch stesso sembra avere il ruolo del dio distruttivo che cinicamente guarda l'Uomo decadere ed implodere nell'oblio a cui l'ha destinato. P.S. se l'autore di The Walking Dead non ha letto questo libro io non mi chiamo più Marc Pfertzel. P.P.S. il paragone con i lotofagi è un colpo di genio.

    GEREMIA 51:33 Poiché dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: «La figlia di Babilonia è come un'aia al tempo in cui viene spianata; ancora un poco e verrà per essa il tempo della mietitura»

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  • 4

    Cos'è l'uomo, perchè tu te ne prenda cura?

    La catastrofe non è occasione per l’uomo di mostrare le sue capacità di eroica resistenza, come nel Giorno dei trifidi e tanti altri; né causa scatenante del risveglio dell’inconscio profondo e degli archetipi come in Ballard; e nemmeno denuncia di misfatti ecologici. La causa è la “normale” atti ...continue

    La catastrofe non è occasione per l’uomo di mostrare le sue capacità di eroica resistenza, come nel Giorno dei trifidi e tanti altri; né causa scatenante del risveglio dell’inconscio profondo e degli archetipi come in Ballard; e nemmeno denuncia di misfatti ecologici. La causa è la “normale” attività di una multinazionale agricola extra-terrestre, che sottopone a monocultura il nostro pianeta; la conseguenza, la (facile) regressione dell’uomo agli istinti primitivi. Diffidenza, tortura, fanatismo religioso diventano l’àncora di salvezza: almeno per un poco. Rispetto agli “Uomini nei muri” di William Tenn, qui non c’è nemmeno dignità guerriera: gli uomini sopravviveranno parassitando le piante loro nemiche, come i topi che a un certo punto si trovano a sterminare. Non c’è significato cosmico e non c’è dignità: perchè il nemico è schiacciante, ma soprattutto perchè gli uomini sono meschini, anche quelli benintenzionati: di fatto, tutti avevano già fallito nella vita civile. Gli altri, i peggiori, nella catastrofe addirittura prosperano, e la vita civile neanche la rimpiangono: finchè non verranno schiacciati anche loro, dai loro omologhi interplanetari. Disch è ateo, non cinico: qualche personaggio è capace di nobile sacrificio, come Lady, moglie del patriarca Anderson: non credente, per salvare la Bibbia del marito torna nella casa comune in fiamme, e vi viene travolta: solo per amore di lui. Ma anche questo va perduto: il marito non capirà, penserà che la moglie si sia voluta suicidare, e si sforzerà di non pensarla all’inferno. La cupezza della storia è alleviata dal variare dei toni: Disch gioca sardonicamente con i suoi personaggi, li lascia sperare, usare l’ingegno per la sopravvivenza, trovare persino momenti lirici: ma solo per sottolinearne la patetica debolezza. I loro piani, intelligenti o crudeli, falliscono miseramente: la pistola con cui il figlio del capoccia terrorizza gli altri superstiti, al primo tentativo di utilizzo, farà fiasco; il massacrante lavoro agricolo è presto inutile.. Tra incesto e parricidio, un’eutanasia è un momento gentile. Belle le copertine di Thole, ma un po’ fuori bersaglio nella loro astrazione: ci vorrebbe l’aerografo di Richard Corben, per illustrare questo mondo vegetale, crudele e iperrealista come nell’albo “Mondo mutante”. Il titolo italiano si riferisce solo a un episodio, la distruzione di Duluth, anche se i richiami biblici sono frequenti; anche il titolo originale, The genocides, è un po’ generico: per gli alieni il genocidio non è un obiettivo, solo un’irrilevante attività secondaria..

