Los vigilantes del faro

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Publisher: Maeva

3.5
(793)

Language: Español | Number of Pages: 448 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Swedish , Dutch , English , German , French , Danish , Catalan , Portuguese , Italian , Polish

Isbn-10: 8415532792 | Isbn-13: 9788415532798 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: eBook , Mass Market Paperback

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
Desde que Patrik se ha reincorporado al trabajo, Erica se dedica de lleno a sus gemelos, que nacieron prematuros. Apenas tiene tiempo para ir a visitar a Annie Wester, una compañera de instituto que acaba de regresar a Fjällbacka después de muchos años. Junto con su hijo Sam, Annie se ha instalado en el faro abandonado de la isla de Gråskär, propiedad de su familia. A pesar de los rumores que circulan por el pueblo sobre la leyenda de la «isla de los espíritus», en la que los muertos vagan libremente, no parecen importarle las voces extrañas que oye por la noche. Además, su antiguo novio Matte Sverin, quien también ha pasado unos años en Estocolmo y acaba de empezar a trabajar en el Ayuntamiento de Fjällbacka, aparece asesinado. Annie es la última persona que lo ve con vida.

Estos sucesos le depararán a Patrik y a su eficaz colaboradora Paula muchos quebraderos de cabeza. Por su parte, Erica, que realiza su propia investigación en paralelo, conseguirá atar algunos cabos sueltos que serán de gran ayuda para la resolución del caso.
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  • 2

    Leif vs. Camilla - 21 mag 17

    In base agli insondabili algoritmi che governano misteriosamente le mie letture (e di cui forse un dì parlerò, ma solo sotto minacce pesantissime) leggo il seguito de “La Sirena” subito appena finito ...continue

