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L'ospite

By Lalla Romano

(28)

| Others | 9788804484639

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Book Description

7 Reviews

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  • 5 people find this helpful

    "Che via fai per il Nepal?" ..."Viale Monza"

    La domanda e' di Lalla Romano, la risposta e' di suo figlio Piero, che partendo per un viaggio, affida il piccolo Emiliano, suo figlio, alla Madre.

    Cosi' inizia il viaggio, avventuroso, di Piero e quello altrettanto avventuroso di Lalla, nella "ge ...(continue)

    La domanda e' di Lalla Romano, la risposta e' di suo figlio Piero, che partendo per un viaggio, affida il piccolo Emiliano, suo figlio, alla Madre.

    Cosi' inizia il viaggio, avventuroso, di Piero e quello altrettanto avventuroso di Lalla, nella "gestione" del bambino.

    Lalla Romano, grande Scrittrice, di sentimenti, emozioni, ricordi, qui, nella veste di:
    Nonna
    Madre
    Moglie
    Suocera
    Consuocera
    ed in qualche ricordo, Figlia
    Regala un libro di delicato divertimento, soave ironia, dolcezza nel ricordare.

    Un "viaggio" nei ricordi e sentimenti legati ai vincoli familiari.

    Scene e scenette, biberon, pannolini, passeggini e tutto "l'armamentario" per un piccolo, con una Nonna (quasi) maldestra, che si prende amorevolmente in giro.

    Belli i passaggi dove la Romano cita quadri famosi nello descrivere persone e situazioni.

    Una lettura di grande godibilita'.

    "L'ospite" è scritto in una lingua pura, eletta e selettiva: non c'è mai un errore di gusto o una forma espressionistica: lo spirito, che presiede alla lingua della poesia, presiede a questo breve romanzo in prosa, fatto come di brevi lasse, leggere ed assolute. (P.P.Pasolini)

    (Biografia)
    http://www.italica.rai.it/argomenti/grandi_narratori_90…

    (Fuori testo, Lalla Romano, col Padre, ottimo fotografo)
    http://www.provincia.milano.it/articoli/cultura/images/…

    SILENZI
    D’estate, nel silenzio dei meriggi,
    sopra la terra esausta ed assopita,
    incombe il peso d’una enorme assenza.

    Ma dai grandi silenzi dell’inverno,
    sopra la terra rispogliata e nuda,
    infinita certezza si disserta.

    Tutto perdemmo: fu sprecato il tempo
    Sì breve del fiorire, ma ora il cielo,
    non più velato dalle foglie, immenso,

    di luce inonda gli orizzonti, e nulla
    fuorché il cielo è vivente sulla terra,
    una più vera vita è in questa morte.

    (Inedito di Lalla Romano, 1930)

    Per un'ottima recensione rimando a "Starsailor", per questo libro ed altri di Lalla Romano.

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    Omero said on May 8, 2012 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    "Il tempo passava lentissimamente; c'erano i giorni e le notti, ma pareva senza mutamento; eppure si sapeva come ora che doveva finire presto. E c'era pure questa luce calma, limpida, sempre uguale. Anche allora era autunno"

    Il meccanismo narrato in questo libro (o, per meglio dire, diario nel quale, al racconto di fatti ed eventi, s'accompagnano riflessioni lucidissime e profonde), ci dice più volte Lalla, è simile a quello che regola le dinamiche raccontate da Pasolini ...(continue)

