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Los simulacros

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Publisher: Mr Ediciones (Super-ficción, 109)

3.8
(795)

Language:Español | Number of Pages: 194 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , French , German

Isbn-10: 8427011849 | Isbn-13: 9788427011847 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Others

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
La Tierra en el siglo XXI era un mundo sombrio, cambiante y peligroso. La mayoría de sus habitantes se contentaban simplemente con sobrevivir y disfrutar del poco placer que tuvieran a mano. Pero había otros que jugaban astutamente para ser dueños del mundo. entre ellos se encontraban la mujer extraordinariamente hermosa que había dirigido la Casa Blanca durante casi un siglo, el último psiquiatra en ejercicio, el genial pianista psicocinético, el misterioso viajero del tiempo, los "parias" y ...los simulacros.
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  • 5

    Ventunesimo secolo. Da quando ne è entrata a far parte anche la Germania, negli USEA (Stati Uniti d'Europa ed America) un solo partito governa una società apparentemente stabile e pacifica. Tutti, per ...continue

    Ventunesimo secolo. Da quando ne è entrata a far parte anche la Germania, negli USEA (Stati Uniti d'Europa ed America) un solo partito governa una società apparentemente stabile e pacifica. Tutti, per legge, ne fanno parte. Tutti pagano le quote, partecipano alle riunioni e votano – ogni quattro anni – per decidere chi sarà il nuovo “der Alte”, l'uomo che a loro giudizio Nicole preferirebbe come compagno. È lei – famosa ed amata star televisiva – ad essere il vero fulcro del potere in una società in cui la televisione è diventata strumento di educazione e non più di intrattenimento. Dietro l'apparenza, si celano in realtà le lotte intestine per il controllo del Presidente di turno (che altro non è che un simulacro umano, un androide in tutto e per tutto uguale all'uomo) e le macchinazioni di Nicole, che – utilizzando la macchina del tempo – intende richiamare dal passato i nazisti e negoziare con essi un nuovo accordo che permetta loro di vincere la seconda guerra mondiale in cambio della fine della persecuzione contro gli ebrei... - See more at: http://www.mangialibri.com/libri/i-simulacri#sthash.lvQpzi3N.dpuf

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  • 0

    *I fatti, si disse Ian, non contano un bel niente quando tu vedi con i tuoi occhi che lei è giovane come una volta. E noi lo vediamo tutti i giorni.
    *Che cosa è irreale, e che cosa è reale? Per me lei ...continue

    *I fatti, si disse Ian, non contano un bel niente quando tu vedi con i tuoi occhi che lei è giovane come una volta. E noi lo vediamo tutti i giorni.
    *Che cosa è irreale, e che cosa è reale? Per me lei è molto più reale di qualsiasi altra cosa; è più reale di te, per esempio. E anche di me, della mia stessa vita.

    Ogni personaggio, situazione, riferimento di questo romanzo meriterebbe un commento a sé; Dick è riuscito a creare un intarsio ricco di dettagli e sfumature per raccontare un’altra distopia.
    Un universo in cui la simulazione supera la realtà, e diventa essa stessa la realtà.
    Incarnata nella figura di madre, moglie, amante della first lady Nicole, la realtà simulata diventa la condizione di vita normale.

    Ci sono tutti gli elementi per pensare a uno Stato totalitario, una dittatura da incubo.
    Del resto è quasi impossibile identificare questa sorte di eredità del nazismo che si è impossessata degli Stati Uniti d’America.
    Ma è pur sempre il governo legittimo. Mistificazione o no. E poi, questa cosiddetta mistificazione è nell’interesse stesso del popolo. Non viene perpetrata a svantaggio di qualcuno.
    È questo il punto discriminante, in cui anche il lettore viene completamente confuso nel tentativo di discernimento tra realtà e simulazione: tutto sommato la vita continua, non c’è un vero clima del terrore – se non quello “locale” che si vive nei megacondomini, non c’è l’impressione di vivere in uno Stato di polizia in cui le persone vengono prelevate e liquidate, non ci sono campi di concentramento.