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  • 5

    Divertimento scanzonato, intelligentemente senza vergogna. Il patriarca bigotto, la moglie atea disposta a bruciare pur di mettere in salvo una Bibbia, il quarantenne mediocre che grazie alla catastrofe - e alla rusticità sempliciona degli altri sopravvissuti - assurge a eroe, la giovinetta in bo ...continue

    Divertimento scanzonato, intelligentemente senza vergogna. Il patriarca bigotto, la moglie atea disposta a bruciare pur di mettere in salvo una Bibbia, il quarantenne mediocre che grazie alla catastrofe - e alla rusticità sempliciona degli altri sopravvissuti - assurge a eroe, la giovinetta in boccio concupita dal fratello incestuoso, la bruttina che si dà da fare e la bella che si lascia andare, un giorno del Ringraziamento cannibalico, la manna, i lotofagi... e un quadro vivente finale tra il sacro e il pagano, con Niobe, la sacra famiglia, Adamo ed Eva. E la qualità della scrittura è notevole.

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  • 4

    Benvenuti nel lato oscuro. Non provate nemmeno a mettervi comodi. Coltivate disillusione e rinunciate a ogni speranza di salvezza.
    Qui si va nel mondo degli uomini, per umiliarli distruggerli e sterminarli, in totale indifferenza e abbandono.


    A metà degli anni '60 del secolo scorso la fant ...continue

    Benvenuti nel lato oscuro. Non provate nemmeno a mettervi comodi. Coltivate disillusione e rinunciate a ogni speranza di salvezza. Qui si va nel mondo degli uomini, per umiliarli distruggerli e sterminarli, in totale indifferenza e abbandono.

    A metà degli anni '60 del secolo scorso la fantascienza a stelle e strisce era ancora tesa all'esaltazione delle magnifiche sorti e progressive del secolo americano. Anche quando affrontava temi oscuri e apocalittici - la bomba, soprattutto - non rinunciava mai a inserire qualche labile speranza o a salvare almeno pochi, ma meritevoli, rappresentanti della razza umana. C'era qualche eccezione, ma nessuna con l'amara cinica potenza di un Thomas Disch.

    Gomorra e dintorni (The Genocides in originale), romanzo d'esordio di Thomas Disch edito negli Stati Uniti nel 1965, è l'anello di congiunzione tra la fantascienza apocalittica britannica a quella pragmatica e meravigliosa di stampo americano. Gomorra e dintorni racconta dall'interno il disfacimento di una comunità fondata sui valori tradizionali di famiglia, religione, lavoro, che cercando di mantenere intatte le apparenze di una civiltà evoluta, discende progressivamente tutti i gradini dell'evoluzione umana fino a trovarsi ridotta a parassita in un mondo da cui è stata espropriata. Thomas Disch trasferisce in un contesto statunitense la visione dei maestri inglesi (penso a Ballard, soprattutto), spogliandola di ogni connotazione alta (non c'è alcun spazio interno a cui far riferimento, non ci sono memorie psichiche o sperimentazioni artistiche, intorno/dentro ai personaggi di Gomorra e dintorni non c'è proprio nulla, tranne l'anelito tutto americano alla speranza e al progresso) per poi distruggere metodicamente ogni illusione di salvezza il lettore possa nutrire. Per ottenere questo risultato ricalca nella costruzione della storia quelli che erano i canoni dell'avventura fantascientifica dell'epoca, scardinando via via tutte le convenzioni del genere: la comunità rurale, classica culla del sogno americano che si rivela essere un covo di ipocrisie; la famiglia, in cui si ripropongono esacerbati tutti i meccanismi di competizione sociale esterni; l'uomo tecnologico cittadino, portatore di progresso, che si fa guidare dai più bassi istinti; gli alieni, che da nemico da combattere si trasformano in indifferenti motori di distruzione; il panorama naturale, sfondo magnifico e avventuroso, che diventa prima piatta uniformità, aggressiva e inesorabile, per poi evolvere in grembo e prigione, umiliante e definitiva. La scrittura di Disch sottende una rabbia assoluta nei confronti del consesso civile, appena modulata da un'ironia nerissima e da una comprensione delle dinamiche di relazione tra esseri umani che non  permette all'autore di distogliere lo sguardo e che lo obbliga ad annotare spassionatamente come anche gli aspetti migliori dell'umanità vengano corrotti dalle consuetudini sociali e piegati alle priorità gerarchiche imposte dal Potere, per quanto misero e derelitto questo Potere si riduca ad essere.