    Il meccanismo narrato in questo libro (o, per meglio dire, diario nel quale, al racconto di fatti ed eventi, s'accompagnano riflessioni lucidissime e profonde), ci dice più volte Lalla, è simile a quello che regola le dinamiche raccontate da Pasolini in "Teorema": una presenza estranea alla coppia (quella formata da lei e dal marito Innocenzo) che, stabilendosi presso di loro, ne sconvolge ritmi e consuetudini.
    La presenza, in questo caso, è quella felice del piccolo Emanuele, figlio neonato di Piero, che i nonni si trovano ad accogliere in casa durante un'assenza di Marlène, la madre.
    E se seduzione c'è, si tratta, qui, diversamente che in "Teorema", della seduzione casta (per quanto l'amore della nonna per E. somigli, in tutto e per tutto, all'adorazione di un'amante appassionata e gelosa; lei stessa ammette il feticismo insito nel gesto di conservare, in una scatola piena di fiori di stoffa, le scarpette di E. bambino: "Le sue prime scarpette - consunte sulle punte per quel battere sui pavimenti - sono conservate in una teca trasparente - non di cristallo - insieme a certe rose di seta per abiti da sera, mai messe e rimaste lì. Feticismo? E con questo? L'amore è uno; e non è detto che nelle sue cosiddette distorsioni sia meno vero, meno nobile") di un bimbo che incanta per il fatto di somigliare ad un dio, superiore, impenetrabile (e, forse, è vero che i nipoti scatenano, nelle nonne, sentimenti nuovi, pieni di un'indulgente tenerezza, per quanto, nella Romano, l'amore per E. fosse, in parte, anche amore per P.; nei confronti dell'universo segreto di Piero, Lalla non nutriva praticamente alcun rispetto, anzi, l'intuire nel figlio pensieri sublimi ed ineffabili, l'infastidiva; in E., la stessa selvatichezza, lo stesso distacco, la deliziano e la inorgogliscono); bello d'una bellezza diversa da quella degli altri bambini (sin troppo normali ed ordinari per poter rappresentare un qualche termine di confronto) E. è, già da piccolo, un quadro del Mantegna, una visione luminosa, bionda e profumata, più legata al mondo vegetale che a quello animale (o, al massimo, agli universi silenziosi e leggiadri dei pesci, degli uccelli, che gli somigliano per il fatto di vivere avvolti in una sottile, elegante armonia).
    Il romanzo diventa, quindi, racconto di una quotidianità scandita dal bambino, dai suoi progressi, dalle sue esigenze (malgrado l'indipendenza manifestata sin dai primi mesi di vita): la vestizione (solenne come quella del Re Sole), il momento della pappa, la passeggiata quotidiana ai "giardini", il bagnetto; le corrucciate perplessità di Emanuele (tanto simile, in quei momenti, ad un piccolo Budda), la sua passione per le rose e per le motociclette, la grazia dei suoi gesti, si collocano al centro di un irripetibile idillio reso ancora più prezioso da angosce senza oggetto e tragedie sfiorate.
    Ma, proprio come in "Teorema", la convivenza deve durare poco (l'ospite, tanto simile ad un'apparizione, non può proprio fondersi con la famiglia; arriva, sconvolge, se ne va), per essere veramente significativa; così la fine di quel periodo speciale, rievocato dalla scrittrice con nostalgia ma pure con gratitudine, decreta, per Lalla e per Innocenzo, l'inizio della vecchiaia, e, per Emanuele, la fine della prima infanzia, cercata, poi sempre, c'è da scommetterci, sui muri e sotto i mobili della casa dei nonni.

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    alice said on Mar 15, 2012 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Un librino di svelta e piacevole lettura, certo non il meglio di Lalla Romano. Riflessioni (non scontate e senza retorica) di una nonna la cui vita fisica ed emotiva viene temporaneamente invasa dal nipote.

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    Maria Clara said on Nov 8, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Di certo non una grande lettura. Un libro che si legge fino alla fine solo perchè è corto... Improponibile a scuola perchè ha più a che vedere con i turbamenti personali della scrittrice (in avanti con gli anni), che con le tematiche della famiglia.

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    Giacomo Maroni said on Sep 6, 2010 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    3 stelline e mezza
    Voce narrante, una nonna alle prese con il nipotino. Lieve racconto degli anni '70 su questo tenero rapporto di timore/amore, ma non l'ho apprezzato pienamente per lo stile di scrittura un po' datato.

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    Adriana said on Sep 2, 2010 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (28)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
  • Others
  • ISBN-10: 8804484632
  • ISBN-13: 9788804484639
  • Publisher: Mondadori
  • Publish date: 2000-01-01
  • Also available as: Paperback , Hardcover
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