    È la simulazione che ha raggiunto il suo apice. Una società totalitaria e nazista che non sa di essere totalitaria e nazista.
    Perfino la televisione, da strumento di intrattenimento è diventato mezzo di educazione – non è quello che tanti di noi in fondo auspicherebbero? Ma quale educazione?
    Quella che ricrea in ogni momento la realtà, tanto che le verità oggettive della storia o dei giornali che elaborano la verità senza interventi umani, i fatti insomma, vengono negati a fronte di una realtà soggettiva di massa, in cui si crede a quello che si vuole credere, arrivando al paradosso – ma in questo contesto si tratta poi di un paradosso? di negare l’oggettività.

    Si tratta forse del romanzo più “nazista” di Dick, a mio avviso ancora di più della “Svastica sul sole”, in cui il confronto e lo scontro con il regime per eccellenza erano possibili, mentre in questa visione esso è diventato normale, si è evoluto adattandosi ai tempi e alle circostanze ed si è camuffato talmente bene da non sembrare più un regime.
    Impossibile non cogliere l’assonanza tra i nomi della A.G. Chemie e della Karp und Sohnen Werke, i grandi monopoli, ovvero il potere effettivo, altro tema ricorrente in Dick, l’assonanza con i nomi delle ditte che fornirono il gas e i forni crematori alla macchina di morte di Hitler.
    Lo scrittore accetta un’interpretazione particolare del nazismo.
    Si ricordi, la guerra scatenata dai nazisti aveva come unico obbiettivo quello di sterminare gli ebrei di tutto il mondo; non ne è stato un semplice corollario.
    Ma, soprattutto, riflette sul rischio maggiore che possiamo correre: quello di poter scegliere personalmente e liberamente di desiderare che certe cose tornino ancora.
    Che cosa le fa credere che la verità sia la cosa migliore da dire? Se vogliamo fermare Bernard Goltz non dobbiamo presentarlo come un altro Hitler, semplicemente perché il cinquantuno per cento della popolazione locale, in cuor suo, sarebbe ben felice di vedere un altro Hitler.
    E, infine, c’è un altro tema caro a Dick, quello della follia di un singolo che può modificare la realtà di chi ne viene a contatto – lo dice quando il regime decide, quasi uno svelamento, di andare nel passato a recuperare Göring.
    Nessuno dovrebbe avvicinarsi al Terzo Reich. Quando si ha a che fare con degli psicopatici è difficile non lasciarsi coinvolgere; si rischia di perdere l’uso della ragione.

    Eppure il romanzo non lascia l’amaro in bocca.
    La realtà simulata non è perfetta e ha comunque delle crepe, date dall’arte, dalla possibilità di fuggire (certo, verso una vita solitaria sua Marte in compagnia dei simulacri, che diventeranno i nemici in “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?”) e, soprattutto, dai rapporti umani autentici.
    E poi ci sono quegli uomini misteriosi, che qualcuno considera inferiori, qualcuno diversi, qualcun altro solo incomprensibili. Che osservano. E sembrano davvero immuni alle simulazioni, ai regimi, alle tentazioni totalitarie.
    E, malgrado il loro apparente autismo, finiscono rappresentare un’alternativa plausibile per una realtà autentica, non più simulata.
    “Che brutto albero.” Si girò verso Nat. “Non sembra anche a te?”
    “Io penso” rispose lui “che nel mondo c’è posto per ogni forma di vita.”

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  • 4

    Ritroviamo tutti i temi cari a Dick: il nazismo e cosa sarebbe stato se, la società divisa in rigide caste e il bisogno di andarsene, i segreti e la mistificazione. Bello, ma non bellissimo.
    Lettura c ...continue

    Ritroviamo tutti i temi cari a Dick: il nazismo e cosa sarebbe stato se, la società divisa in rigide caste e il bisogno di andarsene, i segreti e la mistificazione. Bello, ma non bellissimo.
    Lettura comunque scorrevole e visionaria, con una trama che secondo me non è sviluppata appieno.