    In base agli insondabili algoritmi che governano misteriosamente le mie letture (e di cui forse un dì parlerò, ma solo sotto minacce pesantissime) leggo il seguito de “La Sirena” subito appena finito il libro. Rimangono così ancora vividi gli ultimi collegamenti, e si possono fare raccordi e dare anche qualche giudizio. Intanto, sembra che Laura Cangemi ed il marketing Marsilio abbiano trovato un accordo, tanto che anche questa volta si mantiene il titolo come l’originale. E non è poco, di questi tempi. Come immaginavamo, a meno di improbabili colpi di scena, il malore di Patrick (uno dei due protagonisti-leader della serie) è solo un po’ di angina e non un infarto. Come immaginavamo, Erica non muore nello scontro automobilistico che chiudeva il libro precedente. Né muoiono i due gemelli che aveva nel pancione. Anzi, seppur precocemente, nascono e qui li ritroviamo nei loro primi mesi di vita, il focoso Noel-Erica ed il riflessivo Anton-Patrick. Né muore Anna la sorella di Erica, che però perde il bambino. E per tutto il libro ci dovremo sorbire il suo crollo nervoso, i sentimenti di colpa di Erica, e via discorrendo sul lato dolente. Anche se questo è un filone che poco intacca le indagini. Che invece riguardano, principalmente, la morte di tal Mats, esperto di economia, da pochi mesi tornato nella natia Fjällbacka, per fuggire da qualcosa successagli a Göteborg (ma di cui si troverà il bandolo solo in fine di libro). Prima di morire ha fatto visita a tal Annie, che seguiamo dalle prime pagine fuggire un fatto di sangue dove sicuramente muore il marito (losco figuro) e rifugiarsi con il figlio Sam nella sua proprietà a Fjällbacka, il faro di Gråskär, da sempre noto come il faro dei fantasmi. Qui la nostra Camilla ci “delizia” con i suoi soliti inserti corsivi: la storia di tal Emelie, rinchiusa nel faro prima con il marito Karl e l’amante (del marito) Johnson, poi anche con il figlio Gustav. Una storia del 1870 (circa) che si capisce fin dai primi istanti essere destinata con la morte di Emelie e Gustav (e la scomparsa dei due uomini). Tanto che tutti compariranno come fantasmi al faro, per stare vicino a Annie. Le complicazioni immaginate da Camilla sono poi legate all’apertura di una spa, condotta da due fratelli: Vivienne e Anders. La prima circuisce Erling, una figura dedita alle brutte figure come avevamo imparato ne “L’uccello del malaugurio”, il quarto episodio della saga (ricordo che ora siamo al settimo). Il secondo cerca (riuscendo) di sottrarre soldi al comune, dove lavora Mats. L’autrice fa di tutto per farci credere che i due siano implicati nella morte di Mats, ma noi non ci caschiamo (rimane solo l’interrogativo su chi sia l’amante di Anders, forse lo sapremo in futuro). Inoltre, ogni tanto compare tale Madeleine, donna vittima di maltrattamenti da parte del marito, tanto che fugge di nascosto in Danimarca con i figli. A questo punto direi che potremo fare un inciso con una piccola critica a due difetti che si stanno palesando in questa scrittura: l’andamento della storia affonda in una lentezza (che Eco definirebbe pornografica, anche se nel libro non ci sono scene di sesso) e disperde l’attenzione ricalcando alcuni sentieri del libro precedente. C’è troppa carne al fuoco, e quando si abbonda bisogna saper dosare bene i sapori, per non rendere il cibo poco appetibile. Inoltre, chi ha da poco letto il precedente, si accorge che sembra diventare un cliché quella della presenza di un morto che sembra non avere un passato. Per fortuna, verso la fine Camilla cerca di riannodare le fila e di farci avere (quasi) tutte le storie che tornano al loro posto. Mats lavorava a Göteborg presso un centro che si occupa di donne maltrattate, dove conosce la Madeleine di cui sopra, e ne nasce una storia, anche se contro le regole. Il marito di Madeleine, saputolo, lo riempie di botte, e mentre è all’ospedale il centro fa sparire Madeleine in Danimarca. Dove però il marito cattivo la rintraccia, e lei tornerà in Svezia dove, probabilmente, farà una brutta fine (metto il condizionale perché questa parte non è sviluppata o per mancanza di volontà o per riprenderla in libri futuri). Mats, sconvolto dalla partenza dell’amata, torna a Fjällbacka, dove rincontra Annie e poi gli succede quello che sappiamo. Ma chi lo uccide? Un indiziato è Anders, ma lo escluderei per il fatto che decide di rimanere in Svezia nonostante il furto dei soldi. Poi c’è sicuramente il cattivo marito di Madeleine. O forse una terza persona dalla mente sconvolta che non riesce a distinguere il vero dall’immaginario che si sta svolgendo nella sua testa. Tutto precipita quando la polizia di Stoccolma comincia ad indagare sulla morte del marito di Annie e quando Erica, al solito, comincia ad indagare sulle storie dei fantasmi del faro. La fine lascia un po’ di amaro in bocca, per le sfortunate circostanze in cui molti attori della storia sono coinvolti. Come se ci fosse un destino più grande che li trascina verso eventi sfortunati. A noi rimangano comunque sulla tavola Patrick ed Erica con i loro tre figli, il rapporto tra Bertil e Rita (di cui non ho parlato che è un inciso pur interessante), l’evolversi della storia di Anna e Dan, dove la sorella di Erica sembra poter uscire dal suo baratro personale. Ma Camilla lancia qualche frase che ci fa presagire che tutto non sia ancora risolto. Speriamo che nei futuri romanzi la nostra brava scrittrice riesca ad annodare meglio i propri fili, e ci faccia tornare ad assaporare i suoi serial book, con la stessa aria dei primi volumi.

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  • 3

    Ogni tanto ci riprovo a tornare al mio primo amore, quello per i romanzi thriller, e se sono fortunata a beccarne uno buono riesco pure a godermi la storia.
    Questo qui un po' è stato una delusione, ne ...continue

    Ogni tanto ci riprovo a tornare al mio primo amore, quello per i romanzi thriller, e se sono fortunata a beccarne uno buono riesco pure a godermi la storia.
    Questo qui un po' è stato una delusione, nel senso che è come se dei vari nuclei di piccole storie che si sviluppano in questo romanzo (alcune delle quali sicuramente hanno un seguito e altre dei precedenti in romanzi della stessa autrice) siano rimasti troppi nodi insoluti, e questa sensazione di incompletezza alla fine non mi è piaciuta, nonostante la storia in sé non sia male.
    E' come se l'autrice avesse iniziato tanti discorsi senza però riuscire a portarli a termine, ad è un peccato perché la lettura in sé non mi era dispiaciuta.

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  • 0

    Dopo Stig Larson forse gli svedesi si pensano e si riscoprono tutti grandi scrittori di triller e gialli, no perché questo mi da proprio questa idea, per essere un giallo c'è poca suspance, per essere ...continue

    Dopo Stig Larson forse gli svedesi si pensano e si riscoprono tutti grandi scrittori di triller e gialli, no perché questo mi da proprio questa idea, per essere un giallo c'è poca suspance, per essere un triller c'è poca sostanza, gli intrecci troppo poco ben fatti...magari il finale è in linea con i tempi moderni, tanto per dare un tocco anomale in un racconto moooolto poco amabile.