    La fantascienza di Thomas Disch è quanto di più nichilista possa capitare di incontrare, ma per quanto caratterizzata da una scrittura senza speranza, non è mai rassegnata, né morbosa o patetica. La fantascienza di Thomas Disch è un punto esclamativo che ti esplode in faccia mentre guardi l'ennesima replica di Star Trek. Sta a te decidere cosa farne.

    http://iguanajo.blogspot.com/2011/10/letture-fantascienza-che-fu-gomorra-e.html

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  • 4

    "The Genocides", ecco il titolo originale e poco fantasioso ma che rende l'idea , di questo bel romanzo post apocalittico e di sopravvivenza scritto negli anni 60'.

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  • 5

    Comunque, non l'uomo.

    Annichilente racconto della scomparsa della civiltà durante l'annientamento della Civiltà. Eccezionale nei suoi rimandi biblici, scritto con ottimo coinvolgente stile, presenta una schiera di caratteri magistralmente orchestrati dal narratore, e ci comunica bene il suo messaggio. Non siamo che pa ...continue

    Annichilente racconto della scomparsa della civiltà durante l'annientamento della Civiltà. Eccezionale nei suoi rimandi biblici, scritto con ottimo coinvolgente stile, presenta una schiera di caratteri magistralmente orchestrati dal narratore, e ci comunica bene il suo messaggio. Non siamo che parassiti, espressioni virali, nocivi a noi stessi prima che a tutto, e non c'è nè riscatto, nè redenzione, nè salvezza. Bestialità e umanità sono sinonimi di cui il secondo forse è deteriore, e il migliore degli uomini comunque non è degno di essere salvato.

    Lo stratagemma di lasciare lo spunto della trama sempre in sottofondo, senza mai esplicitarlo nè tentare di spiegarlo, rende il plot inquietantemente più palpabile. Splendida la scena dell'orgia, narrata con finezza ed eleganza non comuni. Bella l'idea, acuta l'intuizione, ottimo lo stile narrativo che rende pieno il giudizio a questo breve e intenso romanzo.

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  • 4

    All'inizio non sapevo cosa aspettarmi (complice anche una traduzione "più che libera" del titolo). Credo che l'aspetto più interessante è come la razza umana, così fiera della sua civiltà, venga trattata alla stregua di un parassita da eliminare. L'altro aspetto interessante, già trattato nella q ...continue

    All'inizio non sapevo cosa aspettarmi (complice anche una traduzione "più che libera" del titolo). Credo che l'aspetto più interessante è come la razza umana, così fiera della sua civiltà, venga trattata alla stregua di un parassita da eliminare. L'altro aspetto interessante, già trattato nella quarta di copertina, è l'evidente riferimento alle catastrofi bibliche.

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  • 0

    Più che un racconto di fantascienza un racconto noir che si snoda su di uno sfondo apocalittico. Gli alieni sono la causa scatenante di tutta la vicenda ma compaiono sostanzialmente fuori campo, remoti ed onnipossenti.
    Racconto sul tema dell'invasione ma interpretata in una chiave originalis ...continue

    Più che un racconto di fantascienza un racconto noir che si snoda su di uno sfondo apocalittico. Gli alieni sono la causa scatenante di tutta la vicenda ma compaiono sostanzialmente fuori campo, remoti ed onnipossenti.
    Racconto sul tema dell'invasione ma interpretata in una chiave originalissima, ribaltando ruoli tanto consolidati da essere percepiti come immutabili.
    E gli eventi tragici, a livello personale e di gruppo, di specie verrebbe da dire, travolgono gran parte dei personaggi e scatenano le peggiori pulsioni da cui solo due, una coppia di novelli adamo ed eva, sembrano essere immuni.

    Ho trovato l'idea portante e le vicende narrate coinvogenti, meno buone lo stile e la dinamica del racconto.

    Infine, la maledizione della traduzione del titolo ha colpito ancora implacabile: quello originale suona "Genocidi" ed è splendidamente calzante per significato e tono.

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