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  • 4

    Recensione pubblicata qui: http://pausalibro.blogspot.it/2014/08/i-simulacri-di-philip-k-dick.html

    Il tema del gruppo di lettura scratch-made era il tempo. E subito mi è venuto in mente questo romanz ...continue

    Recensione pubblicata qui: http://pausalibro.blogspot.it/2014/08/i-simulacri-di-philip-k-dick.html

    Il tema del gruppo di lettura scratch-made era il tempo. E subito mi è venuto in mente questo romanzo di fantascienza. I simulacri è un libro di poco più di duecento pagine denso di avvenimenti.
    La cura e attenzione ai dettagli contribuiscono a rendere più credibile la società dipinta da Dick. Una società articolata di cui l’autore ci offre un’ampia prospettiva, anche se a mio avviso con qualche pecca qui e lì.

    Ambientato nel ventunesimo secolo dove la Casa bianca ha il monopolio della macchina di Von Lessinger in grado di viaggiare nel tempo.
    Il mondo è diviso in grandi nazioni tra cui gli USEA (Stati Uniti d’America ed Europa), l’Impero francese, l’Africa libera i cui confini non sono specificati.
    La storia è ambientata negli USEA, una società complessa in cui la maggior parte delle persone fa parte della classe Be. La classe sociale inferiore che non vanta i privilegi della classe Ge.
    Non è a conoscenza dei Geheimnis, segreti, alcuni dei quali coinvolgono le più alte sfere dello Stato.
    Non vi è un protagonista principale, si susseguono diverse vicende all’apparenza slegate tra loro.
    Il primo personaggio a essere introdotto è Nat Flieger impiegato presso l’Electronical Musical Enterprise. Il suo lavoro consiste nel registrare la musica; l’ultimo incarico che gli è stato affidato è quello di registrare il pianista Richard Kongrosian dotato di capacità psicocinetiche.
    Poi c’è Egon Superb, l’unico psicanalista a cui è permesso esercitare la sua professione dopo l’approvazione della legge Mcphearson che ha messo al bando la psicanalisi a favore delle medicine.
    Ian Duncan abita nel condominio Abraham Lincoln, un momento di compassione di un suo vicino di casa che falsifica il suo punteggio al questionario gli consente di continuare ad abitare lì.
    La frustrazione suo malgrado non diminuisce, quello che vuole realmente è esibirsi alla Casa Bianca di fronte alla first lady, Nicole.
    La frustrazione è un sentimento comune tra gli appartenenti alla classe Be. E, prima o dopo, si presenta loro l’occasione di scegliere tra due vie d’uscita: unirsi ai Figli di Giobbe o andare su Marte.
    I Figli di Giobbe è un movimento neonazista d’opposizione al sistema, sempre più cigolante sotto il peso delle sue menzogne, il cui capo Bertold Goltz è in grado di utilizzare il principio di Von Lessinger.
    Marte è la nuova frontiera: una possibilità di riappropriarsi di se stessi e ripartire da zero.

    In un mondo in cui lo Stato è in grado di muoversi nel tempo e conoscere in anticipo le mosse del nemico non sembra esserci spazio per il fattore sorpresa. Tuttavia i futuri possibili sono infiniti e la loro realizzazione dipende da molteplici elementi. Forse un’unica certezza: il posto più improbabile e sperduto potrebbe essere quello più sicuro dove il tempo è immobile da molto tempo.

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  • 4

    Mi sono avvicinato un pò timidamente a Dick. Dopo aver provato a leggere 'Cronache dal dopobomba' (abbandonato a 1/4), non speravo che un suo libro potesse entusiasmarmi. Invece 'I simulacri' è forse ...continue

    Mi sono avvicinato un pò timidamente a Dick. Dopo aver provato a leggere 'Cronache dal dopobomba' (abbandonato a 1/4), non speravo che un suo libro potesse entusiasmarmi. Invece 'I simulacri' è forse uno dei migliori libri di fantascienza che abbia mai letto. Un' infinità di personaggi, a cui è difficile stare dietro, si muovono in un mondo che più che un universo fantascientifico sembra un quadro distorto dei giorni attuali.
    E' vero, alcune volte la scrittura è confusa, il virtuosismo inventivo di Dick prende spesso il sopravvento sulla trama. E' vero anche, e con questo concordo con gli altri lettori, che il finale è un pò troppo rapido. Però sono pecche che non hanno pesato su questa lettura entusiasmante.
    P.S. La postfazione di Baudrillard sulla fantascienza, nell' edizione fanucci, è una lettura obbligatoria per tutti gli amanti del genere.