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  • 5

    Lackberg=certezza!

    Mi è piaciuto molto, la trama è intensa ed intrecciata, più storie (molto forti) che non sembrano collegate e invece...Ho intuito chi fosse l'assassino solo verso la 400esima pagina (su 444!). Solita ...continue

    Mi è piaciuto molto, la trama è intensa ed intrecciata, più storie (molto forti) che non sembrano collegate e invece...Ho intuito chi fosse l'assassino solo verso la 400esima pagina (su 444!). Solita bravura nella descrizione di personaggi e ambienti, più pathos che nei precedenti.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    Il livello sta calando

    I romanzi con il procedere della serie stanno calando di livello, il metodo è sempre lo stesso, i protagonisti scoprono qualcosa che si rivelerebbe importantissimo e se lo scordano fino alla fine oppu ...continue

    I romanzi con il procedere della serie stanno calando di livello, il metodo è sempre lo stesso, i protagonisti scoprono qualcosa che si rivelerebbe importantissimo e se lo scordano fino alla fine oppure quando vengono a conoscenza di dettagli o ragionamenti fondamentali il lettore non ne viene messo a parte per diverso tempo, non si può pensare di basare tutta la suspense su questi espedienti. Inoltre la trovata di inserire spezzoni di una storia ambientata nel passato è sfuggita di mano, in questo episodio non ha collegamenti realmente importanti con la storia principale, sembra una cosa messa tanto per inserire qualcosa.

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  • 4

    Forse il migliore letto fino qui della serie. La storia scivola via e non ti accorgi nemmeno dei cambi scena e dello spostarsi del focus narrativo: sei dentro la storia! Bello è dire poco. Lackberg so ...continue

    Forse il migliore letto fino qui della serie. La storia scivola via e non ti accorgi nemmeno dei cambi scena e dello spostarsi del focus narrativo: sei dentro la storia! Bello è dire poco. Lackberg sopraffina e sapiente.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Il guardiano del faro

    Mah, l'ho finito di leggere da poche ore e non l'ho trovato avvincente quanto i precedenti. Il tema è sicuramente serio e non parlo solo della violenza sulle donne ma anche della reazione della mente ...continue

    Mah, l'ho finito di leggere da poche ore e non l'ho trovato avvincente quanto i precedenti. Il tema è sicuramente serio e non parlo solo della violenza sulle donne ma anche della reazione della mente femminile dopo aver commesso l'omicidio del figlio e di quanto una madre sia disposta a sacrificarsi per i propri figli.
    Rimane sempre un buon libro.

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  • 4

    Il settimo volume della saga della Lackberg affronta un tema doloroso ed attuale: la violenza sulle donne, che di certo non è appannaggio dell’Europa meridionale, ma anche in Svezia fa la sua parte di ...continue

    Il settimo volume della saga della Lackberg affronta un tema doloroso ed attuale: la violenza sulle donne, che di certo non è appannaggio dell’Europa meridionale, ma anche in Svezia fa la sua parte di vittime.
    Tra loro Annie, in fuga dal marito violento che ha ucciso, si rifugia su un’isola dove i fantasmi sembrano tenere al sicuro lei e il piccolo Sam. Sulla stessa isola aveva vissuto Emeline, ignorata quando non vessata dal marito Karl, oltre un secolo prima. Anche Madeleine è una donna in fuga, ma il suo marito violento è vivo e vegeto, sempre in agguato pronto a fargliela pagare.
    Il caso d’indagine di Patrik Hedstrom e della polizia di Tanumshede tutta è questa volta Matte Sverin, un giovane che ha lavorato per un’organizzazione a tutela delle donne prima di tornare al suo paese natatale dopo una violenta aggressione. È proprio a Fjallbacka però che viene trovato morto, ucciso con un proiettile alla nuca.

    I “nostri eroi” procedono con le loro vite: dopo un tragico incidente, Anna ha perso il bambino che aspettava da Dan e il loro matrimonio attraversa una brutta crisi. Erika invece ha avuto due gemelli ed affronta questa seconda doppia maternità con grande serenità rispetto alla nascita di Maja che l’aveva tanto angosciata.

    Forse un po’ più prevedibile dei precedenti volumi, alcuni elementi che avrebbero dovuto creare sorpresa me li aspettavo in realtà fin dall’inizio, mentre per fortuna l'identità del colpevole non ero riuscita a capirla in anticipo: quindi, ancora una buona prova dell’autrice.

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