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  • 4

    Altri libri di Dick mi hanno entusiasmato. I simulacri sono come sempre uno stimolo a ritrovare nel nostro mondo le visioni di un uomo che lo ha conosciuto molto profondamente ed è riuscito ad immagin ...continue

    Altri libri di Dick mi hanno entusiasmato. I simulacri sono come sempre uno stimolo a ritrovare nel nostro mondo le visioni di un uomo che lo ha conosciuto molto profondamente ed è riuscito ad immaginare il nostro presente e forse il nostro futuro con tanti anni di anticipo. Non è fantascienza, ma immaginazione del futuro. E quando il suo futuro assomiglia tanto alla nostra realtà di oggi e a quella che potrebbe essere nei prossimi anni, allora non possiamo fare altro che leggere con attenzione ed evitare quello che potrebbe non essere un futuro migliore del nostro difficile presente.

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  • 3

    Idee geniali mescolate insieme. Forse troppe per poter essere sviluppate coerentemente. L'organizzazione sociale basata su supercondominii. Una società stratificata: i Ge e i Be. Gli Stati Uniti d'Eur ...continue

    Idee geniali mescolate insieme. Forse troppe per poter essere sviluppate coerentemente. L'organizzazione sociale basata su supercondominii. Una società stratificata: i Ge e i Be. Gli Stati Uniti d'Europa e d'America. Un pianista sovietoc psicocinetico. Un gruppo di potere nell'ombra che domina attraverso i media, un presidente che è un simulacro e la moglie del presidente, quasi oggetto di culto per i sudditi, sempre giovanissima da decenni, che è un'attricetta sostituita quando serve. I viaggi nel tempo per controllare i possibili avvenimenti futuri e per interventi correttivi sul passato. Goring portato nel presente per convincerlo a tradire Hitler nel passato. I venditori clandestini di astronavi per espatriare su Marte. I Neandertal che ritornano e potrebbero ereditare la Terra. Anche un "essere proveniente da Ganimede" incorporato in un impianto di registrazione del suono.
    Un po' troppo, tutto insieme?
    Sicuramente un bel compendio di quelli che erano i temi della fantascienza nei primi anni sessanta.

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  • 3

    3.5/5

    Proprio non riesco a discostarmi da questo voto con Dick. Il romanzo (nato dal racconto breve "uno show originale", presente nel quarto volume di racconti) è scorrevole (nonostante i personaggi moltep ...continue

    Proprio non riesco a discostarmi da questo voto con Dick. Il romanzo (nato dal racconto breve "uno show originale", presente nel quarto volume di racconti) è scorrevole (nonostante i personaggi molteplici), la storia (o meglio le storie) accattivanti, l'idea del viaggio nel tempo anche; l'idea del governo fantoccio che usa i media come uno strumento di soppressione del volgo quantomai attuale. Però....il finale è troppo affrettato e poco chiaro. Ero pronto a dargli 4 stellette ma l'escalation delle ultime pagine termina in un modo proprio insoddisfacente.

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  • 0

    Decisamente assurdo...il mondo creato da Dick è come al solito molto intrigante e ha delle idee pazzesche per il tempo in cui è stato scritto; purtroppo l'intreccio a forza di aggiungere personaggi si ...continue

    Decisamente assurdo...il mondo creato da Dick è come al solito molto intrigante e ha delle idee pazzesche per il tempo in cui è stato scritto; purtroppo l'intreccio a forza di aggiungere personaggi si complica e verso la fine tutto subisce una accelerazione e si chiude troppo in fretta. Purtroppo uno dei libri di Dick che mi è piaciuto meno.

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